Tribunale di Caltagirone, 20 ottobre 2024
[A] Sulla disciplina degli interessi legali e moratori negli appalti di lavori pubblici nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.m. 145/2000. [B] Premessa l’evoluzione normativa in materia di revisione dei prezzi nei lavori pubblici dal dopoguerra al d.lgs. 163/2006, sulla ratio e sul funzionamento dell’istituto dell’appalto pubblico a prezzo chiuso. [C] Premessa l’imputabilità agli interessi e non al capitale dei pagamenti parziali effettuati nell’ambito degli appalti pubblici in mancanza del consenso del debitore, sull’(in)idoneità della sottoscrizione dell’appaltatore per quietanza del titolo di spesa in cui la p.a. committente abbia imputato un pagamento parziale al capitale a costituire prova del predetto consenso.
Tribunale di Monza, 7 ottobre 2024
[A] Sull’onere della stazione appaltante di eccepire tempestivamente la decadenza per le riserve iscritte tardivamente dall’appaltatore. [B] Sulle ipotesi idonee a legittimare l’iscrizione delle riserve. [C] Premessa la ratio dell’art. 1664 c.c. in materia di equo compenso dell’appaltatore e la disciplina speciale contenuta nell’art. 8, co. 4, lett. b) del d.l. 76/2020 convertito in l. 120/2020 in tema di maggiori costi per l’appaltatore dovuti all’adeguamento alla normativa emergenziale pandemica, sul diritto dell’appaltatore di vedersi riconosciuti i maggiori oneri sostenuti in ragione dell’emergenza sanitaria. [D] Sul momento in cui l’appaltatore è tenuto ad iscrivere la riserva per gli oneri supportati a seguito di un’illegittima sospensione di lavori pubblici da parte della stazione appaltante, con riguardo al caso in cui la sospensione sia originariamente illegittima ed a quello in cui lo divenga in un secondo momento. [E] Sulle caratteristiche delle ragioni di pubblico interesse idonee a legittimare la sospensione dei lavori pubblici. [F] Sull’(in)idoneità delle riserve ad assurgere ad atto di messa in mora ai fini della decorrenza degli interessi sulle somme dovute all’appaltatore per i lavori pubblici realizzati.
Tribunale di Roma, 10 maggio 2024
[A] Sui bandi e avvisi ai quali si applicano temporalmente il d.lgs. 163/2006 ed il d.lgs. 50/2016 e il d.p.r. 554/1999 ed il d.p.r. 207/2010. [B] Sul momento e sulle modalità con cui, nella vigenza del d.p.r. 554/1999, l’appaltatore è tenuto ad iscrivere le riserve. [C] Sulle pretese che, nella vigenza del r.d. 350/1895, devono essere oggetto di riserva e sul momento e sulle modalità con cui essa deve essere apposta. [D] Premessa la natura di obbligazione di valuta dell’equo compenso ex art. 1664, co. 2 c.c. riconosciuto all’appaltatore che in corso d’opera abbia incontrato difficoltà di esecuzione non previste, sulla necessità per l’appaltatore di un’opera pubblica, anche al fine della decorrenza degli interessi, di costituire in mora la stazione appaltante e sulla (in)idoneità della riserva iscritta in contabilità a determinare la costituzione in mora della p.a. committente.
Tribunale di Palermo, 3 maggio 2024
[A] Sull’evoluzione dei principi generali concernenti la variabilità del corrispettivo degli appalti pubblici a partire dalla l. 2248/1865 e sino al d.lgs. 36/2023. [B] Sui casi in cui sussiste la giurisdizione del giudice ordinario in materia di annullamento o disapplicazione di penale contenuta in un contratto d’appalto pubblico. [C] Sulla (im)possibilità per la p.a. committente di richiedere all’appaltatore il rispetto del termine di consegna previsto da un contratto d’appalto pubblico e di pretendere l’eventuale penale per il ritardo ove nel corso dell’esecuzione sia stato mutato l’originario piano dei lavori. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di ottenere la rettifica delle condizioni di un contratto d’appalto in caso di eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione e sui rimedi civilistici in tal caso previsti a favore del medesimo. [E] Sulla disciplina prevista dal d.lgs. 163/2006 in materia di invarianza dei corrispettivi di un appalto pubblico e sui meccanismi di deroga previsti. [F] Sull’applicabilità dell’art. 1664 c.c., in tema di onerosità o difficoltà sopravvenuta dell’esecuzione di un appalto, agli appalti pubblici con particolare riguardo al diritto dell’appaltatore ad un equo compenso per le difficoltà derivanti da cause geologiche, idriche e simili. [G] Premesso l’onere dell’appaltatore di effettuare approfondimenti geognostici sull’area in cui dovranno essere eseguiti i lavori, sul diritto al compenso a favore del medesimo ove le informazioni geologiche contenute nei progetti definitivi posti a base di gara dalla p.a., e sulla base dei quali l’impresa aggiudicatrice ha formulato la propria offerta, si rivelino successivamente incorretti.
