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Argomento: D.P.R. 207.2010. Art. 153 (Giorno e termine per la consegna). Art. 129 554.99
Lodo Arbitrale, ottobre 2013[A] Sul regime delle preclusioni processuali nel procedimento arbitrale. [B] Sui limiti alla responsabilità del danneggiato di cui all'art. 1227 cod. civ.. [C] Sul diritto al risarcimento del pregiudizio subito dall'Impresa in caso di consegna frazionata dei lavori in ragione delle disponibilità finanziarie della Stazione Appaltante. [D] Sul termine di prescrizione degli interessi (legali e moratori) sui ritardati pagamenti da parte della Stazione Appaltante. [E] Sul termine di prescrizione del diritto agli interessi per ritardata emissione dei certificati di pagamento e sulla decorrenza della prescrizione
Cassazione Civile, sez. I, marzo 2012Sulla possibilità o meno per la stazione appaltante di procedere alla consegna frazionata dei lavori, sui limiti a tale facoltà e sulle responsabilità in caso di violazione dei limiti di legge
Lodo Arbitrale, giugno 2012[A] Sugli effetti prodotti dall'annullamento in autotutela, ovvero anche in sede giurisdizionale, del provvedimento di aggiudicazione sul conseguente contratto stipulato tra Stazione Appaltante e Impresa. [B] Sulla autonomia della clausola compromissoria rispetto al contratto cui accede e sugli effetti prodotti dalla nullità o inefficacia, originaria o sopravvenuta del negozio stesso. [C] Sulle valutazioni che il Collegio arbitrale deve svolgere al fine di valutare la gravità dell'inadempimento per pronunciarsi sulla reciproca domanda di risoluzione del contratto d'appalto. [D] Sulla possibilità o meno per il Collegio di pronunciare la risoluzione per mutuo consenso ex art. 1372 c.c. qualora tutte le parti di un contratto ne invocano la risoluzione ma non riscontri i requisiti di cui agli artt. 1453 e ss c.c.. [E] Sugli effetti diversi prodotti dallo scioglimento del contratto d'appalto per mutuo dissenso rispetto alla risoluzione per grave inadempimento. [F] Sulle ipotesi in cui un atto stragiudiziale trasmesso alla Stazione Appaltante può essere ritenuto idoneo a costituire valida iscrizione di riserva
Lodo Arbitrale, gennaio 2012[A] Sulla possibilità o meno che la clausola del contratto che prevede l'onere per le parti di esperire un tentativo di conciliazione prima di avviare l'attività giudiziaria possa costituire condizione di procedibilità dell'azione. [B] Sulla rilevanza o meno delle cause della ritardata consegna dei lavori e sulla applicabilità dell'opzione data all'appaltatore dall'art. 30 del d.P.R. 16 luglio 1962, n. l063 di chiedere lo scioglimento del contratto senza indennità in caso di sospensione dei lavori. [C] Sulla spettanza o meno della rivalutazione monetaria e degli interessi legali sulle somme liquidate dal Collegio a titolo di risarcimento del danno conseguente ad anomalo andamento dei lavori per cause riconducibili alla Stazione Appaltante. [D] Sulle "le ragioni di pubblico interesse o necessità" che, ai sensi dell'art. 30, comma secondo, D.P.R. n. l063 del 1962, legittimano l'ordine di sospensione dei lavori. [E] Sulla possibilità o meno che i rinvenimenti di reperti archeologici in corso di lavori costituiscano esimente idonea ad escludere la responsabilità della Stazione Appaltante per la sospensione dei lavori
Lodo Arbitrale, ottobre 2012[A] Sulla normativa legislativa applicabile ad un contratto stipulato nel 1998 oggetto di contestazione negli anni seguenti e sulla successione delle leggi nel tempo. [B] Sulla responsabilità della Stazione Appaltante in caso di mancata, o ritardata, consegna dei lavori. [C] Sulla natura contrattuale o meno della responsabilità della Stazione Appaltante derivante dalla violazione dei principi di correttezza, buona fede e dell'obbligo di cooperazione. [D] Sui danni risarcibili in caso di anomalo andamento dei lavori dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante: Spese generali e loro quantificazione. [E] Segue: interessi per ritardato conseguimento dell'utile. [F] Segue: maggiori oneri derivanti dal protratto vincolo delle polizze fideiussorie. [G] Sulla spettanza o meno di rivalutazione