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Argomento: D.P.R. 207.2010. Art. 145 (Penali). Art. 117 554.99
Lodo Arbitrale, settembre 2014[A] Sulla tardività o meno della eccezione di incompetenza del Collegio Arbitrale sollevata per la prima volta con la comparsa conclusionale. [B] Sui presupposti per la legittima applicazione della penale prevista per la ritardata ultimazione dei lavori e sugli accertamenti necessari. [C] Sulla possibilità o meno che la riserva iscritta dall'Impresa possa costituire messa in mora e sulla decorrenza di interessi e rivalutazione monetaria sulle somme liquidate all'Impresa a titolo risarcitorio. [D] Sui limiti all'applicazione degli artt. 29 e 30 D.M. n. 145/2000, che attribuiscono all'appaltatore il diritto alla corresponsione di interessi di mora in varia misura e con varie decorrenze in caso di ritardo della P.A.. [E] Sui limiti alla spettanza della rivalutazione monetaria sulle somme liquidate all'Impresa e sull'onere della prova per la liquidazione del maggior danno ex art. 1224 comma 2 cod. civ.
Corte d'Appello di Firenze, febbraio 2012Sulla ripartizione delle responsabilità interne tra le imprese appartenenti all'ATI e sulla responsabilità nei confronti della Stazione Appaltante in relazione alle penali da pagare in caso di ritardo di alcune tipologie di lavori
Lodo Arbitrale, ottobre 2012
[A] Sulla necessità o meno di iscrivere tempestiva riserva per il pagamento della penale prevista per il ritardato pagamento che le parti hanno concordato di inserire nel primo s.a.l. successivo. [B] Sulla fondatezza o meno della domanda di risoluzione del contratto svolta dalla Stazione Appaltante che abbia collaudato l'opera. [C] Sulla fondatezza o meno della domanda di risoluzione del contratto per grave inadempimento della Stazione Appaltante svolta dall'Appaltatore in ragione della ritardata consegna dei lavori e del mancato accredito delle penali
Lodo Arbitrale, luglio 2012[A] Sugli accertamenti dovuti dal Collegio arbitrale nell'ipotesi di reciproche domande di risoluzione del contratto per grave inadempimento. [B] Sulle valutazioni che il Collegio deve svolgere in merito alla applicazione delle penali per ritardo dell'Appaltatore. [C] Sul regime delle preclusioni processuali nel procedimento arbitrale e sulla possibilità che il consulente nominato valuti documenti prodotti solo in sede di CTU
Lodo Arbitrale, giugno 2012[A] Sulla operatività o meno del termine decadenziale di sessanta giorni dalla comunicazione della risoluzione, previsto dall'art. 46 del d.P.R. n. 1063/1962, anche alla facoltà di contestare la risoluzione disposta dalla Stazione appaltante. [B] Sulla decorrenza del termine decadenziale previsto dall'art. 46 del d.P.R. n. 1063/1962 e sulla necessità o meno della notificazione a mezzo del pubblico ufficiale della copia integrale ed autentica dell'atto. [C] Sulla possibilità o meno che la domanda produca effetti decadenziali quando la decisione dell'amministrazione sia adottata prima l'approvazione del collaudo. [D] Sulla possibilità o meno che la domanda proposta davanti al giudice ordinario (privo di giurisdizione) possa considerarsi idonea ad evitare la decadenza di cui all'art. 46 del d.P.R. n. 1063/1962. [E] Sulla idoneità dell'atto risolutorio adottato ai sensi dell'art. 119, d.p.r. n. 554/1999 dalla Stazione Appaltante a determinare il fatto storico dell'interruzione del rapporto contrattuale, a prescindere dalla circostanza che ne venga in seguito accertata giudizialmente l'illegittimità e sulla residua tutela per l'Appaltatore. [F] Sul risarcimento del danno dovuto all'Impresa in caso di dichiarata illegittima risoluzione del contratto da parte della Stazione Appaltante: il mancato utile. [G] Segue: le immobilizzazioni di cantiere. [H] Segue: la perdita di chance. [I] Segue: il danno curriculare, morale e all'immagine. [L] Sulla fondatezza o meno della domanda di disapplicazione della penale per il ritardo nell'esecuzione delle opere nell'ipotesi in cui venga accertata la illegittima risoluzione del contratto da parte della Stazione Appaltante. [M] Sulla tardività della riserva iscritta dall'impresa in relazione ai danni subiti in conseguenza dei c.d. "fatti continuativi"