Tribunale di Civitavecchia, 15 febbraio 2024
[A] Sul soggetto su cui ricade l’onere di provare la sussistenza dei presupposti necessari ai fini del riconoscimento della revisione del prezzo di un appalto pubblico. [B] Sulla (im)possibilità di qualificare l’indice FOI come parametro automatico di adeguamento del corrispettivo di un appalto pubblico in caso di aumento dei prezzi delle materie prime a causa di eventi non preventivabili al momento della stipula del contratto e sugli elementi rilevanti ai fini della debenza e della quantificazione della somma eventualmente dovuta all’appaltatore a titolo di revisione del prezzo.
Tribunale di Nuoro, 30 gennaio 2024
[A] Sul valore da prendere in considerazione ai fini dell’attribuzione della competenza per materia al Tribunale Ordinario o a quello delle Imprese per questioni sorte in relazione all’esecuzione di contratti d’appalto pubblici applicativi di un accordo quadro nella vigenza del d.lgs. 163/2006. [B] Sull’(in)ammissibilità o (im)procedibilità della domanda proposta in sede ordinaria, anche in via riconvenzionale, dal creditore nei confronti del fallimento. [C] Sulle pretese dell’appaltatore che devono essere oggetto di riserva e sulla natura giuridica dell’istituto. [D] Sui compensi, restituzioni e risarcimenti cui ha diritto l’appaltatore in caso di ritardo nell’esecuzione del collaudo, sulla natura di mera presunzione della responsabilità della stazione appaltante per il predetto ritardo e sulla necessità che l’appaltatore richieda espressamente nell’atto di collaudo i compensi, le restituzioni ed i risarcimenti dovutigli. [E] Sulla natura di obbligazione di valuta, con conseguente inapplicabilità della rivalutazione monetaria e decorrenza degli interessi legali da un’espressa messa in mora diversa dalla riserva, dell’equo compenso riconosciuto all’appaltatore per un appalto pubblico ai sensi dell’art. 1664, co. 2 c.c..
Corte d’Appello di Venezia, 11 gennaio 2024
[A] Sui limiti entro cui la p.a. appaltante può apportare modifiche al progetto nella fase esecutiva di un appalto pubblico. [B] Sul caso in cui l’impresa appaltatrice ha diritto di vedersi riconosciuti i maggiori oneri sostenuti rispetto al prezzo convenuto per un appalto di opere pubbliche stipulato a corpo. [C] Sull’(in)idoneità della riserva apposta dall’appaltatore a costituire atto di costituzione in mora in materia di appalto pubblico.
Tribunale di Udine, 8 gennaio 2024
[A] Sull’(in)applicabilità della rettifica del corrispettivo prevista dall’art. 1430 c.c. al caso in cui sia stato stipulato un contratto d’appalto pubblico a corpo e vi sia difformità tra il prezzo globale e quello ottenuto applicando i prezzi unitari alle quantità previste dal computo metrico. [B] Sulla necessità che l’intempestiva iscrizione delle riserve da parte dell’appaltatore sia espressamente rilevata dalla p.a. committente in materia di appalti pubblici. [C] Sulla ratio e sulle pretese che devono essere fatte valere, a pena di decadenza, mediante l’istituto delle riserve in materia di appalti pubblici. [D] Sull’applicabilità della disciplina delle varianti in corso d’opera agli appalti pubblici stipulati a corpo nella vigenza del d.lgs. 50/2016, con particolare riguardo al compenso dovuto all’appaltatore. [E] Sui presupposti idonei a fondare l’eccezione di inadempimento. [F] Sulla sorte delle riserve in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico. [G] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di richiedere l’equo compenso per maggiore onerosità della prestazione ai sensi del co. 2 dell’art. 1664 c.c. ove essa sia derivata da disposizioni emanate dall’autorità sanitaria ai fini della prevenzione della diffusione di pandemie (COVID 19). [H] Sulla data da cui decorrono gli interessi legali dovuti all’appaltatore per le riserve validamente apposte in materia di appalti pubblici. [I] sulla rivalutazione monetaria e sulla decorrenza degli interessi legali dovuti dall’appaltatore al committente a titolo di penale contrattuale in materia di appalto.
