Corte d’Appello di Roma, 30 settembre 2025
[A] Sull’idoneità della determina di un ente locale a costituire accettazione della proposta e dunque perfezionamento di un contratto pubblico ove ne sia permessa la formazione a distanza mediante corrispondenza commerciale - nel caso di specie per un cottimo fiduciario – e sulle caratteristiche e presupposti del cottimo fiducario. [B] Sulla (im)possibilità per il privato di agire ex art. 2041 c.c. nei confronti della p.a. ove l’obbligazione sia stata contratta con violazione dello schema procedurale di spesa. [C] Sull’applicabilità agli appalti pubblici della disciplina degli interessi moratori per il ritardato pagamento del prezzo di cui al d.lgs. 231/2002, con particolare riferimento all’automatica decorrenza degli interessi.
Corte d’Appello di Napoli, 3 ottobre 2025
[A] Sul soggetto su cui, nell’appalto integrato, ricadono i maggiori costi derivanti da errori o carenza della progettazione e da eventi sopravvenuti imprevedibili. [B] Sul momento in cui sorge l’onere dell’appaltatore di opere pubbliche di inscrivere le riserve per fatti produttivi di danno continuativo, nel caso di specie per la mancata consegna di un’area da parte della p.a.. [C] Sui casi in cui si configura la forza maggiore rilevante, ai sensi del co. 1 dell’art. 166 del d.p.r. 207/2010, ai fini della richiesta dell’esecutore di ricevere compensi per i danni alle opere pubbliche, con particolare riguardo alla riconducibilità a tale nozione degli atti vandalici nel cantiere.
Tribunale di Trani, 6 settembre 2025
[A] Sull’assoggettabilità al codice dei contratti pubblici dei contratti stipulati dalle ASL. [B] Sulla forma ad substantiam dei contratti di cui sia parte la p.a. e sulle modalità con cui devono essere redatti e formati avuto riguardo ai contratti conclusi per facta concludentia, mediante sottoscrizione non contestuale o a mezzo corrispondenza ed alla (im)possibilità di ritenere che fatture commerciali possano integrale il predetto requisito di forma. [C] Premessa, nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.lgs. 50/2016, la facoltà della p.a. committente di rifiutare la cessione di un credito da corrispettivo di appalto o concessione, sull’applicabilità della predetta disciplina sulla cessione dei crediti alle ASL.
Tribunale di Roma, 4 settembre 2025
[A] Sul soggetto su cui ricade l’onere di dimostrare la tempestività delle riserve. [B] Sull’onere probatorio posto in capo alla società che chieda il risarcimento di un danno all’immagine ed alla reputazione commerciale, nel caso di specie asseritamente subito per le condotte poste in essere dalla p.a. committente in un appalto pubblico. [C] Sull’(in)applicabilità del limite delle riserve apponibili dall’appaltatore di opere pubbliche al 20% dell’importo contrattuale previsto dall’art. 240bis del d.lgs. 163/2006 ove le riserve concernano inadempimenti dolosi o gravemente colposi della stazione appaltante. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di chiedere la rivalutazione del compenso aggiuntivo dovutogli per i lavori extracontratto eseguiti per imprevedibile onerosità o difficoltà di esecuzione ai sensi dell’art. 1664 c.c.. [E] Sull’(in)idoneità delle riserve a costituire formale messa in mora.
Tribunale di Reggio Calabria, 11 settembre 2025
[A] Sull’applicabilità agli appalti pubblici della disciplina sugli interessi moratori contenuta nel d.lgs. 231/2002, avuto particolare riguardo alla decorrenza automatica degli interessi in assenza di formale messa in mora. [B] Sul termine di prescrizione degli interessi di mora dovuti per il ritardo nel pagamento del prezzo degli appalti pubblici: quinquennale o decennale?
Tribunale di Napoli, 8 settembre 2025
[A] Sul giudice competente in materia di omessa erogazione di un finanziamento da parte di un ente pubblico. [B] Sulle modalità con cui - nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.p.r. 207/2010 – deve essere stabilito il valore degli incarichi relativi ai servizi di ingegneria e architettura anche ai fini della procedura di affidamento applicabile, avuto riguardo all’interpretazione fornita dall’ANAC in tema di divieto di artificioso frazionamento degli incarichi e loro affidamento a trattativa privata.
Tribunale di CuTribunale di Cuneo, 9 settembre 2025neo, 9 settembre 2025
[A] Premessa la natura (provvedimentale o privatistica?) dell’atto di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico disposto dalla p.a. a mente della normativa speciale sugli appalti pubblici, sulla facoltà dell’appaltatore di contestarne la legittimità dinanzi al giudice ordinario e di chiedere la risoluzione del contratto ai sensi dell’ordinaria disciplina civilistica sull’inadempimento. [B] Sulla (im)possibilità per stazione appaltante e appaltatore di mutare in giudizio, rispettivamente, le ragioni del provvedimento di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico e quelle addotte per contestarne la legittimità e sui limiti entro cui il giudice è tenuto a valutare la validità di predetto provvedimento. [C] Sulla portata della dichiarazione dell’appaltatore di opere pubbliche di accettare senza eccezioni di sorta la consegna dei lavori. [D] Sul ritardo dell’appaltatore idoneo a fondare la risoluzione di un contratto d’appalto pubblico da parte della p.a. committente ai sensi dell’art. 108 del d.lgs. 50/2016.
