Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, 27 giugno 2022

[A] Sulla natura del giudizio instaurato a seguito della proposizione dell’opposizione a decreto ingiuntivo da parte della Stazione Appaltante. [B] Sulla ricostruzione dell’istituto del dissesto dell’Ente locale e sul ruolo dell’Organo Straordinario di Liquidazione. [C] Sulle conseguenze dell’avvio della procedura liquidatoria di cui all’art. 248 co. 2 del TUEL: una disamina del divieto di intraprendere o proseguire azioni esecutive e della sorte degli interessi e della rivalutazione monetaria nel periodo antecedente l’approvazione del rendiconto. [D] Sull’(in)ammissibilità della domanda, proposta da un’impresa, volta ad ottenere il capitale e gli interessi dovuti dall’Ente pubblico anteriormente alla procedura conseguente al dissesto del medesimo.

Corte d’Appello di Torino, 15 settembre 2022

[A] Sull’interpretazione dell’art. 342 c.p.c. in tema di specificità dei motivi d’appello. [B] Sulla natura e sul rapporto che lega le società consorziate facenti parti di un consorzio di cooperative di produzione e lavoro regolamentato dalla speciale disciplina di cui alla L. 25 giugno 1909, n. 422 ("Costituzione di consorzi di cooperative per appalti di lavori pubblici") e sulle differenze con la disciplina dell’A.T.I. in materia di Appalto pubblico. [C] Sull’ammissibilità delle domande di accertamento e di condanna e sull’(in)ammissibilità di quelle esecutive proposte dal creditore nei confronti dal debitore successivamente al decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo. [D] Sui presupposti necessari ai fini della condanna ai sensi dell’art. 96, co. 3 c.p.c.

Tribunale di Roma, 20 giugno 2022

[A] Sulla differenza, nel giudizio promosso dalla curatela dell’appaltatore avverso i debitori del fallito, tra eccezione riconvenzionale di compensazione e domanda riconvenzionale finalizzata all’accertamento o alla condanna di pagamento. [B] Sull’esame cui è tenuto il Giudice ai fini della pronuncia di risoluzione per inadempimento in caso di inadempienze reciproche. [C] Sulle conseguenze della richiesta giudiziale di risoluzione del contratto proveniente da entrambi i contraenti.

Tribunale di Teramo, 18 maggio 2022

Sul soggetto cui è conferita la legittimazione processuale con riferimento ad una società appaltatrice in concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori.

Tribunale di Bolzano, 19 maggio 2022

[A] Sul rapporto giuridico sussistente tra Committente e subappaltatore e Committente ed Appaltatore nel caso in cui sia previsto il pagamento diretto al subAppaltatore in materia di Appalto pubblico. [B] Sulla solidarietà passiva tra i membri dell’ATI e la Stazione Appaltante con riferimento ai crediti maturati dal subappaltatore nel caso in cui sia previsto il pagamento diretto allo stesso in materia di Appalto pubblico. [C] Sull’inquadramento dell’istituto dell’Associazione Temporanea di Imprese nella vigenza del d.lgs. 163/2006. [D] Sulla (im)possibilità delle società mandanti in ATI di agire direttamente nei confronti della Stazione Appaltante per far valere i propri crediti nel caso in cui la mandataria sia ammessa al concordato preventivo in materia di Appalto pubblico.  [E] Sul meccanismo del pagamento c.d. “indiretto” ai subappaltatori, ai sensi dell’art. 118, co. 3 del d.lgs. 163/2006, e sull’ammissibilità della modifica, in corso di Appalto, delle modalità di pagamento ai subappaltatori in materia di contratto d’Appalto pubblico. [F] Sull’applicabilità dell’art. 118, co. 3 del d.lgs. 163/2006 nel caso di fallimento dell’Appaltatore e sulla tutela riconosciuta al subAppaltatore nelle procedure concorsuali in materia di Appalto pubblico.

