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Argomento: D.LGS 163.2006. Art. 53 (Tipologia e oggetto dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture)
Lodo Arbitrale, luglio 2012[A] Sulla natura e sul contenuto specifico dell'obbligo di cooperazione posto a carico della Stazione Appaltante nel rapporto di appalto pubblico. [B] Sulle responsabilità della Stazione Appaltante nel caso di violazione degli obblighi di cooperazione. [C] Sulle responsabilità riconducibili all'appaltatore per difetti di progettazione nel caso di affidamento di appalto integrato ai sensi dell'art. 53, comma 2, lett. b), del Codice dei Contratti, con cui si affida all'aggiudicatario sia la progettazione esecutiva che la realizzazione dei lavori. [D] Sull'obbligo di cooperazione posto a carico della Stazione Appaltante e sulla incidenza in merito alla necessità di approvare una perizia di variante. [E] Sulle responsabilità della Stazione Appaltante nel caso di anomalo andamento dei lavori dovuto all'imposizione all'Appaltatore per lunghi periodi di prestazioni "a regia" e non sia tempestivamente con le necessarie perizie di variante. [F] Sulla possibilità o meno che la sottoscrizione di un atto di sottomissione possa costituire rinuncia alle riserve volte a contestare l'anomalo andamento dei lavori. [G] Sui pregiudizi risarcibili in caso di anomalo andamento dei lavori dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante. [H] Segue: risarcibilità delle spese generali. [I] Segue: quantificazione del pregiudizio per spese generali. [L] Sulla misura delle spese generali in caso di lavori stradali, sulla quantificazione delle spese generali variabili (risarcibili), diverse da quelle fisse (non risarcibili), sulla loro quantificazione e sulle modalità di calcolo. [M] Segue: sulla quantificazione del pregiudizio da immobilizzo di macchinari di cantiere. [N] Sulla possibilità o meno che l'allungamento dei tempi di esecuzione del contratto per fatto imputabile alla Stazione Appaltante, oltre a rendere legittima la proroga della durata dell'appalto, giustifichi il risarcimento dei danni conseguenti subiti dall'Appaltatore. [O] Sulla applicabilità della rivalutazione e degli interessi alle somme liquidate a titolo di risarcimento del danno per anomalo andamento dei lavori. [P] Sulle tesi giurisprudenziali in merito al calcolo del dies a quo per il calcolo degli interessi sulle somme liquidate dal Collegio a titolo di risarcimento del danno per inadempimento contrattuale. [Q] Sulla risarcibilità o meno dei danni derivanti dall'incremento dei costi subiti dalla Appaltatrice in caso di allungamento dei tempi lavorativi per effetto di fatti imputabili alla Committente. [R] Sulla possibilità o meno di eccepire in giudizio la decadenza per tardività della riserva, nell'ipotesi di approvazione da parte della Giunta Comunale del certificato di collaudo
Lodo Arbitrale, aprile 2012[A] Sulla ammissibilità o meno della declinatoria della competenza arbitrale, a seguito del legittimo incardinamento della procedura, con insediamento del Collegio. [B] Sui limiti e sulle condizioni necessarie affinché sorga il diritto dell’impresa a maggiori compensi rispetto al prezzo pattuito in presenza di un appalto a corpo
Lodo Arbitrale, novembre 2010[A] Sulla possibilità o meno di stipulare contratti di appalto “a corpo” con la Pubblica Amministrazione e sui rischi dei contraenti connessi a tale modalità di accordo. [B] Sulla possibilità o meno dell’Impresa di ottenere il pagamento di prestazioni richieste dalla Direzione Lavori ed eseguite spontaneamente dall’Impresa senza immediata contestazione alla DDLL o al RUP. [C] Sulla ammissibilità o meno della domanda di arricchimento nei confronti della Stazione Appaltante, avanzata in subordine dall’Impresa, per ottenere il pagamento di prestazioni ulteriori nel caso le riserve fossero considerate dal Collegio tardive
Lodo Arbitrale, ottobre 2010[A] Sull’inosservanza da parte della stazione appaltante del principio secondo il quale gli appalti di opere pubbliche devono essere stipulati a corpo. [B] Il dovere di cooperazione che grava sulla stazione appaltante non si estrinseca soltanto nel mettere a disposizione dell'appaltatore un progetto dell' opera completo, esente da errori, lacune e inesattezze. [C] La produzione edilizia non ha una andamento costante ma segue una curva. [D] Sulla decorrenza degli interessi a partire dal momento medio del periodo in cui il danno si è progressivamente verificato
