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Argomento: Risarcimento danni
Lodo Arbitrale, luglio 2015[A] Sullo scopo e sulle funzioni della normativa e delle decadenze imposte dal regime delle riserve. [B] Sulla necessità o meno di iscrivere tempestiva riserva per domande finalizzate alla risoluzione del contratto. [C] Sulla possibilità o meno che la sottoscrizione da parte dell'impresa della dichiarazione con cui prende cognizione del progetto dando atto dell'esecutività dello stesso (di cui all'art. 106, comma 3 del d.P.R. n. 207/2010) possa costituire validazione e accettazione dello stesso ed escludere la possibilità di contestarne le lacune. [D] Sulla possibilità o meno per l'appaltatore aggiudicatario di procedere all'integrazione del progetto esecutivo predisposto dalla Stazione Appaltante. [E] Sulla rilevanza della verifica della progettazione da parte della Stazione Appaltante, prevista dall'art. 112 del d.P.R. n. 163 del 2006 e sulle conseguenze derivanti dall'omissione. [F] Sulla possibilità o meno che l'incompletezza del progetto esecutivo possa costituire grave inadempimento della Stazione Appaltante e sulla possibilità o meno per l'Impresa di ottenere la risoluzione di diritto attraverso la diffida ad adempiere ex art. 1454 cod. civ.. [G] Sulla legittimità o meno della clausola contrattuale che trasferisca all'Impresa la responsabilità circa la corretta redazione del progetto e/o l'onere di colmare le lacune del progetto. [H] Sulla possibilità o meno di individuare una responsabilità dell'Impresa per i vizi dell'opera laddove esegua l'opera senza segnalare eventuali carenze od errori. [I] Sul risarcimento del danno conseguente a sospensione illegittima dei lavori da parte della Stazione Appaltante: spese generali. [L] Segue: ritardata percezione dell'utile. [M] Segue: mancato ammortamento attrezzature e inutilizzo personale. [N] Sul danno conseguente alla risoluzione del contratto per grave inadempimento della Stazione Appalatante: mancato utile e danno curriculare
Lodo Arbitrale, maggio 2015[A] Sulle responsabilità dell'Ente concedente per avere indotto il concessionario a vincolare improduttivamente i propri mezzi e la propria struttura facendo affidamento sulla concessione di ulteriori lavori promessi dall'Ente nell'attesa dei finanziamenti necessari. [B] Sull'onere di iscrizione della riserva per i maggiori oneri derivanti dalla immobilizzazione di mezzi, dalla guardiania e dalla manutenzione svolte per il periodo successivo alla data prevista di ultimazione dei lavori (ipotesi di anomalo andamento dei lavori). [C] Sulle responsabilità della Stazione Appaltante nel caso di ritardi dovuti alla mancata copertura della spesa occorrente per la realizzazione dell'opera. [D] Sulla liquidazione degli interessi e della rivalutazione monetaria sulle somme liquidate a titolo risarcitorio per anomalo andamento nell'esecuzione dei lavori dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante. [E] Sulle valutazioni necessarie al fine di verificare la gravità dell'inadempimento contestato dalla Stazione Appaltante all'Impresa e finalizzato ad ottenere la risoluzione del contratto per inadempimento ex art. 1453 c.c.. [F] Sulla possibilità o meno che l'Ente concedente ottenga il risarcimento del danno subito dalla collettività per i vizi dell'opera realizzata dall'Impresa anche nell'ipotesi in cui l'inadempimento non sia qualificabile come grave ai fini della domanda di risoluzione del contratto
Lodo Arbitrale, maggio 2015[A] Sugli effetti processuali della notifica eseguita ad una Pubblica Amministrazione presso una sede o un ufficio diversi dall'effettivo destinatario. [B] Sul riconoscimento o meno del risarcimento di tutti gli importi che l'Impresa ha dovuto corrispondere in conseguenza delle sentenze e degli atti di precetto per il risarcimento dei danni per occupazioni illegittime divenute occupazioni usurpative a seguito della irreversibile trasformazione delle aree. [C] Sulle modalità scioglimento del rapporto contrattuale, pregi e difetti delle varie soluzioni: in particolare sulla possibilità o meno di dichiarare risolto il contratto per inadempimento nel caso di avvenuta ultimazione dei lavori e avvenuto collaudo. [D] Sulla natura della responsabilità dell'amministrazione per atti amministrativi dichiarati illegittimi