Lodo Arbitrale, gennaio 2012[A] Sull'onere di tempestiva iscrizione delle riserve e sulla possibilità di precisare in seguito il quantum, in particolare in caso di "fatti continuativi". [B] Ancora sull'onere di tempestiva iscrizione delle riserve relative ai c.d. "fatti continuativi". [C] Sui limiti alla facoltà del Collegio di ridurre le penali applicate dalla Stazione Appaltante in esecuzione di quanto previsto nel contratto d'appalto. [D] Sulla giurisdizione (del Collegio arbitrale o del Giudice Amministrativo) a decidere sulla riserva avente ad oggetto la pretesa azionata dall'Appaltatore alle variazioni in aumento dei prezzi dei materiali impiegati nell'appalto de quo ai sensi dell'art. 133 corruni 4, 5 e 6 D.Lgs. 163/2006 e del D.M. 30.4.2008
Corte d’Appello di Firenze, giugno 2012Sulla possibilità o meno che la Stazione Appaltante, in sede di dichiarazione del terzo (nell’ambito del pignoramento presso terzi subito dall’appaltatore) porti in compensazione le penali applicate all’appaltatore stesso evitando di pagare il creditore dell’appaltatore
Lodo Arbitrale, luglio 2011[A] Sul grado di completezza necessario per il progetto posto a base di gara e sui limiti alle successive varianti in corso di esecuzione dell'appalto. [B] Sugli accertamenti che il Collegio deve effettuare in merito alla gravità degli inadempimenti delle parti, nel caso in cui vi sia una reciproca domanda di risoluzione del contratto d'appalto per inadempimento. [C] Sulla spettanza o meno all'Impresa del mancato guadagno nel caso in cui il Collegio dichiari la risoluzione del contratto per inadempimento della stazione appaltante e sul calcolo di rivalutazione monetaria e interessi. [D] Sulla retroattività o meno degli effetti prodotti dalla risoluzione del contratto per inadempimento dichiarata in sede di giudizio arbitrale. [E] Sulle modalità di calcolo del valore "a prezzi di mercato" dei lavori già eseguiti dall'Impresa al fine di calcolare l'importo dovuto a titolo restitutorio a seguito di risoluzione per inadempimento della Stazione Appaltante. [F] Sulla spettanza o meno della rivalutazione monetaria e degli interessi sulle somme liquidate a titolo restitutorio e sulle modalità di calcolo. [G] Sul contenuto minimo della riserva affinché la domanda formulata nel giudizio arbitrale possa essere ritenuta ammissibile. [H] Sul calcolo dei danni risarcibili in caso di anomalo andamento dei lavori dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante: le spese generali. [I] Segue: sulla differenza tra spese generali fisse e spese generali variabili in funzione del tempo. [L] Segue: sulla spettanza o meno del mancato utile e sull'onere della prova posto a carico dell'Impresa. [M] Segue: sul calcolo del mancato utile. [N] Segue: sul danno da mancato ammortamento dei macchinari e mezzi d'opera. [O] Segue: sul danno da protrazione del termine di efficacia delle fideiussioni. [P] Segue: sul riconoscimento o meno dei maggiori oneri finanziari. [Q] Sugli interessi dovuti nel caso di somme liquidate dal Collegio Arbitrale a titolo di corrispettivo contrattuale non contabilizzato. [R] Sulla efficacia risolutoria o meno della diffida inoltrata dall'Impresa alla Stazione Appaltante nel corso dei lavori e sugli accertamenti in tal senso da parte del Collegio Arbitrale. [S] Sulla legittimità e sulla efficacia della risoluzione dichiarata dalla Stazione Appaltante nel caso in cui venga dichiarata nel giudizio arbitrale la risoluzione del contratto per colpa della stessa Stazione Appaltante. [T] Sulla esistenza o meno di un potere del Collegio di ridurre in via equitativa l'ammontare della penale applicata dalla Stazione Appaltante ove l'obbligazione sia stata parzialmente eseguita, ovvero il suo importo sia risultato palesemente eccessivo