Corte d’Appello di Milano, 10 ottobre 2025
[A] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore, salvo circostanze specificamente individuate nel codice degli appalti, di richiedere - anche in giudizio - la modifica del corrispettivo pattuito in un contratto d’appalto pubblico a seguito dell’incremento del valore dell’opera con particolare riferimento all’ambito dei servizi di architettura ed ingegneria alla luce della normativa sulle tariffe professionali contenuta nel d.l. 1/2012 e nel d.m. 143/2013. [B] Sulla legittimità delle clausole di non ribassabilità dei compensi professionali nelle gare pubbliche nella vigenza del d.lgs. 36/2023.
Tribunale di Patti, 6 ottobre 2025
[A] Premesso il divieto di subappalto in assenza di autorizzazione della p.a. committente, sulla forma che deve rivestire la predetta autorizzazione. [B] Sulla sorte del contratto di subappalto di opera pubblica non autorizzato dalla p.a.. [C] Sulla (im)possibilità per il subappaltatore di opere pubbliche di ottenere compensi o indennità, anche a titolo di ingiustificato arricchimento, per i lavori eseguiti in assenza di autorizzazione della p.a. committente.
Tribunale di Roma, Sez. Lavoro, 7 ottobre 2025
Sulla responsabilità della mandataria di A.T.I. e del consorzio di imprese per i crediti di lavoro vantati dai dipendenti delle imprese mandatarie e consorziate nell’ambito di appalti pubblici.
Tribunale di Messina, 4 ottobre 2025
[A] Sulla necessità per la mandataria di A.T.I., ai fini della legittimazione a rappresentare le mandanti in giudizio, di spendere il nome delle mandanti. [B] Sulla possibilità dei contraenti di un contratto d’appalto pubblico, sia nella vigenza del d.lgs. 163/2006 che del d.lgs. 50/2016, di derogare alla disciplina della revisione dei prezzi di cui all’art. 1664 c.c. anche pattuendo l’invariabilità del corrispettivo a fronte di eventi sopravvenuti ed imprevedibili. [C] Sui criteri interpretativi che il giudice deve utilizzare per valutare se le parti di un contratto d’appalto pubblico abbiano inteso o meno escludere la revisione dei prezzi. [D] Sull’(im)possibilità per l’appaltatore, in un appalto a corpo, di invocare la revisione dei prezzi ai sensi dell’art. 1664 c.c.. [E] Sulla (non) vessatorietà, ai sensi dell’art. 1341, co. 2 c.c., della clausola di un contratto d’appalto pubblico che preveda che il corrispettivo all’appaltatore sia da ritenersi invariabile ed indipendente dall’importo dei lavori.
Tribunale di Livorno, 7 ottobre 2025
Sulla (im)possibilità di sospendere il contratto d’appalto pubblico per le conseguenze di un’emergenza - nel caso di specie pandemica - ove esso sia stato stipulato mentre la medesima era in corso.
Corte d’Appello di Trieste, 9 ottobre 2025
Sulla (non) equiparabilità dell’esecuzione del contratto d’appalto pubblico in via d’urgenza alla stipulazione del contratto, anche ai fini della valutazione circa la violazione della clausola di stand still.
Corte d’Appello di Roma, 30 settembre 2025
[A] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di opere pubbliche di richiedere compensi o indennizzi, anche a titolo di indebito arricchimento della p.a. committente, per varianti in corso d’opera non previste dal contratto. [B] Sulla sorte delle riserve in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della p.a. committente. [C] Sulla natura della responsabilità della p.a. per inadempimento agli obblighi relativi ad appalti pubblici: extracontrattuale o contrattuale? [D] Sul soggetto su cui ricade l’onere di provare l’effettiva esecuzione dei lavori nell’ambito della risoluzione di un contratto d’appalto per inadempimento e sui documenti rilevanti in tal senso.
Tribunale di Benevento, 2 settembre 2025
Premessa la qualificazione giuridica del certificato di esecuzione dei lavori e la sua natura (atto pubblico o privato?), sulla (non) necessità ai fini della sua validità della sottoscrizione dell’appaltatore.