Tribunale di Bolzano, 19 maggio 2022

[A] Sul rapporto giuridico sussistente tra Committente e subppaltatore e Committente ed Appaltatore nel caso in cui sia previsto il pagamento diretto al subppaltatore. [B] Sulla solidarietà passiva tra i membri dell’ATI e la Stazione Appaltante con riferimento ai crediti maturati dal subappaltatore nel caso in cui sia previsto il pagamento diretto allo stesso in materia di Appalto pubblico. [C] Sull’inquadramento dell’istituto dell’Associazione Temporanea di Imprese nella vigenza del d.lgs. 163/2006. [D] Sulla (im)possibilità delle società mandanti in ATI di agire direttamente nei confronti della Stazione Appaltante per far valere i propri crediti nel caso in cui la mandataria sia ammessa al concordato preventivo in materia di Appalto pubblico.

Corte d’Appello di Messina, 8 marzo 2022

[A] Sulla legittimità dell’azione esecitata dalla società mandante direttamente nei confronti della Stazione Appaltante, al fine di ottenere il corrispettivo riferito alla quota corrispondente ai lavori di sua spettanza, in caso di fallimento della società mandataria capogruppo di ATI in materia di Appalto pubblico. [B] Sull’esigibilità degli interessi moratori, dovuti per il ritardo nel pagamento del prezzo dell’Appalto da parte della Stazione Appaltante, in caso di mancata esplicita richiesta degli stessi da parte dell’Appaltatore in materia di Appalto pubblico. [C] Sul termine di prescrizione degli interessi moratori dovuti per il ritardo nel pagamento del prezzo dell’Appalto da parte della Stazione Appaltante in materia di Appalto pubblico. [D] Sull’esigibilità del maggior danno e della rivalutazione unitamente agli interessi moratori dovuti per ritardo nel pagamento del prezzo dell’Appalto da parte della Stazione Appaltante in materia di Appalto pubblico. [E] Sull’ammissibilità della domanda riconvenzionale fondata su di un titolo non dipendente da quello fatto valere dall’attore. [F] Sull’iscrizione delle riserve nel caso di impossibilità di un’esatta quantificazione delle stesse in materia di Appalto pubblico. [G] Sull’applicabilità dell’istituto della revisione dei prezzi in caso di colpa della Stazione appaltante per il ritardo dei lavori in materia di Appalto pubblico. [H] Sull’organo e sulle modalità con cui l’ente pubblico può validamente effettuare il riconoscimento del diritto alla revisione del prezzo a favore dell’Appaltatore in materia di Appalto pubblico. [I] Sulla fondatezza dell’eccezione di inammissibilità del motivo d’appello che contesti specificamente le risultanze della c.t.u. nel caso in cui in primo grado l’appellante abbia contestato le stesse in modo generico. [J] Sulla risarcibilità, a mente dell’art. 35 del Capitolato Generale approvato con d.p.r. 1063/1962, del maggior danno causato dal ritardo nel pagamento del prezzo dell’Appalto da parte della Stazione Appaltante in materia di Appalto pubblico. [K] Sul documento sul quale l’Appaltatore è tenuto ad iscrivere le riserve, ai fini della loro tempestività, nel caso di sospensione dei lavori disposta dalla Stazione Appaltante in materia di Appalto pubblico. [L] Sulle ragioni idonee a legittimare l’ordine di sospensione dei lavori in materia di Appalto pubblico. [M] Sull’iscrizione delle riserve relative a fatti produttivi di danni continuativi. [N] Sull’obbligo motivazionale del giudice circa le critiche presentate dal c.t.p. alla relazione del c.t.u.. [O] Sui poteri della capogruppo di ATI in materia di Appalto pubblico.

Corte d’Appello di Messina, 31 marzo 2022

[A] Sull’onere della prova in materia di contestazione della titolarità di un credito. [B] Sulla rilevabilità delle questioni afferenti l’accertamento di un credito nei confronti del fallimento.