Tribunale di Firenze, 15 marzo 2023
[A] Sul documento sul quale deve essere iscritta la riserva, ai fini della sua tempestività, in materia di Appalto pubblico. [B] Sulle modalità con cui, a seguito dell’introduzione del d.lgs. 50/2016, può avvenire la revisione dei prezzi in materia di Appalto pubblico. [C] Sulle modalità con cui il giudice di merito deve indagare l’intento delle parti di derogare alla disciplina contenuta nell’art. 1664 c.c. in materia di eccessiva onerosità di esecuzione dell’opera, applicabile anche agli Appalti pubblici.
Corte d’Appello di Bari, 20 febbraio 2023.
[A] Sui casi in cui è possibile modificare il corrispettivo di un Appalto a corpo: l’ordinanza della Cassazione n. 22268/2017 e l’inapplicabilità dei principi espressi dalla medesima alle prestazioni, autonome rispetto all’oggetto del contratto d’Appalto, svolte dall’Appaltatore. [B] Sulla forma che devono rivestire le modificazioni dei contratti d’Appalto pubblico e le convenzioni aventi ad oggetto lavori aggiuntivi e complementari connessi ad un pubblico appalto. [C] Sulle facoltà poste in capo all’Appaltatore nel caso di richiesta, da parte della Stazione Appaltante, di esecuzione di lavori in variante per il valore di oltre un quinto rispetto a quello globalmente pattuito in un contratto d’Appalto pubblico. [D] Sull’onere probatorio posto in capo al privato che, in tema di fornitura e servizi prestati in favore di un Ente locale senza l’osservanza del procedimento contabile, intendesse esercitare l’azione di indebito arricchimento ex art. 2041 c.c..
Corte d’Appello di Messina, 24 maggio 2022
[A] Sull’(in)applicabilità del principio iura novit curia con riferimento agli atti amministrativi. [B] Sull’invocabilità o meno della risoluzione del contratto d’appalto per impossibilità sopravvenuta della prestazione nel caso in cui la Stazione Appaltante si sia vista revocare il finanziamento destinato al pagamento dell’appaltatore. [C] Sulla prova necessaria alle parti del contratto d’appalto pubblico per ottenere il risarcimento del danno d’immagine asseritamente patito in conseguenza dell’inadempimento altrui.
TAR Lombardia Brescia, Sezione I, 10 marzo 2022
[A] Sulla giurisdizione esclusiva del g.a. nelle controversie in materia di revisione prezzi. [B] Se debba inserirsi nei bandi di gara la clausola di revisione periodica del prezzo. [C] Sui mezzi di tutela dell’appaltatore in caso di esclusione della revisione del prezzo qualora si verifichi un aumento esorbitante dei costi del servizio. [D] Se sia ammissibile l'istanza di revisione del prezzo prima della stipulazione del contratto.
Tribunale di Ragusa, 13 ottobre 2017
[A] Sulla validità o meno della clausola contrattuale con cui l’appaltatore si impegni a mantenere fermo il prezzo dell’appalto anche al variare dei prezzi di mercato, con rinuncia alla revisione prezzi ex art. 1664 c.c.. [B] Sulle funzioni e sul regime delle riserve. [C] Sull’onere di iscrizione di tempestiva riserva posto a carico dell’appaltatore anche per maggiori oneri affrontati dall’appaltatore per sopravvenute difficoltà di esecuzione o per lavorazioni non previste
Corte d’Appello di Genova, 19 settembre 2017
[A] Sui presupposti necessari affinché l’Appaltatore possa ottenere il pagamento di opere non previste in contratto. [B] Sulla sufficienza o meno di un ordine scritto della DL affinché l’Appaltatore possa avere diritto al pagamento di opere non previste dal contratto. [C] Sull’onere posto a carico dell’Appaltatore di reiterare sul verbale di ripresa lavori la riserva apposta in calce al verbale di sospensione. [D] Sull’onere posto a carico della Stazione Appaltante di contestare prontamente la decadenza delle riserve iscritte tardivamente dall’impresa.
