Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini
Lavori extracontratuali
Tribunale di Latina, 13 novembre 2024
[A] Sulla distinzione tra le prestazioni nuove, perché differenti da quelle individuate in sede di stipula di un contratto d’appalto di opera pubblica, che possono essere oggetto di perizia di variante e quelle che invece richiedono un nuovo affidamento mediante procedura ad evidenza pubblica. [B] Sui casi in cui sorge in capo alla stazione appaltante l’obbligo di predisporre una perizia di variante di lavori pubblici. [C] Premessa l’individuazione del soggetto nei cui confronti si instaura il rapporto obbligatorio nell’ipotesi di fornitura di beni o servizi ad enti locali in assenza della deliberazione autorizzativa di spesa nelle forme previste dal TUEL, sulla (im)possibilità in tal caso per il fornitore di agire ex art. 2041 c.c. direttamente nei confronti dell’ente. [D] Premessa l’impossibilità per l’appaltatore di opere pubbliche di ottenere compensi o indennizzi, inclusi quelli ai sensi dell’art. 2041 c.c., per le opere extracontratto eseguite in assenza di autorizzazione della stazione appaltante, sulla quadruplice condizione necessaria in tal caso a far sorgere in capo all'appaltatore il diritto al compenso per le opere realizzate. [E] Sulle pretese che devono essere oggetto di riserva, sul requisito di specificità delle riserve, sull’onere dell’appaltatore di apporre tempestivamente le riserve nonché di provarne la tempestività ed il fondamento in caso di contestazione da parte della stazione appaltante. [F] Sulla possibilità per l’appaltatore di iscrivere le riserve in documenti diversi dal registro di contabilità. [G] Sulla possibilità per la p.a. di eccepire che l’indennizzo ai sensi dell’art. 2041 c.c. non è dovuto in caso di arricchimento imposto. [H] Sull’applicabilità dell’ordinaria disciplina del codice civile sull’inadempimento delle obbligazioni all’illegittima protrazione della sospensione di lavori pubblici in assenza dei presupposti di legge. [I] Sui documenti su cui l’appaltatore è tenuto ad iscrivere le riserve attinenti l’illegittimità della sospensione dei lavori nelle differenti ipotesi in cui essa sia originaria o sopravvenuta. [L] Sulla (im)possibilità di riconoscere all’appaltatore, in caso di illegittima sospensione dei lavori da parte della stazione appaltante, un danno per mancato ammortamento dei macchinari immobilizzati e per le retribuzioni inutilmente corrisposte ove lo stesso ometta di indicare specificamente nella rlativa riserva i macchinari e la forza lavoro tenuti a disposizione.
Corte d’Appello di Lecce, 7 ottobre 2024
[A] Sulla quadruplice condizione necessaria a far sorgere in capo all’appaltatore il diritto al compenso per le opere pubbliche realizzate extracontratto in assenza di autorizzazione della stazione appaltante. [B] Sulla ratio dell’istituto della riserva.
Tribunale di Frosinone, 4 ottobre 2024
[A] Sul requisito di specificità delle riserve. [B] Sulla (im)possibilità di esprimere le riserve con modalità diverse dall’iscrizione sul registro di contabilità, con particolare riguardo a note inviate dall’appaltatore alla stazione appaltante. [C] Sull’onere dell’appaltatore di immediata denuncia di ogni fatto pregiudizievole connesso con l’esecuzione dell’opera. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di agire ex art. 2041 c.c. nei confronti dell’ente pubblico committente per i lavori ulteriori rispetto a quelli previsti nel quadro economico di progetto ed alle eventuali perizie di variante.
