Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini

PONI UN QUESITO ALLA NOSTRA REDAZIONE

Ultimi articoli pubblicati
Corte d’Appello di Messina, 27 febbraio 2026
[A] Sulla validità del rapporto contrattuale instauratosi tra stazione appaltante ed appaltatore per mezzo di ordinanze contingibili ed urgenti aventi ad oggetto l’affidamento o la proroga di un appalto del servizio di raccolta rifiuti per ragioni di sicurezza ambientale ai sensi dell’art. 161 del d.lgs. 152/2006, anche in assenza di un contratto scritto. [B] Sulle modalità di determinazione del compenso dovuto all’appaltatore per le opere già realizzate in caso di parziale inadempimento di un contratto d’appalto a corpo.
Corte d’Appello di L’Aquila, 27 febbraio 2026
[A] Sulla (im)possibilità per stazione appaltante ed appaltatore, prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 36/2023, di invocare la risoluzione di un contratto d’appalto pubblico per eccessiva onerosità sopravvenuta, avuto riguardo all’(in)applicabilità dell’art. 1467 c.c. agli appalti pubblici. [B] Sulla (im)possibilità di dedurre il corretto adempimento dell’operatore economico ad un contratto pubblico dall’archiviazione dell’ANAC del procedimento di annotazione nel casellario informatico dei contratti pubblici.
Corte d’Appello di Napoli, 18 febbraio 2026
Sulla necessità che il DURC dell’appaltatore pubblico sia regolare al momento del pagamento del corrispettivo e sulla (im)possibilità per l’appaltatore pubblico di regolarizzare il DURC dopo la presentazione dell’offerta, anche in caso di violazioni previdenziali insorte durante l’esecuzione.
Corte d’Appello di Milano, 25 febbraio 2026
[A] Premessa la finalità dell’istituto delle riserve, sulla (im)possibilità per l’appaltatore pubblico di avanzare pretese concernenti pregiudizi non oggetto di tempestiva riserva. [B] Sulle modalità di iscrizione delle riserve concernenti fatti produttivi di danno continuativo. [C] Sulla facoltà che, nella vigenza del d.m. 49/2018, l’appaltatore pubblico deve preventivamente esercitare per vedersi rimborsati i maggiori oneri sopportati per il ritardo della consegna dei lavori. [D] Sul momento in cui l’appaltatore deve iscrivere le riserve attinenti alla sospensione di lavori pubblici nella vigenza del d.m. 49/2018, avuto riguardo ai principi giurisprudenziali in tema di tempestività e ratio delle riserve.
Tribunale di Napoli, 4 marzo 2026
[A] Sulla (ir)rilevanza, ai fini dell’individuazione del valore di un appalto pubblico, del ribasso offerto in sede di gara. [B] Sui presupposti necessari affinché la stazione appaltante risponda dei maggiori oneri derivanti all’appaltatore dall’anomalo andamento di lavori pubblici: in particolare sulle problematiche relative alla presenza di sottoservizi.
Tribunale di Gorizia, 5 marzo 2026
Sulla (im)possibilità di ritenere integrato il requisito del periculum in mora nell’ipotesi in cui l’appaltatore agisca in via cautelare per la sospensione degli effetti della risoluzione di un contratto d’appalto pubblico in ragione dei danni che gli deriverebbero dalla comunicazione all’ANAC prevista dall’art. 222 del d.lgs. 36/2023 e sul giudice competente  per le controversie afferenti all’annotazione nel casellario ANAC.
Corte d’Appello di Lecce, sede distaccata di Taranto, 13 febbraio 2026
[A] Sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo nell’ambito delle concessioni e degli appalti pubblici. [B] Sulle conseguenze determinate dalla circostanza che la Giunta Comunale abbia adottato l’atto di indirizzo di una procedura di affidamento in luogo del Consiglio Comunale, avuto riguardo alla (in)validità del contratto d’appalto o di concessione pubblica che ne deriva.
Tribunale di L’Aquila, 5 marzo 2026
Sulla (in)compatibilità con l’ordinamento europeo delle norme nazionali che pongono limiti quantitativi al subappalto, nel caso di specie dell’art. 105, co. 2 del d.lgs. 50/2016 e dell’art. 1, co. 18 del d.l. 32/2019 conv. in l.55/2019.
