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Argomento: D.P.R. 207.2010. Art. 161 (Variazioni ed addizioni al progetto approvato). Art. 134 554.99
Lodo Arbitrale, maggio 2015[A] Sulla applicabilità o meno della sospensione feriale al procedimento arbitrale, in particolare per verificare il rispetto dei termini di deposito del lodo da parte degli arbitri. [B] Sulla possibilità o meno che la sottoscrizione degli atti di sottomissione da parte dell'Impresa si configuri come rinuncia alle riserve già apposte. [C] Sui pregiudizi risarcibili in caso di anomalo andamento dei lavori dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante: Spese generali. [D] Sulla fondatezza o meno della pretesa dell'Impresa volta ad ottenere il risarcimento del mancato utile sulle opere stralciate con atto di sottomissione
Lodo Arbitrale, gennaio 2014[A] Sugli obblighi e sulle responsabilità del Contraente Generale di cui all'art. 176 del Codice dei contratti pubblici. [B] Sui presupposti necessari affinché possano essere riconosciuti al Contraente Generale i maggiori oneri per andamento anomalo dei lavori. [C] Sui criteri di individuazione delle lavorazioni extracontrattuali e sulle modalità e i parametri da utilizzare per individuarne il prezzo. [D] Sull'iscrizione della riserva per i c.d. "fatti continuativi". [E] Sul diritto al risarcimento del pregiudizio subito dal General Contractor per il rallentamento dei lavori dovuto a precipitazioni di natura eccezionale. [F] Sulla possibilità o meno per la Stazione Appaltante di applicare una detrazione sui pagamenti dovuti al Contraente Generale e procedere ai pagamenti diretti agli affidatari, laddove risulti una inadempienza del Contraente Generale stesso. [G] Sulla validità ed efficacia della clausola contrattuale con cui il Contraente Generale si obbliga a pagare direttamente i collaudatori dell'opera. [H] Sulla applicabilità o meno del disposto di cui all'art. 1194 c.c. in materia di 'imputazione del pagamento' a interessi e capitale, nei casi di pagamento effettuato con ritardo dalla pubblica amministrazione
Lodo Arbitrale, settembre 2014[A] Sulle modalità di calcolo dell'indennizzo dovuto all'impresa nel caso di aumenti quantitativi delle varie categorie di lavoro eccedenti il 20%, ai sensi dell’art. 13 del Capitolato Generale di Appalto di cui al DPR n. 1063 del 1962. [B] Sulla risarcibilità dei pregiudizi subiti dall'Impresa nel caso di mancata autorizzazione al subappalto da parte della Stazione Appaltante e sulle voci di danno risarcibili. [C] Sul risarcimento dei pregiudizi subiti dall'Impresa in ragione dell'anomalo andamento dei lavori per cause imputabili alla Stazione Appaltante: in particolare sul lucro cessante e sulla sua quantificazione
Parere ANAC sulla normativa, luglio 2015[A] Sull'istituto della variante e sulle ipotesi di legittimità. [B] Sulle modifiche progettuali per le quali non è possibile procedere con varianti in corso d'opera. [C] Sui limiti posti dall'art. 57, comma 2 del codice alla possibilità di affidare lavori tramite procedura negoziata in caso di estrema urgenza
Corte d'Appello di Firenze, settembre 2014[A] Sulla idoneità o meno delle riserve iscritte a valere quale costituzione in mora della Stazione Appaltante al fine del calcolo degli interessi sulle somme risultanti effettivamente dovute. [B] Sulla possibilità o meno di quantificare una riserva iscritta genericamente attraverso l'iscrizione di una nuova riserva che integri i requisiti della prima. [C] Sulla definizione di "variazioni extracontrattuali" e "lavori extracontrattuali" ai fini della determinazione del diritto al corrispettivo da parte dell'appaltatore
Cassazione Civile, Sez. I., giugno 2012[A] Sulle differenze tra appalto "a corpo" e appalto "a misura" e sulle caratteristiche proprie del progetto appaltato affinché il rischio di maggiori oneri possa ricadere solo sull'appaltatore. [B] Sulla possibilità o meno che nell'appalto "a corpo" la Stazione Appaltante possa imporre varianti aggiuntive e sulla possibilità o meno che il corrispettivo per tali varianti venga valutato a misura. [C] Sulla possibilità o meno che la presenza del computo metrico possa mutare la natura dell'appalto "a corpo" in appalto "a misura". [D] Sulla possibilità o meno che la difformità tra il prezzo globale offerto e quello ottenuto moltiplicando i prezzi unitari dell'elenco possa costituire errore rettificabile ex art. 1430 nel caso di appalto a corpo. [E] Sulla possibilità o meno per l'appaltatore di sospendere i lavori nel caso di ritardo nell'approvazione di una perizia di variante da parte della Stazione Appaltante. [F] Sulla decorrenza e sulla tipologia degli interessi sulle somme liquidate all'Appaltatore a seguito del giudizio civile