Tribunale di Siena, 27 agosto 2024
[A] Premessa l’applicabilità delle norme di diritto comune alla risoluzione dei contratti di appalto pubblico, sui limiti entro cui può essere invocata la sospensione dei lavori quale inadempimento talmente grave da giustificare una richiesta di risoluzione da parte dell’appaltatore. [B] Premessa in generale la (ir)rilevanza delle riserve nell’ambito della risoluzione di un contratto d’appalto pubblico per inadempimento, sulla rilevanza che assume, nel giudizio sulla risoluzione per inadempimento di un contratto d’appalto pubblico, la mancata apposizione, da parte dell’appaltatore, della riserva relativa ai pregiudizi subiti a seguito della sospensione dei lavori disposta dalla p.a. committente. [C] Sulla ripartizione dell’onere probatorio in materia di inadempimento di obbligazioni, con particolare riguardo al contratto d’appalto. [D] Sulla (im)possibilità, in tema di appalti di opera pubblica, di configurare quale rinuncia alle riserve già avanzate in corso d’opera la sottoscrizione da parte dell’appaltatore di un atto di sottomissione avente ad oggetto una variante al progetto. [E] Sulle condizioni necessarie affinché l’appaltatore di opere pubbliche acquisisca il diritto al compenso per i lavori effettuati extra-contratto e non autorizzati dalla stazione appaltante. [F] Premessa la ratio dell’istituto delle riserve, sul momento e sui documenti nei quali l’appaltatore è tenuto ad iscrivere le riserve con particolare riguardo alle pretese derivanti dalla sospensione dei lavori disposta dalla p.a. committente. [G] Sul soggetto su cui ricade l’onere di dimostrare la tempestiva iscrizione delle riserve. [H] Premesse le somme cui l’appaltatore ha diritto in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico, sulla (non) debenza ad esso di un indennizzo per i beni e le attrezzature presi in consegna e per il ripiegamento e lo sgombero dei cantieri a seguita della risoluzione.
Tribunale di Roma, 26 agosto 2024
Sull’esistenza o meno di un diritto dell’appaltatore, che abbia eseguito varianti in corso d’opera non previste da un contratto d’appalto pubblico, al compenso o all’indennizzo da parte dell’ente committente, eventualmente ex art. 2041 c.c..
Tribunale di Catanzaro, 14 agosto 2024
[A] Premesso il principio generale di invariabilità del prezzo di un appalto a corpo, sulle deroghe al citato principio con particolare riguardo al caso in cui l’appaltatore non abbia completato l’opera ovvero esegua opere ulteriori extracontratto e sui criteri che devono essere adottati per determinare il minore, nel primo caso, o l’ulteriore, nel secondo caso, compenso dovuto dalla stazione appaltante. [B] Sulle tre principali tipologie di varianti al contratto d’appalto e sulla relativa disciplina. [C] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di richiedere al committente il pagamento del prezzo d’appalto in caso di risoluzione del contratto e sulla qualificazione giuridica della somma che l’appaltatore ha diritto di ricevere per le opere già eseguite. [D] Premesso l’onere dell’appaltatore, che chieda il danno da lucro cessante per la risoluzione di un contratto d’appalto per colpa del committente, di provare quale sarebbe stato l’utile netto da lui conseguibile, sulla (im)possibilità per l’appaltatore di avvalersi del parametro presuntivo del 10% del valore delle opere previsto in tema di appalti pubblici in assenza di una qualsivoglia allegazione circa la sussistenza del danno. [E] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che richieda al committente il risarcimento del danno da perdita di chance.
