Corte d’Appello di Roma, Sez. Lavoro, 25 settembre 2025
Sull’applicabilità dell’art. 29 del d.lgs. 276/2003, in materia di responsabilità solidale del committente per i pagamenti retributivi e previdenziali dovuti ai lavoratori dell’appaltatore, alle società private a partecipazione pubblica che siano committenti di appalti pubblici.
Corte d’Appello di Caltanissetta, 14 ottobre 2025
[A] Sul momento in cui l’appaltatore di opere pubbliche deve iscrivere la riserva relativa a fatti produttivi di danno continuativo la cui portata onerosa non sia immediatamente quantificabile. [B] Sull’onere dell’appaltatore di dimostrare la tempestivirà, la fondatezza e la specificità delle riserve. [C] Sulla ratio della decadenza delle riserve non tempestivamente iscritte. [D] Sulle modalità con cui, ai fini della verifica della tempestiva apposizione della riserva, deve essere valutata la percezione dell’appaltatore circa la sussistenza di fatti pregiudizievoli idonei ad incidere negativamente sui lavori da eseguire. [E] Sull’idoneità di una nota o missiva dell’appaltatore, che lamenti la presenza di fatti pregiudizievoli alla regolare esecuzione di lavori pubblici, a dimostrare che l’appaltatore medesimo abbia piena conoscenza di tali pregiudizi ed a far sorgere l’obbligo di iscrivere immediatamente apposita riserva. [F] Sull’istituto che, nella vigenza del d.p.r. 207/2010, l’appaltatore di opere pubbliche è tenuto ad attivare al fine di ottenere lo scioglimento del vincolo contrattuale o il risarcimento dei danni subiti in caso di mancata tempestiva consegna dei lavori da parte della stazione appaltante. [G] Sull’applicabilità dell’istituto del recesso dell’appaltatore dal contratto d’appalto pubblico in caso di consegna parziale dei lavori.
Tribunale di Roma, 19 settembre 2025
[A] Sul soggetto su cui ricade la presunzione di responsabilità per il ritardo nell’espletamento del collaudo e sull’onere probatorio di cui il medesimo è gravato al fine di escludere la propria responsabilità. [B] Sui criteri di quantificazione del danno per ritardo nell’espletamento del collaudo nella vigenza del d.m. 145/2000 e del d.lgs. 163/2006, avuto riguardo ai pareri ANAC in materia.
Tribunale di Roma, 16 settembre 2025
[A] Sulle controversie in tema di attività negoziale della p.a. che rientrano nella competenza del giudice ordinario, con particolare riguardo alle condizioni di validità, efficacia, nullità o annullabilità del contratto. [B] Sui casi in cui, alla luce della giurisprudenza comunitaria e amministrativa, l’affidamento del servizio di soccorso sanitario in emergenza con ambulanza è sottratto alle norme di evidenza pubblica. [C] Sulle modalità con cui deve essere fornita in giudizio la prova di un contratto di cui sia parte la p.a.. [D] Sui requisiti formali per la valida ricognizione del debito della p.a., con particolare riguardo alla forma dell’atto e all’obbligo di trasmetterlo alla Corte dei Conti. [E] Sul momento in cui si perfeziona l’adempimento dell’obbligazione pecuniaria delle amministrazioni soggette alla disciplina di cui al r.d. 827/1924 ed al d.p.r. 367/1994: è sufficiente l’emissione del mandato?
