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ARGOMENTO: CODICE CIVILE. Art. 2041 (Azione generale di arricchimento)

Lodo Arbitrale, novembre 2014

[A] Sulla declinabilità o meno della competenza arbitrale da parte di uno dei contraenti, in presenza di un clausola compromissoria sottoscritta dalle parti. [B] Sulla procedibilità o meno della domanda nel caso di fallimento dell'accordo bonario o di mancato esperimento dello stesso entro i termini di legge. [C] Sui limiti alla possibilità per l'Appaltatore di ottenere il pagamento di opere non previamente autorizzate dalla Stazione Appaltante. [D] Sulla responsabilità della Stazione Appaltante riguardo alla completezza del progetto affidato

Lodo Arbitrale, maggio 2015

[A] Sulla responsabilità della Stazione Appaltante in caso di ritardi dovuti alla tardiva nomina del collaudatore. [B] Sulle ipotesi di difficoltà sopravvenute che possono consentire all'Appaltatore il riconoscimento dell'equo compenso in caso di maggiore onerosità della prestazione, ai sensi dell'art. 1664, comma 2, cod. civ.. [C] Sui limiti all'ammissibilità dell'azione di indebito arricchimento di cui all'art. 2041 cod. civ.

Lodo Arbitrale, febbraio 2015

[A] Sui limiti alla competenza del Collegio Arbitrale, in caso di incarichi aggiuntivi rispetto a quello oggetto di contratto e a domande di indebito arricchimento ex art. 2041 c.c.. [B] Sul potere di conferimento dell'incarico di progettazione da parte del Sindaco e non del Dirigente nella Regione Sicilia. [C] Sul potere di conferimento dell'incarico di progettazione da parte del Dirigente e non degli organi politici, secondo quanto disposto dall'art. 107 del TU Enti Locali e sulle nullità o annullabilità della nomina eseguita dal Sindaco. [D] Sulla legittimità o meno della clausola contrattuale che subordina l'obbligazione del pagamento del corrispettivo alla esibizione della polizza di responsabilità civile professionale da parte del progettista incaricato e sugli effetti della mancata produzione da parte di quest'ultimo

Lodo Arbitrale, dicembre 2014

[A] Sui limiti al risarcimento ottenibile dall'Impresa con l'azione di arricchimento per i pregiudizi subiti in conseguenza della dichiarazione di nullità del contratto di proroga. [B] Sul principio di "auto-responsabilità" e sulla sussistenza o meno dell'arricchimento senza causa quando lo squilibrio economico sia giustificato dal consenso della parte che assume di essere danneggiata. [C] Sui presupposti per avviare l'azione di indebito arricchimento di cui all'art. 2041. [D] Sul valore di mezzo di prova attribuito alla perizia redatta dal CTU incaricato. [E] Sulla operatività della revisione prezzi. [F] Sulla possibilità o meno, e sui relativi presupposti, per poter attribuire natura transattiva ad un verbale conciliativo sottoscritto tra i tecnici delle parti. [G] Sui presupposti per il riconoscimento del danno all'immagine patito dall'ente per i disservizi causati dall'Impresa e sulla sua quantificazione

Lodo Arbitrale, settembre 2013

[A] Sui requisiti necessari affinché la domanda di indebito arricchimento proposta contro la Pubblica Amministrazione possa essere accolta e sulla giurisdizione a decidere di tale domanda. [B] Sulla ripartizione dell'onere della prova in materia contrattuale per definire la fondatezza delle domande tra Stazione Appaltante e Impresa. [C] Sulla risarcibilità o meno del maggior danno da svalutazione monetaria richiesto dall'Impresa ai sensi dell'art. 1224, comma 2, c.c., con particolare riguardo all'onere della prova necessario all'accoglimento di tale domanda

