Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini
Articoli pubblicati nel mese di Marzo 2026 (14)
Corte d’Appello di Roma, 30 settembre 2025
[A] Sull’idoneità della determina di un ente locale a costituire accettazione della proposta e dunque perfezionamento di un contratto pubblico ove ne sia permessa la formazione a distanza mediante corrispondenza commerciale - nel caso di specie per un cottimo fiduciario – e sulle caratteristiche e presupposti del cottimo fiducario. [B] Sulla (im)possibilità per il privato di agire ex art. 2041 c.c. nei confronti della p.a. ove l’obbligazione sia stata contratta con violazione dello schema procedurale di spesa. [C] Sull’applicabilità agli appalti pubblici della disciplina degli interessi moratori per il ritardato pagamento del prezzo di cui al d.lgs. 231/2002, con particolare riferimento all’automatica decorrenza degli interessi.
Corte d’Appello di Napoli, 3 ottobre 2025
[A] Sul soggetto su cui, nell’appalto integrato, ricadono i maggiori costi derivanti da errori o carenza della progettazione e da eventi sopravvenuti imprevedibili. [B] Sul momento in cui sorge l’onere dell’appaltatore di opere pubbliche di inscrivere le riserve per fatti produttivi di danno continuativo, nel caso di specie per la mancata consegna di un’area da parte della p.a.. [C] Sui casi in cui si configura la forza maggiore rilevante, ai sensi del co. 1 dell’art. 166 del d.p.r. 207/2010, ai fini della richiesta dell’esecutore di ricevere compensi per i danni alle opere pubbliche, con particolare riguardo alla riconducibilità a tale nozione degli atti vandalici nel cantiere.
Tribunale di Trani, 6 settembre 2025
[A] Sull’assoggettabilità al codice dei contratti pubblici dei contratti stipulati dalle ASL. [B] Sulla forma ad substantiam dei contratti di cui sia parte la p.a. e sulle modalità con cui devono essere redatti e formati avuto riguardo ai contratti conclusi per facta concludentia, mediante sottoscrizione non contestuale o a mezzo corrispondenza ed alla (im)possibilità di ritenere che fatture commerciali possano integrale il predetto requisito di forma. [C] Premessa, nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.lgs. 50/2016, la facoltà della p.a. committente di rifiutare la cessione di un credito da corrispettivo di appalto o concessione, sull’applicabilità della predetta disciplina sulla cessione dei crediti alle ASL.
Tribunale di Roma, 4 settembre 2025
[A] Sul soggetto su cui ricade l’onere di dimostrare la tempestività delle riserve. [B] Sull’onere probatorio posto in capo alla società che chieda il risarcimento di un danno all’immagine ed alla reputazione commerciale, nel caso di specie asseritamente subito per le condotte poste in essere dalla p.a. committente in un appalto pubblico. [C] Sull’(in)applicabilità del limite delle riserve apponibili dall’appaltatore di opere pubbliche al 20% dell’importo contrattuale previsto dall’art. 240bis del d.lgs. 163/2006 ove le riserve concernano inadempimenti dolosi o gravemente colposi della stazione appaltante. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di chiedere la rivalutazione del compenso aggiuntivo dovutogli per i lavori extracontratto eseguiti per imprevedibile onerosità o difficoltà di esecuzione ai sensi dell’art. 1664 c.c.. [E] Sull’(in)idoneità delle riserve a costituire formale messa in mora.
Tribunale di Reggio Calabria, 11 settembre 2025
[A] Sull’applicabilità agli appalti pubblici della disciplina sugli interessi moratori contenuta nel d.lgs. 231/2002, avuto particolare riguardo alla decorrenza automatica degli interessi in assenza di formale messa in mora. [B] Sul termine di prescrizione degli interessi di mora dovuti per il ritardo nel pagamento del prezzo degli appalti pubblici: quinquennale o decennale?
Tribunale di Napoli, 8 settembre 2025
[A] Sul giudice competente in materia di omessa erogazione di un finanziamento da parte di un ente pubblico. [B] Sulle modalità con cui - nella vigenza del d.lgs. 163/2006 e del d.p.r. 207/2010 – deve essere stabilito il valore degli incarichi relativi ai servizi di ingegneria e architettura anche ai fini della procedura di affidamento applicabile, avuto riguardo all’interpretazione fornita dall’ANAC in tema di divieto di artificioso frazionamento degli incarichi e loro affidamento a trattativa privata.
