Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini

PONI UN QUESITO ALLA NOSTRA REDAZIONE

Ultimi articoli pubblicati
Tribunale di Pordenone, 6 gennaio 2026
Sulla differenza, negli appalti pubblici, tra i costi della sicurezza e gli oneri della sicurezza, anche con riferimento alla loro decurtabilità dal compenso dell’appaltatore che non abbia posto in essere quanto previsto dal PSC.
Tribunale di Modena, 8 gennaio 2026
Premessa la disciplina inerente il termine di effettuazione del collaudo nella vigenza del d.lgs. 50/2016 e del d.p.r. 207/2010, sull’individuazione delle obbligazioni poste a carico della stazione appaltante in tema di collaudo avuto riguardo al divieto di ritardarlo sine die, alle conseguenze del ritardo ed agli strumenti che l’appaltatore può in tal caso attivare, alla sorte della cauzione definitiva prestata ed all’esigibilità dei compensi dovuti per le opere eseguite ove il collaudo venga ritardato oltre i tempi normativamente prescritti.
Tribunale di Cagliari, 8 gennaio 2026
[A] Sulla disamina dell’istituto del recesso della stazione appaltante a mente dell’art. 109 del d.lgs. 50/2016. [B] Sull’(in)applicabilità dell’istituto del recesso, con conseguente (im)possibilità per l’appaltatore di chiedere il relativo indennizzo, in caso di annullamento dell’aggiudicazione disposta dal giudice amministrativo.
D.LGS 50.2016. Art. 184 (Società di progetto)
Premessa la disamina delle caratteristiche della concessione di servizi alla luce della nozione di partenariato pubblico-privato contenuta nel d.lgs. 36/2023 e la differenza tra concessione ed appalto, sulla disciplina della durata delle concessioni pubbliche contenuta nel d.lgs. 36/2023 e nel d.lgs. 50/2016 e sull’applicabilità ad esse della proroga tecnica, avuto riguardo alle condizioni necessarie ai fini della legittimità della proroga tecnica.
Tribunale di Salerno, 6 gennaio 2026
[A] Sulla (in)validità, nella vigenza tanto del d.lgs. 50/2016 quanto del d.lgs. 163/2006, della clausola di un contratto d’appalto pubblico che subordini il pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore all’erogazione della relativa provvista da parte dell’ente finanziatore della stazione appaltante alla luce dei contrastanti orientamenti giurisprudenziali. [B] Sull’onere del committente pubblico, nel caso in cui si aderisse alla giurisprudenza che ritiene valida la clausola di un contratto d’appalto pubblico che subordini il pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore all’erogazione della relativa provvista da parte dell’ente finanziatore della stazione appaltante, di attivarsi per ottenere l’erogazione dei fondi e sulle conseguenze derivanti dal comportamento omissivo della p.a.. [C] Sulla finalità dell’istituto delle riserve, sulle pretese che ne devono essere oggetto e sui documenti e sui termini entro cui devono essere iscritte con particolare riguardo ai pregiudizi di non immediata portata onerosa ed a quelli da cui derivi un danno continuativo. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di opere pubbliche, che abbia realizzato opere extracontratto e abbia omesso la tempestiva annotazione delle riserve, di agire per ingiustificato arricchimento. [E] Sulla configurabilità del ritardo nell’emissione del certificato di collaudo e della sua approvazione quale inadempimento contrattuale della stazione appaltante suscettibile di risarcimento del danno e sull’individuazione delle voci di danno in tal caso risarcibili a favore dell’appaltatore.
