Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini
Articoli pubblicati nel mese di Ottobre 2024 (26)
Corte d’Appello di Messina, 13 maggio 2024
[A] Sui principi giuridici che regolano il riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo. [B] Premessa la natura e la finalità dell’istituto della revisione dei prezzi, sui casi in cui, anche ai fini della ripartizione della giurisdizione, la posizione del privato si articola in un interesse legittimo o in un diritto soggettivo. [C] Sul riparto di giurisdizione circa la domanda di pagamento delle somme richieste a titolo di revisione dei prezzi avanzata dall'appaltatore in materia di appalti pubblici. [D] Sul momento a partire dal quale, anche ai fini della ripartizione della giurisdizione, sorge in capo alla stazione appaltante il diritto alla ripetizione delle somme versate in eccesso in corso d’opera a titolo di acconti revisionali.
Tribunale di Nola, 28 giugno 2024
[A] Sulla (in)validità dei contratti stipulati dalla p.a. aventi durata decennale o ultradecennale e sull’unica eccezione al principio di improrogabilità dei contratti pubblici nella vigenza del d.lgs. 50/2016. [B] Sui presupposti necessari ai fini dell’esperimento dell’azione di indebito arricchimento nei confronti della p.a., con particolare riguardo alla (non) necessità del riconoscimento dell’utilitas da parte dell’amministrazione. [C] Premessi i principi generali che regolano il riparto di giurisdizione tra g.a. e g.o. in materia di contratti pubblici, sul giudice competente in materia di nullità di un contratto d’appalto pubblico.
Tribunale di Palermo, 21 giugno 2024
[A] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che richieda il risarcimento del danno da mancato guadagno per le opere non eseguite e del danno curriculare in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della stazione applatante e sulla (im)possibilità per l’appaltatore di ottenere la liquidazione di siffatti danni in via equitativa. [B] Sull’obbligo della p.a. committente, in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della stazione appaltante, di corrispondere all’appaltatore il valore venale delle opere già eseguite e sul momento che deve essere preso a riferimento ai fini della valutazione del predetto valore venale. [C] Sulla (im)possibilità di ricomprendere nel valore dei lavori, ai fini del calcolo dell’importo dovuto dalla stazione appaltante all’appaltatore per le opere già eseguite in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della p.a. committente, il ribasso dell’offerta. [D] Sul momento da cui decorrono gli interessi legali dovuti dalla stazione appaltante sull’importo riconosciuto all’appaltatore per le opere già eseguite in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della p.a. committente. [E] Sulla (non) debenza all’appaltatore, in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della p.a. committente, delle ritenute effettuate dalla stazione appaltante sui certificati di pagamento a garanzia della corretta esecuzione, da parte dell’impresa, delle prestazioni contrattuali e degli obblighi previdenziali e assistenziali.
Tribunale di Catanzaro, 24 giugno 2024
[A] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che agisca ex art. 700 c.p.c., asserendo la sussistenza di un pericolo per la propria stabilità economico/finanziaria o per la futura partecipazione a gare pubbliche, al fine di ottenere la sospensione in via d’urgenza dell’escussione della polizza fideiussoria definitiva disposta da parte della stazione appaltante a seguito della risoluzione di un contratto d’appalto pubblico. [B] Sulla (non) lesività, anche ai fini del risarcimento del danno richiesto dall’appaltatore, della segnalazione all’ANAC da parte della p.a. committente di una vicenda risolutiva di un appalto pubblico.