Tribunale di Ferrara, Sez. Lavoro, 19 settembre 2025
[A] Premessa, ai soli fini della tutela giuslavoristica, la riconducibilità alla fattispecie del subappalto del rapporto tra consorzio aggiudicatario di un appalto pubblico e singola consorziata esecutrice, sulla responsabilità solidale di consorzio e consorziata per il versamento di retribuzioni e contributi ai lavoratori prevista dall’art. 29 del d.lgs. 276/2003. [B] Sui criteri di individuazione del CCNL applicabile al personale impiegato negli appalti pubblici a mente dell’art. 30 del d.lgs. 50/2016 e sugli effetti che il CCNL così individuato esplica nei rapporti contrattuali. [C] Sulla natura giuridica delle clausole sociali contenute nei contratti pubblici e sul diritto soggettivo che esse attribuiscono ai lavoratori. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di invocare l’applicabilità di un CCNL astrattamente applicabile al settore oggetto dell’appalto pubblico che in concreto non si attagli alle specifiche attività eseguite dai lavoratori. [E] Sui criteri di interpretazione degli atti di gara, con particolare riguardo alla (ir)rilevanza delle lettere di chiarimenti. [F] Sulla legittimità delle clausole sociali contenute in un contratto d’appalto pubblico che impongano trattamenti minimi non inferiori di quelli di un determinato CCNL. [G] Premessa la ratio del co. 4 dell’art. 30 del d.lgs. 50/2016 in tema di CCNL applicabile al personale impiegato negli appalti pubblici, sulla (im)possibilità di derogarvi mediante contrattazione aziendale. [H] Sulle condizioni di insorgenza della responsabilità solidale di committente e appaltatore per i trattamenti retributivi e contributivi dei lavoratori di cui all’art. 29, co. 2 del d.lgs. 276/2003. [I] Sulla responsabilità del consorzio per il caso che le singole consorziate non rispettino le garanzie derivanti da clausole sociali contenute in contratti d’appalto pubblico.
Tribunale di Avellino, 17 settembre 2025
[A] Sulla forma ad substantiam del contratto di subappalto relativo ad un appalto pubblico. [B] Premessa la nullità del contratto di subappalto ove manchi l’autorizzazione da parte della stazione appaltante, sulla (im)possibilità in tal caso per l’impresa subappaltatrice e per l’appaltatore, rispettivamente, di esperire azione di adempimento o di ingiustificato arricchimento e azione di ripetizione di indebito.
Corte d’Appello di Napoli, 27 settembre 2025
[A] Sulla differenza tra appalto di servizi pubblici e concessione di servizi pubblici. [B] Sulla (non) applicabilità al concessionario di servizi pubblici della disciplina concernente l’obbligo di richiedere l’autorizzazione al subappalto. [C] Premesso il divieto per l’appaltatore di opere pubbliche di subappaltare senza autorizzazione della stazione appaltante, sulle caratteristiche e sull’oggetto che deve avere il subcontratto per essere qualificato come subappalto. [D] Sulla sorte del contratto di subappalto stipulato con violazione dell’obbligo di previa autorizzazione da parte della stazione appaltante. [E] Sulla necessità, ai fini della sua validità, che l’autorizzazione al subappalto nell’ambito di un appalto pubblico sia contenuta in un apposito atto separato dal capitolato o dal contratto. [F] Sulla (im)possibilità per il subappaltatore non autorizzato di agire per ingiustificato arricchimento nei confronti di appaltatore e stazione appaltante.
Corte d’Appello di Firenze, 20 settembre 2025
Sul rapporto tra Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia e singola Misericordia locale avuto riguardo alle rispettive responsabilità - anche nei confronti dei subappaltatori - e ruoli ove la Confederazione, aggiudicataria di un appalto pubblico, si avvalga di una Confraternita per l’esecuzione del contratto.
Tribunale di Roma, 8 settembre 2025
[A] Premesse le ragioni per cui, nella vigenza del d.p.r. 207/2010, può legittimamente essere disposta la sospensione dei lavori, sull’individuazione delle ragioni di pubblico interesse idonee a giustificarla. [B] Sull’onere dell’appaltatore di opere pubbliche di iscrivere nel verbale di sospensione dei lavori la riserva attinente l’illegittimità della medesima sospensione e di reiterarla in ulteriori documenti, avuto riguardo alla differenza tra l’ipotesi in cui l’illegittimità sia originaria e quella in cui l’illegittimità emerga successivamente. [C] Sull’applicabilità ai contratti d’appalto di opera pubblica della disciplina sugli interessi di cui al d.lgs. 231/2002 anche prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 192/2012. [D] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore di opere pubbliche che richieda il risarcimento del danno curriculare causato dal mancato rilascio di certificazioni utili all’ottenimento di qualificazioni SOA. [E] Sull’(in)applicabilità della disciplina delle riserve in caso di risoluzione o di invalidità di un contratto d’appalto pubblico.
