CCT: il modello italiano per arginare il contenzioso negli appalti pubblici
Si segnala l'evento "CCT: il modello italiano per arginare il contenzioso negli appalti pubblici" previsto il 13 maggio 2026 ore 9:00 - 12.30.
Il workshop avrà ad oggetto l'illustrazione e la discussione dei principi fondamentali dell'amministrazione dei CCT con particolare attenzione agli aspetti pratici nonchè richiami alle procedure utilizzate nei Dispute Board.
Il workshop si rivolge agli operatori del settore, interessati all'utilizzo e gestione di un CCT o a farne parte, nonchè agli esperti in materia di risoluzione alternativa delle controversie.
Il corso è utile per i crediti formativi continui.
Corte d’Appello di Napoli, 20 ottobre 2025
[A] Sulla legittimazione dell’imprenditore colpito da interdittiva antimafia ad agire nei confronti della p.a. al fine di ottenere il compenso per le opere pubbliche eseguite anteriormente allo sciolglimento del rapporto di appalto pubblico. [B] Sulla (im)possibilità di applicare la clausola di salvaguardia prevista dagli artt. 92. co. 3 e 94 co. 2 del codice antimafia, a mente della quale l’impresa colpita da interdittiva può chiedere i compensi per le prestazioni eseguite prima dello scioglimento di un rapporto di appalto pubblico, alle concessioni o ad altre erogazioni pubbliche. [C] Premessa la natura giuridica della concessione di lavori pubblici, della concessione di costruzione di opera pubblica e della concessione di gestione o di costruzione e gestione di opera pubblica, sull’assimilabilità di tali figure all’appalto pubblico nel caso di specie ai fini dell’applicabilità della clausola di salvaguardia di cui agli artt. 92. co. 3 e 94 co. 2 del codice antimafia. [D] Sulla ratio dei co. 3 dell’art. 92 e 2 dell’art. 94 del codice antimafia a mente dei quali il privato ha diritto al pagamento delle opere pubbliche eseguite prima dello scioglimento del rapporto.
Corte d’Appello di Roma, Sez. Lavoro, 27 ottobre 2025
Sulla (in)sussistenza di un obbligo, in capo all’impressa subentrante in un appalto pubblico, di assunzione automatica e generalizzata del personale impiegato ove la clausola sociale imponga il mantenimento dei livelli occupazionali.
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, 3 novembre 2025
[A] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore e al subappaltatore che reclamino il pagamento del corrispettivo di un appalto. [B] Sulle norme che disciplinano il contratto di subappalto relativo ad un appalto di opera pubblica e sulla sua autonomia, avuto riguardo alla (im)possibilità di ritenere il subappaltatore automaticamente vincolato al cronoprogramma allegato al contratto principale. [C] Sui presupposti applicativi dell’equo compenso previsto dall’art. 1664, co. 2 c.c. in caso di sorpresa geologica, avuto riguardo all’onere dell’appaltatore e del subappaltatore di controllare la validità tecnica del progetto fornito dal committente o dal subcommittente e di notiziarli circa le problematiche riscontrate nell’esecuzione.
Tribunale di Rieti, 15 ottobre 2025
Sull’autonomia del contratto di subappalto stipulato da un appaltatore di opere pubbliche e sulla disciplina ad esso applicabile: normativa pubblicistica o civilistica?
Tribunale di Reggio Calabria, 14 ottobre 2025
[A] Sui limiti entro cui opera la competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa in tema di concessioni di servizio pubblico e appalto di servizio pubblico di rilevanza comunitaria. [B] Sulla distinzione tra concessione di pubblico servizio e appalto di pubblico servizio.
Tribunale di Udine, 13 agosto 2025
Sulla possibilità per l’appaltatore di opere pubbliche di chiedere in via cautelare, ai sensi dell’art. 700 c.p.c., che venga inibita alla p.a. committente l’escussione della garanzia definitiva, avuto particolare riguardo all’idoneità di tale escussione ad integrare il requisito del periculum in mora.
Tribunale di Roma, 2 ottobre 2025
[A] Sul momento in cui sorge in capo all’appaltatore l’onere di iscrivere le riserve, sulle modalità con cui è tenuto a confermarle, sulle pretese che ne possono essere oggetto e sul requisito di specificità delle medesime. [B] Sul soggetto sui cui ricade l’onere di dimostrare la tempestività delle riserve e sull’onere della stazione appaltante, che intenda far valere in giudizio la tardività delle medesime, di formulare apposita eccezione di decadenza. [C] Sul momento in cui sorge in capo all’appaltatore di opere pubbliche, sin dalla vigenza del r.d. 350/1895, l’onere di iscrivere la riserva relativa ai pregiudizi o maggiori esborsi cagionati dalla sospensione dei lavori o dalla sua protrazione.
Corte d’Appello di Roma, Sez. Lavoro, 25 settembre 2025
Sull’applicabilità dell’art. 29 del d.lgs. 276/2003, in materia di responsabilità solidale del committente per i pagamenti retributivi e previdenziali dovuti ai lavoratori dell’appaltatore, alle società private a partecipazione pubblica che siano committenti di appalti pubblici.