Lodo Arbitrale, 2 novembre 2015
[A] Sulle ipotesi di ammissibilità e sulla natura della Consulenza Tecnica (CTU). [B] Sull'anomalo andamento dei lavori e sulle responsabilità della Stazione Appaltante nel caso in cui il ritardo sia ad essa imputabile. [C] Sull'anomalo andamento dei lavori stradali in caso di esecuzione degli stessi a traffico in corso, o in caso di presenza di auto in sosta nelle aree di intervento. [D] Sulla evoluzione normativa in materia di individuazione dei sottoservizi, in particolare nella Regione Sicilia. [E] Sulla applicabilità o meno alla gara delle norme sopravvenute e delle norme abrogate dopo l'adozione del bando di gara. [F] Sulla disciplina in materia di sottoservizi prima dell'entrata in vigore delle legge Merloni (n. 109/1994). [G] Sui limiti alle responsabilità della Stazione Appaltante e dell'Appaltatore nel caso di ritardi dovuti alla mancata segnalazione nel progetto della presenza nel terreno di sedime di alcuni ostacoli (sottoservizi, ceppaie, panchine, brani di vecchie fondazioni). [H] Sulla rilevanza ai fini della accettazione del progetto della dichiarazione resa dall'aggiudicatario in sede di gara ai sensi dell'art. 106, comma 2, del regolamento d.P.R. n. 207/2010, anche alla luce di quanto disposto dall'art. 26 dello stesso regolamento. [I] Sulla attribuzione della responsabilità per i maggiori oneri derivanti da elementi prevedibili ma non previsti. [L] Sul divieto della revisione dei prezzi negli appalti pubblici e sui limiti di applicazione del meccanismo previsto dall'art. 133 del d.lgs. n. 163/2006. [M] Sui limiti al riconoscimento all'appaltatore dell'equo compenso di cui all'art. 1664, comma 2, cod. civ.. [N] Sui presupposti affinché l'appaltatore abbia diritto al corrispettivo per lavori addizionali non previsti dal contratto e sui limiti alla possibilità di loro riconoscimento in sede di collaudo. [O] Sui limiti e sui presupposti per il risarcimento per i materiali presenti in cantiere al momento dello scioglimento del contratto. [P] Sui presupposti necessari (anche a fini probatori) affinché un articolo pubblicato su un sito internet possa costituire fonte di danno all'immagine per l'Impresa appaltatrice. [Q] Sulla spettanza o meno dei maggiori oneri di sicurezza sostenuti per maggiori lavorazioni, in particolare in caso di opere stradali. [R] Sulla possibilità o meno che l’accettazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento predisposto dalla Stazione Appaltante precluda all’appaltatore di contestarne successivamente il contenuto. [S] Sulla quantificazione del ristoro per gli apprestamenti di sicurezza laddove gli stessi siano previsti dal contratto ma non siano oggetto di quantificazione economica nel computo metrico. [T] Sulle ipotesi di "illegittimità" del provvedimento di risoluzione unilaterale del contratto adottato dalla Stazione Appaltante. [U] Sulla giurisdizione e sul sindacato del giudicante in merito al provvedimento di risoluzione unilaterale del contratto d'appalto adottato dalla Stazione Appaltante. [V] Sulla possibilità o meno per la Stazione Appaltante di far valere nel giudizio arbitrale ragioni di credito vantate verso l'Impresa sottoposta ad amministrazione straordinaria o fallita. [Z] Sulla ammissibilità o meno della domanda riconvenzionale proposta dalla Stazione Appaltante nel giudizio arbitrale contro l'Impresa sottoposta ad amministrazione straordinaria o fallita. [AA] Sulla opponibilità o meno al fallimento del provvedimento di risoluzione unilaterale in danno dell'appaltatore fallito. [BB] Sulla idoneità o meno di un ordine di servizio di