Corte d’Appello di Napoli, 8 maggio 2024
[A] Premessa la (im)possibilità, prevista dalla l. 109/1994 e prima dalla l. 2248/1965, di remunerare l’appaltatore per i lavori eseguiti in difformità da quanto stabilito in un contratto d’appalto pubblico, sui casi in cui sorge il diritto al compenso in capo all’appaltatore per i lavori eseguiti extra contratto in assenza di autorizzazione da parte della stazione appaltante. [B] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di agire direttamente per indebito arricchimento del committente ove sussista il titolo per agire nei confronti del direttore dei lavori e sulla possibilità per lo stesso appaltatore di agire per indebito arricchimento nei confronti del committente in via surrogatoria utendo iuribus del direttore dei lavori. [C] Sulla (non) necessità, in tema di azione di indebito arricchimento nei confronti della p.a.,  del previo riconoscimento dell’utilità da parte dell’Ente pubblico arricchito. [D] Premessa l’individuazione dei soggetti titolati a modificare nella fase dell’esecuzione i lavori stabiliti in un contratto d’appalto pubblico, sulla (im)possibilità di riconoscere il diritto al compenso per l’appaltatore che, nella vigenza della l. 109/1994, abbia eseguito le varianti in corso d’opera disposte dal direttore dei lavori al di fuori dei limiti previsti dall’art. 25, co. 3 della l. 109/1994. [E] Sulla responsabilità del direttore dei lavori che, pur non avendo ricevuto un formale incarico da parte del committente, si qualifichi come tale nei confronti dei terzi. [F] Sulla forma che devono rivestire i contratti d’opera professionale stipulati tra professionista e p.a., con particolare riguardo alla (ir)rilevanza della delibera con cui un organo dell’Ente abbia conferito l’incarico.
Tribunale di Bologna, 4 luglio 2024
[A] Sull’onere posto in capo alla p.a. committente di rilevare e contestare l’intempestività delle riserve apposte dall’appaltatore. [B] Sulla (im)possibilità di qualificare la sottoscrizione, da parte dell’appaltatore, di un atto di sottomissione alle varianti in corso d’opera pubblica quale rinuncia alle riserve già avanzate. [C] Premesso il principio generale di immodificabilità del prezzo di un contratto d’appalto pubblico a corpo indipendentemente dall’effettiva misura delle opere realizzate dall’appaltatore, sui casi in cui quest’ultimo ha diritto ad un compenso ulteriore per i lavori aggiuntivi eseguiti. [D] Sul momento da cui decorrono gli interessi dovuti dalla stazione appaltante all’appaltatore per le somme ad esso dovute per la maggior onerosità sopravvenuta della prestazione.
Tribunale di Teramo, 21 giugno 2024
[A] Sulla forma che devono rivestire e sul soggetto che deve sottoscrivere i contratti pubblici a pena di nullità. [B] Premessa la normativa applicabile ai lavori di somma urgenza a mente del TUEL e nella vigenza del d.lgs. 163/2006, sulle modalità con cui la p.a. è tenuta ad operare in presenza di lavori di somma urgenza per i quali non sia stata osservata la tempistica e le condizioni procedimentali scaturenti dall'applicazione delle suddette norme. [C] Sulla (in)esistenza di un diritto soggettivo del privato al riconoscimento del debito fuori bilancio assunto dalla P.A. e sulla (in)sufficienza dei meri comportamenti degli organi rappresentativi dell’ente ad integrare un riconoscimento di debito fuori bilancio. [D] Sul soggetto nei cui confronti si instaura il rapporto obbligatorio ove l’Ente locale stipuli un contratto pubblico in violazione degli obblighi previsti dalla procedura di spesa degli enti pubblici o dalle norme ad evidenza pubblica. [E] Sulla forma che devono rivestire gli atti che prevedono varianti al progetto, maggiori oneri o accordi aggiuntivi ad un contratto d’appalto di opere pubbliche.
Corte d’Appello di Bari, 9 maggio 2024
Sui casi in cui viene meno l’immodificabilità del prezzo di un contratto d’appalto pubblico a corpo, con particolare riguardo ai lavori aggiuntivi determinati da carenze quantitative e qualitative della progettazione.
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, 7 maggio 2024
[A] Premessi i termini di iscrizione delle riserve, sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore circa la tempestività delle riserve ove essa sia contestata dall’amministrazione committente. [B] Premessa la ratio dell’istituto della riserva e le specifiche modalità con cui l’appaltatore è tenuto ad iscriverla, sul momento in cui l’impresa appaltatrice è tenuta ad iscrivere le riserve concernenti i fatti continuativi non immediatamente quantificabili. [C] Sulla distinzione tra le variazioni che la stazione appaltante può apportare in corso d’opera e le opere nuove da considerarsi extracontratto. [D] Sulla quadruplice condizione necessaria a far sorgere in capo all’appaltatore un diritto al compenso per le opere extracontratto realizzate in assenza di autorizzazione della stazione appaltante. [E] Sul soggetto su cui ricade l’onere di provare la tempestività dell’iscrizione delle riserve.
