Corte d’Appello di Reggio Calabria, 22 luglio 2024
[A] Sul riparto di giurisdizione in materia di danni derivanti dallo sconfinamento di un’opera pubblica realizzata in aree diverse o più estese rispetto a quelle originariamente previste da provvedimenti amministrativi ablatori. [B] Sulla responsabilità della p.a. committente nei confronti dei terzi danneggiati dai lavori pubblici eseguiti dall’appaltatore, con particolare riguardo all’obbligo di controllo e vigilanza sull’attività dell’impresa. [C] Sulla natura giuridica del contraente generale in tema di appalti pubblici e sui compiti e responsabilità che gravano su di esso.
Corte d’Appello di Firenze, 1 luglio 2024
Sulla estensione o meno dei patti e delle condizioni di un contratto d’appalto pubblico al subappalto autorizzato dalla p.a. committente, con particolare riguardo alle clausole che determinano una speciale disciplina delle riserve.
Tribunale di Lecce, 16 luglio 2024
[A] Premessa la disamina della procedura e dei documenti su cui l’appaltatore è tenuto ad iscrivere le riserve, sull’onere probatorio posto in capo alla stazione appaltante che intenda contestare la tempestività delle riserve ed all’appaltatore che intenda dimostrarne la tempestività e la fondatezza. [B] Sul momento in cui l’appaltatore è tenuto ad iscrivere le riserve per circostanze suscettibili di incrementare le spese previste di cui non sia possibile l’immediata quantificazione.
Tribunale di Bari, 19 luglio 2024
[A] Sull’onere della stazione appaltante di verificare il persistere dei requisiti generali e speciali di partecipazione di un’impresa ad una gara d’appalto pubblica anche nella fase di esecuzione dell’appalto. [B] Premessa la non tassatività delle ipotesi di esclusione facoltativa delle imprese dalla procedura d’appalto pubblico nella vigenza del d.lgs. 50/2016, sulle valutazioni tecnico-discrezionali che la stazione appaltante è tenuta a svolgere nella fase esecutiva di un appalto circa la possibilità di risolvere il contratto per intervenuta perdita o originaria mancanza dei requisiti da parte dell’appaltatore, con particolare riguardo all’ipotesi in cui l’affidabilità dello stesso risulti venuta meno a seguito di grave illecito professionale consistente nella pendenza di un procedimento penale nei confronti dei vertici dell’impresa appaltatrice. [C] Sul riparto di giurisdizione in materia di risoluzione di contratto d’appalto pubblico da parte della p.a. a seguito dell’intervenuta perdita o mancanza originaria dei requisiti dell’appaltatore nella fase esecutiva dell’appalto per grave illecitio professionale.
Tribunale di Napoli Nord, 16 luglio 2024
[A] Sul riparto di giurisdizione in materia di applicazione della clausola penale prevista in un contratto d’appalto pubblico per intervenuta interdittiva antimafia nei confronti dell’appaltatore. [B] Sulla (ir)rilevanza, con riferimento alla validità dell’incameramento della penale prevista in un contratto d’appalto pubblico per intervenuta interdittiva antimafia nei confronti dell’appaltatore, dell’impugnazione dell’interdittiva medesima che sia stata presentata successivamente all’applicazione della penale da parte della stazione appaltante. [C] Sulla validità della clausola penale prevista in un contratto d’appalto pubblico per il caso in cui venga emanata un’interdittiva antimafia nei confronti dell’appaltatore. [D] Sulla funzione della clausola penale prevista in un contratto d’appalto pubblico per intervenuta interdittiva antimafia nei confronti dell’appaltatore. [E] Sulla (im)possibilità di qualificare l’interdittiva antimafia come sopravvenienza estranea alla sfera dell’appaltatore idonea ad escludere l’inadempimento del medesimo ad un contratto d’appalto pubblico.
Corte d’Appello di Reggio Calabria, 13 giugno 2024
[A] Sulla gravità che i vizi dell’opera debbono raggiungere affinché risulti fondata la risoluzione di un contratto d’appalto da parte del committente e sui rimedi esperibili da quest’ultimo ove i vizi non raggiungano la predetta gravità. [B] Sull’onere probatorio posto in capo al committente che faccia valere in giudizio la garanzia per i difetti dell’opera, anche nel caso in cui sia stato già emesso il CRE. [C] Sull’applicabilità agli appalti a corpo della disciplina in tema di difetti dell’opera. [D] Sui criteri di quantificazione della somma dovuta per la riduzione del prezzo di un appalto in presenza di vizi e difetti dell’opera.
Corte d’Appello di Torino, 11 giugno 2024
Sull’individuazione delle ragioni di pubblico interesse o necessità idonee a giustificare la sospensione dei lavori disposta dal RUP ai sensi dell’art. 107 del d.lgs. 50/2016, con particolare riguardo all’(in)idoneità della mancanza delle autorizzazioni amministrative necessarie per l’esecuzione dei lavori a giustificare la sospensione.