monetaria e interessi sulle somme liquidate a titolo risarcitorio in ragione dell'anomalo andamento dei lavori dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante e sulle modalità di calcolo. [H] Sul ricorso al criterio equitativo del mese baricentrico per la determinazione della data da cui far decorrere la rivalutazione monetaria per il danno continuativo subito dall'appaltatore. [I] Sulla spettanza o meno degli interessi anatocistici nel caso di anomalo andamento dei lavori dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante. [L] Sulla fondatezza o meno della richiesta di ulteriori interessi ex art. 1283 cod. civ. sulle somme liquidate dal Collegio a titolo di corrispettivo
Lodo Arbitrale, agosto 2011[A] Sulla responsabilità o meno della Stazione Appaltante nel caso in cui l'area di cantiere sia legittimamente occupata da ambulanti in virtù di legittima licenza. [B] Sulla rilevanza o meno della effettiva consegna dei lavori nel caso l'Impresa non abbia avuto la materiale disponibilità delle aree di cantiere. [C] Sulla necessità o meno di iscrivere tempestiva riserva al momento della consegna dei lavori nel caso emerga la presenza di sottoservizi che impediscono l'esecuzione dei lavori. [D] Sulla spettanza o meno degli interessi legali e della rivalutazione monetaria sulla somma liquidata a titolo di mancato guadagno a seguito di illegittima risoluzione del contratto da parte della Stazione Appaltante
Lodo Arbitrale, luglio 2011[A] Sulla entrata in vigore del Codice dei Contratti, sulla applicabilità ai contratti in corso di disposizioni abrogate e sulla nozione di indifferibilità delle questioni rimesse al Collegio ex art. 33, comma 2, del d.m. 145/2000 nel caso di arbitrato in corso d'opera. [B] Sulla possibilità o meno che la comunicazione di manifesta infondatezza delle riserve resa dal RUP, anziché dalla Stazione Appaltante, sia idonea a far decorrere per l'Impresa il termine decadenziale di sessanta giorni per proporre giudizio ai sensi dell'art. 149, c. 3, del d.P.R. n. 554/1999. [C] Sui possibili effetti della mancata o ritardata consegna dei lavori per colpa della Stazione Appaltante, in base a quanto disposto dall'art. 9 del d.m. 145/2000 e 129 del d.P.R. 554/99. [D] Sulla applicabilità o meno dell'art. 9 del d.m 145/2000 anche all'ipotesi di consegna parziale dei lavori da parte della Stazione Appaltante. [E] Sulla spettanza o meno dei danni subiti dall'Impresa per l'anomalo andamento dei lavori nell'ipotesi in cui abbia accettato una incompleta consegna dei lavori senza invocare il recesso dal contratto. [F] Sull'onere di tempestiva iscrizione delle riserve nel caso di impedimenti di carattere continuativo. [G] Sulle differenze tra sospensione e anomalo andamento dei lavori in merito ai danni che l'Impresa può far valere nel giudizio arbitrale, in particolare per spese generali. [H] Sulla risarcibilità o meno del danno derivante all'Impresa dalla ritardata percezione dell'utile nel caso di anomalo andamento dei lavori e sulla distinzione o meno dal danno da mancato utile. [I] Sui criteri di quantificazione per determinare il quantum del danno derivante dalla ritardata percezione dell'utile in caso di anomalo andamento dei lavori. [L] Sulle modalità di calcolo e sulla prova necessaria ad ottenere il risarcimento del maggior onere della manodopera in caso di anomalo andamento dei lavori. [M] Sulla risarcibilità e sul calcolo del danno derivante all'Impresa dal maggior utilizzo di macchinari dovuto all'anomalo andamento dei lavori. [N] Sulla risarcibilità e sul calcolo del danno per la protrazione del tempo di mantenimento delle polizze a garanzia in caso di anomalo andamento dei lavori. [O] Sulla risarcibilità o meno del danno lamentato dall'impresa per perdita di chance in ragione del prolungato vincolo contrattuale a seguito dell'anomalo andamento dei lavori. [P] Sulla risarcibilità o meno del danno derivante dagli incrementi di costo dei materiali da costruzione quale risarcimento per il danno conseguente al prolungamento dei tempi esecutivi. [Q] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri della sicurezza in conseguenza del prolungamento dei tempi esecutivi. [R] Sulla spettanza o meno di interessi e rivalutazione monetaria sulla somma liquidata a titolo di risarcimento danni derivante dall'anomalo andamento dei lavori e sulle modalità di calcolo