Tribunale di Benevento, 30 dicembre 2025
[A] Sull’obbligo della stazione appaltante di porre in essere tutte le attività necessarie affinché l’appalto pubblico possa essere eseguito, avuto riguardo alla predisposizione del progetto, alla messa a disposizione delle aree ed all’acquisizione di autorizzazioni o convenzioni, e sulle conseguenze della violazione di tale obbligo. [B] Sulla (im)possibilità di qualificare automaticamente come inadempimento dell’appaltatore il rifiuto di aderire ad una variante predisposta dalla p.a.. [C] Sulla (il)legittimità di una variante approntata dalla stazione appaltante per sanare le carenze progettuali o la mancata predisposizione di quanto necessario all’esecuzione dell’appalto. [D] Sui limiti entro cui opera una clausola di un contratto d’appalto pubblico che preveda la risoluzione “senza indennità” in caso di protratta sospensione dei lavori. [E] Sulle modalità di quantificazione e liquidazione del danno cagionato all’impresa dall’inutile vincolo organizzativo e operativo determinato dalla mancata cantierabilità di un’opera pubblica dopo la stipula del contratto.
Corte d’Appello di Cagliari, Sez. Distaccata di Sassari, 9 dicembre 2025
[A] Premessa la forma con cui devono essere conclusi i contratti pubblici, sulla (im)possibilità di ritenerla integrata tramite verbale di consegna dei lavori sottoscritto dalle parti. [B] Sui diritti che, sia nella vigenza del d.lgs. 50/2016 che del d.lgs. 163/2006, sorgono in capo all’appaltatore per le opere pubbliche realizzate tramite esecuzione anticipata nelle ipotesi di successiva effettiva o mancata stipula del contratto. [C] Sull’ambito di applicabilità del co. 8 dell’art. 32 del d.lgs. 50/2016 in tema di diritto dell’appaltatore al rimborso delle spese in caso di esecuzione anticipata del contratto. [D] Su natura e finalità dell’istituto dell’esecuzione anticipata di appalti pubblici nella vigenza del d.lgs. 50/2016 e del d.lgs. 163/2006.
Corte d’Appello di Bologna, 23 dicembre 2025
Sull’applicabilità dell’art. 118 del d.lgs. 163/2006 ai rapporti tra contraente generale e subappaltatori di società a cui il primo abbia affidato l’esecuzione di lavori pubblici, con particolare riguardo all’obbligo di sospendere i pagamenti all’affidataria che non presenti copia delle fatture quietanziate dei pagamenti corrisposti al subappaltatore.
Tribunale di Savona, 15 dicembre 2025
Sulla ratio della fideiussione prevista dall’art. 125 del d.lgs. 36/2023 in caso di anticipazione del prezzo e sulla (im)possibilità per la stazione appaltante di escuterla ove un contratto d’appalto pubblico si sciolga ai sensi dell’art. 1671 c.c..
Tribunale di Paola, 23 dicembre 2025
[A] Premessi i principi che regolano il riparto di giurisdizione negli appalti pubblici, sul giudice competente in materia di risoluzione per inadempimento di contratto d’appalto pubblico. [B] Sull’idoneità dell’inadempimento del committente all’obbligo di assicurare all’appaltatore la possibilità giuridica e concreta di eseguire il lavoro a determinare la risolubilità del contratto. [C] Sull’obbligo della stazione appaltante che accerti l’impossibilità - anche giuridica - di provvedere alle correzioni progettuali necessarie all’esecuzione di lavori pubblici di risolvere o recedere dal contratto d’appalto al fine di liberare dal vincolo l’appaltatore. [D] Premesso l’onere della stazione appaltante di consegnare un progetto realizzabile, sulla (im)possibilità di individuare una corresponsabilità in capo all’appaltatore ove in corso d’opera emergano carenze inerenti le fondazioni di fabbricati. [E] Sull’(in)applicabilità della disciplina delle riserve in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico. [F] Sui criteri di liquidazione e quantificazione del danno di cui l’appaltatore ha diritto al risarcimento in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della stazione appaltante in presenza di illegittima sospensione dei lavori, avuto riguardo all’(im)possibilità di riferirsi agli artt. 107, co. 6 del d.lgs. 50/2016 ed all’art. 10 del d.m. 49/2018 vigenti ratione temporis. [G] Sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e Corte dei Conti nelle controversie proposte dall’amministrazione appaltante contro il professionista che abbia svolto l’incarico di progettista e direttore dei lavori per l’esecuzione di un’opera pubblica. [H] Sulla (im)possibilità per il progettista, in caso di vizi progettuali, di invocare l’esonero da responsabilità nei confronti del committente pubblico ove sia intevenuta verifica e validazione del progetto da parte del r.u.p..