Tribunale di Salerno, 23 febbraio 2022

[A] Sull’istituto dell’ATI in generale. [B] Sui limiti di applicabilità della disciplina codicistica del mandato alle imprese raggruppate in ATI. [C] Sulle conseguenze del fallimento della capogruppo di ATI con riferimento alla prosecuzione dell’Appalto ed alla legittimazione attiva delle mandanti e del fallimento per i crediti sorti dall’Appalto. [D] Sulle modalità e sull’ammissibilità delle domande di accertamento e condanna proposte nei confronti di soggetti dichiarati falliti. [E] Sulla rilevabilità della tardività delle domande proposte in giudizio. [F] Sui requisiti di straordinarietà ed imprevedibilità previsti ai fini della risoluzione di un contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta ai sensi dell’art. 1467 c.c.: in particolare, il caso dell’adozione di varianti in corso d’opera in materia di Appalto pubblico. [G] Sulla rilevabilità della decadenza dell’Appaltore dal diritto di formulare le riserve in materia di Appalto pubblico.

Corte d’Appello di Milano, 1 marzo 2022

[A] Sul vizio di extrapetizione nel caso in cui il Giudice qualifichi una responsabilità come extracontrattuale nonostante che essa sia stata qualificata come contrattuale dalla parte che ha proposto la domanda. [B] Sull’individuazione del nesso causale necessario al fine dell’integrarsi dei presupposti della responsabilità ex art. 2043 c.c. nei rapporti tra Stazione appaltante e Subappaltatore in materia di Appalto pubblico. [C] Sulla configurabilità di un danno aquiliano subito dalla Subappaltatrice da parte della Stazione Appaltante nel caso in cui quest’ultima, con inosservanza del co. 3 dell’art. 118 del d.lgs. 163/2006, non abbia interrotto il pagamento a favore dell’Appaltatore, da tempo inadempiente e successivamente ammesso al concordato preventivo, con impossibilità per la Subappaltatrice di pignorare le relative somme.

Corte d’Appello di Roma, 24 dicembre 2021

[A] Sulla rivalutazione d’ufficio dell’obbligazione di valore e sul calcolo degli interessi compensativi. [B] Sul soggetto titolato ad appellare una sentenza riguardante il credito di un appaltatore dichiarato insolvente e posto in amministrazione straordinaria successivamente alla pubblicazione della stessa. [C] Sulla natura dell’autorizzazione prevista dall’art. 18 della l. 55/1990 e sugli obblighi di verifica dell’ANAS circa il rispetto, da parte del subappaltatore, della relativa disciplina.

Tribunale di Vicenza, 22 novembre 2021

[A] Sugli effetti prodotti sul contratto d’Appalto della presentazione della domanda di concordato. [B] Sull’applicabilità del regime delle riserve nel caso di intervenuto fallimento dell’appaltatore o della sua sottoposizione a concordato.

Corte d’Appello di Cagliari, 14 dicembre 2021

[A] Sui limiti alla possibilità del creditore del fallito di eccepire un controcredito in compensazione e sulla qualificazione di tale domanda come eccezione riconvenzionale (ammissibile) o domanda riconvenzionale (inammissibile). [B] Sulla distinzione tra l’istituto della compensazione, che richiede apposita eccezione di parte o domanda riconvenzionale, ed un mero rapporto di dare ed avere, nel quale vi è automatica elisione dei rispettivi crediti.

Corte d’Appello di Palermo, 8 ottobre 2021

[A] Sull’onere della prova posto a carico dell’Appaltatore in merito alle domande di pagamento oggetto di riserve regolarmente iscritte. [B] Sulla tempestività dell’eccezione di tardività della riserva. [C] Sul’applicabilità delle disposizioni di cui agli artt. 35 e 36 del Capitolato Generale per le opere pubbliche, approvato con D.P.R. 1063/1962, relativi agli interessi di mora per ritardato pagamento, alla ritardata erogazione dell’anticipazione di cui art. 3 della l. 741/1981. [D] Sul termine rilevante ai fini della concessione del beneficio del premio di incentivazione per anticipata conclusione dei lavori ai sensi dell’art. 35 della l.r. Sicilia 21/1985. [E] Sugli effetti del riconoscimento, da parte della Stazione Appaltante, della revisione del prezzo in materia di appalti pubblici, anche in tema di giurisdizione. [F] Sull’applicabilità o meno dell’art. 1283 c.c. (anatocismo) ai debiti di valore. [G] Sulla riscossione dei crediti maturati dalle imprese mandanti in caso di fallimento della capogruppo del RTI. [H] Sui diritti della società consortile, costituitasi tra imprese riunite in A.T.I., nei confronti della Committente in materia di Appalti Pubblici.