Corte d’Appello di Caltanissetta, 14 ottobre 2025
[A] Sul momento in cui l’appaltatore di opere pubbliche deve iscrivere la riserva relativa a fatti produttivi di danno continuativo la cui portata onerosa non sia immediatamente quantificabile. [B] Sull’onere dell’appaltatore di dimostrare la tempestivirà, la fondatezza e la specificità delle riserve. [C] Sulla ratio della decadenza delle riserve non tempestivamente iscritte. [D] Sulle modalità con cui, ai fini della verifica della tempestiva apposizione della riserva, deve essere valutata la percezione dell’appaltatore circa la sussistenza di fatti pregiudizievoli idonei ad incidere negativamente sui lavori da eseguire. [E] Sull’idoneità di una nota o missiva dell’appaltatore, che lamenti la presenza di fatti pregiudizievoli alla regolare esecuzione di lavori pubblici, a dimostrare che l’appaltatore medesimo abbia piena conoscenza di tali pregiudizi ed a far sorgere l’obbligo di iscrivere immediatamente apposita riserva. [F] Sull’istituto che, nella vigenza del d.p.r. 207/2010, l’appaltatore di opere pubbliche è tenuto ad attivare al fine di ottenere lo scioglimento del vincolo contrattuale o il risarcimento dei danni subiti in caso di mancata tempestiva consegna dei lavori da parte della stazione appaltante. [G] Sull’applicabilità dell’istituto del recesso dell’appaltatore dal contratto d’appalto pubblico in caso di consegna parziale dei lavori.
Tribunale di Roma, 19 settembre 2025
[A] Sul soggetto su cui ricade la presunzione di responsabilità per il ritardo nell’espletamento del collaudo e sull’onere probatorio di cui il medesimo è gravato al fine di escludere la propria responsabilità. [B] Sui criteri di quantificazione del danno per ritardo nell’espletamento del collaudo nella vigenza del d.m. 145/2000 e del d.lgs. 163/2006, avuto riguardo ai pareri ANAC in materia.
Tribunale di Roma, 16 settembre 2025
[A] Sulle controversie in tema di attività negoziale della p.a. che rientrano nella competenza del giudice ordinario, con particolare riguardo alle condizioni di validità, efficacia, nullità o annullabilità del contratto. [B] Sui casi in cui, alla luce della giurisprudenza comunitaria e amministrativa, l’affidamento del servizio di soccorso sanitario in emergenza con ambulanza è sottratto alle norme di evidenza pubblica. [C] Sulle modalità con cui deve essere fornita in giudizio la prova di un contratto di cui sia parte la p.a.. [D] Sui requisiti formali per la valida ricognizione del debito della p.a., con particolare riguardo alla forma dell’atto e all’obbligo di trasmetterlo alla Corte dei Conti. [E] Sul momento in cui si perfeziona l’adempimento dell’obbligazione pecuniaria delle amministrazioni soggette alla disciplina di cui al r.d. 827/1924 ed al d.p.r. 367/1994: è sufficiente l’emissione del mandato?
Tribunale di Ferrara, Sez. Lavoro, 19 settembre 2025
[A] Premessa, ai soli fini della tutela giuslavoristica, la riconducibilità alla fattispecie del subappalto del rapporto tra consorzio aggiudicatario di un appalto pubblico e singola consorziata esecutrice, sulla responsabilità solidale di consorzio e consorziata per il versamento di retribuzioni e contributi ai lavoratori prevista dall’art. 29 del d.lgs. 276/2003. [B] Sui criteri di individuazione del CCNL applicabile al personale impiegato negli appalti pubblici a mente dell’art. 30 del d.lgs. 50/2016 e sugli effetti che il CCNL così individuato esplica nei rapporti contrattuali. [C] Sulla natura giuridica delle clausole sociali contenute nei contratti pubblici e sul diritto soggettivo che esse attribuiscono ai lavoratori. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di invocare l’applicabilità di un CCNL astrattamente applicabile al settore oggetto dell’appalto pubblico che in concreto non si attagli alle specifiche attività eseguite dai lavoratori. [E] Sui criteri di interpretazione degli atti di gara, con particolare riguardo alla (ir)rilevanza delle lettere di chiarimenti. [F] Sulla legittimità delle clausole sociali contenute in un contratto d’appalto pubblico che impongano trattamenti minimi non inferiori di quelli di un determinato CCNL. [G] Premessa la ratio del co. 4 dell’art. 30 del d.lgs. 50/2016 in tema di CCNL applicabile al personale impiegato negli appalti pubblici, sulla (im)possibilità di derogarvi mediante contrattazione aziendale. [H] Sulle condizioni di insorgenza della responsabilità solidale di committente e appaltatore per i trattamenti retributivi e contributivi dei lavoratori di cui all’art. 29, co. 2 del d.lgs. 276/2003. [I] Sulla responsabilità del consorzio per il caso che le singole consorziate non rispettino le garanzie derivanti da clausole sociali contenute in contratti d’appalto pubblico.