Tribunale di Teramo, 17 giugno 2024
[A] Sul solo caso in cui il giudice ordinario ha giurisdizione in materia di clausola di revisione dei prezzi negli appalti di opere pubbliche. [B] Premessa la disamina dell’istituto della clausola di revisione dei prezzi e dell’obbligo di introdurre tale clausola nei contratti d’appalto pubblici nella vigenza dell’art. 115 del d.lgs. 163/2006, sui limiti entro cui tale obbligo opera nei confronti della p.a. committente e sui presupposti necessari affinché l’appaltatore acquisisca il diritto soggettivo al pagamento dei compensi revisionali. [C] Sul rimedio previsto a favore dell’appaltatore in caso di inerzia della stazione appaltante che, a fronte della richiesta dell’impresa di revisione dei prezzi, ometta l’espletamento dell’istruttoria e l’adozione di un provvedimento di riconoscimento e quantificazione del compenso revisionale.
Corte d’Appello di Cagliari, 20 maggio 2024
[A] Premessa la ratio del co. 3 dell’art. 118 del d.lgs. 163/2006, sull’(in)applicabilità dell’istituto della sospensione dei pagamenti della stazione appaltante in favore dell'appaltatore che non trasmetta nei termini le fatture quietanzate del subappaltatore o del cottimista, ove l’appaltatore sia dichiarato fallito o il contratto d’appalto pubblico si sciolga. [B] Sulla responsabilità solidale nei confronti di stazione appaltante, subappaltatori e fornitori, nella vigenza del d.lgs. 163/2006, della capogruppo o mandataria di ATI per le obbligazioni assunte dalla società consortile costituita dalla stessa ATI per l’esecuzione di lavori pubblici.
Tribunale di Firenze, 23 giugno 2024
[A] Sulla (non) lesività, anche ai fini del risarcimento del danno richiesto dall’appaltatore, della segnalazione all’ANAC da parte della p.a. committente di una vicenda risolutiva di un appalto pubblico. [B] Sulla (in)idoneità di un singolo inadempimento pregresso di un’impresa a giustificare ex se l’esclusione della partecipazione a gare d’appalto in assenza di una specifica valutazione prognostica della stazione appaltante. [C] Sulla natura di contratto autonomo di garanzia della cauzione definitiva prestata dall’appaltatore mediante fideiussione in forza della quale il garante è tenuto al pagamento “a semplice richiesta” con rinuncia alle eccezioni di cui agli artt. 1944 e 1957 c.c. e sullo specifico caso in cui non opera il conseguente principio generale secondo cui l’appaltatore non può impedire l’escussione del garante. [D] Sull’individuazione delle obbligazioni e dei danni garantiti dalla cauzione definitiva nella vigenza dell’art. 103 del d.lgs. 50/2016 con particolare riguardo alla legittimità del trattenimento da parte della p.a. committente della cauzione per un importo pari alla clausola penale a titolo di danno da ritardo contenuta in un contratto d’appalto pubblico. [E] Sull’onere probatorio posto in capo alla stazione appaltante che intenda escutere la cauzione definitiva circa l’an ed il quantum dei pregiudizi subiti e delle maggiori spese sostenute a causa dell’inadempimento dell’appaltatore.
Tribunale di Milano, 28 giugno 2024
Sulla validità delle clausole pattizie, stipulate da stazione appaltante ed impresa, che prevedono un ampliamento dei motivi idonei a dar luogo all’escussione della garanzia provvisoria ulteriori a quelli previsti dall’art. 93 del d.lgs. 50/2016, con particolare riguardo alla previsione della sanzione dell’escussione della cauzione provvisoria ove un concorrente, mediante false dichiarazioni, tenti di aggirare i divieti di legge (nel caso di specie, l’aver partecipato alla gara con raggruppamenti diversi in violazione dell’art. 48, co. 7 del d.lgs. 50/2016).
Tribunale di Avellino, 25 giugno 2024
[A] Premessa la disamina della natura dei soggetti affidatari di servizio idrico integrato e della nozione di organismo di diritto pubblico ai fini dell’applicabilità delle regole dell’evidenza pubblica, sulla possibilità di annoverare tra le attività pubblicistiche quelle non stricto sensu necessarie alle finalità del servizio quali il servizio di recupero e riscossione stragiudiziale dei crediti oggetto di un appalto di servizio idrico. [B] Sull’(in)idoneità del c.d. autovincolo della p.a., che applichi le regole dei contratti pubblici ai contratti che sarebbero esclusi da predetta disciplina, a determinare spostamenti della giurisdizione. [C] Sul riparto di giurisdizione e sull’applicabilità delle regole dell’evidenza pubblica alla materia dell’affidamento del recupero e riscossione dei crediti oggetto di un appalto di servizio idrico.