Tribunale di Larino, 31 luglio 2024
[A] Sull’(in)applicabilità, salvo richiami pattizi, delle disposizioni pubblicistiche proprie dell’appalto pubblico al contratto di subappalto stipulato tra un’impresa appaltatrice di opera pubblica ed un’impresa subappaltatrice. [B] Sui presupposti su cui si fonda il recesso unilaterale del committente dal contratto d’appalto ai sensi dell’art. 1671 c.c. e sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che intenda ottenere l’indennizzo per le spese sostenute, i lavori eseguiti ed il mancato guadagno ed al committente che intenda dimostrare che l’indennizzo non è dovuto.
Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, 19 luglio 2024
[A] Premessa la natura e la ratio dell’istituto delle riserve in materia di appalti pubblici, sul procedimento da seguire per la corretta apposizione delle riserve, nella vigenza della l. 2248/1865 all. F e dei relativi regolamenti 350/1895 e 1063/1962, con particolare riguardo alla possibilità di iscrivere le riserve in documenti diversi da quelli contabili. [B] Sulla (im)possibilità di riconoscere all’appaltatore la rivalutazione monetaria sulle somme ad esso dovute dalla stazione appaltante a titolo di riserva in materia di appalti pubblici.
Tribunale di Trento, 10 luglio 2024
Sulla (in)derogabilità, nella vigenza dell’art. 37 del d.lgs. 163/2006, del principio della responsabilità solidale delle società riunite in R.T.I. o consorziate per l’esecuzione di un appalto pubblico nei confronti della stazione appaltante, dei subappaltatori e dei fornitori, anche ove le imprese appaltatrici siano parte di una società consortile a responsabilità limitata.
Corte d’Appello di Napoli, 8 maggio 2024
[A] Premessa la (im)possibilità, prevista dalla l. 109/1994 e prima dalla l. 2248/1965, di remunerare l’appaltatore per i lavori eseguiti in difformità da quanto stabilito in un contratto d’appalto pubblico, sui casi in cui sorge il diritto al compenso in capo all’appaltatore per i lavori eseguiti extra contratto in assenza di autorizzazione da parte della stazione appaltante. [B] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di agire direttamente per indebito arricchimento del committente ove sussista il titolo per agire nei confronti del direttore dei lavori e sulla possibilità per lo stesso appaltatore di agire per indebito arricchimento nei confronti del committente in via surrogatoria utendo iuribus del direttore dei lavori. [C] Sulla (non) necessità, in tema di azione di indebito arricchimento nei confronti della p.a., del previo riconoscimento dell’utilità da parte dell’Ente pubblico arricchito. [D] Premessa l’individuazione dei soggetti titolati a modificare nella fase dell’esecuzione i lavori stabiliti in un contratto d’appalto pubblico, sulla (im)possibilità di riconoscere il diritto al compenso per l’appaltatore che, nella vigenza della l. 109/1994, abbia eseguito le varianti in corso d’opera disposte dal direttore dei lavori al di fuori dei limiti previsti dall’art. 25, co. 3 della l. 109/1994. [E] Sulla responsabilità del direttore dei lavori che, pur non avendo ricevuto un formale incarico da parte del committente, si qualifichi come tale nei confronti dei terzi. [F] Sulla forma che devono rivestire i contratti d’opera professionale stipulati tra professionista e p.a., con particolare riguardo alla (ir)rilevanza della delibera con cui un organo dell’Ente abbia conferito l’incarico.
Tribunale di Verona, 1 luglio 2024
[A] Sull’idoneità dell’esecuzione anticipata di un contratto pubblico in casi di urgenza, ai sensi dei co. 8 e 13 dell’art. 32 del d.lgs. 50/2016, a far sorgere obbligazioni vincolanti tra stazione appaltante ed appaltatore la cui violazione configura inadempimento di natura contrattuale. [B] Sugli oneri probatori, in tema di prova dell’inadempimento delle obbligazioni derivanti dall’anticipata esecuzione di un contratto d’appalto pubblico, posti in capo alla stazione appaltante che abbia revocato l’aggiudicazione per inadempimento dell’appaltatore ed in capo all’appaltatore che intenda dimostrare l’esatto adempimento.
Tribunale di Velletri, 1 luglio 2024
[A] Sul riparto di giurisdizione in materia di penali per inadempimento dell’appaltatore alle obbligazioni previste in un contratto d’appalto pubblico. [B] Sull’(in)applicabilità dell’istituto delle riserve alle pretese dell’appaltatore avanzate per il ritardo della stazione appaltante nel versamento dei compensi o alle contestazioni dell’appaltatore nei confronti della stazione appaltante che applichi penali per asseriti inadempimenti dell’impresa. [C] Sulle modalità con cui l’appaltatore è tenuto ad apporre le riserve ove risulti indisponibile il registro di contabilità.
Tribunale di Milano, 12 luglio 2024
Sull’(in)applicabilità dell’istituto del pagamento diretto della stazione appaltante al subappaltatore nel caso di fallimento dell’appaltatore e sulla sorte, in tal caso, dei crediti del subappaltatore in materia di appalti pubblici.