Tribunale di Venezia, 23 febbraio 2026
[A] Sull’idoneità dell’affidamento in subappalto, effettuato in mancanza di autorizzazione della stazione appaltante e comunque in difetto dei presupposti di legge, a costituire valido motivo di risoluzione del contratto d’appalto pubblico principale. [B] Sulla forma che devono rivestire i contratti stipulati con la p.a.. [C] Sulla (im)possibilità di configurare una responsabilità risarcitoria per violazione dei principi di buona fede ed affidamento in capo alla p.a. che abbia accettato le prestazioni realizzate in esecuzione di un appalto pubblico pur consapevole della circostanza che parte dei lavori è stata eseguita tramite subappalti non autorizzati. [D] Sulla (im)possibilità per appaltatore e subappaltatori di richiedere alla p.a. committente, per la parte di lavori realizzata tramite contratto di subappalto stipulato in assenza di autorizzazione e comunque in difformità dalle norme pubblicistiche, il compenso per le prestazioni già eseguite previsto dall’art. 1458 c.c. o l’indennizzo previsto dall’art. 2041 c.c.. 
Tribunale di Roma, 4 marzo 2026
Premessi i criteri di valutazione ed identificazione del nesso causale e dell’evento di danno in materia di perdita di chance negli appalti pubblici, sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che chieda il risarcimento del danno da perdita di chance, avuto particolare riguardo alla necessità di dimostrare la concreta possibilità di aggiudicarsi lavori pubblici e l’utile che l’impresa avrebbe potuto conseguire.
Tribunale di Siena, 20 febbraio 2026
[A] Premessa la disciplina concernente la clausola penale per il ritardo dell’appaltatore nella vigenza del d.lgs. 50/2016 (riproposta specularmente nel d.lgs. 36/2023), sulle modalità e sui presupposti, anche probatori, necessari affinché l’appaltatore possa chiederne la disapplicazione con particolare riguardo al caso di ritardo a lui non imputabile. [B] Sulla facoltà del R.U.P. di respingere la sospensione dei lavori disposta dal D.L.. [C] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che intenda avvalersi dell’istituto della compensazione prezzi previsto dal d.l. 50/2022 c.d. “Decreto Aiuti”, avuto riguardo ai limiti entro cui opera il riequilibrio del sinallagma contrattuale.
Tribunale di Ascoli Piceno, 20 febbraio 2026
[A] Su tempi e modi con cui deve essere iscritta la riserva afferente l’anomalo andamento di lavori pubblici. [B] Premesso l’obbligo dell’appaltatore pubblico di controllare e correggere gli eventuali errori del progetto fornito dalla p.a. committente, sull’unico caso in cui egli va esente da responsabilità per i vizi progettuali. [C] Premesso l’onere dell’appaltatore pubblico di accertare le caratteristiche idrogeologiche del terreno su cui l’opera deve sorgere, sulla (im)possibilità per il medesimo di pretendere una dilazione dei tempi di conclusione dei lavori o un indennizzo a seguito della scoperta di peculiarità geologiche. [D] Sull’effetto determinato dalla clausola con cui l’appaltatore di opere pubbliche dichiara di aver preso visione dello stato dei luoghi. [E] Sull’onere probatorio posto in capo alla stazione appaltante che, a seguito di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento dell’appaltatore, chieda il risarcimento del danno d’immagine e reputazionale. [F] Sull’onere probatorio posto in capo alla stazione appaltante che intenda escutere la garanzia definitiva, anche in presenza di clausole quali “a semplice richiesta scritta”, avuto riguardo alla (in)sufficienza probatoria dell’evidenza che la condotta dell’appaltatore abbia determinato la risoluzione del contratto.
Corte d’Appello di Reggio Calabria, 27 gennaio 2026
[A] Sul momento in cui l’opera pubblica o la prestazione di un servizio pubblico si intendono accettati dalla p.a. committente, con effetti liberatori per l’appaltatore. [B] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che, in caso di sopraggiunta impossibilità nell’esecuzione dell’opera, richieda al committente il pagamento delle opere già compiute ai sensi dell’art. 1672 c.c..
Tribunale di Roma, 18 febbraio 2026
[A] Sull’atto con cui devono essere costituiti i R.T.I., sul soggetto che ha rappresentanza esclusiva - anche processuale - delle imprese riunite e sul momento sino a cui tale rappresentanza perdura. [B] Sulla facoltà della mandante di un R.T.I. aggiudicatario di un appalto pubblico, in caso di fallimento della mandataria, di agire in giudizio per tutelare i propri diritti di credito. [C] Sulla (im)possibilità di dedurre dall’autonomia nella gestione, negli adempimenti fiscali e negli oneri sociali delle imprese associate in R.T.I.  una deroga alla generale disciplina della rappresentanza esclusiva della mandante, nel caso di specie avuto riguardo al soggetto legittimato ad esperire azione di rivalsa IVA verso la p.a..