Tribunale di Avellino, 17 settembre 2025
[A] Sulla forma ad substantiam del contratto di subappalto relativo ad un appalto pubblico. [B] Premessa la nullità del contratto di subappalto ove manchi l’autorizzazione da parte della stazione appaltante, sulla (im)possibilità in tal caso per l’impresa subappaltatrice e per l’appaltatore, rispettivamente, di esperire azione di adempimento o di ingiustificato arricchimento e azione di ripetizione di indebito.
Corte d’Appello di Napoli, 27 settembre 2025
[A] Sulla differenza tra appalto di servizi pubblici e concessione di servizi pubblici. [B] Sulla (non) applicabilità al concessionario di servizi pubblici della disciplina concernente l’obbligo di richiedere l’autorizzazione al subappalto. [C] Premesso il divieto per l’appaltatore di opere pubbliche di subappaltare senza autorizzazione della stazione appaltante, sulle caratteristiche e sull’oggetto che deve avere il subcontratto per essere qualificato come subappalto. [D] Sulla sorte del contratto di subappalto stipulato con violazione dell’obbligo di previa autorizzazione da parte della stazione appaltante. [E] Sulla necessità, ai fini della sua validità, che l’autorizzazione al subappalto nell’ambito di un appalto pubblico sia contenuta in un apposito atto separato dal capitolato o dal contratto. [F] Sulla (im)possibilità per il subappaltatore non autorizzato di agire per ingiustificato arricchimento nei confronti di appaltatore e stazione appaltante.
Corte d’Appello di Firenze, 20 settembre 2025
Sul rapporto tra Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia e singola Misericordia locale avuto riguardo alle rispettive responsabilità - anche nei confronti dei subappaltatori - e ruoli ove la Confederazione, aggiudicataria di un appalto pubblico, si avvalga di una Confraternita per l’esecuzione del contratto.
Tribunale di Roma, 8 settembre 2025
[A] Premesse le ragioni per cui, nella vigenza del d.p.r. 207/2010, può legittimamente essere disposta la sospensione dei lavori, sull’individuazione delle ragioni di pubblico interesse idonee a giustificarla. [B] Sull’onere dell’appaltatore di opere pubbliche di iscrivere nel verbale di sospensione dei lavori la riserva attinente l’illegittimità della medesima sospensione e di reiterarla in ulteriori documenti, avuto riguardo alla differenza tra l’ipotesi in cui l’illegittimità sia originaria e quella in cui l’illegittimità emerga successivamente. [C] Sull’applicabilità ai contratti d’appalto di opera pubblica della disciplina sugli interessi di cui al d.lgs. 231/2002 anche prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 192/2012. [D] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore di opere pubbliche che richieda il risarcimento del danno curriculare causato dal mancato rilascio di certificazioni utili all’ottenimento di qualificazioni SOA. [E] Sull’(in)applicabilità della disciplina delle riserve in caso di risoluzione o di invalidità di un contratto d’appalto pubblico.
Tribunale di Terni, 23 settembre 2025
Premesse le caratteristiche e le modalità di costituzione dell’A.T.I., sulle tre tipologie di A.T.I. esistenti e relativo differente regime di responsabilità delle singole imprese partecipanti e sulla rilevanza della predisposizione di un completo regolamento interno dell’A.T.I..
Tribunale di Milano, 24 settembre 2025
Sulle modalità con cui e sui casi in cui, nella vigenza del d.lgs. 163/2006, è ammessa la proroga dei contratti d’appalto pubblico, avuto riguardo alla distinzione tra opzione di proroga e proroga tecnica, e sulle conseguenze dell’illegittimità della proroga.
Tribunale di Avellino, 19 settembre 2025
[A] Sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in materia di appalti pubblici. [B] Sui requisiti di validità dei contratti pubblici, con particolare riguardo alla forma che devono rivestire ed al soggetto che può manifestare la volontà della p.a.. [C] Sui rispettivi obblighi di correttezza e buona fede dei contraenti di contratto d’appalto pubblico. [D] Sulle modalità con cui l’appaltatore di opere pubbliche è tenuto a far valere le proprie pretese e a dimostrarle in sede giudiziaria, avuto riguardo alla disciplina delle riserve ed al caso in cui il registro di contabilità o altri atti non siano stati messi a disposizione dell’appaltatore.
Corte d’Appello di Roma, 30 settembre 2025
[A] Sull’idoneità della determina di un ente locale a costituire accettazione della proposta e dunque perfezionamento di un contratto pubblico ove ne sia permessa la formazione a distanza mediante corrispondenza commerciale - nel caso di specie per un cottimo fiduciario – e sulle caratteristiche e presupposti del cottimo fiducario. [B] Sulla (im)possibilità per il privato di agire ex art. 2041 c.c. nei confronti della p.a. ove l’obbligazione sia stata contratta con violazione dello schema procedurale di spesa. [C] Sull’applicabilità agli appalti pubblici della disciplina degli interessi moratori per il ritardato pagamento del prezzo di cui al d.lgs. 231/2002, con particolare riferimento all’automatica decorrenza degli interessi.