Tribunale di Torino, 20 ottobre 2021

[A] Sulle conseguenze del fallimento della capogruppo di A.T.I. circa la legittimazione delle mandanti a far valere i propri diritti nei confronti della Stazione Appaltante. [B] Sugli effetti della dichiarazione di fallimento in relazione allo scioglimento di contratto d’Appalto pubblico. [C] Sulle eccezioni al divieto di utilizzo, da parte del CTU, dei documenti non ritualmente prodotti dalle parti. [D] Sui limiti del valore di pubblica fede dello stato di consistenza in materia di contratto d’Appalto pubblico. [E] Sull’obbligo motivazionale del Giudice in relazione alle osservazioni dei CTP. [F] Sull’applicabilità della sospensione dei pagamenti da parte della Stazione Appaltante, ex art. 118, comma 3, del d.lgs. 163/2006, nel caso di fallimento dell’Appaltatore. [G] Sul principio di buona fede oggettiva nel caso di inadempimento di scarsa rilevanza in materia di contratto d’Appalto pubblico. [H] Sui presupposti necessari ai fini del risarcimento del danno d’immagine ed alla reputazione. [I] Sui limiti entro i quali la Committenza può soddisfare un proprio credito nei confronti dell’Appaltatore attraverso la cauzione versata da quest’ultimo in numerario o in titoli di stato o attraverso la garanzia fidejussoria che può sostituire le suddette forme di cauzione. [J] Sulla cristallizzazione del thema decidendum. [K] Sulle conseguenze della proposizione di una domanda di risarcimento del danno generica e priva di specifiche allegazioni. [L] Sulla condanna alle spese per l’attività dei CTP.

Corte d’Appello di Genova, 1 ottobre 2021

Sulle conseguenze del fallimento della capogruppo sul raggruppamento temporaneo di imprese (ATI) aggiudicatario.

Tribunale di Cosenza, 7 maggio 2021

[A] Sull’ipotesi di inesistenza della notifica effettuata presso l’indirizzo pec del domiciliatario tratto dall’albo degli avvocati invece che presso quello indicato nei pubblici elenchi. [B] Sull’opposizione a d.i. fondata sulla compensazione di un credito superiore al debito ingiunto da parte degli organi della Liquidazione Coatta Amministrativa: differenza tra domanda riconvenzionale ed eccezione riconvenzionale.

Corte d’Appello di Genova, 28 aprile 2021

[A] Sull’applicabilità o meno della disciplina prevista dalla parte II, Titolo I del d.lvo 163/2006 alle società che siano Contraenti Generali ai sensi dell’art 173 dello stesso Codice degli Appalti. [B] Sulla configurabilità della responsabilità illimitata e solidale in capo alle singole società di società consortile per le obbligazioni da questa assunte in materia di Appalti pubblici. [C] Sulla distinzione tra A.T.I. orizzontale e verticale. [D] Sulla decorrenza degli interessi di mora nei confronti del debitore sottoposto a procedure concorsuali

