Tribunale di Palermo, 8 febbraio 2024
[A] Sulla responsabilità del committente pubblico ove, a causa del ritardo nell'erogazione del finanziamento da parte di un ente finanziatore, vi sia ritardo nel pagamento dei corrispettivi all’appaltatore. [B] Sulla necessità o meno che sia ricompreso tra le spese processuali del soccombente il pagamento dell’IVA dell’onorario del difensore della parte vittoriosa anche ove quest’ultima possa portare in detrazione l’IVA.
Corte d’Appello di Bologna, 9 febbraio 2024
[A] Sul momento in cui sorge, in capo all’appaltatore, il diritto al pagamento del prezzo per i lavori realizzati in esecuzione di un contratto d’appalto e sulla distinzione tra consegna dell’opera ed accettazione della medesima. [B] Sull’idoneità o meno dei pagamenti in acconto, effettuati dal committente sulla base dell’avanzamento dei lavori, a costituire accettazione tacita dell’opera e sull’(in)idoneità dei SAL a provare l’accettazione dei lavori in tema di appalto. [C] Sull’idoneità o meno del collaudo ad integrare accettazione dell’opera anche con riguardo agli appalti di opere pubbliche. [D] Sulla distinzione tra verifica, collaudo ed accettazione dell’opera in tema di appalto. [E] Sull’inidoneità dei SAL a comprovare la corretta esecuzione delle opere.
Tribunale di Siracusa, 22 gennaio 2024
[A] Sui requisiti che le imprese superstiti devono possedere ai fini della validità della modifica soggettiva dell’A.T.I. intervenuta nel corso dell’esecuzione di un appalto pubblico. [B] Sul caso in cui, in ipotesi di sospensione dei lavori ex art. 30 del d.p.r. 1063/1962, l’appaltatore ha diritto alla rifusione dei maggiori oneri derivanti dal prolungamento della sospensione oltre i termini di cui al predetto art. 30 e sulla (ir)rilevanza delle ragioni della sospensione ai fini del riconoscimento del suddetto ristoro.
Tribunale di Spoleto, 22 gennaio 2024
[A] Sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo nelle procedure di evidenza pubblica, con particolare riguardo alla fase successiva alla stipulazione del contratto pubblico. [B] Sugli elementi sulla base dei quali si determina il riparto di giurisdizione: prospettazione delle parti o petitum sostanziale? [C] Sulla distinzione tra carenza di legittimazione ad agire e titolarità attiva o passiva del rapporto. [D] Sul rapporto che sorge tra il dipendente pubblico, che abbia stipulato un contratto in violazione delle regole di contabilità pubblica, ed il contraente privato e sulla (im)possibilità per il privato che abbia eseguito prestazioni a favore della p.a. di agire nei confronti di quest’ultima per indebito arricchimento. [E] Sul diritto del dipendente pubblico, che abbia stipulato con un privato un contratto d’appalto in violazione delle regole di contabilità pubblica e che sia stato da questi convenuto per il pagamento dei lavori eseguiti, di agire nei confronti della p.a. per indebito arricchimento. [F] Sulla possibilità di dedurre per la prima volta in appello l’inoperatività di una polizza assicurativa. [G] Sul caso in cui, in tema di giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l’opposto può proporre domande nuove rispetto a quelle contenute nel ricorso monitorio pur non avendo l’opponente proposto domande o eccezioni riconvenzionali.
Tribunale di Napoli, 9 febbraio 2024
[A] Sui presupposti richiesti ai fini della valida rescissione del contratto d’appalto pubblico da parte della p.a. ai sensi dell’art. 340 della l. 2248/1865, all. F. [B] Sulla natura di mutatio libelli della deduzione, operata nel corso del giudizio, di un fatto diverso da quello originariamente posto alla base della domanda di risoluzione contrattuale per inadempimento. [C] Sul soggetto che è tenuto al pagamento, a favore dell’appaltatore, dei lavori realizzati extra contratto in assenza di perizia di variante in materia di appalti pubblici. [D] Sul soggetto nei cui confronti si instaura il rapporto obbligatorio con la p.a. ove siano realizzati dei lavori in mancanza di un valido impegno contabile o di successiva regolarizzazione ex art. 194 d.lgs. 247/2000.
