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ARGOMENTO: CODICE CIVILE. Art. 1667 (Difformità e vizi dell'opera)

Corte d’Appello di Genova, gennaio 2017

[A]. Sulla natura parziaria o solidale della responsabilità tra mandante e mandataria di un ATI rispetto ai danni lamentati dalla Stazione Appaltante per vizi dell’opera eseguita, in particolare in caso di fallimento della mandante dopo l’intervenuta risoluzione del contratto[B] Sulla possibilità o meno per la Stazione Appaltante di applicare la penale per intero solo alla mandataria in forza della responsabilità solidale tra partecipanti all’ATI

Cassazione Civile, Sezione II, agosto 2017

Sulla responsabilità dell’appaltatore in caso di vizi imputabili ad errori di progettazione o direzione dei lavori

Lodo Arbitrale, aprile 2015

[A] Sulla natura del contratto stipulato tra Impresa e Amministrazione e sulla rilevanza o meno del nomen iuris utilizzato dalle parti all'interno del contratto. [B] Sull'onere della prova posto a carico della parte che chiede la risoluzione del contratto d'appalto per grave inadempimento dell'altra parte. [C] Sulle ipotesi in cui l'accettazione dell'opera da parte dell'Ente Appaltante da origine all'effetto liberatorio del debitore previsto dagli artt. 1665 c. 4 e 1667 c. 1 cod. civ.. [D] Sulla natura del "vizio occulto" dell'opera oggetto dell'appalto e sulle ipotesi di permanenza della garanzia anche in caso di accettazione incondizionata dell'opera

Lodo Arbitrale, gennaio 2015

[A] Sulla possibilità della Stazione Appaltante di rifiutare l'opera in caso di collaudo negativo. [B] Sugli effetti prodotti dall'inadempimento delle obbligazioni pecuniarie, nel caso in cui il creditore rivesta la qualità di imprenditore commerciale

Lodo Arbitrale, luglio 2014

[A] Sulla natura del collaudo, sulla sua funzione e sulle fasi per la sua esecuzione da parte della Stazione Appaltante. [B] Sulla funzione del certificato di collaudo. [C] Sul termine per l'esecuzione delle operazioni di collaudo. [D] Sui termini di decadenza e prescrizione per l'operatività della garanzia per difformità e vizi dell'opera

Lodo Arbitrale, maggio 2013

[A] Sulla possibilità o meno che il contraddittorio tra appaltante e appaltatore sia idoneo a giustificare il prolungamento delle operazioni di collaudo e ad evitare la responsabilità della Stazione Appaltante per i maggiori oneri per la sicurezza sopportati dall'appaltatore. [B] Sull'onere della prova posto a carico delle parti nel caso l'impresa eccepisca la decadenza in merito alla contestazione dei vizi ai sensi dell'art. 1667 c.c.

Cassazione Civile, Sez. II., maggio 2014

Sui limiti alla imputabilità all'appaltatore dei vizi derivanti da lavorazioni eseguite da precedente ditta appaltatrice cui l'attuale appaltatore è subentrato

