Corte d’Appello di Bari, 25 marzo 2026
[A] Sulla sorte delle riserve e sui limiti entro cui assumono rilievo in caso di risoluzione di contratto d’appalto pubblico. [B] Sui limiti entro cui, nella vigenza del d.p.r. 207/2010, l’impresa aggiudicataria di un appalto integrato può introdurre modifiche al progetto definitivo, avuto riguardo anche alle proposte migliorative. [C] Sulla finalità delle riserve, sulle pretese che ne devono essere oggetto, su forma, tempi e modalità con cui devono essere esplicitate e riconfermate, sul contenuto di cui devono essere munite, sul soggetto su cui ricade l’onere di provarne la tempestività e su quello che è tenuto ad eccepirne espressamente la decadenza. [D] Se le voci di danno relative alle spese generali ed alla lesione dell’utile, il cui risarcimento in caso di illegittima sospensione dei lavori è previsto dal co. 2 dell’art. 160 del d.p.r. 207/2010, debbano essere risarcite a prescindere dalla prova. [E] Sul valore probatorio del giornale dei lavori.
Corte d’Appello di Napoli, 24 marzo 2026
[A] Sull’onere dell’appaltatore pubblico di iscrivere tempestivamente riserve per situazioni anche solo potenzialmente dannose, avuto particolare riguardo ai fatti continuativi. [B] Sull’onere dell’appaltatore pubblico di iscrivere le riserve per fatti insorti dopo il collaudo, avuto riguardo ai documenti su cui in tal caso devono essere esplicitate. [C] Sulla (im)possibilità per l’appaltatore pubblico di agire nei confronti della stazione appaltante ex art. 2041 c.c. per le pretese per le quali ha omesso l’iscrizione di tempestiva riserva.
Corte d’Appello di L’Aquila, 27 febbraio 2026
[A] Sulla (im)possibilità per stazione appaltante ed appaltatore, prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 36/2023, di invocare la risoluzione di un contratto d’appalto pubblico per eccessiva onerosità sopravvenuta, avuto riguardo all’(in)applicabilità dell’art. 1467 c.c. agli appalti pubblici. [B] Sulla (im)possibilità di dedurre il corretto adempimento dell’operatore economico ad un contratto pubblico dall’archiviazione dell’ANAC del procedimento di annotazione nel casellario informatico dei contratti pubblici.
Tribunale di Firenze, 26 marzo 2026
[A] Premessa la disamina dell’istituto della cooptazione e dei poteri del cooptato nell’ambito degli appalti pubblici nel susseguirsi dei codici dei contratti sino al vigente d.lgs. 36/2023, se il cooptato assuma una qualche forma di responsabilità nei confronti della stazione appaltante per i lavori da esso eseguiti. [B] Sulla dichiarazione, da allegare alla domanda di partecipazione ad una gara, che è necessaria ai fini dell’ammissibilità della cooptazione di un’impresa e sulle conseguenze della mancanza di siffatta dichiarazione.
Tribunale di Alessandria, 17 marzo 2026
[A] Sulla (im)possibilità di qualificare la delibera di un ente locale di riconoscimento di debiti fuori bilancio come ricognizione di debito o come atto idoneo a sanare la nullità di un contratto pubblico. [B] Su forma e modalità con cui devono essere perfezionati i contratti stipulati dalla p.a..
Corte d’Appello di Messina, 27 febbraio 2026
[A] Sulla validità del rapporto contrattuale instauratosi tra stazione appaltante ed appaltatore per mezzo di ordinanze contingibili ed urgenti aventi ad oggetto l’affidamento o la proroga di un appalto del servizio di raccolta rifiuti per ragioni di sicurezza ambientale ai sensi dell’art. 161 del d.lgs. 152/2006, anche in assenza di un contratto scritto. [B] Sulle modalità di determinazione del compenso dovuto all’appaltatore per le opere già realizzate in caso di parziale inadempimento del medesimo ad un contratto d’appalto a corpo.
Tribunale di L’Aquila, 5 marzo 2026
Sulla (in)compatibilità con l’ordinamento europeo delle norme nazionali che pongono limiti quantitativi al subappalto, nel caso di specie dell’art. 105, co. 2 del d.lgs. 50/2016 e dell’art. 1, co. 18 del d.l. 32/2019 conv. in l.55/2019.
Tribunale di Roma, 11 marzo 2026
[A] Sul riparto di giurisdizione tra g.o. e g.a. nella fase che intercorre tra l’aggiudicazione e la stipula del contratto pubblico, avuto riguardo alle controversie concernenti i lavori in via d’urgenza ed ai criteri rilevanti ai fini della distinzione tra diritto soggettivo ed interesse legittimo nella predetta fase. [B] Sul giudice competente in materia di risoluzione del rapporto instauratosi tra p.a. ed operatore economico dopo l’affidamento ma prima della stipula del contratto pubblico. [C] Sull’applicabilità dell’art. 108 del d.lgs. 50/2016 ai rapporti obbligatori insorti tra p.a. ed operatore economico prima della stipula del contratto d’appalto pubblico, avuto particolare riguardo al caso di consegna anticipata dei lavori. [D] Se i rimedi risolutori previsti dalle varie formulazioni del codice degli appalti siano esclusivi o se ed in che misura risulti applicabile agli appalti pubblici l’ordinaria disciplina codicistica in tema di risoluzione contrattuale.
Tribunale di Napoli, 4 marzo 2026
[A] Sulla (ir)rilevanza, ai fini dell’individuazione del valore di un appalto pubblico, del ribasso offerto in sede di gara. [B] Sui presupposti necessari affinché la stazione appaltante risponda dei maggiori oneri derivanti all’appaltatore dall’anomalo andamento di lavori pubblici: in particolare nel caso di rinvenimento di sottoservizi non segnalati.
Tribunale di Gorizia, 5 marzo 2026
Sulla (im)possibilità di ritenere integrato il requisito del periculum in mora nell’ipotesi in cui l’appaltatore agisca in via cautelare per la sospensione degli effetti della risoluzione di un contratto d’appalto pubblico in ragione dei danni che gli deriverebbero dalla comunicazione all’ANAC prevista dall’art. 222 del d.lgs. 36/2023 e sul giudice competente per le controversie afferenti all’annotazione nel casellario ANAC.
Tribunale di Foggia, 12 marzo 2026
[A] Se sia nullo o meno il contratto d’appalto di lavori pubblici finanziato da un ente pubblico terzo ove i lavori appaltati abbiano uno scopo diverso da quello prescritto dal finanziamento. [B] Se sia nullo o meno il contratto d’appalto di lavori pubblici per opere per cui l’appaltatore non abbia la categoria SOA. [C] Sulle norme ed i rimedi che l’appaltatore, in caso di sospensione di lavori nella vigenza del d.p.r. 207/2010, è tenuto ad attivare ove intenda liberarsi da un contratto d’appalto pubblico nelle diverse ipotesi in cui la sospensione sia legittima o, pur inizialmente legittima, si protragga illegittimamente. [D] Se le dichiarazioni inserite nei verbali di sospensione di lavori pubblici, con le quali l’impresa dichiari di non avere nulla a pretendere per il periodo di fermo dei lavori, precludano la successiva proposizione di pretese risarcitorie anche in caso di illegittimità od eccessiva durata della sospensione. [E] Premessi i presupposti per il riconoscimento del danno d’immagine all’appaltatore nell’ambito degli appalti pubblici, sulla (im)possibilità di riconoscerlo in caso di illegittima sospensione dei lavori.