[A] Sulla (in)sussistenza, nell’ambito di appalti di lavori pubblici su beni culturali, di un obbligo di nominare direttore dei lavori un dipendente della locale soprintendenza. [B] Sulle conseguenze, in punto di validità o invalidità del conto finale e del collaudo nell’ambito di appalti pubblici, della violazione dei termini per la redazione degli stessi previsti nel caso di specie rispettivamente dall’art. 200 del d.p.r. 207/2010 e dall’art. 141 del d.lgs. 163/2006. [C] Premesso l’atto che implica accettazione dell’opera pubblica da parte della stazione appaltante, sulla facoltà di quest’ultima di chiedere all’appaltatore di eseguire le ulteriori lavorazioni necessarie all’esatta esecuzione delle opere dopo l’emissione del certificato di ultimazione dei lavori. [D] Sulla forma con cui devono essere redatti i contratti pubblici avuto particolare riguardo alle transazioni. [E] Sulla rilevabilità in giudizio della decadenza dell’appaltatore di opere pubbliche dal diritto di apporre riserve. [F] Sui danni di cui l’appaltatore di opere pubbliche può chiedere il risarcimento in caso di ritardo nel collaudo da parte della stazione appaltante.
Sulla gestione dei beni culturali ai sensi del D.lgs 42 del 2004, sui servizi aggiuntivi che devono essere affidati in concessione e sui servizi strumentali da assegnarsi in appalto