Lodo Arbitrale, maggio 2014

[A] Sull'interpretazione della clausola compromissoria e sulla possibilità o meno che sia oggetto del giudizio arbitrale solo la determinazione del quantum senza delibazione sull'an del credito vantato da una parte. [B] Sul regime delle preclusioni nel procedimento arbitrali. [C] Sulla natura perentoria o acceleratoria di un termine per l'avvio del procedimento arbitrale contenuto nel contratto tra Stazione Appaltante e professionista incaricato. [D] Sulla giurisdizione o meno del Collegio Arbitrale in merito alla domanda di ingiustificato arricchimento ex art. 2041 c.c. avanzata in subordine dei professionisti nei confronti dell'ente committente. [E] Sulla nullità o meno delle determinazioni e dei disciplinari d'incarico perché non contengono impegno di spesa e non indicano mezzi per farvi fronte ovvero per le quali viene determinato un importo insufficiente in altro atto. [F] Sugli effetti prodotti sul contratto dalla nullità della delibera a monte

Lodo Arbitrale, marzo 2014

[A] Sulla possibilità o meno di utilizzare in giudizio una CTU resa in altro giudizio. [B] Sulla legittimazione ad agire delle mandanti di una RTI e sugli effetti prodotti dal fallimento della mandataria. [C] Sull'istituto della revisione prezzi e sugli strumenti di riequilibrio in caso di esecuzione anticipata dei lavori. [D] Sull'istituto della revisione prezzi e sulla necessità di parametrarlo al programma "teorico" dei lavori o all'effettivo svolgimento degli stessi. [E] Sugli interessi applicabili al compenso revisionale (riconosciuto a titolo di revisione prezzi) e sulla applicabilità o meno della rivalutazione monetaria. [F] Sulla risarcibilità del danno ulteriore e sull'onere della prova. [G] Sui limiti all'ammissibilità dell'azione di arricchimento senza causa ex art. 2042 cod. civ.

Cassazione Civile, Sez. I, Sent. febbraio 2013

[A] Sulla necessità di stipulare un apposito contratto nel caso sia necessario eseguire lavori per un importo superiore al quinto rispetto all'importo originario e sulla insufficienza della delibera di un organo interno. [B] Sulla improponibilità dell'azione ex art. 2041 c.c. nei confronti dell'ente per i lavori eseguiti in assenza di contratto e sulla responsabilità del funzionario deliberante

Cassazione Civile, Sez. I, Sent. gennaio 2013

Sui limiti all'obbligo per la Stazione Appaltante di pagare le opere extracontratto eseguite dall'Impresa

Lodo Arbitrale, luglio 2013

[A] Sulle responsabilità dirette dei funzionari e dei dipendenti pubblici, nonché di quelle dell'ente, nei confronti del professionista incaricato, per l'indebito arricchimento conseguito dal Comune a seguito della stipulazione di un contratto nullo e sui termini delle rispettive azioni. [B] Sulla nullità o meno del contratto tra Comune e professionista sottoscritto dal Sindaco e non dal dirigente, il cui disciplinare è stato approvato con delibera di Giunta anziché da una determina dirigenziale. [C] Sulla interpretazione del contratto al fine di verificarne la nullità ai sensi dell'art. 1346 c.c. per indeterminatezza della prestazione oggetto del contratto e per indeterminatezza del compenso. [D] Sul diritto al compenso del progettista per le attività già compiute alla data del recesso disposto dalla Stazione Appaltante e sulla rilevanza o meno della intervenuta approvazione della progettazione preliminare

Cassazione Civile, Sez. Unite, Ord. agosto 2012

[A] Sulla giurisdizione del Giudice Ordinario ovvero del Giudice Amministrativo riguardo alla inefficacia del contratto stipulato dalla Stazione Appaltante per affidamento diretto, senza gara e in violazione della disciplina nazionale e comunitaria in materia di contratti pubblici. [B] Segue: sulla giurisdizione in merito alle domande di ripetizione di indebito o di arricchimento senza causa, conseguenti alla declaratoria di inefficacia del contratto

Lodo Arbitrale, maggio 2013

[A] Sulla competenza del Collegio Arbitrale a decidere sulle domande ex art. 2043 e 2041 c.c. e sui criteri interpretativi della clausola compromissoria contenuta nel contratto d'appalto. [B] Sulle pretese dell'appaltatore soggette all'onere di iscrizione di tempestiva riserva. [C] Sulla subordinazione o meno al regime delle riserve della domanda dell'Appaltatore finalizzata ad ottenere la risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante. [D] Sulle verifiche che il Collegio deve svolgere per valutare la legittimità o meno del provvedimento di risoluzione del contratto per inadempimento disposto dalla Stazione Appaltante. [E] Sulla sorte del contratto nel caso di reciproca domanda di risoluzione per inadempimento proposta da entrambe le parti nell'ipotesi in cui non siano ravvisati gli estremi del grave inadempimento per nessuna delle due