Lodo Arbitrale, luglio 2011[A] Sulla entrata in vigore del Codice dei Contratti, sulla applicabilità ai contratti in corso di disposizioni abrogate e sulla nozione di indifferibilità delle questioni rimesse al Collegio ex art. 33, comma 2, del d.m. 145/2000 nel caso di arbitrato in corso d'opera. [B] Sulla possibilità o meno che la comunicazione di manifesta infondatezza delle riserve resa dal RUP, anziché dalla Stazione Appaltante, sia idonea a far decorrere per l'Impresa il termine decadenziale di sessanta giorni per proporre giudizio ai sensi dell'art. 149, c. 3, del d.P.R. n. 554/1999. [C] Sui possibili effetti della mancata o ritardata consegna dei lavori per colpa della Stazione Appaltante, in base a quanto disposto dall'art. 9 del d.m. 145/2000 e 129 del d.P.R. 554/99. [D] Sulla applicabilità o meno dell'art. 9 del d.m 145/2000 anche all'ipotesi di consegna parziale dei lavori da parte della Stazione Appaltante. [E] Sulla spettanza o meno dei danni subiti dall'Impresa per l'anomalo andamento dei lavori nell'ipotesi in cui abbia accettato una incompleta consegna dei lavori senza invocare il recesso dal contratto. [F] Sull'onere di tempestiva iscrizione delle riserve nel caso di impedimenti di carettere continuativo. [G] Sulle differenze tra sospensione e anomalo andamento dei lavori in merito ai danni che l'Impresa può far valere nel giudizio arbitrale, in particolare per spese generali. [H] Sulla risarcibilità o meno del danno derivante all'Impresa dalla ritardata percezione dell'utile nel caso di anomalo andamento dei lavori e sulla distinzione o meno dal danno da mancato utile. [I] Sui criteri di quantificazione per determinare il quantum del danno derivante dalla ritardata percezione dell'utile in caso di anomalo andamento dei lavori. [L] Sulle modalità di calcolo e sulla prova necessaria ad ottenere il risarcimento del maggior onere della manodopera in caso di anomalo andamento dei lavori. [M] Sulla risarcibilità e sul calcolo del danno derivante all'Impresa dal maggior utilizzo di macchinari dovuto all'anomalo andamento dei lavori. [N] Sulla risarcibilità e sul calcolo del danno per la protrazione del tempo di mantenimento delle polizze a garanzia in caso di anomalo andamento dei lavori. [O] Sulla risarcibilità o meno del danno lamentato dall'impresa per perdita di chance in ragione del prolungato vincolo contrattuale a seguito dell'anomalo andamento dei lavori. [P] Sulla risarcibilità o meno del danno derivante dagli incrementi di costo dei materiali da costruzione quale risarcimento per il danno conseguente al prolungamento dei tempi esecutivi. [Q] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri della sicurezza in conseguenza del prolungamento dei tempi esecutivi. [R] Sulla spettanza o meno di interessi e rivalutazione monetaria sulla somma liquidata a titolo di risarcimento danni derivante dall'anomalo andamento dei lavori e sulle modalità di calcolo
Lodo Arbitrale, ottobre 2010[A] Sulla proponibilità o meno di due distinte domande di arbitrato, relative allo stesso rapporto, l’una per la decisione sulle riserve inerenti la costruzione, l’altra sulle riserve inerenti la gestione, e sull’eventuale contrasto con il generale principio di buona fede. [B] Sui limiti alla possibilità di frazionare l’azione giurisdizionale, alla luce dei canoni di correttezza e buona fede evidenziati dalle Sezioni Unite della Suprema Corte con la sentenza n. 23726 del 15.11.2007. [C] Sulla validità ed efficacia del contratto d’appalto sottoscritto per la Stazione Appaltante da un organo non munito della rappresentanza e sulla possibilità o meno di successiva ratifica implicita da parte dell’organo munito della legale rappresentanza. [D] Sulla distinzione tra consegna frazionata a consegna mancata in relazione alla applicabilità o meno della decadenza dalla pretesa relativa al prolungamento dei lavori per l'omesso esercizio della facoltà di recesso di cui agli artt. 129 o 133 del regolamento di cui al D.P.R. n.554/1999. [E] Sulla possbilità o meno che il giudizio arbitrale abbia luogo in corso d’opera. [F] Sulla risarcibilità o meno dell'incremento del prezzo dei materiali ferrosi dovuto all’illegittimo allungamento dei lavori e sulla procedibilità o meno di tale domanda in sede arbitrale. [G] Sull’entità della penale massima che la Stazione Appaltante può applicare all’Impresa in caso di ritardo nei lavori imputabile a quest’ultima e sulla possibilità o meno per il Collegio arbitrale di ridurne d’ufficio l’ammontare