Tribunale di Teramo, 21 giugno 2024
[A] Sulla forma che devono rivestire e sul soggetto che deve sottoscrivere i contratti pubblici a pena di nullità. [B] Premessa la normativa applicabile ai lavori di somma urgenza a mente del TUEL e nella vigenza del d.lgs. 163/2006, sulle modalità con cui la p.a. è tenuta ad operare in presenza di lavori di somma urgenza per i quali non sia stata osservata la tempistica e le condizioni procedimentali scaturenti dall'applicazione delle suddette norme. [C] Sulla (in)esistenza di un diritto soggettivo del privato al riconoscimento del debito fuori bilancio assunto dalla P.A. e sulla (in)sufficienza dei meri comportamenti degli organi rappresentativi dell’ente ad integrare un riconoscimento di debito fuori bilancio. [D] Sul soggetto nei cui confronti si instaura il rapporto obbligatorio ove l’Ente locale stipuli un contratto pubblico in violazione degli obblighi previsti dalla procedura di spesa degli enti pubblici o dalle norme ad evidenza pubblica. [E] Sulla forma che devono rivestire gli atti che prevedono varianti al progetto, maggiori oneri o accordi aggiuntivi ad un contratto d’appalto di opere pubbliche.
Corte d’Appello di Milano, 22 maggio 2024
[A] Premessa la derogabilità delle norme di cui ai co. 4 e 5 dell’art. 108 del d.lgs. 50/2016, sulla validità della clausola risolutiva espressa apposta in un contratto d’appalto pubblico a favore della p.a. in caso di specifici inadempimenti dell’appaltatore. [B] Premessa la natura di contratto autonomo di garanzia della cauzione prestata dal concessionario pubblico alla p.a. concedente e la modalità con cui la garanzia può essere escussa, sull’obbligo del garante di effettuare il pagamento richiesto dalla p.a. anche in assenza di verifica dell’inadempimento del concessionario - salva l’exceptio doli - e sull’onere probatorio posto in capo al garante circa l’esatto adempimento del debitore. [C] Sulla (im)possibilità per la p.a., in caso di totale e definitivo inadempimento da parte dell’appaltatore, di pretendere il pagamento della penale prevista in un contratto d’appalto pubblico per il ritardo nell’adempimento da parte del medesimo appaltatore.
Tribunale di Roma, Ord. 27 maggio 2024
[A] Sulla (in)derogabilità al principio della responsabilità solidale delle imprese consorziate nei confronti della stazione appaltante, dei subappaltatori e dei fornitori nell’ambito dell’esecuzione di appalti pubblici, anche ove le imprese appaltatrici siano parte di una società consortile di capitali, con particolare riguardo alla disciplina contenuta nel d.lgs. 163/006 e nel d.p.r. 207/2010. [B] Sulla responsabilità solidale delle imprese riunite in RTI nei confronti della stazione appaltante, dei subappaltatori e dei fornitori nell’ambito dell’esecuzione di appalti pubblici.