Tribunale di Avellino, 24 gennaio 2024
[A] Sulle caratteristiche, composizione e natura giuridica dell’A.T.I. e sulla differente ripartizione della responsabilità tra mandanti e mandataria nei confronti della stazione appaltante, dei subappaltatori e dei fornitori nei casi di A.T.I. orizzontale ed A.T.I. verticale. [B] Sugli elementi che devono essere indicati negli atti di gara ai fini dell’ammissione alla medesima di un’A.T.I. verticale. [C] Sulla (in)derogabilità alla responsabilità solidale delle imprese consorziate nei confronti della stazione appaltante, dei subappaltatori e dei fornitori nell’ambito dell’esecuzione di appalti pubblici, anche ove le imprese appaltatrici siano parte di una società consortile di capitali.
Corte d’Appello di Milano, 19 gennaio 2024
[A] Sull’obbligo di specificità delle riserve e sui limiti del quantum che può essere richiesto in giudizio in ragione delle riserve apposte. [B] Sulle conseguenze per l’appaltatore, in punto di responsabilità per le carenze progettuali e strutturali di un’opera pubblica, della dichiarazione resa ai sensi dell’art. 1 del d.p.r. 1063/1962 di aver esaminato la situazione dei luoghi e averne valutato i riflessi sull’esecuzione dell’opera.
Tribunale di Roma, 8 gennaio 2024
Sulla (in)applicabilità dell’istituto del pagamento diretto del subappaltatore ai sensi dell’art. 118, co. 3 del d.lgs. 163/2006 nel caso in cui venga dichiarato il fallimento dell’appaltatore.
Tribunale di Napoli, 8 gennaio 2024
[A] Sull’(im)possibilità di presentare domande nuove o prospettare questioni nuove in sede di comparsa conclusionale in materia di appalti pubblici. [B] Sulla data a partire dalla quale agli appalti di lavori pubblici si applica il d.lgs. 231/2002 in materia di termini di pagamento ed interessi moratori e sulla normativa applicabile agli appalti stipulati in precedenza. [C] Sulla (non) necessità di una specifica riserva concernente gli interessi moratori dovuti per il ritardato pagamento da parte della stazione appaltante in tema di appalto di opere pubbliche. [D] Sull’(in)applicabilità del termine quinquennale di prescrizione di cui al n. 4 dell’art. 2948 c.c. agli interessi dovuti per il tardivo pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore in relazione ad un appalto pubblico. [E] Sulla (non) coincidenza tra le erogazioni individuate dall’art. 67, co. 1, lett. g) del d.lgs. 159/2011 che la p.a. non può conferire all’impresa colpita da interdittiva antimafia ed i corrispettivi dovuti all’appaltatore per i lavori eseguiti in relazione ad un appalto pubblico. [F] Sull’onere dell’appaltatore di provare i danni subiti per il ritardo nell’esecuzione del collaudo da parte della stazione appaltante in materia di appalti pubblici.
Tribunale di Bari, 30 gennaio 2024
[A] Sugli effetti, in tema di giudicato, della pronuncia “in rito” in tema di appalti pubblici. [B] Sulla (im)possibilità di ritenere estinto il rapporto di rappresentanza in caso di cancellazione della capogruppo di un’A.T.I. dal registro delle imprese. [C] Sul rapporto di credito-debito che, nella vigenza del d.p.r. 554/1999, sorge tra le mandanti e la mandataria che abbia riscosso le somme dovute dalla p.a. per i corrispettivi di un appalto pubblico in tema di A.T.I.. [D] Sul quantum dovuto, in assenza di diversa previsione pattizia, alle mandatarie a titolo di quota del corrispettivo per i lavori eseguiti in relazione ad un appalto pubblico. [E] Sulla differente natura giuridica della disciplina della responsabilità per quote delle imprese in A.T.I. rispetto alla disciplina del diritto al corrispettivo per quote di lavori eseguiti dalle medesime imprese in tema di appalti pubblici.
