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ARGOMENTO: CODICE CIVILE. Art. 1226 (Valutazione equitativa del danno)

Corte d’Appello di Torino, gennaio 2017

Sui limiti alla possibilità del Giudice di liquidare in via equitativa ex art. 1226 cod. civ. il danno richiesto dall’Appaltatore

Lodo Arbitrale, maggio 2015

[A] Sugli effetti processuali della notifica eseguita ad una Pubblica Amministrazione presso una sede o un ufficio diversi dall'effettivo destinatario. [B] Sul riconoscimento o meno del risarcimento di tutti gli importi che l'Impresa ha dovuto corrispondere in conseguenza delle sentenze e degli atti di precetto per il risarcimento dei danni per occupazioni illegittime divenute occupazioni usurpative a seguito della irreversibile trasformazione delle aree. [C] Sulle modalità scioglimento del rapporto contrattuale, pregi e difetti delle varie soluzioni: in particolare sulla possibilità o meno di dichiarare risolto il contratto per inadempimento nel caso di avvenuta ultimazione dei lavori e avvenuto collaudo. [D] Sulla natura della responsabilità dell'amministrazione per atti amministrativi dichiarati illegittimi

Lodo Arbitrale, aprile 2015

[A] Sulla possibilità o meno che il giudicante individui negli atti difensivi una domanda di risoluzione del contratto per inadempimento non espressamente formulata dalla parte. [B] Sui criteri interpretativi per valutare l'essenzialità del termine di adempimento indicato in un contratto ai sensi e per gli effetti dell'art. 1457 c.c.. [C] Sui parametri da utilizzare per la valutazione della essenzialità o meno del termine e sugli effetti di tale valutazione. [D] Sulla possibilità o meno che la violazione di un termine non essenziale possa costituire presupposto per la risoluzione del contratto ai sensi dell'art. 1453 c.c.. [E] Sulla natura e sulla liquidazione del danno subito dall'Impresa a causa dell'ingiusto omesso riconoscimento delle riserve iscritte del ritardato pagamento dei corrispettivi e per responsabilità precontrattuale della Pubblica Amministrazione

Lodo Arbitrale, agosto 2013

[A] Sulla responsabilità della Stazione Appaltante per violazione degli obblighi di buona fede, di cui all'art. 1375 c.c., e sulla possibilità di configurare tale responsabilità per la mancata attivazione da parte dell'Amministrazione finalizzata al verificarsi della condizione sospensiva prevista nel contratto. [B] Sul risarcimento dovuto in caso di violazione degli obblighi di buona fede e correttezza nell'esecuzione del contratto. [C] Sul termine di prescrizione per esercitare l'azione di responsabilità nei confronti del Progettista per difformità e vizi dell'opera. [D] Sull'onere della prova posto a carico delle parti nel caso in cui il compenso del progettista sia subordinato all'ottenimento del finanziamento dell'opera progettata da parte della Stazione Appaltante. [E] Sulla quantificazione del danno subito dal professionista nell'ipotesi in cui la realizzazione dell'opera oggetto del contratto non sia stata possibile per le mutate scelte della Stazione Appaltante

Cassazione Civile, Sez. I, Sent. gennaio 2013

[A]Sulla efficacia della declinatoria arbitrale espressa dalla Stazione Appaltante prima dell'intervento della Corte Costituzionale dichiarativa della illegittimità costituzionale dell'obbligatoria devoluzione al giudizio arbitrale prevista dal menzionato L. n. 741 del 1981, art. 16. [B] Sui limiti al potere discrezionale del Giudice di liquidare il danno richiesto dalle parti in via equitativa

Corte d'Appello di Firenze, luglio 2012

[A]Sulla decadenza dell'azione per decorso del termine concesso all'’appaltatore per far valere le riserve ai sensi dell'art. 47 del d.P.R. n. 1063 del 1962. [B] Sui limiti alla possibilità del Collegio giudicante di liquidare il danno in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 cod. civ.. [C] Sulla natura dell'equo compenso di cui all'art. 1664 cod. civ.. [D] Sull'onere della prova posto a carico del creditore laddove richieda il pagamento degli interessi moratori per ritardato pagamento. [E] Sui limiti alla applicabilità degli interessi di mora di cui di cui agli artt. 35 e 36 del Capitolato Generale delle opere pubbliche, approvato con D.P.R. 16 luglio 1962, n. 1063

