Corte d’Appello di Napoli, 16 aprile 2024
[A] Sui documenti su cui l’appaltatore è tenuto ad apporre la riserva relativa ai danni subiti per un illegittimo ordine di sospensione dei lavori da parte della p.a. committente nelle differenti ipotesi in cui l’illegittimità della sospensione sia originaria o emerga in un momento successivo all’adozione del provvedimento. [B] Sulla (non) necessità dell’iscrizione di una specifica riserva per la voce di credito relativa agli interessi moratori in tema di appalto di opere pubbliche.
Corte d’Appello di Ancona, 18 aprile 2024
[A] Sulla (im)mutabilità della composizione soggettiva dell’A.T.I., sul rapporto giuridico vigente tra capogruppo ed associate in A.T.I. e sulla gestione fiscale e contabile dei servizi o delle opere fornite dall’ATI nei differenti casi in cui esse siano frazionabili ed eseguibili autonomamente dalle singole associate o indivisibili ed indistinte poiché le imprese raggruppate si organizzano in A.T.I. orizzontale. [B] Sulla (im)possibilità, in caso di riforma della sentenza di condanna al pagamento di somme in favore della mandataria di un’A.T.I., di evocare in proprio la predetta mandataria nel successivo giudizio instaurato dal solvens per la ripetizione dell’indebito
Tribunale di Venezia, 15 aprile 2023
[A] Sui termini entro cui deve essere dedotta l’inefficacia sopravvenuta delle clausole compromissorie relative a contratti pubblici per mancata preventiva autorizzazione da parte dell’organo di governo dell’amministrazione stipulate in epoca anteriore all’entrata in vigore dell’art. 1, co. 19 della l. 190/2012. [B] Sull’inefficacia sopravvenuta delle clausole compromissorie relative a contratti pubblici per mancata preventiva autorizzazione da parte dell’organo di governo dell’amministrazione anche se stipulate antecedentemente all’entrata in vigore della l. 190/2012.
Tribunale di Teramo, 29 aprile 2024
[A] Sulla (im)possibilità di stipulare un contratto pubblico mediante manifestazione di volontà o comportamenti concludenti o meramente attuativi, in assenza di forma scritta. [B] Sulla diversa natura della revoca dell’aggiudicazione e del recesso dal contratto d’appalto pubblico e sui differenti momenti in cui la p.a. può ricorrere ai predetti istituti. [C] Premessa la configurabilità della responsabilità precontrattuale della p.a. in tema di affidamento di appalti pubblici, sulla responsabilità della p.a. nel caso in cui la medesima chieda all’impresa aggiudicataria di eseguire anticipatamente il contratto d’appalto pubblico, ma, successivamente, proceda alla revoca dell’aggiudicazione e sui limiti entro cui al privato può essere riconosciuto il risarcimento per il danno subito dalla suddetta revoca anche in ragione della perdita di chances. [D] Sulle voci di danno che devono essere riconosciute al privato a titolo di lucro cessante in caso di responsabilità precontrattuale della p.a. in materia di appalti pubblici, con particolare riguardo al danno curricurale ed all’onere della prova circa la sussistenza del danno.
Tribunale di Palermo, 3 maggio 2024
[A] Sull’evoluzione dei principi generali concernenti la variabilità del corrispettivo degli appalti pubblici a partire dalla l. 2248/1865 e sino al d.lgs. 36/2023. [B] Sui casi in cui sussiste la giurisdizione del giudice ordinario in materia di annullamento o disapplicazione di penale contenuta in un contratto d’appalto pubblico. [C] Sulla (im)possibilità per la p.a. committente di richiedere all’appaltatore il rispetto del termine di consegna previsto da un contratto d’appalto pubblico e di pretendere l’eventuale penale per il ritardo ove nel corso dell’esecuzione sia stato mutato l’originario piano dei lavori. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di ottenere la rettifica delle condizioni di un contratto d’appalto in caso di eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione e sui rimedi civilistici in tal caso previsti a favore del medesimo. [E] Sulla disciplina prevista dal d.lgs. 163/2006 in materia di invarianza dei corrispettivi di un appalto pubblico e sui meccanismi di deroga previsti. [F] Sull’applicabilità dell’art. 1664 c.c., in tema di onerosità o difficoltà sopravvenuta dell’esecuzione di un appalto, agli appalti pubblici con particolare riguardo al diritto dell’appaltatore ad un equo compenso per le difficoltà derivanti da cause geologiche, idriche e simili. [G] Premesso l’onere dell’appaltatore di effettuare approfondimenti geognostici sull’area in cui dovranno essere eseguiti i lavori, sul diritto al compenso a favore del medesimo ove le informazioni geologiche contenute nei progetti definitivi posti a base di gara dalla p.a., e sulla base dei quali l’impresa aggiudicatrice ha formulato la propria offerta, si rivelino successivamente incorretti.
