Corte d’Appello di Milano, 10 ottobre 2025
[A] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore, salvo circostanze specificamente individuate nel codice degli appalti, di richiedere - anche in giudizio - la modifica del corrispettivo pattuito in un contratto d’appalto pubblico a seguito dell’incremento del valore dell’opera con particolare riferimento all’ambito dei servizi di architettura ed ingegneria alla luce della normativa sulle tariffe professionali contenuta nel d.l. 1/2012 e nel d.m. 143/2013. [B] Sulla legittimità delle clausole di non ribassabilità dei compensi professionali nelle gare pubbliche nella vigenza del d.lgs. 36/2023.
Tribunale di Patti, 6 ottobre 2025
[A] Premesso il divieto di subappalto in assenza di autorizzazione della p.a. committente, sulla forma che deve rivestire la predetta autorizzazione. [B] Sulla sorte del contratto di subappalto di opera pubblica non autorizzato dalla p.a.. [C] Sulla (im)possibilità per il subappaltatore di opere pubbliche di ottenere compensi o indennità, anche a titolo di ingiustificato arricchimento, per i lavori eseguiti in assenza di autorizzazione della p.a. committente.
Tribunale di Roma, Sez. Lavoro, 7 ottobre 2025
Sulla responsabilità della mandataria di A.T.I. e del consorzio di imprese per i crediti di lavoro vantati dai dipendenti delle imprese mandatarie e consorziate nell’ambito di appalti pubblici.
Tribunale di Messina, 4 ottobre 2025
[A] Sulla necessità per la mandataria di A.T.I., ai fini della legittimazione a rappresentare le mandanti in giudizio, di spendere il nome delle mandanti. [B] Sulla possibilità dei contraenti di un contratto d’appalto pubblico, sia nella vigenza del d.lgs. 163/2006 che del d.lgs. 50/2016, di derogare alla disciplina della revisione dei prezzi di cui all’art. 1664 c.c. anche pattuendo l’invariabilità del corrispettivo a fronte di eventi sopravvenuti ed imprevedibili. [C] Sui criteri interpretativi che il giudice deve utilizzare per valutare se le parti di un contratto d’appalto pubblico abbiano inteso o meno escludere la revisione dei prezzi. [D] Sull’(im)possibilità per l’appaltatore, in un appalto a corpo, di invocare la revisione dei prezzi ai sensi dell’art. 1664 c.c.. [E] Sulla (non) vessatorietà, ai sensi dell’art. 1341, co. 2 c.c., della clausola di un contratto d’appalto pubblico che preveda che il corrispettivo all’appaltatore sia da ritenersi invariabile ed indipendente dall’importo dei lavori.
Tribunale di Livorno, 7 ottobre 2025
Sulla (im)possibilità di sospendere il contratto d’appalto pubblico per le conseguenze di un’emergenza - nel caso di specie pandemica - ove esso sia stato stipulato mentre la medesima era in corso.
Corte d’Appello di Trieste, 9 ottobre 2025
Sulla (non) equiparabilità dell’esecuzione del contratto d’appalto pubblico in via d’urgenza alla stipulazione del contratto, anche ai fini della valutazione circa la violazione della clausola di stand still.
Corte d’Appello di Roma, 30 settembre 2025
[A] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di opere pubbliche di richiedere compensi o indennizzi, anche a titolo di indebito arricchimento della p.a. committente, per varianti in corso d’opera non previste dal contratto. [B] Sulla sorte delle riserve in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della p.a. committente. [C] Sulla natura della responsabilità della p.a. per inadempimento agli obblighi relativi ad appalti pubblici: extracontrattuale o contrattuale? [D] Sul soggetto su cui ricade l’onere di provare l’effettiva esecuzione dei lavori nell’ambito della risoluzione di un contratto d’appalto per inadempimento e sui documenti rilevanti in tal senso.
Tribunale di Benevento, 2 settembre 2025
Premessa la qualificazione giuridica del certificato di esecuzione dei lavori e la sua natura (atto pubblico o privato?), sulla (non) necessità ai fini della sua validità della sottoscrizione dell’appaltatore.