Tribunale di Grosseto, agosto 2013

[A] Sulla necessità della forma scritta per la stipulazione di contratti d'appalto e per le successive varianti e sulla possibilità o meno di desumere la volontà di obbligarsi della PA per fatti concludenti. [B] Sull'esperibilità dell'azione di indebito arricchimento per tutte le prestazioni e i servizi ... resi alla P.A. anteriormente all'entrata in vigore del DL n. 66 del 1989. [C] Sulle condizioni affinché il Giudice possa rilevare l'esistenza di un implicito riconoscimento dell'utilitas per la Pubblica Amministrazione necessario per l'eventuale accoglimento della domanda di indebito arricchimento avanzata dall'Appaltatore. [D] Sull'onere di iscrizione di tempestiva riserva per l'appaltatore che, in relazione a situazioni sopravvenute, intenda far valere pretese di compensi aggiuntivi rispetto al prezzo contrattuale. [E] Sul momento a partire dal quale è dovuta la refusione degli interessi per il ritardato pagamento degli stati di avanzamento negli appalti di opere pubbliche

Lodo Arbitrale, marzo 2013

[A] Sulla applicabilità o meno degli artt. 1453 c.c. e ss. al contratto di appalto pubblico in caso di domanda di risoluzione del contratto per inadempimento. [B] Sugli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto per inadempimento di una delle parti, ai sensi degli artt. 1453 e 1458 c.c. e sulle caratteristiche per la retroattività degli effetti ex art. 1458 c.c.. [C] Sulla natura residuale dell'azione di arricchimento senza causa ai sensi dell'art. 2041 c.c. e sulle ipotesi di inammissibilità della stessa ex art. 2042 c.c.

Tribunale di Livorno, agosto 2012

[A] Sulle conseguenze prodotte dal fallimento della società mandante sul rapporto interno all'ATI e sulla possibilità di trasformare la domanda riconvenzionale avanzata dalla Stazione Appaltante nei confronti del fallimento in eccezione riconvenzionale finalizzata a paralizzare la domanda principale. [B] Sul diritto dell'Appaltatore al corrispettivo per i lavori extra contratto eseguiti su richiesta verbale del direttore lavori e sulla valutazione in merito alla indispensabilità delle opere. [C] Sulla ammissibilità della domanda di indebito arricchimento ai sensi dell'art. 2041 cod. civ. e sul danno risarcibile in ragione di tale domanda

Lodo Arbitrale, febbraio 2013

[A] Sulla legittimità o meno della condizione sospensiva inserita nel contratto, rappresentata dal finanziamento delle progettazioni e delle opere, al reperimento del quale è subordinato il pagamento delle prestazioni. [B] Sugli obblighi posti a carico della stazione appaltante nel caso di condizione sospensiva legata al finanziamento delle opere e sull'onere della prova posto a suo carico nel caso di mancato avveramento della condizione. [C] Sulla possibilità o meno per l'impresa di ottenere il risarcimento per indebito arricchimento della Stazione Appaltante laddove, pur in assenza del verificarsi della condizione sospensiva, quast'ultima si sia avvalsa del progetto predisposto dall'Impresa

Lodo Arbitrale, febbraio 2013

[A] Sulla applicabilità o meno di rivalutazione e interessi sulla somma liquidata a titolo di risarcimento per i pregiudizi derivanti dalla illegittima sospensione dei lavori. [B] Sulla validità o meno dell'atto con cui l'Impresa rinunci a qualsiasi pretesa ulteriore e sulla nullità qualora sia preventiva e riguardi pretese future. [C] Sulla legittimità o meno del rifiuto opposto dalla Stazione Appaltante a compensare i maggiori costi di opere eseguite in conformità al progetto ma a costi superiori rispetto a quelli previsti nell'elenco prezzi. [D] Sulla applicabilità dell'istituto dell'indebito arricchimento di cui all'art. 2041 cod. civ. agli appalti pubblici e sui limiti del risarcimento ottenibile dall'impresa. [E] Sulle ipotesi in cui l'appaltatore che abbia eseguito variazioni arbitrarie ha diritto di richiedere il relativo aumento del corrispettivo. [F] Sull'onere del Direttore dei lavori di contestare immediatamente la tardività di eventuali riserve e sulla possibilità o meno che la mancata contestazione comporti la decadenza per la Stazione Appaltante di sollevare la questione nel successivo giudizio

