Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini
Articoli pubblicati nel mese di Giugno 2024 (20)
Corte d’Appello di Roma, 24 gennaio 2024
[A] Sulle pretese che devono essere oggetto di riserva, sulle finalità dell’istituto della riserva e sulle modalità con cui l’appaltatore è tenuto ad iscrivere la riserva in tema di appalti pubblici. [B] Sulle conseguenze, in punto di esecuzione di un contratto pubblico stipulato da amministrazioni dello Stato, della mancanza del visto della Corte dei Conti previsto dall’art. 3 della l. 20/1994 e sull’inapplicabilità al predetto visto della diciplina di cui agli artt. 1358 e 1359 c.c.. [C] Sulla mancanza di obbligo per il giudice di pronunciarsi su domande nuove proposte in sede di comparsa conclusionale. [D] Sulla possibilità di sanare la notifica dell’atto di appello effettuata presso il procuratore domiciliatario del fallito "in bonis" anziché nei confronti del curatore del fallimento.
Corte d’Appello di Messina, 6 febbraio 2024
[A] Premesso l’inquadramento del Piano di Sicurezza e Coordinamento negli appalti pubblici, sull’onere della stazione appaltante - per il tramite del coordinatore per l’esecuzione dei lavori - di aggiornare periodicamente e tempestivamente il PSC in base alle esigenze di cantiere pena la responsabilità, nei confronti dell’impresa appaltatrice, per i maggiori oneri da quest’ultima sostenuti. [B] Sull’obbligo della stazione appaltante, in tema di appalto di opere pubbliche, di consegnare all’appaltatore l’area destinata all’esecuzione dei lavori libera da impedimenti, pena risarcimento dei danni. [C] Sulla corretta modalità di apposizione delle riserve e sulle pretese dell’appaltatore che devono necessariamente esserne oggetto, con particolare riguardo ai maggiori costi sopportati per l’adozione delle misure previste dal piano di sicurezza in tema di appalti pubblici.
Tribunale di Cosenza, 20 febbraio 2024
[A] Sulla (in)compatibilità dell’istituto del pagamento diretto del subappaltatore ex art. 118, co. 3 d.lgs. 163/2006 con l’ipotesi in cui sia stata attivata la procedura di concordato preventivo o venga dichiarato il fallimento dell’appaltatore e sulle modalità con cui il subappaltatore, in tal caso, può esigere il pagamento dei compensi dovuti per i lavori eseguiti in tema di appalto di opere pubbliche. [B] Sui caratteri della simulazione per interposizione con particolare riguardo ai contratti aventi la forma scritta ad substantiam. [C] Sulle modalità con cui il principio di residualità dell’azione di indebito arricchimento si declina nella materia degli appalti pubblici. [D] Sull’estensione dell’indennità dovuta dalla p.a. ai privati in caso di indebito arricchimento della stessa ai sensi dell’art. 2041 c.c., con particolare riguardo al danno emergente ed al lucro cessante. 
Tribunale di Nocera Inferiore, 2 febbraio 2024
[A] Sui casi in cui si produce la nullità della citazione ai sensi del co. 4 dell’art. 164 c.p.c.. [B] Sulla (non) necessità per il Sindaco di ottenere l’autorizzazione della Giunta per il rilascio della procura alle liti da parte del Comune. [C] Sulla (im)possibilità di sanare la nullità di un contratto pubblico stipulato in assenza di forma scritta, con particolare riguardo alla (ir)rilevanza dei comportamenti concludenti delle parti e delle delibere della p.a. anche successive rispetto alla conclusione del contratto nullo. [D] Sugli elementi che devono essere contenuti nei contratti d’opera professionale e d’appalto stipulati dalla p.a. e sull’(im)possibilità di concluderle i predetti contratti tramite corrispondenza. [E] Sull’(in)applicabilità del principio di non contestazione ex art. 115 c.p.c. in materia di prova dei contratti stipulati con la p.a.. [F] Sul riparto dell’onere probatorio in materia di adempimento di un’obbligazione.
Tribunale di Napoli Nord, 28 gennaio 2024
[A] Sull’inesistenza dell’eccezione di incompetenza territoriale sollevata con riguardo al foro di una persona giuridica ove manchi la contestazione della sussistenza del criterio di collegamento indicato dall’art. 19, co. 1 c.p.c.. [B] Sulle differenze tra A.T.I. orizzontale e verticale. [C] Sull’obbligo dell’A.T.I. di specificare, prima della partecipazione ad un bando di gara, le parti del servizio affidate alle singole imprese e sull’obbligo delle imprese raggruppate, che successivamente  intendano modificare pattiziamente le rispettive quote di esecuzione dei lavori, di ottenere l’autorizzazione da parte della stazione appaltante pubblica pena la nullità della sopraggiunta volontà negoziale. [D] Sull’(im)possibilità per l’impresa partecipante a un’A.T.I., che nell’esecuzione di un appalto pubblico abbia sostenuto costi non preventivati, di chiedere alle altre imprese raggruppate la condivisione delle perdite subite proporzionalmente alle rispettive quote di partecipazione.