Lodo Arbitrale, giugno 2010[A] Il concetto di appalto a forfait chiuso non debba essere inteso nel senso della assoluta immodificabilità del sinallagma contrattuale e della impossibilità di addivenire a modifiche dell'opus posto a base di gara. [B] Sulla sospensione lavori disposta dalla stazione appaltante in caso di ritrovamenti archeologici
Lodo Arbitrale, gennaio 2010[A] Sull’obbligo dell’amministrazione di consegnare l'area libera da ostacoli ed interferenze. [B] Il momento della compilazione del progetto esecutivo non può che essere collocato anteriormente alla gara di appalto. [C] Sulla nozione di esecutività del progetto e sulla necessità o meno che questa sia garantita dalla fattibilità oltre che tecnica, nel senso della calcolata ed analitica previsione progettuale, anche amministrativa, nel senso di conformità alle previsioni di piano sia territoriale sia di settore. [D] Sulla necessità o meno che l’amministrazione corredi il progetto di tutti i pareri o nulla osta. [E] La previa fornitura di un progetto esecutivo assume poi significato ancora più pregnante per i lavori “a corpo”. [F] Sul progetto esecutivo privo indicazione circa le utenze preesistenti, interrate e/o aeree, o ancora di manufatti che interferivano con l'esecuzione della costruenda strada. [G] Sull’obbligo a carico dell’impresa di presentare gli elaborati “as built”. [H] Sui casi in cui in un appalto “a corpo” si determina un’alterazione fuori della normale ed accettabile alea che necessità di una revisione del corrispettivo. [I] Sulle clausole contenute nel capitolato speciale secondo le quali in rappresentanza dell'Ente, devono essere svolte dall’impresa tutte le procedure tecniche e amministrative per l'eliminazione delle interferenze accertate e non individuate in sede di progetto esecutivo
Lodo Arbitrale, giugno 2009[A] Sui casi in cui è pronunziare la risoluzione del contratto in caso di parziale inadempimento della prestazione della controparte. [B] Sulla mancata esecuzione del collaudo e sulla possibilità o meno di poter disporre la risoluzione contrattuale. [C] Sul caso in cui il registro di contabilità non venga sottoposto alla firma dell' appaltatore. [D] Sulla rinuncia alle riserve espressa dall’impresa in un atto di sottomissione. [E] La stipulazione di un contratto "a forfait" o "a corpo" non impedisce all'impresa di rivendicare maggiori prezzi o indennizzi e compensi. [F] Sulla sussistenza o meno di un obbligo a carico della stazione appaltante di avviare il procedimento dell’accordo bonario e sulla possibilità da parte dell’impresa di richiedere il risarcimento del danno in caso di omissione
Lodo arbitrale, gennaio 2009[A] Sulla decadenza o meno delle riserve in caso di mancata conferma delle stesse nel conto finale. [B] Sulla mancata ripetizione della riserva dopo la prima iscrizione sul registro di contabilità in corrispondenza dei successivi allibramenti. [C] Sulla possibilità o meno di esaminare nel merito le riserve concernenti l'indisponibilità dell'area di cantiere e le difficoltà di accesso allo stesso, laddove queste non siano riportate nel registro di contabilità. [D] Sulla dottrina e la giurisprudenza riguardo all’obbligo di iscrivere nuovamente le riserve nel registro di contabilità dopo il primo atto. [E] Sulla nozione di "primo atto dell'appalto idoneo a ricevere" le riserve. [F] Sulla possibilità o meno di esercitare le riserve in forme diverse dall'iscrizione nel registro di contabilità ove non vi sia la materiale disponibilità dello stesso da parte dell'appaltatore. [G] Sulla mancanza di un accesso all'area di cantiere adeguato rispetto alle dimensioni dei mezzi e sulla possibilità o meno di assimilare tale fatto ad un errore progettuale. [H] Qualsiasi impedimento riscontrabile in sede di consegna dei lavori deve essere tempestivamente fatto valere apponendo apposita riserva nel suddetto verbale. [I] Sui casi in cui in un appalto “a corpo” possono essere riconosciuti compensi “a misura” in seguito a varianti progettuali. [L] Sul c.d. “contenuto minimo della riserva”. [M] Sul momento in cui sorge l’onere di tempestiva iscrizione di riserva in presenza di “atti continuativi”. [N] Sull’errata determinazione degli oneri della sicurezza indicati nel bando di gara e sul diverso importo che discenderebbe in base alla normativa vigente. [O] L'ordinamento non indica alcuna percentuale da applicare all'importo totale dei lavori al fine di calcolare la quota degli oneri di sicurezza. [P] Sui casi in cui è ammessa l’introduzione di riserve mediante l’inoltro in una raccomandata AR