Lodo Arbitrale, febbraio 2013

[A] Sulla necessità o meno, ai sensi dell'art. 810 c.p.c., di procedere alla nomina dell'arbitro a mezzo di atto notificato tramite ufficiale giudiziario e sulla nullità o meno dell'invio svolto con strumento diverso. [B] Sul momento da cui decorre la litispendenza del giudizio arbitrale. [C] Sulla qualificazione del contratto d'appalto come obbligazione di mezzi o di risultato e sulle conseguenze di tale classificazione. [D] Sulla disciplina della garanzia per i vizi dell'opera ai sensi degli artt. 1667 e 1668 cod. civ.. [E] Sui vizi riconducibili alla garanzia di cui all'art. 1667 cod. civ. e su quelli riconducibili alla diversa garanzia di cui all'art. 1669 cod. civ.. [F] Sulla sussistenza o meno di un onere a carico dell'Appaltatore e del direttore dei lavori di correggere preventivamente i difetti progettuali riscontrati, segnalandoli alla Stazione Appaltante e sulle conseguenze della omessa segnalazione. [G] Sulla natura e sui limiti alla responsabilità dell'appaltatore disciplinata dall'art. 1669 cod. civ.. [H] Sulla qualificazione della responsabilità di cui all'art. 1669 cod. civ. come "responsabilità aggravata" dell'appaltatore e sulle conseguenze riguardo all'onere della prova posto a carico delle parti. [I] Sulle ipotesi in cui i difetti dell'opera realizzata dall'appaltatore possono qualificarsi come "gravi difetti" e, quindi, possono rientrare nella responsabilità di cui all'art. 1669 cod. civ.. [L] Sulle ipotesi specifiche in cui la responsabilità dell'appaltatore di cui all'art. 1669 cod. civ. è da ritenersi esclusa. [M] Sulla idoneità o meno del procedimento per ATP attivato ai sensi dell'art. 696 c.p.c. e del procedimento arbitrale ad interrompere e sospendere la prescrizione di cui all'art. 1669 cod. civ.. [N] Sulla qualificazione dell'attività del progettista e sulla possibilità o meno di ricondurla nell'ambito dell'art. 2226 cod. civ. con le relative garanzie. [O] Sulla sussistenza o meno di una solidarietà tra appaltatore e progettista per i vizi dell'opera realizzata e sulla applicabilità della responsabilità di cui all'art. 1669 cod. civ. al progettista e al direttore lavori. [P] Sull'obbligo dell'Appaltatore di contestare le indicazioni errate del direttore dei lavori e sulle responsabilità di Appaltatore e direttore lavori verso il committente nel caso di istruzioni sbagliate del direttore dei lavori. [Q] Sulla applicazione o meno della rivalutazione monetaria sulle somme liquidate al committente a titolo di risarcimento del danno ai sensi dell'art. 1669 cod. civ.. [R] Sulla automaticità o meno dell'estinzione della polizza cauzionale stipulata dall'appaltatore a garanzia degli impegni assunti verso l'Amministrazione a seguito della approvazione del certificato di collaudo

Corte d'Appello di Firenze, marzo 2012

[A] Sulla applicabilità o meno agli appalti pubblici delle decadenze per la denuncia dei vizi dell'opera di cui all'art. 1667. [B] Sulla possibilità o meno che la responsabilità dell'appaltatore per difformità e vizi dell'opera possa essere esclusa per il fatto che il medesimo abbia accettato le direttive dei tecnici della stazione appaltante. [C] Sulla esistenza o meno di un dovere di rendere edotto il committente di eventuali carenze del progetto, rilevate o rilevabili con la normale diligenza, e sulla possibilità o meno di escludere la responsabilità dell'Impresa per le carenze progettuali non segnalate

Lodo Arbitrale, agosto 2012

[A] Sul riconoscimento dei vizi dell'opera da parte dell'appaltatore, sulla necessità di una determinata forma e sugli effetti del riconoscimento sui termini di decadenza e prescrizione di cui all'art. 1667 cod. civ.. [B] Sugli effetti prodotto dall'impegno all'eliminazione dei difetti assunto dall'appaltatore riguardo alla decadenza di cui all'art. 1667 cod. civ. e sulla insorgenza o meno di una nuova obbligazione autonomamente soggetta a termine prescrizionale ordinario

Corte d'Appello di Firenze, marzo 2012

[A] Sul termine di decorrenza della garanzia per vizi dell'appalto di cui all'art. 1667 cod.civ. negli appalti pubblici e sul valore attribuito alla consegna dell'opera. [B] Sulla possibilità o meno che l'appaltatore sia esonerato da responsabilità per vizi dell'opera nel caso in cui si sia attenuto alle direttive del DL o della Committenza, ovvero abbia pedissequamente seguito quanto previsto nel progetto poi risultato difettoso e sulla eventuale sussistenza di un onere di verifica