Tribunale di Terni, 23 settembre 2025
Premesse le caratteristiche e le modalità di costituzione dell’A.T.I., sulle tre tipologie di A.T.I. esistenti e relativo differente regime di responsabilità delle singole imprese partecipanti e sulla rilevanza della predisposizione di un completo regolamento interno dell’A.T.I..
Tribunale di Milano, 24 settembre 2025
Sulle modalità con cui e sui casi in cui, nella vigenza del d.lgs. 163/2006, è ammessa la proroga dei contratti d’appalto pubblico, avuto riguardo alla distinzione tra opzione di proroga e proroga tecnica, e sulle conseguenze dell’illegittimità della proroga.
Tribunale di Avellino, 19 settembre 2025
[A] Sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in materia di appalti pubblici. [B] Sui requisiti di validità dei contratti pubblici, con particolare riguardo alla forma che devono rivestire ed al soggetto che può manifestare la volontà della p.a.. [C] Sui rispettivi obblighi di correttezza e buona fede dei contraenti di contratto d’appalto pubblico. [D] Sulle modalità con cui l’appaltatore di opere pubbliche è tenuto a far valere le proprie pretese e a dimostrarle in sede giudiziaria, avuto riguardo alla disciplina delle riserve ed al caso in cui il registro di contabilità o altri atti non siano stati messi a disposizione dell’appaltatore.
Corte d’Appello di Roma, 30 settembre 2025
[A] Sull’idoneità della determina di un ente locale a costituire accettazione della proposta e dunque perfezionamento di un contratto pubblico ove ne sia permessa la formazione a distanza mediante corrispondenza commerciale - nel caso di specie per un cottimo fiduciario – e sulle caratteristiche e presupposti del cottimo fiducario. [B] Sulla (im)possibilità per il privato di agire ex art. 2041 c.c. nei confronti della p.a. ove l’obbligazione sia stata contratta con violazione dello schema procedurale di spesa. [C] Sull’applicabilità agli appalti pubblici della disciplina degli interessi moratori per il ritardato pagamento del prezzo di cui al d.lgs. 231/2002, con particolare riferimento all’automatica decorrenza degli interessi.
Corte d’Appello di Napoli, 3 ottobre 2025
[A] Sul soggetto su cui, nell’appalto integrato, ricadono i maggiori costi derivanti da errori o carenza della progettazione e da eventi sopravvenuti imprevedibili. [B] Sul momento in cui sorge l’onere dell’appaltatore di opere pubbliche di inscrivere le riserve per fatti produttivi di danno continuativo, nel caso di specie per la mancata consegna di un’area da parte della p.a.. [C] Sui casi in cui si configura la forza maggiore rilevante, ai sensi del co. 1 dell’art. 166 del d.p.r. 207/2010, ai fini della richiesta dell’esecutore di ricevere compensi per i danni alle opere pubbliche, con particolare riguardo alla riconducibilità a tale nozione degli atti vandalici nel cantiere.
Tribunale di Trani, 6 settembre 2025
[A] Sull’assoggettabilità al codice dei contratti pubblici dei contratti stipulati dalle ASL. [B] Sulla forma ad substantiam dei contratti di cui sia parte la p.a. e sulle modalità con cui devono essere redatti e formati avuto riguardo ai contratti conclusi per facta concludentia, mediante sottoscrizione non contestuale o a mezzo corrispondenza ed alla (im)possibilità di ritenere che fatture commerciali possano integrale il predetto requisito di forma. [C] Premessa, nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.lgs. 50/2016, la facoltà della p.a. committente di rifiutare la cessione di un credito da corrispettivo di appalto o concessione, sull’applicabilità della predetta disciplina sulla cessione dei crediti alle ASL.
