Sul criterio a cui deve improntarsi il dovere di diligenza del committente nei confronti dell'appaltatore, con particolare riguardo al caso in cui vengano rinvenuti elementi imprevisti sul luogo in cui deve eseguirsi l'appalto nella vigenza del d.p.r. 554/1999 e del d.m. 145/2000.
Premassima
a) Sul criterio a cui deve improntarsi il dovere di diligenza del committente nei confronti dell'appaltatore, con particolare riguardo al caso in cui vengano rinvenuti elementi imprevisti sul luogo in cui deve eseguirsi l'appalto nella vigenza del d.p.r. 554/1999 e del d.m. 145/2000.
b) Sull'obbligo della p.a. committente di elaborare le varianti in corso d'opera necessarie all'ultimazione dei lavori e sulle conseguenze della mancata adozione delle predette varianti.
c) Sulla (im)possibilità per l'appaltatore, in caso di risoluzione di contratto d'appalto pubblico per inadempimento della stazione appaltante, di far ricorso alla previsione di cui all'art. 134 del d.lgs. 163/2003 che prevede il pagamento a suo favore del decimo delle opere non eseguite.
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