Lodo Arbitrale, novembre 2012

[A] Sugli orientamenti giurisprudenziali in merito all'interpretazione delle clausole arbitrali, precedenti alla riforma del 2006, in particolare sulla sussistenza o meno della giurisdizione arbitrale sulla domanda di indebito arricchimento avanzata dal concessionario di pubblico servizio. [B] Sui limiti alla possibilità di interpretare estensivamente la clausola compromissoria, precedente alla riforma del 2006, e sulle questioni che possono considerarsi devolute agli arbitri

Lodo Arbitrale, giugno 2012

Sulla possibilità o meno di avvalersi, nella risoluzione di controversie derivanti da contratti pubblici dello strumento dell'arbitrato irrituale o libero e sulla eventuale sostituzione automatica delle clausole compromissorie ad opera degli artt. 241 e 253 del d.lgs. n. 163 del 2006. [B] Sui limiti alle richieste istruttorie in corso di procedimento arbitrale per ottenere l'esibizione di un documento di una parte o di un terzo. [C] Sulla giurisdizione in materia di domande di revisione prezzi. [D] Sui presupposti per la proposizione della domanda di indennizzo per indebito arricchimento della Stazione appaltante, ex art. 2041 cod. civ. e sulla competenza a decidere del collegio arbitrale

Lodo Arbitrale, febbraio 2012

[A] Sulla ammissibilità o meno della domanda di indebito arricchimento formulata solo con la memoria di replica. [B] Sui limiti alla operatività della prescrizione presuntiva nei rapporti tra committente pubblico e professionista incaricato. [C] Sulla possibilità o meno di considerare debito fuori bilancio la somma relativa alla differenza tra la parcella e l'impegno assunto sulla base di preventivo presuntivo presentato prima dell'affidamento dal professionista incaricato e sulla nullità o meno della delibera d'incarico

Lodo Arbitrale, dicembre 2011

[A] Sull'onere di tempestiva iscrizione di riserva, in particolare in merito alla contestazione della contabilizzazione dei corrispettivi effettuata dall'amministrazione. [B] Sulla natura vincolante o meno del parere reso dal RUP in sede di accordo bonario e sulla possibilità o meno che la stazione appaltante chieda un parere ad un soggetto esterno alla P.A.. [C] Sui requisiti necessari per l'ammissibilità della domanda di indebito arricchimento senza causa ex art. 2041 c.c. nei confronti della Pubblica Amministrazione. [D] Sull’onere di tempestiva iscrizione della riserva, nonché sulla successiva quantificazione, in merito ai c.d. fatti continuativi. [E] Sulla natura dell’obbligo di cooperazione e buona fede posto a carico della stazione appaltante e sulla necessità o meno di riscontrarne una violazione solo nelle ipotesi in cui non renda possibile l’adempimento dell’obbligo in capo all’appaltatore di eseguire tempestivamente l’opera appaltata. [F] Segue: sulle ipotesi in cui la violazione dell’obbligo di cooperazione e buona fede posto a carico della stazione appaltante può comportare l’obbligo di risarcire i conseguenti danni subiti dall’appaltatore. [G] Sul diritto o meno dell’Impresa ad ottenere il rimborso dei costi dalla stessa sostenuti per ottenere da soggetti privati la disponibilità di aree non espropriate e non occupate dalla P.A.. [H] Sull’onere di tempestiva iscrizione della riserva per il rimborso degli oneri di sicurezza

Tribunale di Livorno, agosto 2012

[A] Sulla procedibilità o meno della domanda riconvenzionale di compensazione avanzata dalla Stazione Appaltante nei confronti dall’ATI appaltatrice nel caso di fallimento della stessa con conseguente costituzione in giudizio della curatela fallimentare e sulla possibilità o meno di considerare la domanda riconvenzionale una eccezione riconvenzionale. [B] Sulla fondatezza o meno della domanda avanzata dall’appaltatore per il pagamento di lavori ordinati verbalmente dalla Direzione Lavori. [C] Sulla ammissibilità o meno della domanda di indebito arricchimento ex art. 2041 c.c. in presenza di altre domande e sulle tipologie di danno risarcibili