Tribunale di Latina, 3 febbraio 2026
[A] Sul giudice competente in materia di legittimità della risoluzione anticipata di contratto d’appalto pubblico disposta dalla p.a. committente e del correlato diritto dell’appaltatore alla prosecuzione del rapporto. [B] Sul diritto dell’appaltatore pubblico di agire in giudizio per l’accertamento dell’inadempimento della p.a. committente ove essa abbia risolto unilateralmente il contratto. [C] Sui presupposti che, negli appalti pubblici, devono sussistere ai fini della configurabilità dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione ai sensi dell’art. 1672 c.c., avuto riguardo al caso di sequestro del cantiere da parte della procura della repubblica. [D] Se, in caso di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico per colpa del committente, le spese generali ed il mancato utile siano dovuti all’appaltatore in via presuntiva o siano da provare. [E] Sulle modalità di riconoscimento e quantificazione della lesione dell’utile dell’appaltatore in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per colpa della p.a. nella vigenza del d.p.r. 207/2010. [F] Sui limiti entro cui la stazione appaltante può escutere la cauzione definitiva, avuto riguardo anche all’onere probatorio posto in capo alla medesima. [G] Sull’inquadramento giuridico e sull’operatività delle garanzie fideiussorie rese negli appalti pubblici.
Tribunale di Reggio Calabria, 26 gennaio 2026
[A] Sull’obbligo per la mandataria di A.T.I., aggiudicataria di un appalto pubblico, di comunicare alle mandanti la proposizione di domande giudiziali e stragiudiziali inerenti al contratto d’appalto. [B] Premesso in generale l’obbligo dell’aggiudicataria di mantenere i requisiti SOA per l’intera durata di un appalto pubblico, sulla responsabilità risarcitoria che sorge in capo all’impresa - anche, ove quest’ultima sia in A.T.I., nei confronti delle altre imprese raggruppate - che ometta di attivarsi per il rinnovo delle SOA durante l’esecuzione dell’appalto.
Tribunale di Roma, 10 febbraio 2026
Sulla validità della clausola di un contratto d’appalto pubblico che preveda l’invariabilità del corrispettivo in deroga alla disciplina sulla revisione dei prezzi
Tribunale di Firenze, 3 febbraio 2026
Sulle caratteristiche del controllo analogo sull’affidataria rilevante affinché la p.a. sia dispensata dall’avviare una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico.
Corte d’Appello di Bologna, 9 febbraio 2026
[A] Sulle conseguenze determinate, anche con riferimento ai termini prescrizionali del credito dell’appaltatore, dall’inutile decorso del termine per l’esecuzione del collaudo negli appalti pubblici con riguardo al diritto dell’appaltatore di richiedere il pagamento del saldo e delle ritenute effettuate dalla p.a. nonché la restituzione della cauzione definitiva, l’estinzione delle garanzie prestate ed il risarcimento dei danni per spese di custodia, manutenzione dell’opera, smobilitazione del cantiere ed altre maggiori spese. [B] Sul momento da cui, negli appalti pubblici, decorrono gli interessi di mora sulla rata di saldo in caso di ritardo nell’esecuzione del collaudo. [C] Sull’assoggettabilità alla disciplina degli interessi delle ritenute a garanzia effettuate dalla stazione appaltante sui SAL nel corso di un appalto pubblico.
Tribunale di Palermo, 26 gennaio 2026
[A] Sulla (im)possibilità per la stazione appaltante, a fronte dell’impossibilità temporanea della prestazione da parte di un appaltatore pubblico (nel caso di specie per le temporanee difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime cagionate dal conflitto russo-ucraino), di risolvere unilateralmente il contratto d’appalto e sulla possibilità in tal caso di procedere alla rinegoziazione prevista dall’art. 9 del d.lgs. 36/2023. [B] Sull’obbligo del garante, anche in presenza dell’impegno ad effettuare il pagamento a semplice richiesta della stazione appaltante e della rinunzia ad opporre le eccezioni inerenti al rapporto principale, di verificare che l’escussione della garanzia richiesta a causa del ritardo nella prestazione da parte dell’appaltatore pubblico non sia riconducibile a forza maggiore o comunque non sia imputabile alla sfera del debitore e in generale di verificare la non abusività dell’escussione.
Tribunale di Potenza, 9 febbraio 2026
[A] Sui criteri di interpretazione della lex specialis di gara e delle clausole contenute nei contratti d’appalto pubblico. [B] Se il numero dei giorni di servizio e dei pasti preventivati in un contratto d’appalto pubblico di ristorazione debba intendersi vincolante o presuntivo, alla luce di quanto prescritto dall’art. 130 del d.lgs. 36/2023 e dei principi desumibili dalla disciplina previgente.