Corte d’Appello di Roma, 7 agosto 2025
[A] Sulla (non) automatica nullità di un contratto d’appalto pubblico stipulato a seguito di un accordo corruttivo e sulla risolubilità del medesimo nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e dell’art. 32 del d.l. 90/2014 convertito in l. 114/2014. [B] Sul momento a partire dal quale la p.a. può esercitare il diritto di risolvere un contratto d’appalto pubblico stipulato a seguito di un accordo corruttivo: rinvio a giudizio o sentenza di condanna? [C] Sulla (non) obbligatorietà di una gara pubblica per la selezione del gestore del servizio di trasporto pubblico effettuata nella vigenza dell’art. 61 della l. 99/2009 pur nelle more dell’applicazionde del REG. CE 1370/2007. [D] Sulla legittimità e finalità della proroga tecnica negli appalti pubblici.
Tribunale di Venezia, 29 luglio 2025
[A] Sulla responsabilità, nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.lgs. 50/2016, del consorzio di società cooperative di produzione e lavoro per le obbligazioni assunte dalle singole consorziate nei confronti di stazione appaltante, subappaltatori e fornitori, avuto particolare riguardo ai lavori scorporabili. [B] Sulla (non) necessità per l’appaltatore di opere pubbliche di chiedere alla stazione appaltante l’autorizzazione dei meri subcontratti e sulla necessità di darne comunicazione alla stessa p.a. committente. [C] Sulla responsabilità della mandataria di A.T.I. per i crediti di lavoro vantati dal singolo dipendente di una delle imprese associate per la realizzazione di lavori pubblici alla luce dell’interpretazione della nozione di “fornitori” di cui al co. 5 dell’art. 48 del d.lgs. 50/2016.
Tribunale di Roma, 31 agosto 2025
[A] Sulle voci di danno di cui l’appaltatore di opere pubbliche può chiedere il risarcimento alla stazione appaltante in caso di ritardo nell’emissione del certificato di collaudo ad essa imputabile e sul correlato onere probatorio. [B] Sulla risarcibilità all’appaltatore, in caso di ritardo nell’emissione del certificato di collaudo imputabile alla stazione appaltante, del danno relativo al mancato svincolo delle ritenute a garanzia a favore dei lavoratori dello 0,5% sui SAL e sull’applicabilità ad esso degli interessi di mora per il ritardo. [C] Premessa l’individuazione delle spese che rientrano tra le spese generali negli appalti di opere pubbliche, sulla loro quantificazione e sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che ne richieda il risarcimento - nella vigenza del d.p.r. 554/1999 e con principi estensibili anche ai contratti disciplinati dal d.lgs. 163/2006 e dal d.p.r. 207/2010 - nelle diverse ipotesi di illegittima sospensione dei lavori e di ritardo nell’emissione del certificato di collaudo
Tribunale di Chieti, Sez. distaccata Ortona, 19 agosto 2025
[A] Premesso l’onere della stazione appaltante di fornire all’appaltatore di opere pubbliche una progettazione completa ed eseguibile, sulla (im)possibilità di approvare in corso d’opera una perizia di variante volta a risolvere le lacune progettuali. [B] Sulla (im)possibilità di addebitare all’appaltatore di opere pubbliche il concorso nel danno derivante dai vizi dei progetti forniti dalla stazione appaltante ove le criticità progettuali non siano prevedibili al momento della gara.
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, 6 agosto 2025
[A] Sui limiti entro cui operano le clausole sociali previste dall’art. 57 del d.lgs. 36/2023 - che si pone in continuità con l’art. 50 del d.lgs. 50/2016 - in ipotesi di successione dell’appaltatore nell’ambito di un rapporto di appalto pubblico, avuto riguardo all’obbligo dell’impresa subentrante di assumere il personale di quella uscente e di adibirlo alle medesime mansioni e qualifiche. [B] Sui limiti entro cui l’appaltatore può scegliere il CCNL da applicare ai propri lavoratori nell’ambito di un appalto pubblico. [C] Sull’(in)idoneità di clausole sociali contenute nei bandi di gara, che prevedano genericamente il mantenimento dell’assetto occupazionale e delle condizioni economiche dei lavoratori, a vincolare l’aggiudicatario subentrante ad applicare il CCNL del precedente aggiudicatario.
Tribunale di Milano, 8 agosto 2025
[A] Sulla natura delle penali previste nei protocolli di legalità relativi a contratti pubblici: negoziale o autoritativa? [B] Sulle modalità con cui la p.a. è tenuta ad applicare la sanzione pecuniaria per la violazione da parte dell’appaltatore dell’obbligo di comunicare le variazioni dell’assetto societario, prevista in un protocollo di legalità, ove vi siano plurime violazioni ed esse siano state accertate e comunicate dall’amministrazione unitariamente: sanzione per ogni singola violazione o sanzione unica cumulativa corrispondente nel quantum ad una sola violazione? [C] Sull’(in)applicabilità dell’art. 1384 c.c., in materia di riduzione equitativa delle penali, alle clausole contenute nei protocolli di legalità relativi a contratti pubblici.