Tribunale di Como, 2 maggio 2024
[A] Sulle pretese dell’appaltatore che devono essere oggetto di riserva e sulle modalità e termini entro cui l’appaltatore è tenuto ad effettuare l’iscrizione delle riserve in materia di appalti pubblici. [B] Sulla rilevabilità in giudizio dell’eccezione di tardività della riserva, con particolare riguardo alla (ir)rilevanza dell’eventuale tempestiva formulazione dell’eccezione nella fase di istruzione preventiva. [C] Premessa la non debenza, neppure a titolo di indebito arricchimento, di somme a favore dell’appaltatore per l’esecuzione di variazioni unilaterali, non richieste o non autorizzate dalla p.a. committente, sulle specifiche condizioni al verificarsi delle quali l’appaltatore, in deroga al suddetto principio generale, ha diritto a compensi aggiuntivi per i lavori extracontratto realizzati unilateralmente. [D] Sull’applicabilità dell’art. 166, co. 1 del d.p.r. 207/2010 ai danni subiti dalle opere già realizzate dall’appaltatore e sulla (non) applicabilità dello stesso  ai danni subiti dalle attrezzature o dai beni dell’appaltatore.
Corte d’Appello di Roma, 16 gennaio 2024
[A] Sulla competenza della Corte dei Conti in materia di spettanza delle somme riscosse dalla società cui un ente pubblico, in virtù di una concessione pubblica, abbia attribuito il servizio di riscossione delle imposte. [B] Sul riparto di giurisdizione in materia di quantum ed an debeatur della revisione dei prezzi di un appalto pubblico, con particolare riguardo alla distinzione tra il caso in cui la revisione sia normativamente prescritta e quello in cui essa abbia fonte negoziale. [C] Sugli elementi distintivi tra appalto di servizi pubblici e concessione di servizi pubblici. [D] Sulla natura del contratto pubblico con cui un Comune affida il servizio di igiene urbana ad un’impresa: appalto o concessione? [E] Sui casi in cui sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo in materia di indennità, canoni o altri corrispettivi afferenti ad un rapporto concessorio pubblico. [F] Sull’onere probatorio posto in capo al debitore in materia di inadempimento contrattuale. [G] Sul momento dal quale decorrono gli interessi dovuti dagli enti pubblici alle imprese per i ritardati pagamenti dei corrispettivi per la fornitura di beni o servizi. [H] Sull’applicabilità della disciplina degli interessi moratori prevista dal d.lgs. 231/2002 ai contratti d’appalto pubblico. [I] Sulla (im)possibilità di riconoscere ai privati il diritto di ottenere dall’ente pubblico il corrispettivo per le attività svolte extra-contratto. [L] Sui presupposti dell’azione ex art. 2041 c.c., con particolare riguardo alla necessità che la locupletazione sia avvenuta senza giusta causa.
Tribunale di Isernia, 10 febbraio 2024
[A] Sulla (im)possibilità di sanare gli atti negoziali della p.a. non stipulati in forma scritta, con particolare riguardo alla (ir)rilevanza di comportamenti concludenti e delle deliberazioni degli organi dell’amministrazione pubblica. [B] Sulla forma che devono rivestire il contratto d’opera professionale ed il contratto d’appalto pubblico di cui sia parte la p.a. e sull’(in)applicabilità dell’art. 115 c.p.c. ai fini della prova dei predetti contratti. [C] Sulla forma e sui presupposti necessari ai fini della validità dei contratti stipulati dagli enti pubblici locali, anche con riguardo ai lavori pubblici di somma urgenza. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di richiedere alla stazione appaltante il corrispettivo per i lavori in variazione eseguiti in mancanza di un previo ordine scritto della p.a., anche ove sia provato che i lavori sono stati richiesti dall’amministrazione.