Lodo Arbitrale, gennaio 2013

Sulla possibilità o meno di fare riferimento al criterio dell'equità, ex art. 1226 cod. civ., per la determinazione del corrispettivo spettante al professionista incaricato relaivamente a lavori ulteriori

Lodo Arbitrale, dicembre 2012

[A] Sulle responsabilità di Stazione Appaltante, Appaltatore, progettista e direttore dei lavori in caso di erronea o difettosa progettazione dell'opera appaltata e sugli effetti prodotti in capo all'Appaltatore dalla sottoscrizione del verbale di consegna ai sensi dell'art. 71, comma 3 del D.P.R. n. 554/99. [B] Sulla posizione della giurisprudenza in merito alle dichiarazioni rese dall'appaltatore in sede di gara e in sede di consegna lavori. [C] Sull'onere di tempestiva iscrizione di riserva nel caso venga contestato l'"anomalo andamento" dei lavori. [D] Sull'idoneità o meno degli atti di sottomissione e degli atti aggiuntivi a costituire sede per l'iscrizione di riserve. [E] Sulle modalità e sui tempi affinché la Stazione Appaltante possa sollevare l'eccezione di decadenza delle riserve iscritte per tardività. [F] Sulla responsabilità della Stazione Appaltante in caso di mancata predisposizione di una progettazione sostanzialmente esecutiva e sui doveri/poteri di progettista e del direttore dei lavori di disporre modifiche in corso di esecuzione. [G] Sui criteri di quantificazione dei danni subiti dall'appaltatore in ragione dell'anomalo andamento dei lavori. [H] Segue: sul mancato utile, in particolare sull'onere della prova del danno e sulla sua quantificazione. [I] Sugli orientamenti giurisprudenziali in merito alla data di decorrenza degli interessi da calcolare sulla somma liquidata a titolo di risarcimento per inadempimento contrattuale. [L] Sui limiti alla possibilità dell'Appaltatore di ottenere il rimborso per maggiori oneri di sicurezza

Lodo Arbitrale, ottobre 2012

[A] Sulla fondatezza o meno della domanda di risoluzione del contratto per grave inadempimento della Stazione Appaltante nel caso di mancata consegna di tutte le aree di cantiere. [B] Sulle ipotesi in cui è possibile il ricorso a criteri equitativi per la quantificazione del danno, previsto dall'art. 1226 c. c., richiamato dall'art. 2056 c.c., e sulle ipotesi di ammissibilità dell'azione di indebito arricchimento

Lodo Arbitrale, maggio 2012

[A] Sulla capacità o meno per l'Avvocatura dello Stato di avanzare la declinatoria arbitrale per conto dell'Amministrazione che rappresenta ex lege nel giudizio arbitrale. [B] Sulla natura della convenzione stipulata tra lo Stato e i concessionari delle Sale Bingo, al fine di individuare la disciplina applicabile. [C] Sulle particolari responsabilità dello Stato nei rapporti con i concessionari delle Sale Bingo, anche nella fase della redazione della convenzione a suo tempo stipulata. [D] Sull'onere dell'Amministrazione Statale di promuovere i giochi legali, come il Bingo, e sui limiti, derivanti anche dalla normativa comunitaria, alle modalità di promozione commerciale delle attività di giochi e delle scommesse. [E] Sulla natura e sulle conseguenze dell'obbligo di cooperazione posto a carico del concedente, con particolare riguardo alle convenzioni stipulate dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di stato. [F] Sulla liquidazione del danno da svalutazione monetaria e degli interessi sulle somme liquidate a titolo risarcitorio e sulla possibilità o meno che, in determinate condizioni, possa essere liquidato in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 c.c.