Tribunale di Busto Arsizio, 10 luglio 2024
[A] Sull’atto a seguito del quale si considera ultimato un contratto d’appalto di opera pubblica anche ai fini della valutazione dell’intervenuta accettazione dell’opera da parte della stazione appaltante e della decadenza del committente dalla possibilità di far valere difformità e vizi: consegna dell’opera o collaudo? [B] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che intenda giustificare, dinanzi alla contestazione della stazione appaltante, la consegna dell’opera oltre i termini contrattualmente pattuiti.
Corte d’Appello di Milano, 29 maggio 2024
[A] Sui casi in cui l’inerzia della stazione appaltante nel predisporre una perizia in variante in corso d’opera è idonea ad integrare gli estremi del grave inadempimento in materia di appalti pubblici. [B] Sui criteri di quantificazione del maggiore valore delle opere il cui pagamento è dovuto dalla stazione appaltante all’appaltatore in caso di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico: prezzo contrattualmente pattuito o valore venale ai prezzi di libero mercato? [C] Sui criteri di quantificazione, nella vigenza del d.lgs. 163/2006, del danno da mancato guadagno dell’appaltatore in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della stazione appaltante. [D] Sull’individuazione delle specifiche riserve per le quali, ai sensi del co. 6 dell’art. 190 del d.p.r. 207/2010, non è necessaria l’immediata iscrizione nel registro di contabilità da parte dell’appaltatore. [E] Sulle ipotesi in cui viene meno l’onere dell’appaltatore di iscrivere tempestivamente le riserve in materia di appalti pubblici. [F] Sul momento in cui l’appaltatore è tenuto ad iscrivere riserva per i fatti di natura continuativa, con particolare riguardo al caso delle riserve per anomalo andamento dei lavori provocato dalla mancata predisposizione di una variante da parte della stazione appaltante. [G] Sull’obbligo dell’appaltatore di iscrivere riserva per i fatti noti alla stazione appaltante.
Corte d’Appello di Campobasso, 31 maggio 2024
[A] Sui casi in cui i contratti di servizio pubblico per la fornitura e gestione dei servizi di trasporto pubblico locale devono essere qualificati come concessione di servizi, con conseguente applicazione delle disposizioni di cui al reg. 2007/1370/CE, o come appalti pubblici, con conseguente applicazione delle disposizioni di cui alle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, e sulle differenze tra le due forme di affidamento alla luce della disciplina di cui al d.lgs. 422/1997. [B] Sull’applicabilità degli interessi di cui al d.lgs. 231/2002 al ritardo nei pagamenti in materia di trasporto pubblico locale e sulla (non) necessità di costituire in mora il debitore. [C] Sulla forma che devono rivestire i contratti, e le loro successive modifiche, di cui sia parte la p.a..
Tribunale di Salerno, 1 luglio 2024
Sulla (in)validità, sia nella vigenza del d.lgs. 163/2006 che in quella del d.lgs. 50/2016, della clausola contenuta in un contratto d’appalto pubblico che subordina il pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore per i SAL o per il saldo finale all’erogazione di un finanziamento da parte dell’ente finanziatore della stazione appaltante, avuto particolare riguardo ai contrastanti orientamenti della giurisprudenza di legittimità.
Tribunale di Bologna, 4 luglio 2024
[A] Sull’onere posto in capo alla p.a. committente di rilevare e contestare l’intempestività delle riserve apposte dall’appaltatore. [B] Sulla (im)possibilità di qualificare la sottoscrizione, da parte dell’appaltatore, di un atto di sottomissione alle varianti in corso d’opera pubblica quale rinuncia alle riserve già avanzate. [C] Premesso il principio generale di immodificabilità del prezzo di un contratto d’appalto pubblico a corpo indipendentemente dall’effettiva misura delle opere realizzate dall’appaltatore, sui casi in cui quest’ultimo ha diritto ad un compenso ulteriore per i lavori aggiuntivi eseguiti. [D] Sul momento da cui decorrono gli interessi dovuti dalla stazione appaltante all’appaltatore per le somme ad esso dovute per la maggior onerosità sopravvenuta della prestazione.
Tribunale di Napoli Nord, 27 giugno 2024
[A] Premessa la disciplina che regola i lavori di somma urgenza effettuati per conto degli enti locali nella vigenza del d.lgs. 50/2016, sulla nullità degli incarichi affidati d’urgenza da un Comune ad un’impresa ove il consiglio comunale non adotti il provvedimento di riconoscimento della spesa nei termini indicati dall’art. 191, co. 3 TUEL. [B] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di agire ex art. 2041 c.c. nei confronti di un ente locale per cui abbia eseguito dei lavori commissionati in violazione dell’iter prescritto dall’art. 191 TUEL e sulla (im)possibilità per il g.o. di condannare la p.a. a riconoscere un debito fuori bilancio. [C] Sull’applicabilità del principio secondo cui il rapporto obbligatorio si costituisce tra appaltatore e funzionario in caso di violazione delle norme afferenti l’impegno di spesa degli enti pubblici alla diversa fattispecie in cui i lavori siano stati eseguiti in difetto di contratto scritto. [D] Sulle azioni che l’appaltatore ha a disposizione per conseguire il pagamento delle prestazioni rese nei confonti di un ente locale in difetto di valido contratto o di regolare impegno di spesa.