Tribunale di Piacenza, 14 giugno 2024
[A] Sul riparto di giurisdizione in tema di risoluzione anticipata di un contratto d’appalto pubblico disposta dalla p.a. per inadempimento dell’appaltatore. [B] Sui presupposti e sulla gravità dell’inadempimento dell’appaltatore idonei a fondare la dichiarazione di risoluzione del contratto d’appalto pubblico da parte della p.a. ai sensi dell’art. 108, co. 3 del d.lgs. 50/2016 e sulle caratteristiche di siffatta risoluzione rispetto a quella prevista dal codice civile. [C] Sulla facoltà dell’appaltatore di avvalersi dell’eccezione di inadempimento in caso di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico disposta dalla p.a. ai sensi della normativa speciale prevista dal d.lgs. 50/2016. [D] Sulla sorte delle riserve in caso di risoluzione di contratto d'appalto pubblico e sulle modalità con cui in tal caso l’appaltatore è tenuto a far valere le proprie pretese. [E] Sulla compatibilità tra la richiesta di pagamento della penale per il ritardo e la richiesta di risarcimento per i danni conseguenti all’inadempimento di un contratto d’appalto pubblico. [F] Premessa un’approfondita disamina delle differenti forme e caratteristiche, nonché della natura giuridica, delle cauzioni negli appalti pubblici, sui limiti entro cui la stazione appaltante, in caso di inadempimento dell’appaltatore, può incamerare l’importo ricevuto in numerario o procedere alla vendita dei titoli o all’escussione della fideiussione prestata quale garanzia definitiva e sull’onere probatorio posto in capo alla committente pubblica circa i danni sofferti o i maggiori oneri sopportati.
Tribunale di Belluno, 27 maggio 2024
[A] Sulla distinzione tra sospensione necessaria dei lavori e sospensione discrezionale dei lavori, che legittima l’appaltatore a sottrarsi al vincolo contrattuale, nella vigenza del d.p.r. 207/2010. [B] Sul momento in cui l’appaltatore è tenuto ad iscrivere la riserva nei differenti casi in cui l’asserita illegittimità della sospensione sia originaria ovvero emerga in un momento successivo. [C] Sulla (non) debenza all’appaltatore, in caso di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico, del corrispettivo per i manufatti e le materie prime portate in cantiere e messe a disposizione della committenza ma non installate.
Tribunale di Ancona, 10 giugno 2024
[A] Premessa la disamina dell’istituto dell’accordo bonario per i lavori nella vigenza dell’art. 205 del d.lgs. 50/2016, sulla (in)sussistenza di automatismi che vincolino le parti all’instaurazione del procedimento di accordo bonario ove le riserve apposte dall’appaltatore determinino una possibile variazione dell’importo economico dell’opera pubblica oltre le soglie percentuali predeterminate dalla norma. [B] Sulla natura sostanziale dell’obbligo di sopralluogo posto in capo all’appaltatore di opere pubbliche. [C] Sulle conseguenze, anche in punto di responsabilità, e sulla portata della dichiarazione dell'appaltatore di opere pubbliche di aver esaminato la situazione dei luoghi e di averne valutato i riflessi sull'esecuzione dell'opera. [D] Premesso l’obbligo dell’appaltatore di opere pubbliche di verificare la validità tecnica del progetto fornito dalla committenza, sui casi in cui la c.d. “sorpresa geologica” o le difficoltà geologiche occulte scoperte durante l’esecuzione dell’opera debbano ritenersi prevedibili e conoscibili dall’appaltatore, pertanto insuscettibili di fondare una richiesta di indennizzo, ovvero debbano ritenersi idonee ad escludere ogni responsabilità dell’appaltatore.
Corte d’Appello di Bari, 9 maggio 2024
Sui casi in cui viene meno l’immodificabilità del prezzo di un contratto d’appalto pubblico a corpo, con particolare riguardo ai lavori aggiuntivi determinati da carenze quantitative e qualitative della progettazione.