Cassazione Civile, Sez. I., maggio 2012[A] Sulla giurisprudenza in materia di esistenza o meno di un diritto al compenso dell'Appaltatore per lavori ulteriori rispetto a quelli oggetto di appalto, in assenza di ordine scritto. [B] Sulla applicabilità o meno agli appalti pubblici delle disposizioni contenute negli artt. 1659 e 1661 c.c. e sulla possibilità di una accettazione da parte della Stazione Appaltante per fatti concludenti dei lavori eseguiti dall'Appaltatore in assenza di ordine scritto
Lodo Arbitrale, ottobre 2012[A] Sulle differenze tra arbitrato amministrato di cui all'art. 242 del codice dei contratti pubblici e l'arbitrato c.d. ad hoc, in particolare per quanto attiene la nomina del CTU. [B] Sulla necessaria completezza del progetto e degli elaborati consegnati all'impresa appaltatrice e sulle responsabilità poste a carico della Stazione Appaltante in caso di consegna parziale. [C] Sulla possibilità o meno che la necessità di verificare e/o ottenere le concessioni adiacenti alla area dei lavori possa legittimare la sospensione dei lavori disposta dalla Stazione Appaltante. [D] Sulle ipotesi in cui la necessaria approvazione di una "perizia di variante" possa costituire valido motivo per la sospensione legittima dei lavori, in particolare nel caso in cui si renda necessario apportare variazioni alle aree interessate dai lavori. [E] Sui danni risarcibili in caso di illegittima sospensione dei lavori: spese generali. [F] Segue: protratto vincolo personale in cantiere. [G] Segue: maggiori oneri per mezzi ed attrezzature. [H] Segue: maggiori oneri per polizze fideiussorie. [I] Segue: sulla applicazione della rivalutazione monetaria sulle somme liquidate
Lodo Arbitrale, novembre 2011[A] Sulla possibilità o meno che l'inerzia della Stazione Appaltante nell'avviare il procedimento di accordo bonario possa impedire all'impresa l'avvio del giudizio arbitrale. [B] Sulla giurisprudenza in merito all'onere e alle modalità dell'iscrizione delle riserve in caso di fatti c.d. continuativi. [C] Sulla teoria del c.d. controllo della spesa e sulle influenze prodotte in merito a modalità e termini per l'iscrizione delle riserve negli atti idonei a riceverle, nonché sulle varie tesi giurisprudenziali in proposito. [D] Sulla efficacia e sul valore del verbale di consegna lavori in merito all’accertamento dello stato dei luoghi e alla fattibilità dei lavori stessi. [E] Sulla sussitenza o meno dell’onere di iscrivere riserva in caso di fatti continuativi su atti adottati su iniziativa unilaterale della Stazione Appaltante. [F] Sulla possibilità o meno di formalizzare la riserva attraverso l'invio di una lettera o di una diffida o il riconoscimento da parte della direzione lavori delle ragioni dell'appaltatore. [G] Sulla possibilità o meno che la concessione della proroga del termine contrattuale disposta dalla P.A. possa ritenersi automatico ristoro dei maggiori oneri sostenuti dall'appaltatore. [H] Sull'onere di iscrizione della riserva in caso di sospensione dei lavori e sulla automaticità o meno del diritto dell'Impresa ai maggiori oneri in relazione al prolungamento del vincolo derivante da una sospemione dei lavori. [I] Sulla possibilità o meno che la sottoscrizione della perizia di variante contenente i nuovi prezzi per gli ulteriori lavori ordinati costituisca piena remunerazione per l'appaltatore. [L] Sugli oneri risarcibili all'Impresa in caso di anomalo andamento dei lavori addebitabile alla Stazione Appaltante nel caso in cui nessuna prova venga prodotta dall'appaltatrice. [M] Sulla necessità o meno che la tardività della riserva debba essere eccepita dalla Direzione lavori in sede di controdeduzioni. [N] Sulla possibilità o meno che il mancato accertamento di danni lamentati dall'Impresa da parte della Stazione appaltante incida sul diritto al rimborso dell'Impresa. [O] Sul principio di non contestazione di cui all'art. 115 c.p.c. e sulla sua applicabilità al giudizio arbitrale con conseguente necessità per il Collegio di dare per provati i fatti non espressamente contestati dalla parte convenuta. [P] Sulla sussistenza o meno di un onere a carico dell'impresa di ripetere in occasione di ogni sottoscrizione del registro tutte le riserve già precedentemente apposte. [Q] Sulla rivalutazione monetaria e sugli interessi sulle somme liquidate dal Collegio. [R] Sulla possibilità o meno di proporre domande nuove nel corso del giudizio arbitrale e sulla disciplina procedurale vigente come richiamata dall'art. 241 del d.lgs. n. 163/2006
Lodo Arbitrale, settembre 2009[A] Con l'art. 132, comma 3, del D.lgs 163 del 2006 il legislatore ha voluto evitare il fatto compiuto che qualcuno potrebbe porre in essere una variante senza il consenso e la preventiva, necessaria approvazione scritta della stazione appaltante. [B] Sugli adempimenti che è tenuto ad espletare il Direttore Lavori in caso di errore progettuale. [C] Sulle varianti ordinate dal direttore lavori in violazione di norme imperative e sulla sussistenza o meno di una responsabilità in eligendo ed in vigilando della stazione appaltante