Corte d’Appello di Venezia, 19 febbraio 2024
[A] Sulle pretese dell’appaltatore che devono essere oggetto di riserve nella vigenza del r.d. 350/1895 e del d.p.r. 554/1999 e sui termini e modalità con cui l’appaltatore è tenuto ad iscriverle a pena di decadenza. [B] Sulle pretese dell’appaltatore che non sono soggette all’onere di riserva in materia di appalti pubblici. [C] Premessa la finalità dell’istituto della riserva, sulle riserve che possono essere iscritte dall’appaltatore in sede di collaudo con particolare riguardo al caso di consegna anticipata delle opere. [D] Sull’(in)idoneità delle riserve a costituire messa in mora ai fini della decorrenza degli interessi dovuti all’appaltatore per le pretese scaturenti dall’esecuzione di un contratto d’appalto pubblico.
Tribunale di Siracusa, 26 gennaio 2024
[A] Sull’applicabilità alle transazioni stipulate dalla p.a. del principio secondo cui è nullo il contratto pubblico in assenza di regolare impegno di spesa ed attestazione della copertura finanziaria. [B] Sull’onere dell’appaltatore di provare i fatti costitutivi della riserva tempestivamente iscritta e di quantificare le relative pretese, non potendo il giudice procedere alla liquidazione equitativa dell’importo richiesto. [C] Sull’(im)possibilità, in tema di giudicato, di considerare diverse due domande aventi diversa qualificazione giuridica ma riguardanti il medesimo fatto materiale e bene preteso. [D] Sugli elementi necessari ai fini del valido riconoscimento di un debito, con particolare riguardo all’espressione “al fine di pervenire alla definizione della questione” contenuta in una transazione tra p.a. e privato. [E] Sull’applicabilità agli atti della p.a. della disciplina della ricognizione di un debito ai sensi dell’art. 1988 c.c. e sugli effetti meramente probatori di quest’ultima. [F] Sulla (im)possibilità di attribuire una responsabilità alla p.a. per culpa in contrahendo ai sensi dell’art. 1338 c.c. ove l’invalidità del contratto pubblico sia determinata da una delibera adottata in violazione di una disposizione di legge, con particolare riguardo al caso della mancata assunzione dell’impegno di spesa. [G] Sui limiti entro cui, in tema di responsabilità precontrattuale ex art. 1338 c.c., va riconosciuto e quantificato il risarcimento, con particolare riguardo al danno emergente ed al lucro cessante. [H] Sulla valenza probatoria delle relazioni dei collaudatori formate ai sensi dell’art. 100 del r.d. n. 350/1895 e dell’art. 195 del D.P.R. n. 554/1999. [I] Sulla spettanza di rivalutazione ed interessi legali in caso di inadempimento agli obblighi contrattuali in tema di appalti pubblici.
Tribunale di Torre Annunziata, 29 gennaio 2024
[A] Sul riparto di giurisdizione in materia di responsabilità della p.a. per revoca dell’aggiudicazione di una gara d’appalto. [B] Sull’(in)applicabilità, in tema di appalti pubblici, della disciplina civilistica della risoluzione del contratto all’inadempimento della p.a. con particolare riguardo alla violazione dell’obbligo di consegna dei lavori e sui rimedi in tal caso esperibili dall’appaltatore: l’istanza di recesso e, in caso di mancato accoglimento, il diritto ai maggiori oneri a titolo indennitario. [C] Sull’(im)possibilità per la stazione appaltante di effettuare implicitamente il recesso da un contratto d’appalto pubblico.
Tribunale di Trani, 23 febbraio 2024
[A] Premessa la disamina giuridica della consegna dei lavori all’appaltatore di opere pubbliche, sulla disciplina applicabile nell’ipotesi della mancata, tardiva o parziale consegna dei lavori da parte della p.a. con particolare riguardo ai rimedi esperibili dall’appaltatore per sciogliersi dal vincolo contrattuale ed ottenere il risarcimento del danno. [B] Sulla natura di debito di valore delle spese sostenute dall’appaltatore per il materiale di cantiere e per il mantenimento della polizza fideiussoria in caso di mancata, tardiva o parziale consegna dei lavori da parte della p.a.. [C] Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore che richieda gli interessi compensativi per il danno subito dalla mancata, tardiva o parziale consegna dei lavori da parte della p.a..