Lodo Arbitrale, ottobre 2011

[A] Sulla qualificazione dell'appalto come obbligazione di risultato e sulla possibilità o meno che la necessità di assumere nuovo personale per la corretta esecuzione dell'appalto possa consentire all'Impresa di essere rimborsata dei maggiori oneri. [B] Sulla applicabilità o meno della rivalutazione monetaria sulle somme per l'obbligazione di risarcimento del danno derivante da inadempimento contrattuale. [C] Sulla possibilità o meno per la Stazione Appaltante di giustificare il mancato pagamento di una fattura con la c.d. "eccezione di inadempimento" riferita ad una prestazione di molto successiva a quella fatturata dall'Impresa. [D] Sul criterio di riparto della giurisdizione in materia di revisione del prezzo prima dell'attribuzione della giurisdizione esclusiva e dopo tale attribuzione e sulla conseguente compromettibilità in arbitri o meno di detta questione. [E] Sull'applicabilità o meno della revisione prezzi di cui all'art. 1664 cod. civ. agli appalti pubblici di forniture e servizi, nonché sulla disciplina contenuta in proposito nell'art 115 del d.lgs. n° 163 del 2006. [F] Sui presupposti necessari alla valutazione della domanda di arricchimento senza causa. [G] Sui presupposti e sull'onere della prova per la domanda di ripetizione dell'indebito. [H] Sui presupposti per l'accoglimento della domanda per lite temeraria ex art 96 c.p.c.

Lodo Arbitrale, agosto 2011

[A] Sulla natura e sui limiti dell'azione di indebito arricchimento avviata dall'Impresa nei confronti della Stazione Appaltante. [B] Sulla risarcibilità o meno dell'utile di impresa (10%) e delle spese generali (15%) nel caso di azione di indebito arricchimento proposta dall'Impresa previa declaratoria di nullità dei contratti di proroga-rinnovo sottoscritti con la Stazione Appaltante

Lodo Arbitrale, marzo 2011

[A] Sulla possibilità o meno di proporre nel giudizio arbitrale l’eccezione di difetto di competenza del Collegio, laddove vi sia una sentenza del Giudice Ordinario passata in giudicato che ha riconosciuto la giurisdizione del Collegio Arbitrale. [B] Sulla nullità o meno della delibera di incarico al professionista che non indichi l’ammontare del compenso e mezzi per farvi fronte, nonché sugli effetti prodotti sul contratto stipulato. [C] Sulla applicabilità o meno dei principi di evidenza pubblica per l’affidamento di incarichi di progettazione di importo inferiore alla soglia comunitaria. [D] Sulla possibilità o meno per il Collegio Arbitrale di disapplicare la delibera di incarico e di dichiarare nullo il contratto conseguentemente stipulato. [E] Sulla fondatezza o meno di una azione di indebito arricchimento nei confronti della Pubblica Amministrazione in caso di nullità della delibera d’incarico, nonché sulla sussistenza o meno di una azione residuale del Professionista nei confronti del funzionario della P.A. che ha materialmente stipulato il contratto

Lodo Arbitrale, gennaio 2011

[A] Sulla estensibilità o meno delle cause di invalidità del contratto alla clausola compromissoria. [B] Sulla interpretazione dei diritti personalissimi non compromettibili ai sensi dell’art. 806 cod. civ.. [C] Sui presupposti legali per la proposizione dell’azione di indebito arricchimento nei confronti della Stazione Appaltante, alla luce della pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione 11 settembre 2008, n. 23385, e sulla quantificazione della domanda. [D] Sulla possibilità o meno che il Collegio proceda ad una valutazione equitativa del preteso depauperamento dell’impresa laddove la produzione di documenti da parte dell’Impresa sia oggettivamente complessa

Lodo Arbitrale, gennaio 2011

Sui presupposti necessari all’accoglimento dell’azione di indebito arricchimento, ex art. 2041 cod. civ., avviata dall’Impresa nei confronti della Stazione Appaltante