Lodo Arbitrale, marzo 2012

[A] Sulla natura della clausola conciliativa inserita nel contratto d'appalto e sulla possibilità o meno che il mancato esperimento del tentativo di conciliazione ivi previsto possa determinare l'improcedibilità del giudizio arbitrale. [B] Sulla sussistenza o meno della legittimazione attiva del Consorzio a far valere nel giudizio arbitrale anche i danni asseritamente subiti, per fatto della Stazione Appaltante, dalle imprese in esso consorziate. [C] Sul procedimento che deve essere seguito dagli arbitri e sulla possibilità o meno di stabilire termini e modi anche in deroga alle norme sul rito civile. [D] Sulla interpretazione della clausola compromissoria che preveda un generico rinvio alle norme del codice di procedura civile. [E] Sulle preclusioni in relazione alle domande nuove avanzate o precisate nel corso del giudizio arbitrale. [F] Sugli accertamenti da eseguire per verificare la natura e la gravità dell'inadempimento ai fini di decidere sulla domanda di risoluzione del contratto per inadempimento. [G] Sulla tesi della reviviscenza della norma abrogata, in conseguenza della disapplicazione della norma abrogante per contrasto a norme comunitarie (in particolare il caso dell'art. 12 del D.L. n. 112/2008). [H] Sull'inadempimento contestabile ad una parte del contratto d'appalto in caso di violazione dell'obbligo di buona fede oggettiva o correttezza di cui agli articoli 1175 e 1375 cod. civ. e sulla natura giuridica di tale obbligo. [I] Sulla natura e sulla configurabilità del c.d. abuso di diritto nel rapporto contrattuale tra Stazione Appaltante e Appaltatore. [L] Sui limiti al potere del Collegio di liquidare il danno in via equitativa ex art. 1226 cod. civ. e sui presupposti che il giudicante deve prendere in considerazione per tale quantificazione

Lodo Arbitrale, ottobre 2012

[A] Sulla possibilità o meno che il comportamento tenuto dalle parti nel corso dell'esecuzione del contratto possa comportare un mutamento delle condizioni contrattuali rispetto al contenuto della convenzione stipulata. [B] Sull'onere della prova ricadente sulle parti nel caso in cui l'attore chieda al Collegio la risoluzione del contratto per inadempimento. [C] Sulla prova necessaria affinché il Collegio liquidi i danni derivanti dal maggior ricorso al credito bancario dovuto all'inadempimento di una parte. [D] Sulla risarcibilità o meno del danno non patrimoniale (es. danno all'immagine) subito dalla Stazione Appaltante in ragione dell'inadempimento dell'appaltatore. [E] Sulla legittimità o meno, anche secondo la giurisprudenza comunitaria, di versamenti economici della P.A. al soggetto cui è affidato un servizio pubblico in concessione, laddove il servizio non sia remunerativo per il concessionario. [F] Sulla legittimità o meno dellla clausola contrattuale che prevede in capo al concessionario il potere di ottenere un adeguamento delle tariffe, sull'onere della prova posto a carico dell'appaltatore per dimostrare il verificarsi della condizione cui è subordinato l'adeguamento tariffario e sulla leale collaborazione della Stazione Appaltante. [G] Sulla risarcibilità o meno del c.d. maggior danno nel caso crediti di natura contrattuale, riguardanti il riconoscimento di maggior compenso contrattuale e sull'onere della prova posto a carico dell'attore. [H] Sulla risarcibilità del c.d. maggior danno nel caso di crediti di valore. [I] Sulle debenza o meno degli intressi e della rivalutazione monetaria sui crediti in parte compensati in ragione di legittima eccezione di inadempimento ex art. 1460 cod. civ.. [L] Sui limiti del Collegio a decidere secondo equità e art. 1226 cod. civ. e sulla possibilità di considerare ricompresi nella somma liquidata anche interessi e rivalutazione monetaria

Corte d'Appello di Firenze, Sezione I, luglio 2012

[A] Sulle ipotesi di nullità della citazione per omessa determinazione dell'oggetto, ai sensi dell'art. 163 cpc. [B] Sulla rilevanza o meno dell'approvazione del collaudo da parte della Stazione Appaltante ai fini della maturazione della decadenza dall'azione per decorso del termine per far valere le riserve. [C] Sulla possibilità o meno di liquidare in via equitativa, ex art. 1226 c.c., i maggiori oneri per costo del personale. [D] Sull'onere della prova necessario alla risarcibilità dell'equo compenso di cui all'art. 1664 c.c.. [E] Sull'onere della prova posto a carico delle parti nel caso di contestazione il ritardo nell'adempimento di una obbligazione di pagamento. [F] Sulla ammissibilità o meno della domanda di condanna al pagamento degli interessi moratori di cui agli artt. 35 e 36 del d.P.R. n. 1063/62 svolta in sede di precisazione delle conclusioni e sulla applicabilità dei medesimi

