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Argomento: D.P.R. 207.2010. Art. 145 (Premio di accelerazione). Art. 23 145.00
Lodo Arbitrale, settembre 2014[A] Sulla disciplina contenuta nell'art. 241, comma 1, del codice in merito alla necessità della preventiva autorizzazione da parte dell'organo di governo dell'amministrazione per l'inserimento di clausole compromissorie in bandi, avvisi e inviti e per il ricorso all'arbitrato, nonché sulla interpretazione da dare alla norma transitoria contenuta nel comma 25 dell'art. 1 L. n. 190/2012. [B] Sulla possibilità o meno di liquidare in via equitativa il risarcimento richiesto dall'Imprea per maggiori oneri conseguenti all'illegittimo protrarsi della sospensione dei lavori. [C] Sulla sussistenza o meno dell'onere di tempestiva iscrizione di riserva per la corresponsione degli interessi per ritardato pagamento da parte della Stazione Appaltante. [D] Sulla prova necessaria all'accoglimento della domanda di danno per necessità di ricorrere al credito bancario formulata dall'Impresa per mancato pagamento dei corrispettivi da parte della Stazione Appaltante. [E] Sull'obbligo o meno per il cessionario dell'azienda di rispondere delle penali imputabili al titolare dell'azienda ceduta ammessa al concordato preventivo. [F] Sul potere di dichiarare l'illegittima applicazione delle penali ad opera del Collegio Arbitrale
Lodo Arbitrale, luglio 2013[A] Sugli effetti prodotti dal mancato esperimento del tentativo di conciliazione previsto nel contratto d'appalto. [B] Sulla disciplina del "General Contracting" prima dell'introduzione nel Codice dei contratti pubblici dell'art. 176. [C] Sulle differenze tra appalto e contratto con contraente generale, nonché sui limiti all'alea posto a carico del General Contractor e sulla sussistenza di rischi posti a carico della Stazione Appaltante. [D] Sulla duplice funzione delle riserve e sull'onere di iscrizione per i c.d. fatti continuativi. [E] Sulla distinzione tra proroga e termine suppletivo e sul potere del Collegio di accertare il diritto dell'esecutore ad un termine suppletivo per cause imputabili al committente ovvero a forza maggiore. [F] Sulla esistenza o meno dell'onere di iscrizione di tempestiva riserva per le pretese relative alla revisione dei prezzi contrattuali di cui all'art. 133 del d.lgs. 163 del 2006. [G] Sulla prova necessaria per il riconoscimento delle maggiori spese derivanti dal prolungamento del tempo dei lavori e la necessità di eseguire gli stessi senza una precisa e preventiva programmazione. [H] Sulla funzione del c.d. premio di accelerazione e sulla interpretazione dell'istituto da parte dell'AVCP (oggi ANAC) e dalla giurisprudenza. [I] Sulle ipotesi in cui non può essere riconosciuto il premio di accelerazione
Lodo Arbitrale, ottobre 2010[A] Sulla possibilità o meno che la Stazione Appaltante possa successivamente negare ovvero modificare il premio di accelerazione previsto nel contratto qualora al momento dell'effettiva anticipata ultimazione dei lavori non riscontri più sussistenti le ragioni di utilità. [B] Sulla possibilità o meno che la Stazione Appaltante possa riconoscere in corso di esecuzione un maggior corrispettivo contrattuale a fronte di una convenuta riduzione di un teorico maggior tempo di esecuzione dei lavori
Lodo Arbitrale, ottobre 2010[A] Il termine di ultimazione dei lavori si presume a favore dell'appaltatore. [B] Sul premio di accelerazione previsto dall’art. 23 del D.M. 145 del 2000. [C] Sulla possibilità o meno di ravvisare una responsabilità erariale a carico degli amministratori che, in corso di esecuzione di un contratto ed in presenza dell'introduzione di varianti all'opera appaltata, hanno introdotto ex novo uno specifico compenso a fronte di una riduzione contrattualmente pattuita del maggior termine di ultimazione che sarebbe astrattamente spettato all'appaltatore
Lodo Arbitrale, aprile 2010[A] Per gli oneri della sicurezza non trova applicazione il regime proprio delle riserve. [B] Sul momento in cui deve essere iscritta riserva riguardo ai danni da fatti continuativi. [C] Sulla concessione di una proroga e sul diritto al risarcimento del danno da parte dell’impresa. [D] Sulla prova del danno per lesione dell’utile. [E] Sul valore da attribuire alla posizione espressa dalla committente in sede di accordo bonario. [F] Sul caso in cui all'appaltatore non sia stato concesso di utilizzare tutto il termine contrattuale per l’ultimazione dei lavori e sia invece stato richiesto di eseguire un programma lavori accelerato
Lodo Arbitrale, aprile 2010[A] Le pretese con le quali l’impresa rivendica maggiori importi per gli oneri della sicurezza sfuggono al regime delle riserve ed alle relative decadenze. [B] Sulla pretesa dell’impresa a titolo di recupero del ribasso contrattuale illegittimamente applicato ai costi ordinari della sicurezza, non regolarmente evidenziati nel bando di gara. [C] Sull’onere di iscrivere riserva riguardo ai fatti continuativi e di quantificare il risarcimento del danno. [D] Sull’istituto della proroga e sul risarcimento del danno. [E] L’appaltatore deve fornire prova del mancato utile patito. [F] Sul mancato conseguimento del premio di accelerazione quale conseguenza dell’anomalo andamento dei lavori per colpa della stazione appaltante
Lodo Arbitrale, luglio 2008 n. 111[A] Sul risarcimento dei danni per il c.d. fermo virtuale e sulla differenza rispetto all’ipotesi di risarcimento da illegittima sospensione lavori ex art. 25 del D.M. 145 del 2000. [B] Sul nesso tra la “sottoproduzione” ed il principio dei c.d. “fatti continuativi”. [C] Sul concetto di tempestività delle riserve nel caso di danno da sottoproduzione dei lavori. [D] Sulla sussistenza o meno di un automatico effetto “sottrattivo” del premio di accelerazione in caso di anomalo andamento dei lavori prodotto dalla committente. [E] Sulla natura sanzionatoria o risarcitoria delle penali contrattuali. [F] Sulla tipologia di varianti che la committente può adottare sospendendo legittimamente i lavori senza che le possano derivare conseguenze risarcitorie. [G] Sulla rilevanza o meno delle spese generali quantificate in sede di offerta dall’appaltatore ai fini della quantificazione del risarcimento del danno da anomalo andamento dei lavori. [H] Sull’applicabilità o meno dell’art. 25 del D.M. 145 del 2000 in caso di anomalo andamento dei lavori. [I] Sulla mancata percezione dell’utile in caso di anomalo andamento dei lavori. [L] Sull’autonoma risarcibilità o meno delle spese per le utenze, gli affitti, le indennità chilometriche, i costi di ristorazione, le spese per la vigilanza e la pulizia, per le attività di smaltimento dei rifiuti, nonché per le attività di copia e riproduzioni fotografiche
Lodo Arbitrale, luglio 2008 n. 106[A] Sull’onere della prova riguardo ai vizi ex art. 1669 c.c. [B] Sul premio di accelerazione e sulla sua natura autonoma o meno rispetto al corrispettivo d’appalto

 
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