Tribunale di Civitavecchia, 15 febbraio 2024
[A] Sul soggetto su cui ricade l’onere di provare la sussistenza dei presupposti necessari ai fini del riconoscimento della revisione del prezzo di un appalto pubblico. [B] Sulla (im)possibilità di qualificare l’indice FOI come parametro automatico di adeguamento del corrispettivo di un appalto pubblico in caso di aumento dei prezzi delle materie prime a causa di eventi non preventivabili al momento della stipula del contratto e sugli elementi rilevanti ai fini della debenza e della quantificazione della somma eventualmente dovuta all’appaltatore a titolo di revisione del prezzo.
Corte d’Appello di Roma, 16 gennaio 2024
[A] Sulla competenza della Corte dei Conti in materia di spettanza delle somme riscosse dalla società cui un ente pubblico, in virtù di una concessione pubblica, abbia attribuito il servizio di riscossione delle imposte. [B] Sul riparto di giurisdizione in materia di quantum ed an debeatur della revisione dei prezzi di un appalto pubblico, con particolare riguardo alla distinzione tra il caso in cui la revisione sia normativamente prescritta e quello in cui essa abbia fonte negoziale. [C] Sugli elementi distintivi tra appalto di servizi pubblici e concessione di servizi pubblici. [D] Sulla natura del contratto pubblico con cui un Comune affida il servizio di igiene urbana ad un’impresa: appalto o concessione? [E] Sui casi in cui sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo in materia di indennità, canoni o altri corrispettivi afferenti ad un rapporto concessorio pubblico. [F] Sull’onere probatorio posto in capo al debitore in materia di inadempimento contrattuale. [G] Sul momento dal quale decorrono gli interessi dovuti dagli enti pubblici alle imprese per i ritardati pagamenti dei corrispettivi per la fornitura di beni o servizi. [H] Sull’applicabilità della disciplina degli interessi moratori prevista dal d.lgs. 231/2002 ai contratti d’appalto pubblico. [I] Sulla (im)possibilità di riconoscere ai privati il diritto di ottenere dall’ente pubblico il corrispettivo per le attività svolte extra-contratto. [L] Sui presupposti dell’azione ex art. 2041 c.c., con particolare riguardo alla necessità che la locupletazione sia avvenuta senza giusta causa.
Tribunale di Piacenza, 22 febbraio 2024
[A] Sui casi in cui, nella vigenza del d.lgs. 50/2016, è possibile ricorrere all’istituto dell’accordo bonario in relazione alle riserve apposte dall’appaltatore e, premessa una disamina dei compiti in materia del direttore dei lavori o dell’esecuzione, del RUP, dei dirigenti e dei professionisti intervenuti, sui passaggi procedurali che devono essere seguiti ai fini della valida conclusione dell’accordo tra la stazione appaltante e l’appaltatore. [B] Sui contratti d’appalto pubblico ai quali, temporalmente, si applica l’art. 205, co. 6 bis del d.lgs. 50/2016. [C] Sull’istituto delle riserve in tema di appalti pubblici, sulle pretese che ne devono essere oggetto, sulle modalità ed i tempi entro cui esse devono essere apposte e sull’onere dell’appaltatore di dimostrare la tempestività e la fondatezza delle medesime. [D] sulla (in)idoneità dell’attivazione della procedura di accordo bonario ex art. 205 del d.gls. 50/2016 da parte della stazione appaltante a costituire riconoscimento implicito della tempestività delle riserve apposte dall’appaltatore. [E] Sul caso in cui è configurabile un tacito riconoscimento da parte della stazione appaltante della riserva tardivamente apposta dall’appaltatore in tema di appalti pubblici. [F] Sull’iter della redazione della contabilità di un appalto pubblico nella vigenza del d.p.r. 207/2010.
Tribunale di Roma, 22 febbraio 2024
Sulla (im)possibilità per il subappaltatore di esercitare azione diretta nei confronti della committente pubblica per il pagamento dei corrispettivi dovuti in relazione ad un appalto pubblico al quale si applica la disciplina del pagamento diretto della stazione appaltante ex art. 105, co. 13 del d.lgs. 50/2016, con particolare riguardo al caso in cui l’appaltatore risulti fallito.
Tribunale di Nuoro, 30 gennaio 2024
[A] Sul valore da prendere in considerazione ai fini dell’attribuzione della competenza per materia al Tribunale Ordinario o a quello delle Imprese per questioni sorte in relazione all’esecuzione di contratti d’appalto pubblici applicativi di un accordo quadro nella vigenza del d.lgs. 163/2006. [B] Sull’(in)ammissibilità o (im)procedibilità della domanda proposta in sede ordinaria, anche in via riconvenzionale, dal creditore nei confronti del fallimento. [C] Sulle pretese dell’appaltatore che devono essere oggetto di riserva e sulla natura giuridica dell’istituto. [D] Sui compensi, restituzioni e risarcimenti cui ha diritto l’appaltatore in caso di ritardo nell’esecuzione del collaudo, sulla natura di mera presunzione della responsabilità della stazione appaltante per il predetto ritardo e sulla necessità che l’appaltatore richieda espressamente nell’atto di collaudo i compensi, le restituzioni ed i risarcimenti dovutigli. [E] Sulla natura di obbligazione di valuta, con conseguente inapplicabilità della rivalutazione monetaria e decorrenza degli interessi legali da un’espressa messa in mora diversa dalla riserva, dell’equo compenso riconosciuto all’appaltatore per un appalto pubblico ai sensi dell’art. 1664, co. 2 c.c..