Tribunale dell’Aquila, 20 gennaio 2021
Sul presupposto necessario ai fini dell’applicabilità dell’art. 118, co. 3 del d.lgs. 163/2006
Tribunale di Bolzano, 19 novembre 2020
[A] Sull’onore probatorio posto a carico dell’Appaltatore in merito alle domande giudiziarie formulate sulla base di riserve regolarmente iscritte. [B] Sull’obbligo in capo all’Appaltatore di verificare la validità tecnica del progetto realizzato dal Committente: conseguenze dell’omessa verifica in materia di sorpresa geologica. [C] Sulla legittimazione di impresa Mandante ad agire nei confronti della Committente in caso di fallimento della Capogruppo di ATI e sugli effetti del fallimento in punto di decadenze.
Tribunale di Bolzano, 15 settembre 2020
[A] Sulla disciplina che regola il mandato collettivo in materia di ATI e sulla configurabilità di un diritto di credito, nei confronti della Stazione Appaltante, direttamente in capo alle imprese mandanti. [B] Sulla facoltà della Mandante di ATI di agire direttamente nei confronti della Stazione Appaltante per far valere un credito dalla stessa vantato e sugli effetti prodotti sulle somme riscosse dalla mandataria dal sopravvenuto fallimento della stessa. [C] Sugli effetti prodotti dal recesso della mandante dall’ATI, sia sulla mandataria, sia nei rapporti con la Stazione Appaltante [D] Sulle differenze tra ATI e Consorzio con attività esterna di cui all’art. 2602 c.c.. [E] Sui differenti effetti prodotti, rispettivamente, dall’ammissione al Concordato preventivo e dal Fallimento della Mandante sul rapporto con la mandataria dell’ATI. [F] Sulla facoltà di costituire società tra le stesse imprese raggruppate in ATI.
Tribunale di Torino 22 dicembre 2020
[A] Sulla responsabilità delle imprese riunite in ATI nei confronti del Subappaltatore. [B] Sull’esclusività dell’accertamento dei crediti in materia di Concordato Preventivo. [C] Sulla prededucibilità o meno dei crediti del Subappaltatore nei confronti dell’Appaltatore ammesso al concordato preventivo e sulla rilevanza o meno, in sede concorsuale, della condizione di esigibilità di cui all’art. 118, co. 3, d.lgs. 163/2006
Tribunale di Roma ,16 ottobre 2020
Sugli effetti prodotti sul contratto d’appalto stipulato dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI o ATI) quando la mandataria sia sottoposta ad amministrazione straordinaria
Corte d’Appello di Roma, 14 settembre 2020
[A] Sulla prededucibilità o meno dei crediti dei subappaltatori nei confronti dell’appaltatore poi fallito: evoluzione della giurisprudenza sul tema. [B] Sulla possibilità o meno che, una volta intervenuta la dichiarazione di fallimento della società in bonis, la committente sospenda legittimamente il pagamento delle prestazioni oggetto delle fatture
Tribunale di Patti, 21 settembre 2020
[A] Sulla sussistenza o meno della responsabilità solidale tra le consorziate costituite nella forma della società di capitali nell’ambito di un appalto pubblico riguardo alle obbligazioni contratte con i fornitori. [B] Sui limiti alla procedibilità della domanda da parte della stazione appaltante nei confronti della procedura fallimentare dell’appaltatrice
Tribunale di Cosenza, 18 giugno 2020
Sugli effetti prodotti dal fallimento dell’appaltatore riguardo al meccanismo delineato dall'art. 118, comma 3, d.lgs. n. 163 del 2006, che consente alla stazione appaltante di sospendere i pagamenti in favore dell'appaltatore, alla luce del recente intervento delle SS.UU. della Corte di Cassazione
Tribunale di Cosenza, 18 giugno 2020
Sugli effetti prodotti dal fallimento dell’appaltatore riguardo al meccanismo delineato dall'art. 118, comma 3, d.lgs. n. 163 del 2006, che consente alla stazione appaltante di sospendere i pagamenti in favore dell'appaltatore, alla luce del recente intervento delle SS.UU. della Corte di Cassazione
Tribunale di Roma, 8 giugno 2020