Corte d’Appello di Salerno, 15 dicembre 2025
Sui presupposti e sulle comunicazioni necessarie affinché - nella vigenza del d.lgs. 163/2006 - sia possibile il subentro di un altro soggetto privato in un appalto pubblico, avuto riguardo alla (in)derogabilità di tali prescrizioni ed alla (im)possibilità di ritenerle adempiute mediante comportamenti diversi pur se idonei ad informare la stazione appaltante.
Corte d’Appello di Roma, 13 dicembre 2025
[A] Sulla (im)possibilità per la p.a. committente di incamerare automaticamente l’intera cauzione provvisoria prestata dal concorrente escluso da una gara d’appalto pubblico, con particolare riguardo alla necessità che l’amministrazione valuti e motivi in un proprio atto la proporzionalità e congruità della somma oggetto di escussione in relazione al caso concreto secondo i principi espressi dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale. [B] Sul giudice competente in materia di escussione delle garanzie fideiussorie prestate nell’ambito di appalti pubblici
Corte d’Appello di Salerno, sez. Lavoro, 15 dicembre 2025
[A] Sull’obbligo per l’impresa subentrante in un appalto pubblico, ove risulti applicabile il CCNL Fise-Assoambiente, di riassumere integralmente il personale di quella uscente. [B] Sulla (in)sussistenza di forme di solidarietà tra ente committente e impresa subentrante in un appalto pubblico con riferimento alle garanzie occupazionali contemplate nel CCNL Fise-Assoambiente ove questo risulti applicabile. [C] Sulla (in)applicabilità agli appalti pubblici dell’art. 29 del d.lgs. 276/2003 in tema di responsabilità solidale del committente per i crediti retributivi vantati dai dipendenti nei confronti dell’appaltatore. [D] Sull’applicabilità agli appalti pubblici dell’art. 1676 c.c. e sui presupposti di applicabilità del medesimo.
Corte d’Appello di Bologna, 23 dicembre 2025
Se le imprese riunite in ATI, nella vigenza del d.lgs. 50/2016, siano solidalmente responsabili nei confronti di stazione appaltante, subappaltatori e fornitori ove per l’esecuzione dei lavori abbiano costituito una società di progetto, avuto riguardo alle caratteristiche ed all’autonomia patrimoniale di quest’ultima.
Corte d’Appello di Roma, 28 novembre 2025
[A] Sulla validità della clausola di un contratto d’appalto pubblico, avente ad oggetto la fornitura di autovelox e la relativa assistenza  tecnica ed amministrativa agli organi di polizia municipale, a mente della quale il pagamento del corrispettivo alla società appaltatrice è subordinato all’effettivo incasso di verbali da parte della stazione appaltante per somme almeno pari all’importo dovuto alla ditta. [B] Sulla possibilità di ricorrere al criterio equitativo per quantificare il mancato guadagno dell’appaltatore in caso di recesso unilaterale del committente ai sensi dell’art. 1671 c.c..
Tribunale di Grosseto, 23 dicembre 2025
[A] Sulla disciplina applicabile ai contratti di subappalto stipulati da un appaltatore di opere pubbliche: pubblicistica o civilistica? [B] Sulla validità del contratto di subappalto anche ove le opere in concreto pattuite ed eseguite dal subappaltatore eccedano la misura prevista nell’autorizzazione della stazione appaltante.