riprendere i lavori sospesi a costituire la "relazione di contestazione" necessaria per l'avvio del procedimento di risoluzione del contratto in danno dell'appaltatore ai sensi dell'art. 136 del d.lgs. n. 163/2006. [CC] Sui presupposti di validità ed efficacia della diffida ad adempiere secondo l'orientamento della Suprema Corte di Cassazione. [DD] Sulle differenze tra fallimento e Amministrazione Straordinaria in merito alla possibilità e ai termini con cui la Stazione Appaltante può procedere alla risoluzione in danno del contratto d'appalto [EE] Sulla perentorietà o meno del termine concesso dalla Stazione Appaltante in caso di contestazioni e sulla necessità o meno che l'eventuale provvedimento di risoluzione in danno tenga conto delle controdeduzioni tardivamente prodotte dall'Impresa. [FF] Sulla necessità da parte della Stazione Appaltante di accertare la gravità dell'inadempimento prima di procedere alla risoluzione in danno del contratto d'appalto: in particolare sulla gravità del ritardo nell'adempimento. [GG] Sui presupposti affinché il ritardo nell'esecuzione dei lavori possa considerarsi grave. [HH] Sul danno risarcibile all'appaltatore in caso di illegittima risoluzione unilaterale da parte della Stazione Appaltante. [II] Sull'effetto retroattivo o meno della risoluzione contrattuale. [LL] Sul danno risarcibile in caso di risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante: lucro cessante. [MM] Sulla quantificazione del danno per lucro cessante in caso di illegittima risoluzione unilaterale del contratto da parte della Stazione Appaltante. [NN] Sui possibilità per il giudicante di liquidare un danno maggiore di quello richiesto dall'Appaltatore, laddove nelle conclusioni venga usata la formula "ovvero la somma maggiore o minore ritenuta dovuta". [OO] Sulla sussistenza o meno dell’onere di formulare riserve nel caso di doglianze dirette ad ottenere la risoluzione del contratto per colpa della Pubblica Amministrazione e la condanna di quest’ultima al risarcimento dei conseguenti danni. [PP] Sugli orientamenti giurisprudenziali in merito al calcolo del danno dovuto all'appaltatore in ragione dell'effetto retroattivo della risoluzione contrattuale, in particolare per quanto attiene le opere già eseguite (prezzo di mercato o valore contrattuale?). [QQ] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto e sulla accoglibilità o meno delle riserve formulate dall'Appaltatore in caso di dichiarata risoluzione del contratto per responsabilità della Stazione Appaltante. [RR] Sugli interessi dovuti sulle somme liquidate a titolo risarcitorio, conseguenti all'illegittima risoluzione del contratto da parte della Stazione Appaltante e sulla spettanza o meno della rivalutazione monetaria. [SS] Sulla decorrenza degli interessi legali. [TT] Sulla spettanza o meno degli interessi anatocistici. [UU] Sulla spettanza o meno di interessi e rivalutazione monetaria sui mancati pagamenti, sui crediti per i beni esistenti in cantiere e sul mancato guadagno. [VV] Sulla rilevanza del collaudo al fine di poter qualificare il credito dell'appaltatore come certo, liquido ed esigibile
Lodo Arbitrale, 26 maggio 2015
[A] Sulla responsabilità della Stazione Appaltante in caso di ritardi dovuti alla tardiva nomina del collaudatore. [B] Sulle ipotesi di difficoltà sopravvenute che possono consentire all'Appaltatore il riconoscimento dell'equo compenso in caso di maggiore onerosità della prestazione, ai sensi dell'art. 1664, comma 2, cod. civ.. [C] Sui limiti all'ammissibilità dell'azione di indebito arricchimento di cui all'art. 2041 cod. civ.