Tribunale di Rieti, 28 gennaio 2024
[A] Sulla possibilità o meno che la mancata sottoscrizione del conto finale nei termini pattuiti e la sottoscrizione del medesimo senza conferma delle riserve apposte nel registro di contabilità configuri presunzione relativa di accettazione del conto finale da parte dell’appaltatore. [B] Sulla possibilità per la p.a. di procedere immediatamente al recupero delle somme che risultino corrisposte all’appaltatore in misura maggiore rispetto al dovuto risultante dal conto finale sottoscritto dallo stesso appaltatore senza riserve. [C] Sull’obbligo posto in capo all’appaltatore, a pena di decadenza, di apporre apposita riserva per ogni pretesa aggiuntiva rispetto al prezzo pattuito, anche sorta con riferimento ai danni continuativi, e sull’inammissibilità della prova orale richiesta in relazione ai pregiudizi patiti dall’appaltatore e non oggetto di tempestiva riserva. [D] Sull’applicabilità della disciplina delle riserve ai lavori effettuati dall’appaltatore extra-contratto. [E] Sull’obbligo dell’appaltatore, che pretenda il pagamento per le opere realizzate in esecuzione di un contratto d’appalto, di dimostrare l’entità e la consistenza delle opere stesse non potendo il giudice, in mancanza, determinare il corrispettivo ai sensi dell’art. 1657 c.c..
Corte d’Appello di Napoli, 15 novembre 2023
Sulla (non) debenza, da parte delle stazioni appaltanti, dei compensi richiesti dall’appaltatore per le varianti eseguite in corso d’opera e disposte dal direttore dei lavori in mancanza di un provvedimento espresso da parte degli organi dell’Ente committente.
Corte d’Appello di Napoli, 28 giugno 2023
[A] Sul momento in cui deve essere valutata la litispendenza in caso di contenziosi aventi ad oggetto la fase esecutiva di un appalto pubblico. [B] Sull’onere dell’appaltatore di controllare la validità tecnica del progetto fornito dal committente in materia di appalti pubblici. [C] Sulla (im)possibilità per il giudice di accogliere la richiesta di risarcimento dei danni e di dichiarare la risoluzione del contratto a prestazioni corrispettive in caso di inadempienze reciproche di pari gravità. [D] Sulla quadruplice condizioni necessaria affinché i lavori effettuati dall’appaltatore extra-contratto diano luogo al diritto al compenso in materia di appalto pubblico. [E] Sulla non equiparabilità, ai fini dell’integrazione di una delle quattro condizioni necessarie all’appaltatore per ottenere il diritto al compenso per i lavori effettuati extra-contratto, del riconoscimento dell’indispensabilità dei predetti lavori da parte del direttore dei lavori a quello effettuato dalla p.a. committente. [F] Sul diritto alla rivalutazione degli importi dovuti all’appaltatore per lavorazioni eseguite e non pagate in materia di appalto pubblico. [G] Sulla distinzione tra compensazione propria ed impropria con particolare riguardo alla loro rilevabilità.
Tribunale di Milano, 19 aprile 2023
[A] Sulla subappaltabilità, ai sensi dell’art. 118, co. 4 del d.lgs. 163/2006, delle lavorazioni concernenti sole parti delle declaratorie delle voci dell’elenco prezzi, come ad esempio della sola posa in opera. [B] Sui casi in cui l’Appaltatore ha il diritto di ottenere il pagamento per le opere realizzate extra contratto d’Appalto pubblico e sull’insufficienza, a tal fine, dell’ordine scritto del Direttore dei Lavori anche se munito di parere conforme della P.A..