Corte d’Appello di Milano, 24 aprile 2024
Premessa la disamina dei termini entro cui, nella vigenza del d.m. 145/2000, la stazione appaltante è tenuta ad esaminare e valutare le riserve apposte dall’appaltatore e l’appaltatore a proporre le eventuali domande in giudizio volte a far valere le proprie pretese, sul momento da cui decorre il termine di 60 giorni previsto dall’art. 33 del d.m. 145/2000 per la proposizione dell’azione giudiziale da parte dell’appaltatore e sull’onere dell’appaltatore di impugnare la determinazione finale con cui la stazione appaltante abbia definito le riserve.
Tribunale di Teramo, 26 aprile 2024
[A] Premessa la natura giuridica delle società in house, sulla (in)applicabilità ad esse delle regole della concorrenza concernenti gli appalti pubblici e gli affidamenti dei pubblici servizi alla luce della giurisprudenza comunitaria. [B] Sulla nullità dei contratti stipulati iure privatorum dalla p.a. in assenza di forma scritta e sulla (im)possibilità di sanare i predetti contratti mediante fatti concludenti o comportamenti attuativi del rapporto. [C] Sulla ratio giuridica dell’obbligo di forma scritta ad substantiam dei contratti stipulati dalla p.a.. [D] Sulla configurazione, sui casi e sui limiti entro cui la p.a. può ricorrere agli acquisti in economia nella vigenza del d.lgs. 163/2006.
Tribunale di Salerno, 24 aprile 2024
[A] Sulla facoltà dell’appaltatore di invocare dinanzi al giudice ordinario la risoluzione del contratto d’appalto pubblico in base alle regole generali dettate per l’inadempimento contrattuale, pur in presenza di un successivo provvedimento della p.a. committente di rescissione del contratto d’appalto pubblico, e sui limiti entro cui il giudice ordinario può valutare la legittimità della suddetta rescissione. [B] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore, in caso di inadempimento della stazione appaltante pubblica all’obbligo di tempestiva consegna dei lavori, di ricorrere ai rimedi ordinari previsti per l’inadempimento delle obbligazioni e sul diverso rimedio configurato in tal caso a favore dell’appaltatore dal d.p.r. 1963/1962 e dai successivi d.p.r. n. 554/1999 e d.p.r. n. 207/2010, anche ai fini del diritto al compenso per i maggiori oneri sopportati a causa del ritardo. [C] Sulle conseguenze dell’abbandono del cantiere da parte dell’appaltatore ove quest’ultimo, in caso di inadempimento della stazione appaltante all’obbligo di tempestiva consegna dei lavori, non abbia previamente esercitato il diritto di recesso in tema di appalti pubblici. [D] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore di far valere le riserve regolarmente apposte in caso di risoluzione del contratto d’appalto pubblico disposta dalla stazione appaltante per inadempimento dell’impresa appaltatrice. [E] Sul diritto dell’appaltatore, nella vigenza del d.lgs. 163/2006, di ricevere il corrispettivo per i lavori eseguiti in caso di consegna parziale o inadeguata dei lavori da parte della p.a. committente pur in mancanza di una previa istanza di recesso e pur in presenza della domanda di risoluzione del contratto da parte della stazione appaltante.
Tribunale di Roma, 12 aprile 2024
[A] Sugli atti, anche differenti dal registro di contabilità, sui quali l’appaltatore può iscrivere le riserve e sul momento a partire dal quale decorre il termine, a pena di decadenza, per l’iscrizione delle predette riserve anche nel caso in cui non sia ancora noto il quantum della pretesa. [B] Sulle conseguenze del ritardo nel collaudo da parte della stazione appaltante e sulle facoltà poste in capo all’appaltatore che intenda richiedere il pagamento del prezzo dell’appalto pubblico ed il risarcimento dei maggiori oneri sostenuti. [C] Sulla disciplina ad hoc concernente la quantificazione degli interessi dovuti in caso di ritardo nei pagamenti degli appalti pubblici nella vigenza degli artt. 143 e 144 del d.p.r. 207/2010. [D] Sul momento da cui decorrono gli interessi al tasso legale per le riserve apposte dall’appaltatore in relazione ad un appalto pubblico.