Lodo Arbitrale, 20 maggio 2014
[A] Sulle modalità di iscrizione delle riserve e sulla omessa contestazione immediata della tardività da parte della Direzione Lavori. [B] Sull'onere della prova nel caso di contestazione da parte della Stazione Appaltante della tempestività delle riserve iscritte dall'Impresa. [C] Sulle ipotesi in cui l'appaltatore o il committente possono chiedere una revisione del prezzo ai sensi dell'art. 1664 cod. civ. e sulla liquidazione il maggior onere derivante all'Impresa dalle difficoltà di esecuzione di cui al secondo comma dello stesso articolo. [D] Sulle responsabilità della Stazione Appaltante nel caso di sospensione parziale dei lavori dovuta alla necessità di adeguamento del progetto in corso d'opera
Lodo Arbitrale, 31 ottobre 2013
[A] Sulla ripartizione del rischio contrattuale tra Amministrazione e Contraente Generale ai sensi dell'art. 176 del codice. [B] Sul diritto potestativo del contraente di modificare unilateralmente le clausole contrattuali relative all'entità delle prestazioni del contraente generale, secondo quanto previsto dall'art. 176 del codice. [C] Sulla necessità della c.d. "archeologia preventiva" intodotta dal codice e sulle responsabilità derivanti dalla c.d. "sorpresa geologica" nella legislazione precedente alle modifiche introdotte con d.lgs. 31.7.2007, n. 113. [D] Sui limiti posti dall'art. 115 del codice dei contratti pubblici alla applicabilità agli appalti pubblici dell'art. 1664 c.c. in materia di revisione prezzi e sulla applicabilità o meno della norma ai lavori. [E] Sulla rilevanza o meno della diligenza dell'appaltatore/contraente generale nel controllo della validità tecnica del progetto anche in relazione alle caratteristiche del suolo su cui va realizzata l'opera, per l'attribuzione delle responsabilità in caso di "sorpresa geologica". [F] Sulla possibilità per l'Appaltatore (e per il Contraente Generale) di ottenere il risarcimento del danno in caso di anomalo andamento anche per l'immobilizzazione di mezzi e personale dei subappaltatori (o degli affidatari per il Contraente Generale). [G] Sulla risarcibilità delle spese generali in caso di anomalo andamento dei lavori, sull'onere della prova e sulla quantificazione. [H] Segue: sulla risarcibilità del pregiudizio derivante da improduttivo vincolo del personale e sulla prova necessaria. [I] Segue: sulla risarcibilità dei costi improduttivamente sostenuti per il mantenimento dei macchinari ed attrezzature impiegati nell'esecuzione dei lavori e sottoutilizzati in ragione dell'anomalo andamento. [L] Segue: sulla risarcibilità per l'improduttivo vincolo delle polizze fideiussorie. [M] Segue: sulla risarcibilità per gli oneri del Contraente Generale sostenuti per la progettazione e la Direzione dei lavori. [N] Segue: sulla risarcibilità dei maggiori oneri per la sicurezza. [O] Segue: sulla risarcibilità del mancato utile e della ritardata percezione dell'utile per il Contraente Generale in caso di anomalo andamento dei lavori. [P] Segue: sulla risarcibilità del pregiudizio derivante dall'esecuzione differita delle lavorazioni del Contraente Generale a causa dell'anomalo andamento dei lavori. [Q] Sulla giurisdizione in merito alla domanda di risarcimento dei maggiori costi sostenuti in ragione dell'aumento eccezionale dei costi di costruzione sostenuti a causa dell'anomalo andamento dei lavori
Cassazione Civile, Sez. I., 19 luglio 2012
Sulla possibilità o meno che il rinvenimento di roccia c.d. da mina durante la realizzazione di una galleria possa costituire elemento "sorpresa" idoneo a generare una responsabilità della Stazione Appaltante per violazione degli obblighi di correttezza e buona fede
Lodo Arbitrale, 21 marzo 2013
[A] Sulla soggezione o meno al regime decadenziale delle riserve della richiesta di risarcimento delle spese e dei costi per la sicurezza del cantiere. [B] Sull'onere di iscrizione di tempestiva riserva e di successiva quantificazione della stessa per pregiudizi derivanti da c.d. fatti continuativi. [C] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori costi per personale e materie prime derivanti dall'anomalo andamento dei lavori e sulla riconducibilità o meno di tale pretesa alle ipotesi del c.d. adeguamento prezzi o della revisione prezzi di cui all'art. 1664
Corte d'Appello di Firenze, 25 luglio 2012