Lodo Arbitrale, luglio 2011[A] Sulla interpretazione dell'art. 241 del d.lgs. n. 163 del 2006, e successive modifiche, in merito al divieto di svolgere l'incarico di Presidente da parte di coloro che nell'ultimo triennio hanno esercitato le funzioni di arbitro di parte o di difensore in giudizi arbitrali disciplinati dallo stesso articolo. [B] Sulla sorte del contratto nel caso di reciproche domande di risoluzione per inadempimento avanzate dalle parti del Giudizio Arbitrale. [C] Sul diritto o meno al compenso (e a che titolo) per le opere consistenti in lavorazioni diverse ed ulteriori rispetto a quelle contrattualmente pattuite, né ordinate né commissionate dalla D.L. nel corso dell'esecuzione dei lavori, ma necessarie alla corretta esecuzione dell'appalto. [D] Sulla sussistenza o meno dell'onere di tempestiva iscrizione della riserva su registri contabili che la Stazione Appaltante qualifica come provvisori. [E] Sulla sussistenza o meno dell'onere di tempestiva iscrizione della riserva per il risarcimento dei danni da illegittima sospensione dei lavori e sulla legittimità o meno della sospensione disposta salla Stazione Appaltante per operare delle varianti al progettof. [F] Sull'atto ove deve essere iscritta la riserva nel caso di illegittima sospensione dei lavori. [G] Ancora sull’atto ove deve essere iscritta la riserva nel caso di illegittima sospensione dei lavori, laddove non venga redatto un apposito verbale dopo la sospensione. [H] Ancora sull’onere di iscrizione della riserva nel caso di illegittima sospensione dei lavori e sulla differenza esistente tra le ipotesi in cui la sospensione presenti fin da subito la propria potenzialità dannosa o meno. [I] Sulla applicabilità o meno da parte della Stazione Appaltante di una penale per il ritardo a carico dell'appaltatore nel caso in cui il rallentamento nell'esecuzione dei lavori sia dipeso anche dal non corretto comportamento della stazione appaltante. [L] Sulla risarcibilità o meno del danno all’immagine richiesto dalla Stazione Appaltante per la mancata esecuzione dell’opera appaltata e sui presupposti probatori per l’eventuale riconoscimento di tale voce di danno
Lodo Arbitrale, ottobre 2010[A] Sulla proponibilità o meno di due distinte domande di arbitrato, relative allo stesso rapporto, l’una per la decisione sulle riserve inerenti la costruzione, l’altra sulle riserve inerenti la gestione, e sull’eventuale contrasto con il generale principio di buona fede. [B] Sui limiti alla possibilità di frazionare l’azione giurisdizionale, alla luce dei canoni di correttezza e buona fede evidenziati dalle Sezioni Unite della Suprema Corte con la sentenza n. 23726 del 15.11.2007. [C] Sulla validità ed efficacia del contratto d’appalto sottoscritto per la Stazione Appaltante da un organo non munito della rappresentanza e sulla possibilità o meno di successiva ratifica implicita da parte dell’organo munito della legale rappresentanza. [D] Sulla distinzione tra consegna frazionata a consegna mancata in relazione alla applicabilità o meno della decadenza dalla pretesa relativa al prolungamento dei lavori per l'omesso esercizio della facoltà di recesso di cui agli artt. 129 o 133 del regolamento di cui al D.P.R. n.554/1999. [E] Sulla possbilità o meno che il giudizio arbitrale abbia luogo in corso d’opera. [F] Sulla risarcibilità o meno dell'incremento del prezzo dei materiali ferrosi dovuto all’illegittimo allungamento dei lavori e sulla procedibilità o meno di tale domanda in sede arbitrale. [G] Sull’entità della penale massima che la Stazione Appaltante può applicare all’Impresa in caso di ritardo nei lavori imputabile a quest’ultima e sulla possibilità o meno per il Collegio arbitrale di ridurne d’ufficio l’ammontare
Lodo Arbitrale, giugno 2008[A] Sulla clausola penale contrattualizzata e sul potere di ridurla ad equità, attribuito al giudice dall'art. 1384 c.c. [B] Sulla previsione di una penale superiore al 10% dell'importo contrattuale