Lodo Arbitrale, ottobre 2011

[A] Sulla nullità o annullabilità della transazione tra Impresa e Stazione Appaltante per l'uso di artifici e raggiri al momento della stipulazione da parte della Stazione Appaltante. [B] Sulle caratteristiche affinché il dolo nel comportamento del contraente possa essere inteso come vizio della volontà idoneo a costituire motivo di annullabilità del contratto. [C] Sulla natura della responsabilità per vizi ex art. 1669 c.c., sulla sua rinunciabilità o meno e sugli specifici vizi che, secondo l'interpretazione data dalla giurisprudenza dominante, sono coperti da tale garanzia. [D] Sui termini di decadenza e prescrizione per le garanzie di cui agli articoli 1667 e 1669 c.c.. [E] Sull'onere di denuncia dei vizi da parte del committente ai sensi dell'art. 1669 entro un anno dalla scoperta e sulla individuazione del momento a partire dal quale il vizio può ritenersi "conosciuto". [F] Sulla possibilità o meno che la responsabilità dell'appaltatore per gravi vizi, di cui all'art. 1669 c.c., possa ritenersi non sussistente nel caso di appalto c.d. a regia in cui vi è una forte ingerenza del committente e l'appaltatore è un mero esecutore. [G] Sulla procedibilità o meno della domanda di arbitrato attivata dall'Impresa in pendenza del procedimento di accordo bonario di cui all'art. 31bis L. 109/1994, nel caso in cui i termini ivi previsti scadano senza che l'Amministrazione abbia provveduto agli adempimento di sua spettanza. [H] Sui presupposti necessaria al risarcimento del danno all'Immagine lamentato dall'Impresa

Lodo Arbitrale, giugno 2011

[A] Sugli elementi da valutare per verificare la competenza del Collegio Arbitrale a decidere sui quesiti proposti dalle parti e sulla interpretazione della clausola compromissoria. [B] Sulla competenza del Collegio Arbitrale sulle domande avanzate a titolo di responsabilità extracontrattuale. [C] Sull’esistenza o meno dell’onere di denuncia dei vizi dell’opera ex art. 1667 c.c. da parte della Stazione Appaltante e sulla decorrenza del termine di prescrizione dalla consegna dell’opera ovvero dal collaudo della stessa. [D] Sulle differenze tra i vizi di cui all’art. 1667 c.c. e i vizi di cui all’art. 1669 c.c., nonché sulla differente disciplina. [E] Sul momento a partire dal quale si può considerare sussistente la conoscenza completa dei vizi, tale da provocare il decorso del doppio termine (decadenziale e prescrizionale) per l’azione risarcitoria di cui all’art. 1669 c.c.. [F] Sulla possibilità o meno che il riconoscimento delle difformità o dei vizi dell’opera da parte dell’appaltatore esoneri il committente dal rispetto dei termini di decadenza e prescrizione anche per i vizi di cui all’art. 1669 c.c.. [G] Sulla debenza o meno degli interessi e della rivalutazione monetaria sulle somme cui l’appaltatore venga condannato per vizi di costruzione

Lodo Arbitrale, giugno 2011

[A] Sulla rilevanza o meno della consegna dei lavori per quanto attiene i termini di decadenza e prescrizione del committente dalla possibilità di far valere le difformità e vizi dell'opera, ai sensi dell’art. 1667 cod. civ.. [B] Sulla possibilità o meno che il superamento da parte della Stazione Appaltante del termine semestrale per la conclusione del collaudo consenta il decorso dei termini di decadenza e prescrizione per far valere le difformità e i vizi dell’opera

Lodo Arbitrale, ottobre 2010

[A] Sulla necessità o meno che le riserve, per essere efficaci, siano iscritte nel registro di contabilità e confermate all’atto della sottoscrizione del conto finale. [B] Sulla legittimazione della singola società facente parte di un ATI a promuovere l’arbitrato e sui problemi relativamente al quantum risarcibile al singolo per riserve iscritte dall’ATI in corso di esecuzione del contratto. [C] Sulla possibilità o meno che la Stazione Appaltante rinunci alla decadenza disposta dalla legge in ordine alla regolarità della procedura stabilita per l'iscrizione delle riserve nei registri di contabilità. [D] Sulla possibilità o meno che l’accettazione dell’opera senza riserve da parte della Stazione Appaltante liberi l’appaltatore della garanzia per difformità di cui all’art. 1667 cod. civ.