[A]Sulla decadenza dell'azione per decorso del termine concesso all'’appaltatore per far valere le riserve ai sensi dell'art. 47 del d.P.R. n. 1063 del 1962. [B] Sui limiti alla possibilità del Collegio giudicante di liquidare il danno in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 cod. civ.. [C] Sulla natura dell'equo compenso di cui all'art. 1664 cod. civ.. [D] Sull'onere della prova posto a carico del creditore laddove richieda il pagamento degli interessi moratori per ritardato pagamento. [E] Sui limiti alla applicabilità degli interessi di mora di cui di cui agli artt. 35 e 36 del Capitolato Generale delle opere pubbliche, approvato con D.P.R. 16 luglio 1962, n. 1063
Lodo Arbitrale, 7 agosto 2012
[A] Sulle caratteristiche necessarie affinché un atto possa qualificarsi interruttivo della prescrizione ai sensi dell'art. 2943 cod. civ. e sulla idoneità di una domanda giudiziale/arbitrale davanti a giudice non competente ad interrompere la prescrizione. [B] Sulla configurabilità o meno di una grave responsabilità della Stazione Appaltante laddove l'area individuata nel contratto per l'esecuzione dei lavori si stata sottoposta, a contratto stipulato, al vincolo da parte della Soprintendenza. [C] Sulla possibilità o meno che l'ordine o il divieto proveniente da altra amministrazione possa costituire causa di forza maggiore, quindi causa di legittima sospensione dei lavori da parte dell'amministrazione committente. [D] Sulla facoltà dell'appaltatore di sciogliersi dal contratto quando la sospensione legittima superi determinati limiti temporali. [E] Sull'onere di iscrizione della riserva nel caso di illegittima sospensione dei lavori da parte della Stazione Appaltante
Lodo Arbitrale, 19 giugno 2012
[A] Sull'onere di iscrizione delle riserve e sulle ipotesi specifiche in cui tale onere subisce una deroga. [B] Sull'onere di quantificazione delle riserve legate ai c.d. fatti continuativi. [C] Sulla legittimità o meno della clausola convenzionale con cui si addossa al General Contractor il rischio correlato alla maggiorazione dei costi dei materiali e della mano d'opera eccedente la misura compensata dal meccanismo dell'adeguamento monetario. [D] Sulla idoneità o meno del sequestro penale di costituire causa di forza maggiore per la sospensione dei lavori
Corte d'Appello di Firenze, Sezione I, 25 luglio 2012
[A] Sulle ipotesi di nullità della citazione per omessa determinazione dell'oggetto, ai sensi dell'art. 163 cpc. [B] Sulla rilevanza o meno dell'approvazione del collaudo da parte della Stazione Appaltante ai fini della maturazione della decadenza dall'azione per decorso del termine per far valere le riserve. [C] Sulla possibilità o meno di liquidare in via equitativa, ex art. 1226 c.c., i maggiori oneri per costo del personale. [D] Sull'onere della prova necessario alla risarcibilità dell'equo compenso di cui all'art. 1664 c.c.. [E] Sull'onere della prova posto a carico delle parti nel caso di contestazione il ritardo nell'adempimento di una obbligazione di pagamento. [F] Sulla ammissibilità o meno della domanda di condanna al pagamento degli interessi moratori di cui agli artt. 35 e 36 del d.P.R. n. 1063/62 svolta in sede di precisazione delle conclusioni e sulla applicabilità dei medesimi
Lodo Arbitrale, 25 ottobre 2011
[A] Sulla possibilità o meno che le diverse condizioni di fresabilità del terreno ove deve essere realizzata la galleria rispetto al progetto attribuiscano all'impresa il diritto a maggiori compensi in ragione del maggior lavoro che è risultato necessario ad eseguire lo scavo. [B] Sulla possbilità o meno per l'impresa di ottenere il pagamento delle opere aggiuntive eseguite con il consenso del DL, ovvero sulla risarcibilità del mero costo delle lavorazioni aggiuntive. [C] Sulla debenza o meno degli interessi legali, ovverod degli interessi ex art. sulle somme liquidate dal Collegio a vario titolo
Lodo Arbitrale, 30 marzo 2010
[A] Sulle conseguenze della mancata esibizione da parte della p.a. del registro di contabilità dei lavori all’impresa. [B] Sulla richiesta di ristoro dei maggiori costi asseritamente sostenuti dall’impresa per l’utilizzo di un miniescavatore sottodimensionato. [C] Sulla richiesta di equo compenso avanzata dall’impresa che ha sottoscritto l’atto di sottomissione senza eccezioni. [D] Sulle reciproche azioni di risoluzione del contratto, fondate da ciascuna parte sull'inadempimento dell'altra rilevatosi insussistente in sede giudiziale