Corte d’Appello di Roma, 7 agosto 2025
[A] Sulla (non) automatica nullità di un contratto d’appalto pubblico stipulato a seguito di un accordo corruttivo e sulla risolubilità del medesimo nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e dell’art. 32 del d.l. 90/2014 convertito in l. 114/2014. [B] Sul momento a partire dal quale la p.a. può esercitare il diritto di risolvere un contratto d’appalto pubblico stipulato a seguito di un accordo corruttivo: rinvio a giudizio o sentenza di condanna? [C] Sulla (non) obbligatorietà di una gara pubblica per la selezione del gestore del servizio di trasporto pubblico effettuata nella vigenza dell’art. 61 della l. 99/2009 pur nelle more dell’applicazionde del REG. CE 1370/2007. [D] Sulla legittimità e finalità della proroga tecnica negli appalti pubblici.
Tribunale di Venezia, 29 luglio 2025
[A] Sulla responsabilità, nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.lgs. 50/2016, del consorzio di società cooperative di produzione e lavoro per le obbligazioni assunte dalle singole consorziate nei confronti di stazione appaltante, subappaltatori e fornitori, avuto particolare riguardo ai lavori scorporabili. [B] Sulla (non) necessità per l’appaltatore di opere pubbliche di chiedere alla stazione appaltante l’autorizzazione dei meri subcontratti e sulla necessità di darne comunicazione alla stessa p.a. committente. [C] Sulla responsabilità della mandataria di A.T.I. per i crediti di lavoro vantati dal singolo dipendente di una delle imprese associate per la realizzazione di lavori pubblici alla luce dell’interpretazione della nozione di “fornitori” di cui al co. 5 dell’art. 48 del d.lgs. 50/2016.
Tribunale di Roma, 31 agosto 2025
[A] Sulle voci di danno di cui l’appaltatore di opere pubbliche può chiedere il risarcimento alla stazione appaltante in caso di ritardo nell’emissione del certificato di collaudo ad essa imputabile e sul correlato onere probatorio. [B] Sulla risarcibilità all’appaltatore, in caso di ritardo nell’emissione del certificato di collaudo imputabile alla stazione appaltante, del danno relativo al mancato svincolo delle ritenute a garanzia a favore dei lavoratori dello 0,5% sui SAL e sull’applicabilità ad esso degli interessi di mora per il ritardo. [C] Premessa l’individuazione delle spese che rientrano tra le spese generali negli appalti di opere pubbliche, sulla loro quantificazione e sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che ne richieda il risarcimento - nella vigenza del d.p.r. 554/1999 e con principi estensibili anche ai contratti disciplinati dal d.lgs. 163/2006 e dal d.p.r. 207/2010 - nelle diverse ipotesi di illegittima sospensione dei lavori e di ritardo nell’emissione del certificato di collaudo
Tribunale di Chieti, Sez. distaccata Ortona, 19 agosto 2025
[A] Premesso l’onere della stazione appaltante di fornire all’appaltatore di opere pubbliche una progettazione completa ed eseguibile, sulla (im)possibilità di approvare in corso d’opera una perizia di variante volta a risolvere le lacune progettuali. [B] Sulla (im)possibilità di addebitare all’appaltatore di opere pubbliche il concorso nel danno derivante dai vizi dei progetti forniti dalla stazione appaltante ove le criticità progettuali non siano prevedibili al momento della gara.
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, 6 agosto 2025
[A] Sui limiti entro cui operano le clausole sociali previste dall’art. 57 del d.lgs. 36/2023 - che si pone in continuità con l’art. 50 del d.lgs. 50/2016 - in ipotesi di successione dell’appaltatore nell’ambito di un rapporto di appalto pubblico, avuto riguardo all’obbligo dell’impresa subentrante di assumere il personale di quella uscente e di adibirlo alle medesime mansioni e qualifiche. [B] Sui limiti entro cui l’appaltatore può scegliere il CCNL da applicare ai propri lavoratori nell’ambito di un appalto pubblico. [C] Sull’(in)idoneità di clausole sociali contenute nei bandi di gara, che prevedano genericamente il mantenimento dell’assetto occupazionale e delle condizioni economiche dei lavoratori, a vincolare l’aggiudicatario subentrante ad applicare il CCNL del precedente aggiudicatario.
Tribunale di Milano, 8 agosto 2025
[A] Sulla natura delle penali previste nei protocolli di legalità relativi a contratti pubblici: negoziale o autoritativa? [B] Sulle modalità con cui la p.a. è tenuta ad applicare la sanzione pecuniaria per la violazione da parte dell’appaltatore dell’obbligo di comunicare le variazioni dell’assetto societario, prevista in un protocollo di legalità, ove vi siano plurime violazioni ed esse siano state accertate e comunicate dall’amministrazione unitariamente: sanzione per ogni singola violazione o sanzione unica cumulativa corrispondente nel quantum ad una sola violazione? [C] Sull’(in)applicabilità dell’art. 1384 c.c., in materia di riduzione equitativa delle penali, alle clausole contenute nei protocolli di legalità relativi a contratti pubblici.