Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2498-9916     Direttori:  Avv. Francesco Barchielli  e  Avv. Claudio Bargellini
CODICE CIVILE. Art. 2222 (Contratto d'opera)
Corte d’Appello di Perugia, 30 ottobre 2020
Sugli effetti delle delibere di enti pubblici locali che conferiscano mandati professionali in difetto dei requisiti, previsti dall’art.284 r.d. 383/1934, e cioè dell’indicazione del compenso e dei mezzi per farvi fronte
Corte d’Appello di Catania, 7 novembre 2019
[A] Sui limiti alla possibilità per il Comune di riconoscere un debito fuori bilancio finalizzato a pagare quanto richiesto da un professionista per prestazioni rese a favore dell’ente prive della necessaria copertura, ai sensi degli artt. 194 e 243bis del TUEL. [B] Sulla forma necessaria per la validità del contratto tra Ente pubblico e professionista e sulla rilevanza delle determinazioni e/o deliberazioni dell’ente presupposte al contratto d’opera
Tribunale di Roma, 1 giugno 2017
[A] Sulla natura e sulla disciplina del contratto d’opera tra committente e Direttore dei Lavori. [B] Sulla natura di obbligazione di mezzi o di risultato della obbligazione a carico del professionista incaricato dalla committenza e sulle conseguenti responsabilità. [C] Sulla diversa disciplina tra contratto d’opera intellettuale e contratto d’opera manuale. [D] Sulle competenze del direttore dei lavori necessarie per l’accettazione di un incarico.
Tribunale di Avellino, 14 febbraio 2017
[A] Sulla legittimità o meno della clausola contrattuale con cui il pagamento del corrispettivo del professionista incaricato viene condizionato all'ottenimento da parte della Stazione Appaltante del finanziamento per l'opera progettata. [B] Sulla maturazione degli interessi per ritardato pagamento nell’ipotesi in cui il corrispettivo venga condizionato all'ottenimento da parte della Stazione Appaltante del finanziamento per l'opera progettata
Lodo Arbitrale, 6 agosto 2013
[A] Sulla responsabilità della Stazione Appaltante per violazione degli obblighi di buona fede, di cui all'art. 1375 c.c., e sulla possibilità di configurare tale responsabilità per la mancata attivazione da parte dell'Amministrazione finalizzata al verificarsi della condizione sospensiva prevista nel contratto. [B] Sul risarcimento dovuto in caso di violazione degli obblighi di buona fede e correttezza nell'esecuzione del contratto. [C] Sul termine di prescrizione per esercitare l'azione di responsabilità nei confronti del Progettista per difformità e vizi dell'opera. [D] Sull'onere della prova posto a carico delle parti nel caso in cui il compenso del progettista sia subordinato all'ottenimento del finanziamento dell'opera progettata da parte della Stazione Appaltante. [E] Sulla quantificazione del danno subito dal professionista nell'ipotesi in cui la realizzazione dell'opera oggetto del contratto non sia stata possibile per le mutate scelte della Stazione Appaltante
Lodo Arbitrale, 11 luglio 2013
[A] Sulle responsabilità dirette dei funzionari e dei dipendenti pubblici, nonché di quelle dell'ente, nei confronti del professionista incaricato, per l'indebito arricchimento conseguito dal Comune a seguito della stipulazione di un contratto nullo e sui termini delle rispettive azioni. [B] Sulla nullità o meno del contratto tra Comune e professionista sottoscritto dal Sindaco e non dal dirigente, il cui disciplinare è stato approvato con delibera di Giunta anziché da una determina dirigenziale. [C] Sulla interpretazione del contratto al fine di verificarne la nullità ai sensi dell'art. 1346 c.c. per indeterminatezza della prestazione oggetto del contratto e per indeterminatezza del compenso. [D] Sul diritto al compenso del progettista per le attività già compiute alla data del recesso disposto dalla Stazione Appaltante e sulla rilevanza o meno della intervenuta approvazione della progettazione preliminare
Lodo Arbitrale, 21 febbraio 2013
[A] Sulla necessità o meno, ai sensi dell'art. 810 c.p.c., di procedere alla nomina dell'arbitro a mezzo di atto notificato tramite ufficiale giudiziario e sulla nullità o meno dell'invio svolto con strumento diverso. [B] Sul momento da cui decorre la litispendenza del giudizio arbitrale. [C] Sulla qualificazione del contratto d'appalto come obbligazione di mezzi o di risultato e sulle conseguenze di tale classificazione. [D] Sulla disciplina della garanzia per i vizi dell'opera ai sensi degli artt. 1667 e 1668 cod. civ.. [E] Sui vizi riconducibili alla garanzia di cui all'art. 1667 cod. civ. e su quelli riconducibili alla diversa garanzia di cui all'art. 1669 cod. civ.. [F] Sulla sussistenza o meno di un onere a carico dell'Appaltatore e del direttore dei lavori di correggere preventivamente i difetti progettuali riscontrati, segnalandoli alla Stazione Appaltante e sulle conseguenze della omessa segnalazione. [G] Sulla natura e sui limiti alla responsabilità dell'appaltatore disciplinata dall'art. 1669 cod. civ.. [H] Sulla