[A] Sulla legittimazione della curatela fallimentare dell’appaltatore a far valere le riserve iscritte dall’appaltatore in bonis. [B] Sui tempi e sulle modalità di iscrizione delle riserve da parte dell’appaltatore, in particolare per i c.d. fatti continuativi. [C] Sulla sussistenza o meno per l’appaltatore di iscrivere riserva per chiedere il corrispettivo di opere extra contratto. [D] Sulla ammissibilità dell’azione di indebito arricchimento ex art. 2041 c.c. per domande per le quali l’appaltatore non ha iscritto tempestiva riserva
Tribunale di Trento, 5 giugno 2020
[A] Sui criteri di applicabilità del nuovo codice dei contratti pubblici approvato con d.lgs. n. 50/2016, in particolare in tema di subappalto. [B] Sulle modalità di soddisfacimento del credito del subappaltatore di opera pubblica nei confronti dell'appaltatore in caso di fallimento di quest'ultimo. [C] Sulla applicabilità o meno del meccanismo delineato dall'art. 118, comma 3, d.lgs. 163/2006 - che consente alla stazione appaltante di sospendere i pagamenti all’appaltatore in attesa del pagamento dei subappaltatori - all'ipotesi in cui con la dichiarazione di fallimento dell’appaltatore, il contratto di appalto si scioglie. [C] Sull’esistenza o meno del diritto di prededuzione dei crediti del subappaltatore in rispetto al fallimento dell’appaltatore principale, alla luce dell’ultima sentenza delle SS.UU. della Corte di Cassazione. [D] Sulla revocabilità o meno, ai sensi dell’art. 67, 1° co., n° 2, L.F, del pagamento eseguito direttamente al subappaltatore nell’anno antecedente la pubblicazione della sentenza del fallimento dell’appaltatore. [E] Sulla possibilità o meno per il subappaltatore di ottenere il pagamento diretto dalla stazione appaltante ex art. 1676 c.c.. [F] Sulla ammissibilità o meno della domanda di indebito arricchimento formulata in via subordinata nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo da parte dell’ingiungente opposto.
Corte d’Appello di Milano, 14 gennaio 2020
[A] Sugli effetti prodotti dal contratto di cessione di credito vantato dal subappaltatore nei confronti dell’appaltatore. [B] Sulle modalità di notifica della cessione del credito. [C] Sulla esistenza o meno di un termine affinché cedente o cessionario possano notificare al debitore ceduto la comunicazione di avvenuta cessione del credito. [D] Sulla opponibilità o meno della cessione di tutti i crediti futuri derivanti da un contratto di subappalto al fallimento del subappaltatore cedente
Tribunale di Lecce, 20 gennaio 2020
[A] Sul termine di prescrizione dei crediti vantatati dall’appaltatore nei confronti della Stazione Appaltante. [B] Sulla idoneità o meno della pendenza della procedura fallimentare ad interrompere i termini di prescrizione dei crediti dell’imprenditore tornato in bonis
Tribunale di L’Aquila, 30 dicembre 2019
[A] Sulla idoneità o meno della sottoposizione della società cooperativa appaltatrice alla procedura di liquidazione coatta amministrativa a determinare l’interruzione automatica del giudizio. [B] Sugli effetti interruttivi prodotti dalla dichiarazione di intervenuta liquidazione coatta amministrativa della società cooperativa appaltatrice resa in udienza dal suo procuratore. [C] Sulle conseguenze derivanti dalla dichiarazione di intervenuta liquidazione coatta amministrativa della società cooperativa appaltatrice sul giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo avviato dalla Stazione Appaltante
Tribunale di Sondrio, 30 ottobre 2019
Sul diritto del subappaltatore ad ottenere il risarcimento del danno da parte della Stazione Appaltante che abbia pagato l’appaltatore, poi fallito, senza l’esibizione delle fatture quietanzate del subappaltatore stesso
Corte d’Appello di Caltanissetta, 24 ottobre 2019
[A] Sull’onere della prova posto a carico della curatela del fallimento per dimostrare la corretta esecuzione dei lavori da parte dell’azienda in bonis. [B] Sulla ammissibilità o meno della prova per testimoni nel giudizio avviato dall’appaltatore per ottenere il riconoscimento delle riserve iscritte in contabilità e sulla rilevanza della forma degli atti contabili nel processo. [C] Sulla possibilità o meno di sopperire alla carenza di documenti contabili con l’espletamento di una CTU finalizzata a dimostrare l’esecuzione di opere non contabilizzate in fase di esecuzione dell’appalto