Tribunale di Siracusa, 11 maggio 2024
[A] Sulla (in)sussistenza di un obbligo in capo al subappaltatore di riassorbire il personale utilizzato da parte dell’appaltatore subappaltante in tema di appalti pubblici. [B] Sulle modalità con cui deve essere formulata una clausola sociale contenuta in un disciplinare di gara ai fini della sua validità. [C] Sulla possibilità che il giudice quantifichi in via equitativa il danno per il mancato utile conseguito dall’impresa ove i lavori non siano stati regolarmente eseguiti per inadempimento della stazione appaltante e sui parametri che il giudice può utilizzare per determinare il lucro cessante dell’appaltatore. [D] Sui presupposti del riconoscimento del danno curricolare a favore dell’appaltatore che, in ragione dell’inadempimento della stazione appaltate, abbia perso l’opportunità di partecipare ad altre gare in materia di appalti pubblici.
Tribunale di Bologna, 12 giugno 2024
Sull’interpretazione del co. 8 dell’art. 105 del d.lgs. 50/2016, con particolare riguardo a: a) pagamento diretto ai subappaltatori; b) necessità o meno della richiesta stragiudiziale da parte del subappaltatore nelle ipotesi in cui è previsto il pagamento diretto da parte della Stazione Appaltante; c) onere della stazione appaltante di verificare se sussitano i presupposti di cui alle prime due ipotesi della suddetta norma; d) natura giuridica della responsabilità prevista in capo alla stazione appaltante nei confronti dei subappaltatori pur in assenza di un rapporto obbligatorio tra le parti; e) possibilità o meno per la p.a. committente di evocare il rischio di doppio pagamento al subappaltatore al fine di escludere l’obbligo impostole dal co. 8 dell’art. 105 del d.lgs. 50/2016.
Tribunale di Roma, 26 maggio 2024
[A] Sul diritto, in capo all’appaltatore di lavori pubblici oggetto di informativa antimafia, di ottenere il pagamento del valore delle opere già eseguite ed il rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione delle opere rimanenti e sulla quantificazione degli importi così ottenibili. [B] Sulla validità delle clausole penali contenute in un contratto d’appalto pubblico che scattano per il sopraggiungere di un’informativa di interdittiva antimafia a carico dell’appaltatore. [C] Sull’applicabilità della penale prevista in un contratto d’appalto pubblico in caso di sopraggiunta interdittiva antimafia che sia oggetto di impugnazione da parte dell’appaltatore dinanzi al giudice amministrativo. [D] Sulla responsabilità solidale delle imprese riunite in ATI o consorziate, nella vigenza sia del d.lgs. 50/2016 che del d.lgs. 163/2006, nei confronti dei subappaltatori e dei fornitori e sulla responsabilità solidale delle imprese riunite in ATI per le obbligazioni assunte, nei confronti di subappaltatori e fornituri, dalla società consortile costituita dalla stessa ATI per l’esecuzione di lavori pubblici .
Tribunale di Bari, 29 maggio 2024
[A] Premessi i principi concernenti la portata probatoria della fattura circa l’esistenza del credito, sulla (in)idoneità della stessa a dimostrare la congruità del pagamento richiesto dall’appaltatore al committente e sulla (ir)rilevanza in tal senso dell’inserimento della fattura nelle scritture contabili della committente in tema di appalto. [B] Sulle finalità dell’istituto della riserva in materia di appalti pubblici. [C] Sull’(in)applicabilità della disciplina delle clausole vessatorie di cui all’art. 1341, co. 2 c.c. al caso in cui un contratto d’appalto pubblico richiami nella sua interezza il capitolato generale d’appalto come parte integrante del contratto. [D] Premessa l’individuazione delle pretese che devono essere oggetto di riserve e delle modalità di iscrizione delle medesime, sull’obbligo dell’appaltatore di confermare la riserva all’atto della sottoscrizione del conto finale.
Corte d’Appello di Roma, 23 aprile 2024
[A] Sulla possibilità per il creditore di un ente pubblico del quale sia stato dichiarato il dissesto finanziario ai sensi degli artt. 244 e ss. del T.U.E.L., in mancanza dell’approvazione del rendiconto della gestione da parte dell’organo straordinario di liquidazione previsto dall’art. 256 del T.U.E.L., di chiedere in giudizio l’accertamento del credito e la condanna dell’ente al pagamento e sulla (im)possibilità di intraprendere azioni esecutive. [B] Sull’applicabilità della disciplina dei ritardi nei pagamenti contenuta nel d.lgs. 231/2002 ai contratti d’appalto pubblico.