Lodo Arbitrale, dicembre 2010

[A] Sulla differenza tra inderogabilità della normativa applicabile e indisponibilità del diritto per l’applicabilità del divieto di compromittibilità in arbitri stabilito dall’art. 806 c.p.c.. [B] Sulla differente disciplina tra la “proroga” e il “rinnovo” del contratto d’appalto e sulla nullità o meno dei due istituti. [C] Sulla nullità o meno del c.d. «rinnovo programmato» previsto esplicitamente fin dall’inizio negli atti di gara. [D] Sulla possibilità o meno di configurare una responsabilità precontrattuale in capo alla Stazione Appaltante e, di converso, l'affidamento incolpevole dell'impresa ai sensi dell'art. 1338 c.c., in caso di declaratoria di nullità del contratto per violazione di norma imperativa. [E] Sui requisiti dell’azione di indebito arricchimento nei confronti della Pubblica Amministrazione e sulla necessità o meno che la Pubblica Amministrazione proceda anche al riconoscimento dell'utilità dell'opera o della prestazione ottenuta. [F] Sulla ammissibilità o meno di una domanda completamente nuova introdotta nel procedimento arbitrale solo con la seconda memoria

Lodo Arbitrale, dicembre 2010

[A] Sulla compromettibilità o meno in arbitri della domanda avanzata dall’Impresa al Collegio per ottenere la nullità del contratto in cui la clausola compromissoria è inserita. [B] Sulla possibilità o meno che il consenso prestato dall’Impresa in occasione della stipula dei contratti di proroga-rinnovo implichi la accettazione dello squilibrio economico. [C] Sulla possibilità o meno che l’azione di arricchimento senza causa consenta all’Impresa di recuperare «il giusto corrispettivo» dell'incarico o dei lavori eseguiti, anziché la mera restituzione di quanto indebitamente percepito dalla Stazione Appaltante

Lodo Arbitrale, dicembre 2010

[A] Sulla compromettibilità o meno in arbitri della domanda avanzata dall’Impresa al Collegio per ottenere la nullità del contratto in cui la clausola compromissoria è inserita. [B] Sulla possibilità o meno che il consenso prestato dall’Impresa in occasione della stipula dei contratti di proroga-rinnovo implichi la accettazione dello squilibrio economico. [C] Sulla possibilità o meno che l’azione di arricchimento senza causa consenta all’Impresa di recuperare «il giusto corrispettivo» dell'incarico o dei lavori eseguiti, anziché la mera restituzione di quanto indebitamente percepito dalla Stazione Appaltante

Lodo Arbitrale, dicembre 2010

[A] Sul rapporto tra clausola compromissoria e contratto principale alla luce della novella introdotta dall’art. 20 del D. Lgs. 2 febbraio 2006 n. 40. [B] Sui presupposti necessari affinché il Collegio possa indagare sulla fondatezza o meno della domanda di arricchimento senza causa avanzata dall’Impresa. [C] Sulla natura residuale o meno della domanda di arricchimento senza causa

Lodo Arbitrale, novembre 2010

[A] Sulla possibilità o meno di stipulare contratti di appalto “a corpo” con la Pubblica Amministrazione e sui rischi dei contraenti connessi a tale modalità di accordo. [B] Sulla possibilità o meno dell’Impresa di ottenere il pagamento di prestazioni richieste dalla Direzione Lavori ed eseguite spontaneamente dall’Impresa senza immediata contestazione alla DDLL o al RUP. [C] Sulla ammissibilità o meno della domanda di arricchimento nei confronti della Stazione Appaltante, avanzata in subordine dall’Impresa, per ottenere il pagamento di prestazioni ulteriori nel caso le riserve fossero considerate dal Collegio tardive