Tribunale di Firenze, 12 aprile 2024
[A] Premessa la disamina degli interventi realizzati dal legislatore in tema di compensanzione e revisione dei prezzi dei contratti d’appalto pubblici a partire dal 2021, a seguito dell’aumento dei prezzi derivante dal periodo pandemico e dal conflitto in Ucraina, sull’obbligatorietà dell’inserimento della clausola di revisione dei prezzi nei bandi di gara e nei contratti e sulle conseguenza della della mancata previsione della predetta clausola. [B] Sulla situazione giuridica soggettiva dell’appaltatore con riferimento all’an ed al quantum della pretesa di revisione del prezzo di un appalto pubblico: interesse legittimo o diritto soggettivo? [C] Sui limiti e sull’onere probatorio posto in capo alla p.a. committente che intenda incamerare l'importo ricevuto in numerario o procedere alla vendita dei titoli o escutere la fideiussione prestata dall’appaltatore in tema di appalti pubblici.
Corte d’Appello di Napoli, 27 marzo 2024
Sull’inquadramento del contratto con cui la p.a. conferisce ad un privato il potere di sfruttamento di una cava di proprietà pubblica: concessione, con conseguente applicazione delle norme dell’evidenza pubblica, ovvero affitto/locazione, con conseguente applicazione delle norme di diritto privato
Tribunale di Savona, 8 aprile 2024
[A] Sulla necessità che le riserve apposte dall’appaltatore in relazione ad un appalto pubblico siano specifiche e sulle modalità con cui le riserve devono essere esplicitate ove manchi il registro di contabilità. [B] Premessa la disamina dei contrastanti orientamenti giurisprudenziali in materia, sui presupposti necessari ai fini dell’escussione della garanzia definitiva prestata dall’appaltatore in relazione ad un contratto d’appalto pubblico con particolare riguardo al caso in cui sia stata pattuita la clausola “entro il termine di 15 giorni dal ricevimento della semplice richiesta scritta” . [C] Sulla (im)possibilità per la p.a. committente di chiedere il risarcimento dei costi della procedura di riaffidamento, conseguente alla risoluzione di un contratto d’appalto pubblico per inadempimento dell’appaltatore, prima dell’effettiva stipula del nuovo contratto d’appalto con una diversa impresa.
Tribunale di Firenze, 9 aprile 2024
[A] Premessa la ratio dell’istituto delle riserve negli appalti pubblici, sull’onere dell’appaltatore di apporre specifica riserva anche nel caso in cui la pretesa fatta valere sia nota all’amministrazione committente. [B] Sulla diligenza che l’appaltatore è tenuto ad osservare ai fini della valutazione circa il momento in cui devono essere apposte le riserve e sulla finalità pubblicistica delle disposizioni che impongono la tempestività delle riserve stesse.
Tribunale di Brindisi, 15 aprile 2024
Sul potere del giudice ordinario di accertare la sussistenza delle condizioni di legittimità della risoluzione di un contratto d’appalto di opere pubbliche effettuata da parte della p.a. committente mediante atto amministrativo ai sensi dell’art. 108 del d.lgs. 50/2016.
Tribunale di Agrigento, 28 aprile 2024
[A] Premessa la disciplina ed i presupposti per la dichiarazione di regolarità contributiva contenuta nel d.m. 27/2010 e nel d.m. 30/1/2015, sulla interpretazione della nozione di “regolarità contributiva” e sugli elementi rilevanti ai fini della valutazione circa la sussistenza della medesima, con particolare riguardo alle ipotesi in cui la presenza di un inadempimento non è d'ostacolo al rilascio del DURC, alla luce degli orientamenti della giurisprudenza di legittimità. [B] Sulle conseguenze, con riguardo al rilascio del documento di regolarità contributiva, del ritardo da parte delle imprese nella presentazione delle denunce contributive Uniemens.
