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ARGOMENTO: CODICE CIVILE. Art. 1456 (Clausola risolutiva espressa)

Lodo Arbitrale, febbraio 2013

[A] Sulla diversa disciplina del rapporto tra professionista e Pubblica Amministrazione rispetto al normale rapporto di prestazione d'opera intellettuale di cui all'art. 2230 e seg. cod. civ.. [B] Sulla necessità o meno della forma scritta nei contratti tra pubblica amministrazione e privati e sulle ragioni di tale scelta normativa anche alla luce quanto oggi stabilito dalla legge costituzionale 20 aprile 2012 n. 1 che, modificando tra l'altro l'articolo 97 Cost., impone il vincolo di bilancio. [C] Sugli orientamenti giurisprudenziali in merito alla forma del contratto tra Pubblica Amministrazione e professionista, sulla possibilità o meno di stipulare il contratto a distanza o per fatti concludenti. [D] Sulla possibilità o meno che il contratto tra P.A. e professionista possa essere modificato per fatti concludenti o a mezzo di delibera dell'organo collegiale dell'ente pubblico. [E] Sulla possibilità o meno che le richieste di rielaborazione del progetto possano rendere inoperante la clausola risolutiva espressa prevista nel contratto ex art. 1457 c.c. in ragione della tolleranza all'inadempimento mostrata dalla Stazione Appaltante. [F] Sulla opponibilità o meno della clausola risolutiva espressa redatta con riferimento alla violazione di tutte le obbligazioni contenute nel contratto e non riferita ad una specifica obbligazione

Lodo Arbitrale, settembre 2012

[A] Sulla competenza a decidere del Collegio sulle domande di condanna svolte dalla Stazione Appaltante contro l'Impresa poi dichiarata fallita, laddove la Stazione appaltante abbia chiesto che delle domande stesse sia tenuto conto quali eccezioni di compensazione. [B] Sul regime delle preclusioni nel procedimento arbitrale. [C] Sulla possibilità o meno che il comportamento del contraente finalizzato alla tardiva esecuzione del contratto possa costituire rinuncia all'effetto risolutivo data dall'essersi avvalso della clausola risolutiva espressa. [D] Sulle valutazioni che il Collegio arbitrale deve svolgere nel caso di reciproca domanda di risoluzione del contratto. [E] Sulla possibilità o meno che il collegio dichiari la risoluzione del contratto per mutuo consenso nel caso di reciproche domande di risoluzione per inadempimento, laddove non sia individuabile un inadempimento prevalente. [F] Sul diritto o meno del Concessionario all'adeguamento ISTAT dei corrispettivi stabiliti in convenzione

T.A.R. Veneto, Sezione I, agosto 2013

Per la configurabilità della clausola risolutiva espressa, le parti devono aver previsto la risoluzione di diritto del contratto per effetto dell'inadempimento di una o più obbligazioni specificamente determinate, restando estranea alla norma contenuta nell'art. 1456 c.c., la clausola redatta con generico riferimento alla violazione di tutte le obbligazioni contenute nel contratto


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