Lodo Arbitrale, novembre 2010[A] Sulla possibilità o meno che il Consulente Tecnico nominato in sede di giudizio arbitrale possa esaminare documenti non ritualmente acquisiti al procedimento, ovvero acquisire informazioni da soggetti terzi. [B] Sui limiti e le condizioni entro le quali l’appaltatore può richiedere il risarcimento del danno nel caso di consegna tardiva dei lavori da parte dell’Amministrazione committente. [C] Sulla esistenza o meno di un onere di formulazione della riserva in capo all'appaltatore e sul rapporto con la regolare tenuta di un registro di contabilità, alla luce di quanto disposto dal R.D. n. 350 del 1985. [D] Sull’efficacia o meno della riserva apposta su un registro di contabilità non regolarmente tenuto in caso di puntuale controdeduzione da parte della Direzione dei lavori. [E] Sulla possibilità o meno che la sottoscrizione di un atto aggiuntivo in corso di esecuzione dell’appalto possa qualificare rinuncia alla riserva precedentemente formulata. [F] Sui titoli di danno in relazione ai quali operare il risarcimento per la maggiore durata dell’appalto imputabile all’Amministrazione appaltante e sull’onere della prova. [G] Sulla risarcibilità o meno delle spese generali per la maggiore durata dell’appalto imputabile all’Amministrazione appaltante e sulla percentuale eventualmente risarcibile. [H] Sulle modalità di calcolo della rivalutazione monetaria delle somme dovute all’appaltatore a titolo risarcitorio, per il calcolo degli interessi legali. [I] Sulla decorrenza degli interessi legali sulle somme dovute dall’Amministrazione all’appaltatore a titolo di risarcimento del danno derivante da inadempimento contrattuale. [L] Sul contenuto necessario delle riserve avanzate dall’appaltatore per maggiori compensi, indennizzi e risarcimenti affinché le stesse possano essere ritenute ammissibili in sede di giudizio arbitrale. [M] Sulla necessità o meno di dimostrare il vantaggio avuto dall’Amministrazione appaltante per fondare una azione di ingiustificato arricchimento ex art. 2041 cod. civ. [N] Sulla natura sussidiaria dell’azione di ingiustificato arricchimento e sulla necessità o meno di dimostrare nel concreto l’esperibilità di altra azione tipica
Lodo Arbitrale, gennaio 2010[A] Sulla consegna dei lavori alla ditta appaltatrice dopo 10 mesi dalla stipula del contratto, anziché dopo 45 giorni. [B] La redazione del progetto strutturale deve essere approntato dalla committente amministrazione preliminarmente alla scelta della ditta appaltatrice. [C] Sul committente inadempiente all’obbligazione di corrispondere i singoli acconti sulla scorta degli stati di avanzamento così come certificati dalla stessa direzione lavori. [D] Risoluto un contratto di appalto, il committente inadempiente, nell’impossibilità di restituire l’opus eseguito dall’appaltatore adempiente, è obbligato, per l’esigenza di reintegrare la situazione patrimoniale di quest’ultimo
T.A.R. Toscana, Sezione II, settembre 2009La possibilità di reintegrare l'appaltatore delle spese sostenute dopo la consegna anticipata del cantiere, ove il contratto non si sia perfezionato tra le parti, trova eccezione per il caso in cui il contratto di appalto non sia stato stipulato in conseguenza dell'annullamento in sede giurisdizionale dell'aggiudicazione
Lodo Arbitrale, maggio 2008 n. 59Sull’istituto della consegna anticipata dei lavori ai sensi dell’art. 129 del D.P.R. 554 del 1999, sulle condizioni che devono sussistere per farne ricorso e sul risarcimento che spetta all’impresa in difetto dei presupposti di legge

 
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