Tribunale di Avellino, 1 febbraio 2024
Sull’applicabilità alle società a partecipazione pubblica del regime della responsabilità solidale del committente per i trattamenti retributivi, previdenziali ed assicurativi dovuti dall’appaltatore ai lavoratori in relazione al lavoro prestato per l’esecuzione di un contratto d’appalto ai sensi dell’art. 29, co.2 del d.lgs. 276/2003.
Corte d’Appello di Torino, 11 gennaio 2024
[A] Sulle modalità con cui l’appaltatore di opere pubbliche è tenuto a richiedere i maggiori compensi o rimborsi pretesi in misura maggiore rispetto al prezzo contrattualmente pattuito con la stazione appaltante. [B] Sull’applicabilità ad A.N.A.S. s.p.a. della disciplina dei contratti di appalto pubblici. [C] Sul momento in cui sorge l’obbligo, in capo all’appaltatore, di inserire una riserva nella contabilità in relazione ai fatti produttivi di danno continuativo.
Corte d’Appello di Roma, 5 gennaio 2024
[A] Sulle conseguenze del fallimento dell’impresa mandante e/o dell’impresa mandataria nei rapporti interni di un’A.T.I. costituita per appalti di opere pubbliche e sulla (in)efficacia nei confronti del fallimento dei pagamenti eseguiti dalla p.a. committente alla mandataria di A.T.I. che li abbia ricevuti in nome e per conto di un’impresa mandante che sia stata dichiarata fallita prima dei predetti pagamenti. [B] Sulla forma e sull’applicabilità dei termini di cui all’art. 167 c.p.c. alla domanda formulata da un convenuto nei confronti di un altro convenuto. [C] Sulla scindibilità, ai fini dell’attribuzione della competenza al g.o. o ad un arbitro, di una pluralità di domande connesse con particolare riguardo al caso in cui l’eccezione di incompetenza proposta da una parte riguardi una o più specifiche domande.
Tribunale di Avellino, 23 gennaio 2024
[A] Premesso l’inquadramento giuridico dell’istituto dell’anticipazione del prezzo negli appalti pubblici, sull’obbligatorietà dell’anticipazione del 20% del prezzo degli appalti pubblici e sulla (non) obbligatorietà della maggiorazione dal 20% al 30% dell’anticipazione del prezzo prevista dall’art. 207 del Decreto Rilancio. [B] Sulle modalità con cui la p.a. può validamente contratti con i terzi.
Tribunale di Ancona, 26 gennaio 2024
[A] Sull’obbligo del Giudice di tenere conto delle difese proposte dal contraente di un contratto d’appalto nei cui confronti sia stata richiesta la risoluzione per inadempimento, anche in mancanza di una formale eccezione ai sensi dell’art. 1460 c.c. [B] Sugli elementi rilevanti ai fini della valutazione della gravità dell’inadempimento idonea a legittimare la risoluzione dei contratti d’appalto e, in generale, dei contratti a prestazioni corrispettive.
Tribunale di Viterbo, 23 gennaio 2024
[A] Sulla (im)possibilità di concludere per facta concludentia o di rinnovare tacitamente un contratto con la p.a.. [B] Sulla ratio del co. 2 dell’art. 6 della l. 537/1993 in tema di tacito rinnovo dei contratti pubblici. [C] Sull’unico caso in cui è consentita la proroga dei contratti pubblici senza il previo esperimento di procedure di evidenza pubblica. [D] Sull’obbligazione che sorge tra il dipendente pubblico, che abbia stipulato un contratto oralmente o in violazione delle regole di contabilità pubblica, ed il contraente privato, sulla (im)possibilità per il privato, che abbia eseguito prestazioni a favore della p.a. in esecuzione della predetta obbligazione, di agire nei confronti di quest’ultima per indebito arricchimento e sulle modalità con cui l’Ente può validamente riconoscere il debito derivante da siffatta obbligazione come debito fuori bilancio.