Tribunale di Roma, 14 ottobre 2019
[A] Sugli effetti prodotti dal fallimento dell’appaltatore sul contratto con cui l’impresa in bonis ha ceduto “pro soluto” alle banche tutti i crediti presenti e futuri, maturati e maturandi alla data dalla stipula con la stazione appaltante. [B] Sull’onere di notifica alla stazione appaltante della cessione del credito da parte dell’appaltatore alle banche e sugli effetti della omessa notifica della stessa
Tribunale di Bolzano, 14 ottobre 2019
[A] Sulla disciplina del pagamento diretto al subappaltatore, ex art. 105 del d.lgs. n. 50/2016, e sugli effetti prodotti dal fallimento dell’appaltatore. [B] Sulla possibilità o meno di ammettere in prededuzione il credito del subappaltatore al passivo fallimentare dell’appaltatore. [C] Sui limiti e sulla disciplina della possibilità, limitata al debitore in pre-concordato o in concordato con continuità, di chiedere al Tribunale l’autorizzazione ad eseguire il pagamento diretto al subappaltatore “strategico” ai sensi degli artt. 182 quinquies co. 5 e 161 co. 6 della legge fallimentare. [D] Sui limiti all’ammissibilità della domanda di arricchimento senza causa avanzata dal subappaltatore direttamente nei confronti della Stazione Appaltante
Tribunale di Bolzano, 14 ottobre 2019
[A] Sul rapporto tra subappaltatore e Stazione Appaltante in caso di fallimento dell’appaltatore. [B] Sul natura del credito del subappaltatore rispetto alla par condicio creditorum in sede di insinuazione al passivo fallimentare. [C] Sui limiti e sui presupposti affinché possa essere autorizzato il pagamento di alcuni creditori “strategici” in caso di concordato preventivo con continuità aziendale ai sensi degli artt. 161, co. 6, e 182 quinquies co. 5 l. fall.. [D] Sui termini entro i quali l’appaltatore deve avanzare la domanda di arricchimento senza causa ex 2041 c.c. nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo promosso dalla Stazione Appaltante. [E] Sul carattere sussidiario dell’azione di arricchimento senza causa ex 2041 c.c. e sulla sua ammissibilità
Tribunale di Brindisi, 11 ottobre 2017
[A] Sulla forma e sul contenuto degli accordi derogatori della competenza del giudice da inserire nei contratti d’appalto. [B] Sugli effetti prodotti dalla chiusura del fallimento e dalla omologazione del concordato e sui diritti propri dell’imprenditore tornato in bonis. [C] Sull’onere della prova posto a carico dell’appaltatore nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo
Tribunale di Monza, 21 settembre 2017
Sulla procedibilità o meno della domanda di risoluzione in danno dell’appaltatore (ex art. 136 del d.lgs. n. 163 del 2006) avanzata dall’Amministrazione nel giudizio riassunto nei confronti del fallimento dell’impresa appaltatrice.
Corte d’Appello di Genova, 25 settembre 2017
[A] Sulla possibilità o meno di modificare in corso di rapporto le modalità di pagamento prevedendo il pagamento diretto dei subappaltatore e sulla configurabilità o meno di una azione diretta dei subappaltatore nei confronti della Stazione Appaltante. [B] Sulla possibilità o meno dell'ammissione del credito del subappaltatore al passivo fallimentare in prededuzione
Tribunale di Palermo, 3 ottobre 2017
[A] Sui limiti alla possibilità dell’appaltatore di ottenere il pagamento di opere extracapitolato. [B]Sui presupposti che legittimano l’ordine di sospensione dei lavori disposto dalla Stazione Appaltante in caso di necessaria approvazione di una variante in corso d’opera. [C] Sugli effetti prodotti dal fallimento dell’appaltatrice rispetto alla domanda di accertamento del credito avanzata in giudizio dalla Stazione Appaltante. [D] Sui presupposti necessari affinché possa essere riconosciuto all’appaltatore il maggior danno, ai sensi dell’art. 1224, secondo comma c.c., in caso di ritardato pagamento dei corrispettivi dovuti dalla Stazione Appaltante