Corte d’Appello di Napoli, 12 settembre 2025
Sui casi in cui la singola impresa mandataria di A.T.I. è legittimata in proprio ad agire nei confronti della p.a. committente, avuto riguardo alla tutela delle ragioni di credito concernenti la quota di lavori da essa eseguiti ed alla tutela dai provvedimenti lesivi quali un’aggiudicazione illegittima.
Corte d’Appello di L’Aquila, 4 settembre 2025
Premesso il principio secondo cui il prezzo di un appalto di opere pubbliche a corpo, ove siano stati correttamente rappresentati dalla stazione appaltante tutti gli elementi che possono influire sulla previsione di spesa dell’appaltatore, è fisso ed invariabile anche in caso di maggiore onerosità dell’opera, sui casi in cui si deroga al predetto principio con particolare riguardo all’ipotesi di modifica ai disegni esecutivi ed alle specifiche tecniche fornite dalla stazione appaltante e sulle modalità con cui in tal caso devono essere calcolati i corrispettivi.
Tribunale di Reggio Calabria, 14 ottobre 2025
[A] Sui limiti entro cui opera la competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa in tema di concessioni di servizio pubblico e appalto di servizio pubblico di rilevanza comunitaria. [B] Sulla distinzione tra concessione di pubblico servizio e appalto di pubblico servizio.
Tribunale di Civitavecchia, 27 agosto 2025
[A] Sui casi in cui, in materia di revisione dei prezzi degli appalti pubblici, è competente il giudice ordinario. [B] Sul giudice competente in materia di azione di accertamento e condanna della P.A. al pagamento di somme dovute a titolo di indicizzazione dei contributi di esercizio per il servizio di trasporto pubblico. [C] Premesse le rispettive competenze regionali e statali in materia di trasporto pubblico locale, sulla riforma a partire dalla quale il settore è stato aperto al mercato ed all’obbligo di gara. [D] Sul limite entro cui, alla luce della giurisprudenza nazionale e comunitaria e del co. 4 dell’art. 19 del d.lgs. 422/1997, opera la revisione dei prezzi nell’ambito del trasporto pubblico locale e sulla (in)validità di difformi pattuizioni contrattuali, avuto particolare riguardo alla clausola che preveda il riconoscimento all’impresa dell’adeguamento ISTAT sulla base di un tasso diverso da quello previsto dal suddetto d.lgs. 422/1997.
Tribunale di Caltanissetta, 21 agosto 2025
[A] Sulla natura giuridica del rapporto tra stazione appaltante e componente di una commissione giudicatrice. [B] Sulla quantificazione del compenso spettante ai componenti della commissione giudicatrice esterni all’amministrazione.
Tribunale di Roma, 31 agosto 2025
[A] Sul giudice competente in materia di incameramento della cauzione provvisoria prestata dalla concorrente esclusa da una gara. [B] Premessa la natura giuridica della cauzione provvisoria prestata nell’ambito degli appalti pubblici (clausola penale o caparra confirmatoria?), sulla (im)possibilità - a seguito di esclusione di un operatore economico dalla procedura di gara imputabile al medesimo – per la stazione appaltante di incamerare la cauzione provvisoria solo parzialmente e sulla base di un accertamento in concreto della sua proporzionalità rispetto alla condotta dell’impresa. [C] Sulla legittimità dell’esclusione da una gara di un operatore economico in ragione della pendenza di un processo penale per corruzione ove all’esito del giudizio sia esclusa la commissione del reato.
Tribunale di Benevento, 1 settembre 2025
[A] Sulla (im)possibilità per il subappaltatore PMI, nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.lgs. 50/2016, di richiedere il pagamento diretto alla stazione appaltante in caso di inadempimento dell’appaltatore e sull’introduzione, ad opera del d.lgs. 36/2023, dell’obbligo della stazione appaltante di procedere in ogni caso al pagamento diretto al subappaltatore. [B] Sull’(in)applicabilità dell’istituto del pagamento diretto e del meccanismo previsto dal co. 3 dell’art. 118 del d.lgs. 163/2006, che consente alla stazione appaltante di sospendere i pagamenti all’appaltatore che non trasmetta le fatture dei pagamenti effettuati al subappaltatore, in caso di fallimento dell’appaltatore.