T.A.R. Sicilia Catania, Sezione I, ottobre 2009[A] L’appalto integrato può creare situazioni in cui un’impresa si accorga della presenza di lavorazioni inutili o eccessive ovvero omesse, proprio perché la gara viene svolta sulla base del solo progetto definitivo. [B] E’ onere non eludibile da parte della stazione appaltante curare con particolare attenzione la predisposizione del progetto definitivo. [C] Il progetto definitivo, proprio perché costituisce la base del confronto concorrenziale, deve restare inalterato durante e dopo lo svolgimento della gara. [D] Nell’appalto integrato resta preclusa all’offerente la possibilità di apportare modifiche, alla lista delle lavorazioni e forniture previste per l’esecuzione dell’opera. [E] La procedura “ibrida” seguita dalla stazione appaltante (appalto integrato e aggiudicazione secondo lo schema dell’offerta economicamente più vantaggiosa) richiede una particolare attenzione nel limitare la possibilità di modifica del progetto definitivo
Lodo Arbitrale, giugno 2009[A] Sulla delibera di risoluzione del contratto di appalto adottata all’esito di un iter procedurale viziato dal mancato rispetto delle relative prescrizioni di legge. [B] Sugli effetti retroattivi della risoluzione del contratto per colpa della stazione appaltante. [C] Sui casi in cui nell’appalto “a corpo” l’impresa ha comunque diritto ad un compenso per le maggiori opere seguite. [D] Sul risarcimento all’impresa per il danno all’immagine conseguente all’illegittima risoluzione contrattuale
Lodo Arbitrale, dicembre 2008[A] Non rientrano tra le cause che legittimano il ricorso alla sospensione dei lavori le ipotesi in cui la necessità di redazione della perizia di variante dipenda da errori od omissioni del progetto esecutivo. [B] Sui casi in cui in un appalto “a corpo” si può addivenire alla determinazione di un sovrapprezzo
Lodo Arbitrale, luglio 2009[A] Sull’eccezione mossa dall’amministrazione circa il difetto di una procura da parte dell’impresa al geometra che ha iscritto le riserve in contabilità. [B] Sul diritto della stazione appaltante di stralciare parte dei lavori contrattualizzati nei limiti di un quinto e sulla mancata osservanza del termine di cui al comma 2 dell'articolo 12 del D.M. n. 145/2000 a mente del quale "L'intenzione di avvalersi della facoltà di diminuzione deve essere tempestivamente comunicata all'appaltatore". [C] Sul momento da cui decorre l’onere di iscrivere riserva in presenza di un fatto continuativo. [D] Sull’ammissibilità o meno di una riserva priva di una quantificazione del danno subito. [E] Sull’anomalo andamento dei lavori causato dalla necessità di eseguire una bonifica degli ordigni bellici. [F] La determinazione a corpo del corrispettivo non comporta l'obbligo dell'appaltatrice di eseguire qualunque tipo di lavorazione
Lodo Arbitrale, novembre 2008[A] Sui casi in cui si può derogare in favore dell’impresa al principio della immodificabilità del prezzo in un appalto “a corpo”. [B] Sullo scarto tra la stima dei costi risultante dagli elaborati grafici e quella discendente dal computo metrico che può ritenersi rientrare nella “normale ed accettabile alea” propria di un contratto a corpo. [C] L’incongruenza fra il computo estimativo e gli elaborati grafici progettuali non rappresenti un motivo per procedere con una variante