Corte d’Appello di Palermo, 30 aprile 2024
Sul danno risarcibile a titolo di perdita di chances nel caso di anomalo andamento dei lavori e sugli specifici elementi che le imprese appartenenti al settore degli appalti pubblici sono tenute a provare al fine di vedersi riconosciuto il risarcimento per il predetto danno. 
Corte d’Appello di Caltanissetta, 16 aprile 2024
Sulla validità, nella vigenza dell’art. 4, co. 3 della l. 741/1981, della clausola che impegni la stazione appaltante pubblica a pagare la sorte capitale al momento della effettiva acquisizione dei finanziamenti da parte di un altro ente e sul momento da cui decorrono gli interessi moratori dovuti all’appaltatore ove la p.a. committente ritardi nel pagamento pur avendo ricevuto tempestivamente il finanziamento.
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, 7 maggio 2024
[A] Premessi i termini di iscrizione delle riserve, sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore circa la tempestività delle riserve ove essa sia contestata dall’amministrazione committente. [B] Premessa la ratio dell’istituto della riserva e le specifiche modalità con cui l’appaltatore è tenuto ad iscriverla, sul momento in cui l’impresa appaltatrice è tenuta ad iscrivere le riserve concernenti i fatti continuativi non immediatamente quantificabili. [C] Sulla distinzione tra le variazioni che la stazione appaltante può apportare in corso d’opera e le opere nuove da considerarsi extracontratto. [D] Sulla quadruplice condizione necessaria a far sorgere in capo all’appaltatore un diritto al compenso per le opere extracontratto realizzate in assenza di autorizzazione della stazione appaltante. [E] Sul soggetto su cui ricade l’onere di provare la tempestività dell’iscrizione delle riserve.
Tribunale di Roma, 10 maggio 2024
[A] Sui bandi e avvisi ai quali si applicano temporalmente il d.lgs. 163/2006 ed il d.lgs. 50/2016 e il d.p.r. 554/1999 ed il d.p.r. 207/2010. [B] Sul momento e sulle modalità con cui, nella vigenza del d.p.r. 554/1999, l’appaltatore è tenuto ad iscrivere le riserve. [C] Sulle pretese che, nella vigenza del r.d. 350/1895, devono essere oggetto di riserva e sul momento e sulle modalità con cui essa deve essere apposta. [D] Premessa la natura di obbligazione di valuta dell’equo compenso ex art. 1664, co. 2 c.c. riconosciuto all’appaltatore che in corso d’opera abbia incontrato difficoltà di esecuzione non previste, sulla necessità per l’appaltatore di un’opera pubblica, anche al fine della decorrenza degli interessi, di costituire in mora la stazione appaltante e sulla (in)idoneità della riserva iscritta in contabilità a determinare la costituzione in mora della p.a. committente.
Tribunale di Napoli, 16 maggio 2024
[A] Sulla (im)possibilità per il giudice ordinario di esercitare il potere di disapplicazione dell’atto amministrativo illegittimo ove la p.a. sia parte del giudizio e sulla natura degli atti amministrativi che il giudice ordinario può vagliare. [B] Sulla (il)legittimità della clausola contenuta in un bando di gara che preveda in capo all’aggiudicatario l’obbligo di un corrispettivo per l’espletamento dei servizi di committenza e delle attività di gara. [C] Sulla (non) necessità del concorrente di impugnare la clausola di un bando di gara ai fini di far successivamente valere, ai sensi dell’art. 1418 c.c., la nullità della clausola che preveda in capo all’aggiudicatario l’obbligo di versare un corrispettivo per l’espletamento dei servizi di committenza e di tutte le attività di gara