Sulla necessità per l'attore appellante di evocare nel giudizio d'appello il terzo chiamato in garanzia dal convenuto.
Premassima
a) Sulla necessità per l'attore appellante di evocare nel giudizio d'appello il terzo chiamato in garanzia dal convenuto.
b) Sull'applicabilità dell'art. 129, co. 8 del d.p.r. 554/1999, oggi art. 157 del d.p.r. 207/2010, che esclude la possibilità per l'appaltatore di risolvere il contratto d'appalto pubblico con le modalità civilistiche, al caso della consegna parziale dei lavori e sulla ratio della norma.
c) Sull'onere probatorio posto in capo alla parte che domandi la risoluzione di un contratto d'appalto per inadempimento e sulla natura di mutatio libelli della modifica delle circostanze dell'inadempimento.
d) Sulla (im)possibilità per l'appaltatore di chiedere la risoluzione di un contratto d'appalto pubblico nel caso in cui risulti mancante la relazione geologica tra gli atti di gara.
e) Sugli effetti, con riferimento alla mancata rimozione da parte della stazione appaltante degli impedimenti e delle interferenze nelle areee consegnate all'appaltatore, della dichiarazione dell'impresa ex art. 1 del d.p.r. 1063/1992 con particolare riguardo alle linee elettriche, telefoniche, telegrafiche, agli acquedotti ed agli altri impedimenti non connessi o dipendenti dalla natura dei luoghi ma estranei ad essa od in essa occultati. [F] Sulla sorte delle riserve in caso di risoluzione di contratto d'appalto pubblico. [G] Sulla natura di condizione di procedibilità del tentativo di accordo bonario ex art. 240, co. 16 del d.lgs n. 163/2006 con riferimento alla domanda volta all'ottenimento delle somme oggetto di richiesta,
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