Lodo Arbitrale, febbraio 2009Sui lavori non previsti in contratto eseguiti in seguito all’emanazione di un ordine scritto del direttore dei lavori su parere conforme dell'ente committente, senza che detto ordine di servizio indichi gli estremi della preventiva specifica approvazione dei lavori da parte dell'ente committente
Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, settembre 2009[A] Qualora il direttore dei lavori abbia contestato nel merito la fondatezza delle riserve, omettendo però di rilevarne l’intempestività, l’Amministrazione non può successivamente eccepire la decadenza delle stesse. [B] In difetto di ordine scritto del direttore lavori non è fondata la riserva relativa alla “Richiesta di maggiore compenso (od equo compenso) per adeguamento alle richieste della D.L. sulla messa in opera del guard-rail
Lodo Arbitrale, luglio 2009[A] Sulla natura perentoria o meno del termine di novanta giorni dalla apposizione dell'ultima riserva entro il quale il responsabile del procedimento deve formulare alla stazione appaltante una proposta di accordo bonario. [B] Sulle finalità della disciplina dell’accordo bonario. [C] Su talune prese di posizione dottrinali e giurisprudenziali che sanciscono l'improponibilità del ricorso all’arbitrato senza che sia stato iniziato e portato a termine il procedimento per l'accordo bonario. [D] Sugli oneri di conferimento in discarica, dovuti a titolo di tributo regionale ex art. 3 l. 549 del 1995, e sulla possibilità o meno di ritenerli compresi nel prezzo per il trasporto. [E] Sulla questione degli interventi attuati dall'appaltatore senza le previste autorizzazioni, che ha diviso giurisprudenza e dottrina del recente passato
Lodo Arbitrale, luglio 2008 n. 88[A] Sulla dottrina e giurisprudenza riguardo alla figura dei c.d. "lavori extracontrattuali". [B] Sulla nozione di “variazione essenziale” rispetto al progetto approvato
Lodo Arbitrale, giugno 2008 n. 77[A] Sulla sussistenza o meno di un obbligo a carico della stazione appaltante di conservare il registro di contabilità in cantiere. [B] Sull’introduzione di modificazioni ai lavori appaltati effettuate in seguito ad un mero ordine verbale del direttore lavori
Lodo Arbitrale, maggio 2008 n. 64[A] Sulla tempistica e sulle condizioni di validità previste dal D.P.R. 554 del 1999 per l’iscrizione delle riserve. [B] Sulla necessità o meno di iscrivere nei registri di contabilità successivi la riserva già iscritta in precedenza. [C] Sull’onere di approvare tempestivamente una variante al progetto qualora questa sia necessaria. [D] Sul diritto o meno dell'appaltatore alla corresponsione di un indennizzo quando la variante, contenuta nei limiti del quinto dell’importo contrattuale, abbia determinato più gravi oneri rispetto a quelli contrattualmente stabiliti. [E] Sulla sottoscrizione di Atti di Sottomissione o di atti aggiuntivi e sulla rinunzia alle riserve iscritte in contabilità. [F] Sui termini per l’iscrizione della riserva in caso di fatti continuativi. [G] Sulle condizioni che devono sussistere affinché le opere possano sostanzialmente ritenersi ultimate. [H] Sull'operato della direzione lavori, che ha riformulato, tramite un “nuovo prezzo” la voce “a corpo” originaria scomputando un intero blocco di opere non realizzato. [I] Sulle condizioni che devono sussistere per procedere a lavorazioni “in economia”
Lodo Arbitrale, febbraio 2008 n. 17[A] Sulla sussistenza o meno di un obbligo a carico della stazione appaltante di fornire in visione in sede di gara il computo metrico estimativo. [B] Sui caratteri essenziali dell’appalto “a corpo” e sul suo rapporto con l’esecutività del progetto. [C] Sul livello di adeguatezza del progetto richiesto prima dell’entrata in vigore della l. 109 del 1994. [D] Nell’appalto ”a corpo” non è consentita una determinazione consensuale dell'opera che è invece ammissibile solo in particolari fattispecie, come, ad esempio, l'appalto-concorso, la trattativa privata o il dialogo competitivo. [E] Sul valore del giudizio espresso dall’organo di collaudo riguardo alle riserve dell’impresa. [F] L’esercizio dello "ius variandi" da parte dell’appaltatore è soggetto a particolari condizioni. [G] Sull’ipotesi di lavori meritevoli di collaudo ma non preventivamente autorizzati, sulle condizioni che devono sussistere affinché possano essere ammessi in contabilità e sui diversi orientamenti giurisprudenziali in materia. [H] Sulla legittimità o meno della sospensione lavori motivata in ordine alla "riscontrata necessità di apportare al contratto alcune modifiche qualitative e quantitative allo scopo di migliorare la funzionalità e la sicurezza dell'installazione del costruendo edificio”. [I] Sui presupposti per l’adozione di una variante migliorativa ai sensi dell’art. 25, comma 3, della l. 109 del 1994

 
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