Tribunale di CuTribunale di Cuneo, 9 settembre 2025neo, 9 settembre 2025
[A] Premessa la natura (provvedimentale o privatistica?) dell’atto di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico disposto dalla p.a. a mente della normativa speciale sugli appalti pubblici, sulla facoltà dell’appaltatore di contestarne la legittimità dinanzi al giudice ordinario e di chiedere la risoluzione del contratto ai sensi dell’ordinaria disciplina civilistica sull’inadempimento. [B] Sulla (im)possibilità per stazione appaltante e appaltatore di mutare in giudizio, rispettivamente, le ragioni del provvedimento di risoluzione di un contratto d’appalto pubblico e quelle addotte per contestarne la legittimità e sui limiti entro cui il giudice è tenuto a valutare la validità di predetto provvedimento. [C] Sulla portata della dichiarazione dell’appaltatore di opere pubbliche di accettare senza eccezioni di sorta la consegna dei lavori. [D] Sul ritardo dell’appaltatore idoneo a fondare la risoluzione di un contratto d’appalto pubblico da parte della p.a. committente ai sensi dell’art. 108 del d.lgs. 50/2016.
Corte d’Appello di Trieste, 9 ottobre 2025
Sulla (non) equiparabilità dell’esecuzione del contratto d’appalto pubblico in via d’urgenza alla stipulazione del contratto, anche ai fini della valutazione circa la violazione della clausola di stand still.
Corte d’Appello di Roma, 30 settembre 2025
[A] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di opere pubbliche di richiedere compensi o indennizzi, anche a titolo di indebito arricchimento della p.a. committente, per varianti in corso d’opera non previste dal contratto. [B] Sulla sorte delle riserve in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico per inadempimento della p.a. committente. [C] Sulla natura della responsabilità della p.a. per inadempimento agli obblighi relativi ad appalti pubblici: extracontrattuale o contrattuale? [D] Sul soggetto su cui ricade l’onere di provare l’effettiva esecuzione dei lavori nell’ambito della risoluzione di un contratto d’appalto per inadempimento e sui documenti rilevanti in tal senso.
Corte d’Appello di Milano, 10 ottobre 2025
[A] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore, salvo circostanze specificamente individuate nel codice degli appalti, di richiedere - anche in giudizio - la modifica del corrispettivo pattuito in un contratto d’appalto pubblico a seguito dell’incremento del valore dell’opera con particolare riferimento all’ambito dei servizi di architettura ed ingegneria alla luce della normativa sulle tariffe professionali contenuta nel d.l. 1/2012 e nel d.m. 143/2013. [B] Sulla legittimità delle clausole di non ribassabilità dei compensi professionali nelle gare pubbliche nella vigenza del d.lgs. 36/2023.
Tribunale di Patti, 6 ottobre 2025
[A] Premesso il divieto di subappalto in assenza di autorizzazione della p.a. committente, sulla forma che deve rivestire la predetta autorizzazione. [B] Sulla sorte del contratto di subappalto di opera pubblica non autorizzato dalla p.a.. [C] Sulla (im)possibilità per il subappaltatore di opere pubbliche di ottenere compensi o indennità, anche a titolo di ingiustificato arricchimento, per i lavori eseguiti in assenza di autorizzazione della p.a. committente.
Tribunale di Roma, Sez. Lavoro, 7 ottobre 2025
Sulla responsabilità della mandataria di A.T.I. e del consorzio di imprese per i crediti di lavoro vantati dai dipendenti delle imprese mandatarie e consorziate nell’ambito di appalti pubblici.
Tribunale di Messina, 4 ottobre 2025
[A] Sulla necessità per la mandataria di A.T.I., ai fini della legittimazione a rappresentare le mandanti in giudizio, di spendere il nome delle mandanti. [B] Sulla possibilità dei contraenti di un contratto d’appalto pubblico, sia nella vigenza del d.lgs. 163/2006 che del d.lgs. 50/2016, di derogare alla disciplina della revisione dei prezzi di cui all’art. 1664 c.c. anche pattuendo l’invariabilità del corrispettivo a fronte di eventi sopravvenuti ed imprevedibili. [C] Sui criteri interpretativi che il giudice deve utilizzare per valutare se le parti di un contratto d’appalto pubblico abbiano inteso o meno escludere la revisione dei prezzi. [D] Sull’(im)possibilità per l’appaltatore, in un appalto a corpo, di invocare la revisione dei prezzi ai sensi dell’art. 1664 c.c.. [E] Sulla (non) vessatorietà, ai sensi dell’art. 1341, co. 2 c.c., della clausola di un contratto d’appalto pubblico che preveda che il corrispettivo all’appaltatore sia da ritenersi invariabile ed indipendente dall’importo dei lavori.
Tribunale di Livorno, 7 ottobre 2025
Sulla (im)possibilità di sospendere il contratto d’appalto pubblico per le conseguenze di un’emergenza - nel caso di specie pandemica - ove esso sia stato stipulato mentre la medesima era in corso.