Tribunale di Cosenza, 18 dicembre 2025
[A] Sulla forma prevista a pena di nullità per i contratti d’appalto pubblico di cui sia parte un ente pubblico territoriale. [B] Sulla necessità o meno che i contratti pubblici siano consacrati in un unico documento sottoscritto contestualmente tra le parti, avuto riguardo ai contrastanti orientamenti della giurisprudenza di legittimità. [C] Sulla necessità, ai fini della validità di un contratto di somministrazione di energia elettrica sottoscritto da un ente locale, dell’attestazione della copertura finanziaria. [D] Sulla necessità che la p.a. aderisca alla cessione di un credito derivante da un appalto pubblico, avuto riguardo agli artt. 117, co. 3 del d.lgs. 163/2006 e 106, co. 13 del d.lgs. 50/2016 ed alla distinzione tra rapporti esauriti e non esauriti.
Tribunale di Sciacca, 24 dicembre 2025
[A] Sull’applicabilità del d.lgs. 231/2002, in tema di interessi moratori dovuti per il ritardo nei pagamenti, agli appalti di opera pubblica. [B] Premessa in generale l’(im)possibilità per il committente pubblico di invocare l’esonero da responsabilità per il ritardato pagamento dei compensi all’appaltatore in caso di mancata erogazione di un finanziamento, sulla convenzione con l’ente finanziatore o sul patto con l’impresa appaltatrice che la p.a. può stipulare per escludere la predetta responsabilità. [C] Sulla (im)possibilità per il committente pubblico che abbia versato somme all’appaltatore a titolo di risarcimento dei danni derivanti dal ritardato pagamento del corrispettivo, in assenza di una specifica convenzione, di rivalersi sull’ente finanziatore che abbia differito l’erogazione di un finanziamento. [D] Sulle circostanze, nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.p.r. 207/2010, idonee a legittimare la sospensione di lavori pubblici.
Corte d’Appello di Firenze, 1 dicembre 2025
[A] Sui criteri di interpretazione di un disciplinare di gara. [B] Sul soggetto nei cui confronti sorge l’obbligazione qualora la richiesta di prestazioni e servizi proveniente da un amministratore o un funzionario dell’ente locale non rientri nello schema procedimentale di spesa tipizzato dal co. 3 dell’art. 191 Tuel. [C] Sui presupposti affinché si integri la nullità delle delibere degli enti locali come conseguenza dell’omessa indicazione della spesa prevista e dei mezzi per farvi fronte. [D] Sul termine di prescrizione del credito che il privato vanta nei confronti dell’amministratore o del funzionario di un ente locale che abbiano stipulato un contratto in violazione della normativa sulla contabilità pubblica. [E] Sull’onere probatorio posto in capo al privato che agisca nei confronti della p.a. ai sensi dell’art. 2041 c.c., avuto riguardo alla (ir)rilevanza del riconoscimento dell’utilità. [F] Sull’onere probatorio posto in capo alla p.a. che intenda dimostrare che l’arricchimento ricevuto da un privato sia stato imposto, avuto riguardo alla previa deliberazione e comunicazione di un tetto di spesa.
Corte d’Appello di Caltanissetta, 12 novembre 2025
[A] Sulla (im)possibilità di configurare l’A.T.I. come un autonomo centro di imputazione giuridica. [B] Sul soggetto che ha rappresentanza esclusiva, anche processuale, dell’A.T.I. nei confronti della stazione appaltante. [C] Sulla legittimazione della mandataria di A.T.I. ad agire in proprio per i crediti relativi alla quota dei lavori da essa eseguiti. [D] Sull’obbligazione del committente pubblico di cooperare con l’appaltatore all’esecuzione del contratto di appalto. [E] Sulle caratteristiche distintive degli istituti pubblicistici della risoluzione e del recesso della p.a. da un appalto pubblico. [F] Sui criteri con cui deve essere quantificata l’obbligazione restitutoria per equivalente gravante sulla p.a. per le opere realizzate dall’appaltatore in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico: prezzi di mercato o corrispettivo pattuito? [G] Sulla (im)possibilità di riconoscere la rivalutazione monetaria sulle somme dovute all’appaltatore a titolo restitutorio in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della p.a. committente.