Lodo Arbitrale, 3 giugno 2009
[A] I c.d. fatti continuativi non configurano un'ipotesi di deroga al principio della generalità della riserva. [B] Nell'ambito del rapporto contrattuale l'appaltatore assume il solo rischio economico correlato all'organizzazione dei fattori produttivi per raggiungere il risultato definito dal Committente
Lodo Arbitrale, 27 febbraio 2009
[A] Il rifiuto del committente di concedere proroghe non toglie all'appaltatore il diritto di vedere accertato a proprio rischio dal giudice che il ritardo non è dipeso da causa a lui imputabile. [B] In linea di principio gli appalti di opere pubbliche sono assoggettati, al pari di quelli privati, alla regola generale che il rischio di difficoltà dell'opera deve essere sopportato dall'appaltatore. [C] Sulla circostanza che formazione dei nuovi prezzi debba avvenire in contraddittorio con l'appaltatore e sul potere della stazione appaltante di stabilire gli importi spettanti per le nuove opere
Lodo Arbitrale, 4 giugno 2009
[A] Sul caso in cui l’ente appaltante abbia omesso di contestare la mancata tempestiva iscrizione delle riserve formulate dall'appaltatore e di eccepirne così la decadenza. [B] Sul valore del verbale redatto ai sensi dell’art. 71, comma 3, del D.P.R. 554 del 1999 riguardo alle successive eccezioni mosse dall’appaltatore. [C] Sull'art. 1664, secondo comma, c.c. relativamente all’equo compenso spettante all’appaltatore per le riscontrate difficoltà di esecuzione dell'opera derivanti da cause geologiche, idriche e simili. [D] In caso di anomalo andamento dei lavori all’appaltatore non spetta il risarcimento del danno per mancato utile. [E] Sugli interessi e la rivalutazione monetaria relativamente all’equo compenso conseguente alla cosiddetta sorpresa geologica. [F] Sul risarcimento del danno conseguente alla tardiva emissione del certificato di collaudo
Lodo Arbitrale, 14 luglio 2009
[A] Sulla validità o meno della clausola arbitrale contenuta del capitolato speciale d’appalto qualora la stessa non sia stata espressamente approvata per iscritto ai sensi dell’art. 1341 c.c. [B] Sul contratto di appalto stipulato nella forma “pubblico amministrativa” e sulla necessità o meno che talune clausole siano espressamente approvate per iscritto ai sensi dell’art. 1341 c.c. [C] Sul termine di 20 giorni di cui all'articolo 810, 1 comma, c.p.c. per la nomina dell’arbitro da parte del convenuto. [D] Sugli oneri che gravano sulle parti riguardo all’esperimento del tentativo di accordo bonario ai sensi dell’art. 240 del codice. [E] Sulla necessità o meno di accertare se l'Impresa abbia o meno sottoscritto con riserva lo stato finale ed esplicato le relative riserve, nei termini di legge, laddove il conto finale sia stato redatto dopo che l'Impresa aveva già proposto il giudizio arbitrale. [F] Sul valore della dichiarazione resa dall’appaltatore ai sensi dell’art. 71, comma 2, del D.P.R. 554 del 1999. [G] Sulla relazione tra la sorpresa geologica di cui al comma 2 dell’art. 1664 c.c. e le indagini geognostiche che l’amministrazione deve effettuare per la redazione del progetto esecutivo. [H] Rientra tra gli oneri dell'appaltatore esercitare il controllo della validità tecnica del progetto fornito dal committente, anche in relazione alle caratteristiche del suolo. [I] Sulla quantificazione dell’equo compenso che spetta all’appaltatore in caso di sorpresa geologica ai sensi del secondo comma dell’art. 1664 c.c. [L] Qualora le parti di un contratto ne invochino la risoluzione per inadempimento, senza che nessuna riesca a provare l'inadempimento dell'altra, il contratto deve ritenersi risolto per mutuo dissenso
Lodo Arbitrale, 4 giugno 2009 n. 80
[A] Sulla discordanza tra le clausole del contratto d’appalto e quelle del capitolato speciale riguardo alla competenza arbitrale e su quale tra le due debba ritenersi prevalente. [B] Sull’ipotesi in cui il direttore lavori contesti nel merito la fondatezza delle riserve omettendo di rilevarne l’intempestività ed in giudizio l’Amministrazione non formuli tempestivamente l’eccezione di decadenza. [C] Sulla valenza del verbale ex. art. 71, comma 3, del D.P.R. 554 del 1999. [D] Sulle condizioni che devono sussistere affinché all’appaltatore possa essere riconosciuto l’equo compenso ai sensi del comma 2 dell'art. 1664 c.c.