Corte d’Appello di Palermo, 28 novembre 2022
Sui casi eccezionali in cui i lavori extracontratto non autorizzati dalla Stazione Appaltante possono dar luogo al diritto al compenso a favore dell’Appaltatore in materia di contratto d’Appalto pubblico.
Corte d’Appello di L’Aquila, 19 aprile 2022
Sulle quattro condizioni necessarie affinché l’Appaltatore possa vedersi riconosciuto il compenso per i lavori effettuati extracontratto e non previamente autorizzati in materia di Appalto pubblico.
Tribunale di Bologna, 9 novembre 2020
[A] Sulle conseguenze dell’errata contabilizzazione da parte dell’Appaltatore di opere non eseguite e sulla possibilità o meno di procedere alla compensazione contabile delle stesse con opere eseguite ma non pagate dalla Stazione Appaltante. [B] Sulle conseguenze dell’esecuzione, da parte dell’Appaltatore, di opere in aumento rispetto alle previsioni contrattuali o di opere in assenza di ordine di servizio o variante. [C] Sull’indennizzo, in caso di risoluzione contrattuale, per le opere eseguite fuori contratto dall’appaltatore o in assenza di ordine di servizio o variante. [D] Sulla responsabilità del Direttore dei Lavori per le opere eseguite fuori contratto o in assenza di ordine di servizio o variante
Corte d’Appello di Genova, 19 settembre 2017
[A] Sui presupposti necessari affinché l’Appaltatore possa ottenere il pagamento di opere non previste in contratto. [B] Sulla sufficienza o meno di un ordine scritto della DL affinché l’Appaltatore possa avere diritto al pagamento di opere non previste dal contratto. [C] Sull’onere posto a carico dell’Appaltatore di reiterare sul verbale di ripresa lavori la riserva apposta in calce al verbale di sospensione. [D] Sull’onere posto a carico della Stazione Appaltante di contestare prontamente la decadenza delle riserve iscritte tardivamente dall’impresa.
Tribunale di Palermo, 3 ottobre 2017
[A] Sui limiti alla possibilità dell’appaltatore di ottenere il pagamento di opere extracapitolato. [B]Sui presupposti che legittimano l’ordine di sospensione dei lavori disposto dalla Stazione Appaltante in caso di necessaria approvazione di una variante in corso d’opera. [C] Sugli effetti prodotti dal fallimento dell’appaltatrice rispetto alla domanda di accertamento del credito avanzata in giudizio dalla Stazione Appaltante. [D] Sui presupposti necessari affinché possa essere riconosciuto all’appaltatore il maggior danno, ai sensi dell’art. 1224, secondo comma c.c., in caso di ritardato pagamento dei corrispettivi dovuti dalla Stazione Appaltante
Tribunale di Torino, 25 maggio 2017
Sulla possibilità o meno per l’Appaltatore di richiedere nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo la compensazione del risarcimento del danno richiesto dalla Stazione Appaltante in via riconvenzionale, con il pagamento di fatture ulteriori rispetto a quelle oggetto di ingiunzione
Lodo Arbitrale, 22 dicembre 2015
[A] Sul regime delle preclusioni nel procedimento arbitrale e sulla necessità di garantire il rispetto del contraddittorio. [B] Sulle ipotesi di nullità di clausole transattive con cui l'appaltatore rinunci a pretese future e non puntualmente determinate. [C] Sui presupposti necessari ad individuare la volontà novativa delle parti nello stipulare un atto transattivo. [D] Sulla validità ed efficacia della clausola compromissoria nell'ipotesi di mutamento del rapporto contrattuale e nell'ipotesi di novazione di tale rapporto. [E] Sulle modalità di iscrizione ed esplicazione delle riserve da parte dell'appaltatore. [F] Sulla natura di atto pubblico del registro di contabilità e sulla possibilità per le parti di disconoscerne il contenuto. [G] Sulle modalità