Tribunale di Grosseto, febbraio 2011

[A] Sulla applicabilità o meno delle disposizioni dell'art. 2226 c.c., in tema di decadenza e prescrizione dell'azione di garanzia per vizi dell'opera, alla prestazione svolta dal progettista e direttore dei lavori [B] Sulla responsabilità del professionista nel caso in cui il progetto da questi elaborato sia in parte inidoneo ad essere attuato

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, giugno 2010

Anche laddove l’appaltatore si attenga alle previsioni del progetto altrui, come nel caso in cui il committente predispone il progetto e fornisce indicazioni sulla relativa realizzazione, l'appaltatore può comunque essere ritenuto responsabile per i vizi dell'opera se, nel fedelmente eseguire il progetto e le indicazioni ricevute, non segnala eventuali carenze ed errori

Corte dei Conti, Sezione Trentino Alto Adige, dicembre 2009

[A] Sulla responsabilità erariale del Direttore Lavori per l’omessa individuazione e correzione di tutte le problematiche ostative alla corretta realizzazione dell’opera e per la mancata verifica di materiali poi invece risultati non idonei. [B] Il direttore dei lavori è tenuto all'individuazione e alla correzione di eventuali carenze progettuali che impediscono quella "buona riuscita" del lavoro. [C] Sulla responsabilità civile del direttore dei lavori, in concorso con quella dell’appaltatore

Corte dei Conti, Sezione Trentino Alto Adige, dicembre 2009

A] Sulla responsabilità civile del direttore dei lavori, in concorso con quella dell’appaltatore, per la mancata verifica e controllo della rispondenza dell’opera al progetto. [B] Sulla necessità o meno che il direttore lavori assicuri la presenza continua e giornaliera sul cantiere

Lodo Arbitrato, gennaio 2009

[A] Sulle conseguenze derivanti dal ritardo nell’emissione del certificato di collaudo rispetto ai termini di legge e sulle azioni che comunque competono all’amministrazione in caso di vizi riscontrati nell’opera ancora non collaudata laddove sia già stato avviato il giudizio arbitrale. [B] L'appaltatore che agisca in giudizio per il pagamento del corrispettivo convenuto ha l'onere di provare di avere esattamente adempiuto la propria obbligazione. [C] Nell'appalto di opera pubblica, rispetto alla denuncia di eventuali vizi, rimane estraneo il momento della "consegna" dell'opera

Corte d’Appello di Firenze, Sezione II, maggio 2009

L’appaltatore deve segnalarne al committente le carenze e gli errori, essendo egli tenuto ad eseguire il progetto a regola d’arte e controllare, con la dovuta diligenza e nei limiti delle cognizioni tecniche da lui esigibili, la congruità e la completezza del progetto e delle indicazioni fornitegli

Lodo Arbitrale, luglio 2008 n. 95

[A] Sulla sussistenza o meno di una differenza tra quantificazione degli importi dovuti dall’appaltatore per i singoli vizi dell’opera nel caso di appalto “a corpo”, rispetto a quanto il CTU dovrebbe determinare nel caso l’appalto fosse “a misura”. [B] Sulla sussistenza o meno di un concorso colposo della stazione appaltante per i vizi delle opere non tempestivamente contestati dalla direzione lavori all’appaltatore attraverso ordini di servizio

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, marzo 2009

Il committente convenuto per il pagamento può opporre all’appaltatore le difformità e i vizi dell’opera, avvalendosi del principio inadimpleti non est adimplendum

Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, 31marzo 2009

[A] Sulla possibilità o meno di invocare la garanzia per gravi difetti ex. art. 1669 c.c. qualora si verifichino infiltrazioni di acqua per carenza di impermeabilizzazione della copertura della terrazza praticabile. [B] Sui vizi consistenti in crepe nei muretti dei balconi e della terrazza, distacchi d’intonaco sul parapetto della terrazza, malformazioni nella pavimentazione del piano terra e assenza di guaine di condotta nell’impianto elettrico. [C] L’appaltatore risponde ex art. 1669 c.c. verso il committente ed i suoi aventi causa anche quando i difetti costruttivi siano ascrivibili all’imperfetta o erronea progettazione


Editrice: Presslex della Dott.ssa Chiara Morocchi
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