Tribunale di Salerno, 28 luglio 2017
[A] Sugli effetti processuali prodotti dal fallimento della mandante dell’ATI nel corso del giudizio inerente l’esecuzione del contratto d’appalto e sulla possibilità o meno che la Pubblica Amministrazione in giudizio possa chiedere l’interruzione del processo per il fallimento dell’altra parte. [B] Sugli effetti generati dal fallimento di una delle mandanti sul rapporto di mandato esistente con la mandataria dell’ATI. [C] Sulla esistenza o meno della legittimazione processuale delle ditte mandanti ad intervenire nel processo avviato dalla mandataria dell’ATI. [D] Sull’esistenza o meno dell’onere di iscrizione di tempestiva riserva a carico dell’impresa per far valere il diritto al pagamento degli interessi per ritardato pagamento
Tribunale di Lecce, 10 luglio 2017
Sull’opponibilità al fallimento della clausola compromissoria contenuta nel contratto d’appalto stipulato dall’impresa in bonis
Corte d’Appello di L’Aquila, 16 giugno 2017
Sui limiti alla possibilità per la Stazione Appaltante di compensare i propri crediti con i crediti vantati in giudizio dall’appaltatore fallito
Tribunale di Roma, 12 giugno 2017
[A] Sulla valutazione da parte del Giudice in caso di reciproche domande di risoluzione per inadempimento avanzate da Stazione Appaltante e Appaltatore. [B] Sul valore delle opere eseguite in caso di risoluzione per inadempimento della Stazione Appaltante e sulla rilevanza o meno del regime delle riserve e delle conseguenti decadenze. [C] Sulla legittimazione dell’impresa mandante ad agire direttamente nei confronti del committente per la riscossione della quota dei crediti nascenti dall’appalto ad essa imputabile in caso di fallimento della mandataria dell’ATI.
Tribunale di Torino, 22 maggio 2017
[A] Sulla decorrenza del termine di cui all’art. 305 c.p.c. per la curatela del fallimento dell’appaltatrice per riassumere il giudizio pendente con la Stazione Appaltante a seguito dell’interruzione dovuta all’intervenuto fallimento. [B] Sui limiti e sulla disciplina della cessione del contratto e della cessione del credito derivante dall’appalto pubblico, secondo quanto previsto dagli artt. 116,117 e 118 del d.lgs. n. 163/2006. [C] Sulla procedibilità o meno delle domande riconvenzionali avanzate dalla Stazione Appaltante nei confronti del fallimento dell’impresa appaltatrice e sulla procedibilità o meno di eventuali eccezioni riconvenzionali. [D] Sulla procedibilità o meno dell’azione di risoluzione del contratto promossa prima del fallimento nei confronti dell’appaltatore inadempiente.
Tribunale di Torino, 16 maggio 2017
[A] Sulla procedibilità o meno di una domanda di mero accertamento svolta dalla Stazione Appaltante nei confronti del Fallimento della ditta appaltatrice. [B] Sulla facoltà della Stazione Appaltante di prevedere il pagamento diretto dei subappaltatori e sulla natura del rapporto tra S.A. e subappaltatori. [C] Sulla possibilità o meno che il meccanismo di pagamento di cui all’art. 118 Codice degli Appalti faccia sorgere un rapporto autonomo tra Subappaltatore e Stazione Appaltante. [D] Sulla legittimazione o meno del Subappaltatore ad agire direttamente nei confronti della Stazione Appaltante per la riscossione dei propri crediti, in particolare in caso di fallimento dell’Appaltatore
Tribunale di Salerno, 9 febbraio 2017
Sui limiti alla proponibilità dell’azione volta ad ottenere la risoluzione per grave inadempimento dell’Appaltatore dopo la dichiarazione di fallimento di quest’ultimo
Tribunale di Catanzaro, 26 gennaio 2017
Sulla esistenza o meno di un diritto di recesso a favore della società mandante per sciogliersi dal vincolo instaurato con la società capogruppo di una ATI (associazione temporanea di imprese) affidataria di un appalto pubblico e sugli effetti del recesso nei confronti della stazione appaltante