qualificazione della responsabilità di cui all'art. 1669 cod. civ. come "responsabilità aggravata" dell'appaltatore e sulle conseguenze riguardo all'onere della prova posto a carico delle parti. [I] Sulle ipotesi in cui i difetti dell'opera realizzata dall'appaltatore possono qualificarsi come "gravi difetti" e, quindi, possono rientrare nella responsabilità di cui all'art. 1669 cod. civ.. [L] Sulle ipotesi specifiche in cui la responsabilità dell'appaltatore di cui all'art. 1669 cod. civ. è da ritenersi esclusa. [M] Sulla idoneità o meno del procedimento per ATP attivato ai sensi dell'art. 696 c.p.c. e del procedimento arbitrale ad interrompere e sospendere la prescrizione di cui all'art. 1669 cod. civ.. [N] Sulla qualificazione dell'attività del progettista e sulla possibilità o meno di ricondurla nell'ambito dell'art. 2226 cod. civ. con le relative garanzie. [O] Sulla sussistenza o meno di una solidarietà tra appaltatore e progettista per i vizi dell'opera realizzata e sulla applicabilità della responsabilità di cui all'art. 1669 cod. civ. al progettista e al direttore lavori. [P] Sull'obbligo dell'Appaltatore di contestare le indicazioni errate del direttore dei lavori e sulle responsabilità di Appaltatore e direttore lavori verso il committente nel caso di istruzioni sbagliate del direttore dei lavori. [Q] Sulla applicazione o meno della rivalutazione monetaria sulle somme liquidate al committente a titolo di risarcimento del danno ai sensi dell'art. 1669 cod. civ.. [R] Sulla automaticità o meno dell'estinzione della polizza cauzionale stipulata dall'appaltatore a garanzia degli impegni assunti verso l'Amministrazione a seguito della approvazione del certificato di collaudo
Lodo Arbitrale, 8 febbraio 2013
[A] Sulla diversa disciplina del rapporto tra professionista e Pubblica Amministrazione rispetto al normale rapporto di prestazione d'opera intellettuale di cui all'art. 2230 e seg. cod. civ.. [B] Sulla necessità o meno della forma scritta nei contratti tra pubblica amministrazione e privati e sulle ragioni di tale scelta normativa anche alla luce quanto oggi stabilito dalla legge costituzionale 20 aprile 2012 n. 1 che, modificando tra l'altro l'articolo 97 Cost., impone il vincolo di bilancio. [C] Sugli orientamenti giurisprudenziali in merito alla forma del contratto tra Pubblica Amministrazione e professionista, sulla possibilità o meno di stipulare il contratto a distanza o per fatti concludenti. [D] Sulla possibilità o meno che il contratto tra P.A. e professionista possa essere modificato per fatti concludenti o a mezzo di delibera dell'organo collegiale dell'ente pubblico. [E] Sulla possibilità o meno che le richieste di rielaborazione del progetto possano rendere inoperante la clausola risolutiva espressa prevista nel contratto ex art. 1457 c.c. in ragione della tolleranza all'inadempimento mostrata dalla Stazione Appaltante. [F] Sulla opponibilità o meno della clausola risolutiva espressa redatta con riferimento alla violazione di tutte le obbligazioni contenute nel contratto e non riferita ad una specifica obbligazione
Lodo Arbitrale, 11 gennaio 2013
Sulla possibilità o meno di fare riferimento al criterio dell'equità, ex art. 1226 cod. civ., per la determinazione del corrispettivo spettante al professionista incaricato relaivamente a lavori ulteriori
Lodo Arbitrale, 24 settembre 2012
[A] Sulla possibilità o meno che la clausola compromissoria contenuta in un disciplinare di incarico possa ritenersi invalida e inefficace, in quanto non formalizzata nei modi inderogabilmente richiesti per le cc.dd. clausole vessatorie dall'art. 1341 c.c.. [B] Sulla ammissibilità o meno della CTU finalizzata a valutare il quantum del compenso professionale richiesto dal professionista incaricato e sui criteri considerati dal collegio per tale valutazione. [C] Sulla spettanza o meno della rivalutazione monetaria sui crediti per onorari del professionista e sull'onere della prova sul punto. [D] Sulla spettanza o meno degli interessi moratori ex d.lgs. n. 231 del 2002 sugli onorari del professionista e sulla decorrenza degli stessi
Lodo Arbitrale, 26 novembre 2010
[A] Sugli elementi che caratterizzano il contratto d’opera intellettuale tra la Stazione Appaltante e il progettista che esegua progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva. [B] Sull’onere della prova a carico della Stazione Appaltante per dimostrare l’inadempimento del progettista. [C] Sui limiti alla ammissibilità di una consulenza tecnica (CTU) finalizzata a dimostrare l’inesatto adempimento da parte del progettista. [D] Sul diritto o meno del progettista di ottenere anche il risarcimento del maggior danno ai sensi dell’art. 1224, 2° comma, c.c., e sull’onere della prova sul punto
Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, 8 aprile 2009
[A] Sulla differenza tra il contratto di appalto ed il contratto d’opera. [B] Sulla differenza tra l’appaltatore ed il lavoratore autonomo