Tribunale di Rieti, 15 gennaio 2024
[A] Sul riparto dell’onere probatorio tra creditore e debitore in materia di adempimento delle obbligazioni, con particolare riguardo al caso in cui venga sollevata eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c.. [B] Sulla facoltà della p.a. di risolvere unilateralmente i contratti d’appalto pubblico. [C] Sull’(in)applicabilità agli appalti pubblici sotto-soglia dei commi 3 e 4 dell’art. 108 del d.lgs. 50/2016 ove le predette disposizioni non vengano espressamente e specificamente richiamate in sede di lex specialis.
Corte d’Appello di Bologna, 15 gennaio 2024
[A] Sull’(in)applicabilità della disciplina delle riserve, e più in generale delle disposizioni pubblicistiche applicabili all’appalto di opere pubbliche, al contratto di subappalto stipulato dall’appaltatore di un’opera pubblica. [B] Sulla distinzione tra progetto esecutivo e progetto costruttivo di cantiere e sul contenuto di quest’ultimo in tema di appalti pubblici.
Corte d’Appello di Ancona, 16 gennaio 2024
[A] Sui termini e sulle modalità con cui l’appaltatore di opere pubbliche è tenuto ad iscrivere le riserve e sul soggetto su cui, a fronte dell’eccezione di decadenza proposta dalla p.a. committente, ricade l’onere di provare la tempestiva iscrizione delle riserve nella vigenza del d.m. 145/2000. [B] Sull’onere probatorio posto in capo alla parte che intenda avvalersi della prescrizione estintiva. [C] Sull’individuazione degli atti contabili idonei a ricevere l’iscrizione delle riserve da parte dell’appaltatore in materia di appalti pubblici. [D] Sui casi in cui, ai fini della decorrenza dei termini di apposizione delle riserve da parte dell’appaltatore, trova applicazione il principio della sufficiente consapevolezza del fatto oggetto di possibile riserva e sui casi in cui trova invece applicazione il principio della continua e costante evidenza della spesa pubblica, con particolare riguardo al caso in cui la p.a. committente conosca il pregiudizio allegato dall’appaltatore o ne sia stata resa edotta con mezzi diversi dalla formale riserva.
Tribunale di Livorno, 18 gennaio 2024
[A] Sull’onere dell’appaltatore di iscrivere apposita riserva per i fatti suscettibili di incrementare i costi di un appalto pubblico e di provare in giudizio i fatti che costituiscono il fondamento delle riserve apposte. [B] Sulla facoltà del giudice di procedere ad una liquidazione in via equitativa del danno cagionato dal direttore dei lavori e dall’appaltatore in conseguenza dei difetti dell’opera realizzata.
Tribunale di Campobasso, 16 gennaio 2024
[A] Sui presupposti e sui criteri di imputazione della responsabilità della stazione appaltante e dell’appaltatore per i danni cagionati ai terzi nell’esecuzione di un appalto di opere pubbliche, con particolare riguardo alla natura oggettiva della responsabilità dell’ente pubblico appaltante e della responsabilità solidale nei confronti dei terzi danneggiati. [B] Sull’(im)possibilità di qualificare abbondanti piogge cadute su un cantiere come caso fortuito idoneo a recidere il nesso eziologico tra l’evento ed i danni cagionati a terzi nell’esecuzione di un appalto.
Tribunale di Brindisi, 17 gennaio 2024
[A] Sugli elementi costitutivi dell’azione di indebito arricchimento, con particolare riguardo al caso in cui questo sia stato ottenuto a fronte di un valido titolo o di un obbligo di legge. [B] Sull’obbligo della stazione appaltante, nella vigenza del d.p.r. 207/2010, di versare la retribuzione ed i contributi previdenziali ai lavoratori in caso di omissione dell’appaltatore e sulla responsabilità solidale della p.a. e dell’impresa nei confronti dei lavoratori.