Lodo Arbitrale, giugno 2008[A] Sulle responsabilità della stazione appaltanti per le numerose carenze progettuali, l’indisponibilità delle aree, le maggiori lavorazioni non pagate e la mancata tempestiva redazione di una variante. [B] Sulle formule utilizzate in sede di gara mediante le quali l’impresa riconosce ed accetta l’esecutività del progetto. [C] Sull’istituto della “consegna frazionata” delle aree e sulla sufficienza o meno di una clausola del capitolato speciale che preveda tale modalità di consegna come mera “eventualità”. [D] Anche per il risarcimento del danno conseguente alla risoluzione contrattuale deve tenersi conto del ribasso d’asta offerto dall’impresa. [E] Sul risarcimento del danno per il rincaro dei prodotti siderurgici. [F] Sull’irrilevanza del computo metrico nell’appalto “a corpo”. [G] Sulle modalità per la contabilizzazione degli stati di avanzamento nell’appalto “a corpo” e sulla doppia percentuale a cui occorre fare riferimento. [H] Sulla possibilità di esplicare la riserva anche in sedi diverse dall'iscrizione nel registro di contabilità, ove non vi sia la materiale disponibilità dello stesso da parte dell'appaltatore. [I] Sulla mancata conferma delle riserve nello stato finale
Lodo Arbitrale, agosto 2008 n. 120[A] La contabilizzazione "a misura" rispetto a quella "a corpo" facilita la "visualizzazione dell'andamento dell'appalto”. [B] Sul contrasto giurisprudenziale riguardo alla mancata contestazione circa la tardività delle riserve da parte del direttore lavori e della stazione appaltante. [C] Sull’aggiudicazione dei lavori mediante la formula dell’offerta economicamente più vantaggiosa e sui rapporti di tale metodo con la natura esecutiva del progetto. [D] Sull’ammissibilità o meno delle rivalutazione monetaria riguardo alle somme da riconoscersi per revisione prezzi. [D] Sulla natura delle riserve, sulla possibilità o meno di assimilarle alla costituzione in mora di origine civilistica e sulla decorrenza degli interessi
T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, giugno 2009[A] Sulla normativa legislativa e regolamentare distingue in proposito i seguenti tre livelli di progettazione. [B] Sulla tendenza del legislatore è di estendere negli appalti pubblici le forme contrattuali che richiedano come oggetto dell’offerta del candidato la progettazione esecutiva (c.d. “chiavi in mano”)
T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, maggio 2009Sulla tendenza del legislatore è di estendere negli appalti pubblici le forme contrattuali che richiedano come oggetto dell’offerta del candidato la progettazione esecutiva (c.d. “chiavi in mano”), con l’obiettivo di evitare la lievitazione dei costi a consuntivo, rispetto a quelli preventivati nell’offerta di gara (cd. cost plus)
Consiglio di Stato, Sezione IV, aprile 2009[A] Il potere di esclusione dalla procedura di gara perdura fino a quando la gara non sia conclusa. [B] Sulle dichiarazioni di subappalto da rendere in sede di gara. [C] Sulla qualificazione dei progettisti nell’appalto integrato
Lodo Arbitrale, febbraio 2008 n. 17[A] Sulla sussistenza o meno di un obbligo a carico della stazione appaltante di fornire in visione in sede di gara il computo metrico estimativo. [B] Sui caratteri essenziali dell’appalto “a corpo” e sul suo rapporto con l’esecutività del progetto. [C] Sul livello di adeguatezza del progetto richiesto prima dell’entrata in vigore della l. 109 del 1994. [D] Nell’appalto ”a corpo” non è consentita una determinazione consensuale dell'opera che è invece ammissibile solo in particolari fattispecie, come, ad esempio, l'appalto-concorso, la trattativa privata o il dialogo competitivo. [E] Sul valore del giudizio espresso dall’organo di collaudo riguardo alle riserve dell’impresa. [F] L’esercizio dello "ius variandi" da parte dell’appaltatore è soggetto a particolari condizioni. [G] Sull’ipotesi di lavori meritevoli di collaudo ma non preventivamente autorizzati, sulle condizioni che devono sussistere affinché possano essere ammessi in contabilità e sui diversi orientamenti giurisprudenziali in materia. [H] Sulla legittimità o meno della sospensione lavori motivata in ordine alla "riscontrata necessità di apportare al contratto alcune modifiche qualitative e quantitative allo scopo di migliorare la funzionalità e la sicurezza dell'installazione del costruendo edificio”. [I] Sui presupposti per l’adozione di una variante migliorativa ai sensi dell’art. 25, comma 3, della l. 109 del 1994

 
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