Corte d’Appello di Caltanissetta, 12 marzo 2024
[A] Sull’onere dell’appaltatore, che abbia apposto tempestivamente riserva per i vizi progettuali di un’opera pubblica, di provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. [B] Sull’obbligo dell’appaltatore di controllare la validità tecnica del progetto fornito dal committente, con particolare riguardo alle caratteristiche geologiche del terreno sul quale l’opera pubblica deve essere realizzata, e sulla responsabilità dello stesso ove i lavori siano ritardati per le condizioni geologiche del terreno. [C] Sul diritto della stazione appaltante, nelle ipotesi tassativamente previste dal legislatore, di ottenere, ai medesimi patti, condizioni e prezzi previsti dal contratto d’appalto pubblico originario, una variazione dei lavori nel limite del 20% dell’importo contrattuale senza che l’appaltatore possa rifiutarsi di proseguire i lavori. [D] Sui presupposti oggettivi e soggettivi necessari ai fini della risoluzione del contratto d’appalto pubblico per i ritardi dell’appaltatore a mente dell’art. 136 del d.lgs. 163/2006. [E] Sulla (non) debenza all’appaltatore dell’indennità pari al 10% delle opere eseguite, prevista per il recesso, nel caso di esercizio da parte della stazione appaltante del diritto di risoluzione del contratto d’appalto pubblico. [F] Sull’(in)idoneità delle attestazioni del direttore dei lavori ad assumere valenza di prova documentale dei danni asseritamente subiti dalla stazione appaltante in tema di appalti pubblici.
Tribunale di Firenze, 8 aprile 2024
[A] Sugli elementi che la riserva deve contenere al fine di poter essere valutata come ammissibile. [B] Sul carattere autonomo della garanzia rilasciata dall’appaltatore alla stazione appaltante ai sensi dell’art. 103, co. 6, D. lgs. n. 50/2016 in conformità allo schema tipo di cui al D.M. n. 31 del 19.1.2018. [C] Sull’interpretazione della clausola di un contratto autonomo di garanzia in cui si fa riferimento al pagamento “a prima richiesta e senza eccezioni” e sulla possibilità di dedurre l’assenza di accessorietà della garanzia anche in assenza della suddetta clausola. [D] Sui limiti e sull’onere probatorio posto in capo alla p.a. committente che intenda incamerare l'importo ricevuto in numerario o procedere alla vendita dei titoli o escutere la fideiussione prestata dall’appaltatore in tema di appalti pubblici.
Tribunale di Como, 2 maggio 2024
[A] Sulle pretese dell’appaltatore che devono essere oggetto di riserva e sulle modalità e termini entro cui l’appaltatore è tenuto ad effettuare l’iscrizione delle riserve in materia di appalti pubblici. [B] Sulla rilevabilità in giudizio dell’eccezione di tardività della riserva, con particolare riguardo alla (ir)rilevanza dell’eventuale tempestiva formulazione dell’eccezione nella fase di istruzione preventiva. [C] Premessa la non debenza, neppure a titolo di indebito arricchimento, di somme a favore dell’appaltatore per l’esecuzione di variazioni unilaterali, non richieste o non autorizzate dalla p.a. committente, sulle specifiche condizioni al verificarsi delle quali l’appaltatore, in deroga al suddetto principio generale, ha diritto a compensi aggiuntivi per i lavori extracontratto realizzati unilateralmente. [D] Sull’applicabilità dell’art. 166, co. 1 del d.p.r. 207/2010 ai danni subiti dalle opere già realizzate dall’appaltatore e sulla (non) applicabilità dello stesso ai danni subiti dalle attrezzature o dai beni dell’appaltatore.
Tribunale di Trani, 1 maggio 2024
[A] Sulle pretese dell’appaltatore che devono essere oggetto di riserva, con particolare riguardo agli interessi moratori dovuti per il ritardo nel pagamento da parte della stazione appaltante in materia di appalti pubblici. [B] Sulla rilevabilità in giudizio della decadenza o della rinuncia alla riserva in materia di appalti pubblici. [C] Sulle voci di danno risarcibili all’impresa appaltatrice in caso di ritardo nell’emissione del certificato del collaudo da parte della stazione appaltante e sull’onere probatorio in tal caso posto in capo all’appaltatore. [D] Sull’applicabilità della rivalutazione monetaria e degli interessi compensativi alla somma dovuta dalla p.a. committente all’appaltatore per i danni cagionati dal prolungarsi della polizza fideiussoria stipulata per un contratto d’appalto pubblico e determinati dal ritardo nell’emissione del certificato del collaudo da parte della stazione appaltante, con particolare riguardo all’onere probatorio posto in capo all’appaltatore.
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, 27 marzo 2024
[A] Sulla responsabilità della stazione appaltante per il ritardo nel pagamento dei corrispettivi o per la riduzione del compenso dovuto all’appaltatore che siano causati dal ritardo o dalla incompleta erogazione di un finanziamento da parte di un altro ente pubblico. [B] Sulla natura e sulle principali fonti di finanziamento delle Comunità Montane.