Tribunale di Roma, 4 settembre 2025
[A] Sul soggetto su cui ricade l’onere di dimostrare la tempestività delle riserve. [B] Sull’onere probatorio posto in capo alla società che chieda il risarcimento di un danno all’immagine ed alla reputazione commerciale, nel caso di specie asseritamente subito per le condotte poste in essere dalla p.a. committente in un appalto pubblico. [C] Sull’(in)applicabilità del limite delle riserve apponibili dall’appaltatore di opere pubbliche al 20% dell’importo contrattuale previsto dall’art. 240bis del d.lgs. 163/2006 ove le riserve concernano inadempimenti dolosi o gravemente colposi della stazione appaltante. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di chiedere la rivalutazione del compenso aggiuntivo dovutogli per i lavori extracontratto eseguiti per imprevedibile onerosità o difficoltà di esecuzione ai sensi dell’art. 1664 c.c.. [E] Sull’(in)idoneità delle riserve a costituire formale messa in mora.
Tribunale di Reggio Calabria, 11 settembre 2025
[A] Sull’applicabilità agli appalti pubblici della disciplina sugli interessi moratori contenuta nel d.lgs. 231/2002, avuto particolare riguardo alla decorrenza automatica degli interessi in assenza di formale messa in mora. [B] Sul termine di prescrizione degli interessi di mora dovuti per il ritardo nel pagamento del prezzo degli appalti pubblici: quinquennale o decennale?
Tribunale di Napoli, 8 settembre 2025
[A] Sul giudice competente in materia di omessa erogazione di un finanziamento da parte di un ente pubblico. [B] Sulle modalità con cui - nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.p.r. 207/2010 – deve essere stabilito il valore degli incarichi relativi ai servizi di ingegneria e architettura anche ai fini della procedura di affidamento applicabile, avuto riguardo all’interpretazione fornita dall’ANAC in tema di divieto di artificioso frazionamento degli incarichi e loro affidamento a trattativa privata.
Tribunale di CuTribunale di Cuneo, 9 settembre 2025neo, 9 settembre 2025
[A] Premessa la natura (provvedimentale o privatistica?) dell’atto di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico disposto dalla p.a. a mente della normativa speciale sugli appalti pubblici, sulla facoltà dell’appaltatore di contestarne la legittimità dinanzi al giudice ordinario e di chiedere la risoluzione del contratto ai sensi dell’ordinaria disciplina civilistica sull’inadempimento. [B] Sulla (im)possibilità per stazione appaltante e appaltatore di mutare in giudizio, rispettivamente, le ragioni del provvedimento di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico e quelle addotte per contestarne la legittimità e sui limiti entro cui il giudice è tenuto a valutare la validità di predetto provvedimento. [C] Sulla portata della dichiarazione dell’appaltatore di opere pubbliche di accettare senza eccezioni di sorta la consegna dei lavori. [D] Sul ritardo dell’appaltatore idoneo a fondare la risoluzione di un contratto d’appalto pubblico da parte della p.a. committente ai sensi dell’art. 108 del d.lgs. 50/2016.
Corte d’Appello di Milano, 10 ottobre 2025
[A] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore, salvo circostanze specificamente individuate nel codice degli appalti, di richiedere - anche in giudizio - la modifica del corrispettivo pattuito in un contratto d’appalto pubblico a seguito dell’incremento del valore dell’opera con particolare riferimento all’ambito dei servizi di architettura ed ingegneria alla luce della normativa sulle tariffe professionali contenuta nel d.l. 1/2012 e nel d.m. 143/2013. [B] Sulla legittimità delle clausole di non ribassabilità dei compensi professionali nelle gare pubbliche nella vigenza del d.lgs. 36/2023.
Tribunale di Patti, 6 ottobre 2025
[A] Premesso il divieto di subappalto in assenza di autorizzazione della p.a. committente, sulla forma che deve rivestire la predetta autorizzazione. [B] Sulla sorte del contratto di subappalto di opera pubblica non autorizzato dalla p.a.. [C] Sulla (im)possibilità per il subappaltatore di opere pubbliche di ottenere compensi o indennità, anche a titolo di ingiustificato arricchimento, per i lavori eseguiti in assenza di autorizzazione della p.a. committente.