Lodo Arbitrale, maggio 2010

[A] Sugli effetti che l’eventuale dichiarazione di nullità del contratto svolge sulla validità della clausola compromissoria ivi contenuta. [B] Sulla possibilità o meno che il consenso espresso prestato dall’appaltatore all’esecuzione di prestazioni per un certo prezzo possa escludere la successiva azione di indebito arricchimento contro la Stazione appaltante, in virtù del c.d. principio di autoresponsabilità. [C] Sulla possibilità o meno che l’appaltatore possa recuperare «il giusto corrispettivo» dell’incarico o dei lavori eseguiti attraverso l’azione di indebito arricchimento contro la Stazione Appaltante. [D] Sulla possibilità o meno che il Collegio possa prendere in considerazione i prezzi attuali di mercato nella liquidazione del danno derivante da arricchimento senza causa. [E] Sulla possibilità o meno di individuare induttivamente l’effettivo costo del servizio oggetto dell’appalto al fine di calcolare in via presuntiva l’entità delle spese generali risarcibili e sulla possibilità o meno di quantificarle nella misura del 15%. [F] Sulla possibilità o meno che il Collegio possa determinare in via equitativa, a norma dell’art. 1226 cod. civ, il danno da depauperamento dell’Impresa vantato dall’istante

Lodo Arbitrale, novembre 2010

[A] Sulla possibilità o meno che il Consulente Tecnico nominato in sede di giudizio arbitrale possa esaminare documenti non ritualmente acquisiti al procedimento, ovvero acquisire informazioni da soggetti terzi. [B] Sui limiti e le condizioni entro le quali l’appaltatore può richiedere il risarcimento del danno nel caso di consegna tardiva dei lavori da parte dell’Amministrazione committente. [C] Sulla esistenza o meno di un onere di formulazione della riserva in capo all'appaltatore e sul rapporto con la regolare tenuta di un registro di contabilità, alla luce di quanto disposto dal R.D. n. 350 del 1985. [D] Sull’efficacia o meno della riserva apposta su un registro di contabilità non regolarmente tenuto in caso di puntuale controdeduzione da parte della Direzione dei lavori. [E] Sulla possibilità o meno che la sottoscrizione di un atto aggiuntivo in corso di esecuzione dell’appalto possa qualificare rinuncia alla riserva precedentemente formulata. [F] Sui titoli di danno in relazione ai quali operare il risarcimento per la maggiore durata dell’appalto imputabile all’Amministrazione appaltante e sull’onere della prova. [G] Sulla risarcibilità o meno delle spese generali per la maggiore durata dell’appalto imputabile all’Amministrazione appaltante e sulla percentuale eventualmente risarcibile. [H] Sulle modalità di calcolo della rivalutazione monetaria delle somme dovute all’appaltatore a titolo risarcitorio, per il calcolo degli interessi legali. [I] Sulla decorrenza degli interessi legali sulle somme dovute dall’Amministrazione all’appaltatore a titolo di risarcimento del danno derivante da inadempimento contrattuale. [L] Sul contenuto necessario delle riserve avanzate dall’appaltatore per maggiori compensi, indennizzi e risarcimenti affinché le stesse possano essere ritenute ammissibili in sede di giudizio arbitrale. [M] Sulla necessità o meno di dimostrare il vantaggio avuto dall’Amministrazione appaltante per fondare una azione di ingiustificato arricchimento ex art. 2041 cod. civ. [N] Sulla natura sussidiaria dell’azione di ingiustificato arricchimento e sulla necessità o meno di dimostrare nel concreto l’esperibilità di altra azione tipica

Lodo Arbitrale, maggio 2010

[A] Sulla validità o meno di una clausola compromissoria contenuta in un contratto del quale viene eccepita dall’istante la nullità, nel caso di accoglimento di detta domanda. [B] Sulla nullità o meno dei contratti di proroga - rinnovo stipulati dalla stazione appaltante con il soggetto gestore del servizio. [C] Sulla possibilità o meno di invocare l’azione residuale di ingiustificato arricchimento ove l’impresa abbia dedotto anche altre ipotesi di responsabilità. [D] Sulla possibilità o meno di configurare nel consenso prestato dall’impresa con la stipula dei contratti di proroga-rinnovo, una tacita accettazione dello squilibrio economico delle condizioni contrattuali. [E] Sulla possibilità o meno che l’azione residuale di ripetizione dell’indebito venga utilizzata dall’impresa per ottenere anche «il giusto corrispettivo», i benefici e le aspettative connessi con la controprestazione pattuita con la Pubblica Amministrazione. [F] Sulla possibilità o meno che il Collegio arbitrale proceda ad una valutazione equitativa del danno, ai sensi dell’art. 1226 c.c., nel caso in cui l’istante non abbia dato la prova certa sull’esistenza del preteso depauperamento economico


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