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Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici. ISSN 2499-071X Direttori: Avv. Francesco Barchielli e Avv. Claudio Bargellini
Corti di Appello Lavori extracontratuali CODICE CIVILE. Art. 2041 (Azione generale di arricchimento) D.Lgs. 267.2000 Art. 191 (Regole per l'assunzione di impegni e per l'effettuazione di spese) Riservato agli abbonati

Premessa la (im)possibilità, prevista dalla l. 109/1994 e prima dalla l. 2248/1965, di remunerare l'appaltatore per i lavori eseguiti in difformità da quanto stabilito in un contratto d'appalto pubblico, sui casi in cui sorge il diritto al compenso in capo all'appaltatore per i lavori eseguiti extra contratto in assenza di autorizzazione da parte della stazione appaltante.

Scarica il PDF Pubblicato il 12 novembre 2024

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Appalti & Riserve Rivista sull'esecuzione dei contratti pubblici · ISSN 2499-071X

Premessa la (im)possibilità, prevista dalla l. 109/1994 e prima dalla l. 2248/1965, di remunerare l'appaltatore per i lavori eseguiti in difformità da quanto stabilito in un contratto d'appalto pubblico, sui casi in cui sorge il diritto al compenso in capo all'appaltatore per i lavori eseguiti extra contratto in assenza di autorizzazione da parte della stazione appaltante.

Corte d'Appello di Napoli, 8 maggio 2024 · Avv. Claudio Bargellini · 12 novembre 2024

Premassima

a) Premessa la (im)possibilità, prevista dalla l. 109/1994 e prima dalla l. 2248/1965, di remunerare l'appaltatore per i lavori eseguiti in difformità da quanto stabilito in un contratto d'appalto pubblico, sui casi in cui sorge il diritto al compenso in capo all'appaltatore per i lavori eseguiti extra contratto in assenza di autorizzazione da parte della stazione appaltante.

b) Sulla (im)possibilità per l'appaltatore di agire direttamente per indebito arricchimento del committente ove sussista il titolo per agire nei confronti del direttore dei lavori e sulla possibilità per lo stesso appaltatore di agire per indebito arricchimento nei confronti del committente in via surrogatoria utendo iuribus del direttore dei lavori.

c) Sulla (non) necessità, in tema di azione di indebito arricchimento nei confronti della p.a., del previo riconoscimento dell'utilità da parte dell'Ente pubblico arricchito.

d) Premessa l'individuazione dei soggetti titolati a modificare nella fase dell'esecuzione i lavori stabiliti in un contratto d'appalto pubblico, sulla (im)possibilità di riconoscere il diritto al compenso per l'appaltatore che, nella vigenza della l. 109/1994, abbia eseguito le varianti in corso d'opera disposte dal direttore dei lavori al di fuori dei limiti previsti dall'art. 25, co. 3 della l. 109/1994.

e) Sulla responsabilità del direttore dei lavori che, pur non avendo ricevuto un formale incarico da parte del committente, si qualifichi come tale nei confronti dei terzi. [F] Sulla forma che devono rivestire i contratti d'opera professionale stipulati tra professionista e p.a., con particolare riguardo alla (ir)rilevanza della delibera con cui un organo dell'Ente abbia conferito l'incarico.

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Oggetto: Premessa la (im)possibilità, prevista dalla l. 109/1994 e prima dalla l. 2248/1965, di remunerare l'appaltatore per i lavori eseguiti in difformità da quanto stabilito in un contratto d'appalto pubblico, sui casi in cui sorge il diritto al compenso in capo all'appaltatore per i lavori eseguiti extra contratto in assenza di autorizzazione da parte della stazione appaltante.

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