Lodo Arbitrale, febbraio 2011

[A] Sulla efficacia o meno del contratto stipulato dalla Pubblica Amministrazione prima della approvazione dello stesso da parte dell’organo competente e sulla sua eseguibilità. [B] Sulla nullità o meno del contratto a seguito del mancato rispetto delle regole in base alle quali è nulla la presupposta delibera che impegna una spesa senza attestazione della relativa copertura finanziaria. [C] Sulla nullità o sull’annullabilità del contratto derivante da possibili inosservanze delle regole relative all’evidenza pubblica nella scelta del contraente (ora art. 57, d.lgs. 163/2006). [D] Sugli effetti del c.d. “patto di stabilità interno” sui contratti in corso di esecuzione e sulla possibilità o meno di deroga al principio di esigibilità delle obbligazioni contrattualmente assunte dalla PA. [E] Sulla possibilità o meno che il Collegio arbitrale proceda alla liquidazione in via equitativa ex 1226 cod. civ. dei danni richiesti, pur in assenza di istanza di parte. [F] Sulla determinazione del dies a quo per il calcolo degli interessi legali conseguenti ad illecito contrattuale e sulla possibilità o meno di applicare a tali fattispecie la mora automatica di cui all’art. 1219 cod. civ.

Lodo Arbitrale, maggio 2010

[A] Sugli effetti che l’eventuale dichiarazione di nullità del contratto svolge sulla validità della clausola compromissoria ivi contenuta. [B] Sulla possibilità o meno che il consenso espresso prestato dall’appaltatore all’esecuzione di prestazioni per un certo prezzo possa escludere la successiva azione di indebito arricchimento contro la Stazione appaltante, in virtù del c.d. principio di autoresponsabilità. [C] Sulla possibilità o meno che l’appaltatore possa recuperare «il giusto corrispettivo» dell’incarico o dei lavori eseguiti attraverso l’azione di indebito arricchimento contro la Stazione Appaltante. [D] Sulla possibilità o meno che il Collegio possa prendere in considerazione i prezzi attuali di mercato nella liquidazione del danno derivante da arricchimento senza causa. [E] Sulla possibilità o meno di individuare induttivamente l’effettivo costo del servizio oggetto dell’appalto al fine di calcolare in via presuntiva l’entità delle spese generali risarcibili e sulla possibilità o meno di quantificarle nella misura del 15%. [F] Sulla possibilità o meno che il Collegio possa determinare in via equitativa, a norma dell’art. 1226 cod. civ, il danno da depauperamento dell’Impresa vantato dall’istante

Lodo Arbitrale, maggio 2010

[A] Sulla validità o meno di una clausola compromissoria contenuta in un contratto del quale viene eccepita dall’istante la nullità, nel caso di accoglimento di detta domanda. [B] Sulla nullità o meno dei contratti di proroga - rinnovo stipulati dalla stazione appaltante con il soggetto gestore del servizio. [C] Sulla possibilità o meno di invocare l’azione residuale di ingiustificato arricchimento ove l’impresa abbia dedotto anche altre ipotesi di responsabilità. [D] Sulla possibilità o meno di configurare nel consenso prestato dall’impresa con la stipula dei contratti di proroga-rinnovo, una tacita accettazione dello squilibrio economico delle condizioni contrattuali. [E] Sulla possibilità o meno che l’azione residuale di ripetizione dell’indebito venga utilizzata dall’impresa per ottenere anche «il giusto corrispettivo», i benefici e le aspettative connessi con la controprestazione pattuita con la Pubblica Amministrazione. [F] Sulla possibilità o meno che il Collegio arbitrale proceda ad una valutazione equitativa del danno, ai sensi dell’art. 1226 c.c., nel caso in cui l’istante non abbia dato la prova certa sull’esistenza del preteso depauperamento economico


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