Tribunale di Isernia, 10 febbraio 2024
[A] Sulla (im)possibilità di sanare gli atti negoziali della p.a. non stipulati in forma scritta, con particolare riguardo alla (ir)rilevanza di comportamenti concludenti e delle deliberazioni degli organi dell’amministrazione pubblica. [B] Sulla forma che devono rivestire il contratto d’opera professionale ed il contratto d’appalto pubblico di cui sia parte la p.a. e sull’(in)applicabilità dell’art. 115 c.p.c. ai fini della prova dei predetti contratti. [C] Sulla forma e sui presupposti necessari ai fini della validità dei contratti stipulati dagli enti pubblici locali, anche con riguardo ai lavori pubblici di somma urgenza. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di richiedere alla stazione appaltante il corrispettivo per i lavori in variazione eseguiti in mancanza di un previo ordine scritto della p.a., anche ove sia provato che i lavori sono stati richiesti dall’amministrazione.
Corte d’Appello di L’Aquila, 16 febbraio 2024
Sulla (in)derogabilità al principio della responsabilità solidale delle imprese consorziate nei confronti della stazione appaltante, dei subappaltatori e dei fornitori nell’ambito dell’esecuzione di appalti pubblici, anche ove le imprese appaltatrici, facenti parte di A.T.I. aggiudicataria di una gara, siano parte di una società consortile di capitali.
Tribunale di Napoli, 17 febbraio 2024
Premessa una disamina dell’istituto della revisione dei prezzi e del riparto di giurisdizione in materia, sui casi in cui le controversie afferenti al pagamento di somme dovute all’appaltatore per l’aumento dei prezzi e dei costi nella fase esecutiva di un appalto pubblico sono devolute al giudice ordinario, con particolare riguardo al caso in cui le somme siano già contrattualmente predeterminate sia nell’an che nel quantum.
Tribunale di Rieti, 28 gennaio 2024
[A] Sulla possibilità o meno che la mancata sottoscrizione del conto finale nei termini pattuiti e la sottoscrizione del medesimo senza conferma delle riserve apposte nel registro di contabilità configuri presunzione relativa di accettazione del conto finale da parte dell’appaltatore. [B] Sulla possibilità per la p.a. di procedere immediatamente al recupero delle somme che risultino corrisposte all’appaltatore in misura maggiore rispetto al dovuto risultante dal conto finale sottoscritto dallo stesso appaltatore senza riserve. [C] Sull’obbligo posto in capo all’appaltatore, a pena di decadenza, di apporre apposita riserva per ogni pretesa aggiuntiva rispetto al prezzo pattuito, anche sorta con riferimento ai danni continuativi, e sull’inammissibilità della prova orale richiesta in relazione ai pregiudizi patiti dall’appaltatore e non oggetto di tempestiva riserva. [D] Sull’applicabilità della disciplina delle riserve ai lavori effettuati dall’appaltatore extra-contratto. [E] Sull’obbligo dell’appaltatore, che pretenda il pagamento per le opere realizzate in esecuzione di un contratto d’appalto, di dimostrare l’entità e la consistenza delle opere stesse non potendo il giudice, in mancanza, determinare il corrispettivo ai sensi dell’art. 1657 c.c..
Tribunale di Catanzaro, 31 gennaio 2024
Sull’onere probatorio posto in capo all’appaltatore in materia di tempestività dell’apposizione delle riserve e sull’obbligo dell’appaltatore di specificarne il contenuto, pena l’impossibilità di vedersi riconosciute le relative pretese.
Tribunale di Busto Arsizio, 14 febbraio 2024
[A] Sull’obbligo, posto in capo all’appaltatore, di controllare e correggere gli errori del progetto fornito dal committente. [B] Sui termini entro cui l’appaltatore è tenuto ad apporre la riserva nella contabilità a seguito dell’insorgenza di un fatto lesivo in materia di appalti pubblici, con particolare riguardo ai fatti produttivi di danno continuativo. [C] Sui presupposti necessari ai fini della risarcibilità del danno subito dalla stazione appaltante pubblica che, a seguito del mancato completamento dei lavori da parte dell’impresa appaltatrice, lamenti un danno futuro consistente nel costo per una nuova procedura, per una nuova progettazione e per la mancata produttività dell’opera nelle more dell’ultimazione dei lavori.