e i termini di iscrizione delle riserve nel registro di contabilità. [H] Sulla necessità o meno di sottoscrivere con riserva la consegna dei lavori. [I] Sulle modalità e i termini di iscrizione della riserva avente ad oggetto la richiesta di disapplicazione della penale. [L] Sulle modalità e termini di iscrizione delle riserve nel caso si fondino su c.d. "fatti continuativi": anomalo andamento dei lavori. [M] Sul termine per far valere vizi procedurali inerenti le operazioni svolte dal CTU. [N] Sull'onere della Stazione di predisporre un progetto esecutivo cantierabile e sulla possibilità o meno di delegare contrattualmente tale progettazione (o parte di essa) all'appaltatore. [N] Sulla possibilità o meno che la disponibilità dell'appaltatore a predisporre al progettazione esecutiva escluda la responsabilità della Stazione Appaltante. [O] Sui limiti al rischio posto negli appalti a corpo a carico dell'appaltatore di sopportare il rischio delle quantità rispetto al prezzo pattuito in caso di lacune del progetto. [P] Sulle modalità di calcolo degli importi dovuti per lavori aggiuntivi in caso di appalto a corpo. [Q] Sulla differenza tra variazioni necessarie (per le quali deve essere approvata una perizia di variante) e lavorazioni extracontrattuali. [R] Sul potere del giudice di ridurre la penale applicata dalla Stazione Appaltante ai sensi dell'art. 1384 c.c..
Cassazione Civile, Sez. I, Sent. 9 gennaio 2013
Sui limiti all'obbligo per la Stazione Appaltante di pagare le opere extracontratto eseguite dall'Impresa
Lodo Arbitrale, 29 novembre 2011
[A] Sulla esistenza o meno di un diritto, normativamente garantito, della Stazione Appaltante a declinare la competenza arbitrale, sulla possibilità che la declinatoria possa essere eccepita dall'avvocato e sugli effetti prodotti dalla nomina dell'arbitro. [B] Sui presupposti affinché i lavori extracapitolato eseguiti dall'appaltatore possano essere pagati dalla Stazione Appaltante. [C] Sulla riconoscibilità o meno del corrispettivo per lavori non autorizzati per iscritto, ma effettivamente eseguiti e oggetto di collaudo, con particolare riferimento ai lavori urgenti. [D] Sulle caratteristiche necessarie del progetto posto a base di gara nel caso di appalto c.d. integrato in cui l'appaltatore deve predisporre la progettazione esecutiva ed eseguire l'opera. [E] Sulla natura dell'appalto ("a forfait chiuso chiavi in mano") con prezzo globale a corpo e sulla possibilità per l'appaltatore di ottenere il pagamento per lavorazioni ulteriori. [F] Sugli aspetti distintivi tra le "varianti" e le lavorazioni extracontrattuali. [G] Sulla esistenza o meno dell'onere di tempestiva iscrizione di riserva nel caso di lavorazione extracontrattuale resa necessaria dalla incompletezza del progetto posto in gara
Lodo Arbitrale, 9 marzo 2010
[A] Sulla nozione giuridica di “lavori complementari” ai sensi dell’art. 57, 5° comma lettera a) del D.lgs. n. 163/2006. [B] Sui “lavori extracontrattuali”, sui “lavori complementari” che legittimano la procedura negoziata e sulle “varianti progettuali” ammesse nei soli casi previsti dall’art. 132 del D.lgs 163 del 2006
Lodo Arbitrale, 18 dicembre 2008
[A] Sulla funzione dei SAL nell’appalto di lavoro “a corpo”. [B] Sulle modalità di regolarizzazione delle lavorazioni extracontrattuali eseguite dall’impresa in un appalto di lavori “a corpo”. [C] Sulla contabilizzazione delle lavorazioni extracontrattuali e sulla necessità di applicare o meno il ribasso d’asta. [D] L'art. 6 della l. 1086/71 obbliga il Direttore dei lavori, e non l'appaltatore, a depositare al Genio Civile una relazione sull'adempimento degli obblighi di cui all’art. 4 della medesima legge