Corte d’Appello di Firenze, Sezione II, luglio 2010Sulle sorti delle penali contrattuali qualora nel corso dell'esecuzione del contratto d'appalto, il committente abbia richiesto all'appaltatore notevoli ed importanti variazioni del progetto
Lodo Arbitrale, settembre 2008[A] Il registro di contabilità, gli stati di avanzamento lavori, il certificato di ultimazione lavori ed il conto finale costituiscono tutti atti pubblici i quali fanno piena prova "fino a querela di falso”. [B] Sull’istanza di disapplicazione della penale comminata dalla stazione appaltante e sulla sussistenza o meno di un onere di tempestiva riserva
Lodo Arbitrale, settembre 2008 n. 124[A] Sulla richiesta di disapplicazione della penale e sulla sussistenza o meno di un onere di iscrizione della riserva nel primo documento in cui la penale stessa è applicata. [B] Sull’ordine di servizio con il quale il direttore lavori trasmette all’impresa gli elaborati grafici “di dettaglio”
Lodo Arbitrale, maggio 2009 n. 55Sul potere del giudice di ridurre equamente la penale, ai sensi dell'art. 1384 del c.c., avuto riguardo all’interesse che il creditore aveva all'adempimento
Lodo Arbitrale, aprile 2009 n. 49[A] Le eventuali carenze del progetto esecutivo non possono indurre l’impresa a rifiutare la consegna lavori. [B] Le dichiarazioni con le quali in sede di gara l’appaltatore ha riconosciuto che gli elaborati progettuali sono stati da lui esaminati e giudicati realizzabili non assurgono a mere clausole di stile. [C] Il rifiuto opposto dall’impresa rispetto alla consegna lavori giustifica il provvedimento di risoluzione contrattuale e l’incameramento della cauzione. [D] Sulla particolare valenza della cauzione definitiva qualora si proceda alla sua escussione non già nel corso dell’esecuzione bensì in seguito all’inadempimento dell’obbligo di presa in consegna dei lavori. [F] Sul potere riduttivo delle penali esercitabile d’ufficio dal giudice
Lodo Arbitrale, luglio 2008 n. 111[A] Sul risarcimento dei danni per il c.d. fermo virtuale e sulla differenza rispetto all’ipotesi di risarcimento da illegittima sospensione lavori ex art. 25 del D.M. 145 del 2000. [B] Sul nesso tra la “sottoproduzione” ed il principio dei c.d. “fatti continuativi”. [C] Sul concetto di tempestività delle riserve nel caso di danno da sottoproduzione dei lavori. [D] Sulla sussistenza o meno di un automatico effetto “sottrattivo” del premio di accelerazione in caso di anomalo andamento dei lavori prodotto dalla committente. [E] Sulla natura sanzionatoria o risarcitoria delle penali contrattuali. [F] Sulla tipologia di varianti che la committente può adottare sospendendo legittimamente i lavori senza che le possano derivare conseguenze risarcitorie. [G] Sulla rilevanza o meno delle spese generali quantificate in sede di offerta dall’appaltatore ai fini della quantificazione del risarcimento del danno da anomalo andamento dei lavori. [H] Sull’applicabilità o meno dell’art. 25 del D.M. 145 del 2000 in caso di anomalo andamento dei lavori. [I] Sulla mancata percezione dell’utile in caso di anomalo andamento dei lavori. [L] Sull’autonoma risarcibilità o meno delle spese per le utenze, gli affitti, le indennità chilometriche, i costi di ristorazione, le spese per la vigilanza e la pulizia, per le attività di smaltimento dei rifiuti, nonché per le attività di copia e riproduzioni fotografiche
Lodo Arbitrale, febbraio 2008 n. 3[A] Sulla possibilità o meno di inserire la clausola arbitrare non già nel contratto d’appalto ma in un atto aggiuntivo sottoscritto tra le parti. [B] Sulla distinzione tra le spese generali fisse e le spese generali variabili nel tempo. [C] Sul risarcimento del danno in conseguenza dell’anomalo andamento dei lavori riguardo alle spese generali, all’utile di impresa, ai macchinari, alla perdita di chance ed ai maggiori costi per l’acquisto dei materiali. [D] Sugli interessi che spettano all’impresa in seguito al riaccredito delle penali

 
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