Lodo Arbitrale, giugno 2015
Argomento trattato: Risarcimento danni
[A] Sulla configurabilità o meno di un danno all'immagine per il tecnico incaricato in caso di accertato inadempimento della Stazione Appaltante. [B] Sulla configurabilità o meno di un danno curriculare per il tecnico derivante dalla mancata esecuzione del contratto, sulla prova necessaria e sulla sua quantificazione
Lodo Arbitrale, gennaio 2015[A] Sulla applicabilità o meno alle clausole compromissorie sottoscritte precedentemente della novità introdotta con l. n. 190/2012, relativa all'obbligo di previa autorizzazione dell'arbitrato da parte dell'organo di vertice dell'amministrazione. [B] Sui limiti alla applicabilità della disciplina in tema di iscrizione delle riserve agli appalti pubblici di servizi. [C] Sulla prova necessaria a fondamento della pretesa risarcitoria in merito al c.d. "danno curriculare" conseguente alla impossibilità di spendere in altre gare l'esecuzione del servizio eseguito con ritardo imputabile alla Stazione Appaltante. [D] Sulla applicabilità o meno degli interessi moratori ex d.lgs. n. 231/2002 sulle somme liquidate all'Impresa a titolo di risarcimento del danno da responsabilità contrattuale della Stazione Appaltante
Lodo Arbitrale, dicembre 2014[A] Sui limiti al risarcimento ottenibile dall'Impresa con l'azione di arricchimento per i pregiudizi subiti in conseguenza della dichiarazione di nullità del contratto di proroga. [B] Sul principio di "auto-responsabilità" e sulla sussistenza o meno dell'arricchimento senza causa quando lo squilibrio economico sia giustificato dal consenso della parte che assume di essere danneggiata. [C] Sui presupposti per avviare l'azione di indebito arricchimento di cui all'art. 2041. [D] Sul valore di mezzo di prova attribuito alla perizia redatta dal CTU incaricato. [E] Sulla operatività della revisione prezzi. [F] Sulla possibilità o meno, e sui relativi presupposti, per poter attribuire natura transattiva ad un verbale conciliativo sottoscritto tra i tecnici delle parti. [G] Sui presupposti per il riconoscimento del danno all'immagine patito dall'ente per i disservizi causati dall'Impresa e sulla sua quantificazione
Lodo Arbitrale, aprile 2014[A] Sui criteri interpretativi di una clausola contrattuale ambigua, laddove non sia percepibile la comune volontà delle parti, che interpretano la stessa in senso opposto. [B] Sulla applicazione degli interessi moratori ex d.lgs. 231/2002 per le somme dovute a titolo di indennità per le maggiori percorrenze necessarie a svolgere il servizio di conferimento in discarica dei RSU. [C] Sulla giurisdizione in tema di aggiornamento prezzi si sensi degli artt. 115 e 244 del Codice. [D] Sulla giurisdizione del Collegio in merito alla richiesta di risarcimento per danni all'immagine derivante dalla risoluzione del contratto per inadempimento di una delle parti, e sui presupposti per l'accoglimento della stessa. [E] Sui criteri da utilizzare per la quantificazione del danno all'immagine subito dall'Ente Pubblico in conseguenza degli inadempimenti dell'Impresa alle obbligazioni assunte nella gestione di un servizio (nella specie raccolta rifiuti solidi urbani)
Lodo Arbitrale, ottobre 2014Sulla possibilità di riconoscere una responsabilità dell'amministrazione comunale per i ritardi nel rilascio delle autorizzazioni richieste per l'esercizio delle attività commerciali all'interno dei parcheggi in concessione
Lodo Arbitrale, ottobre 2014[A] Sul diritto alla revisione del piano economico-finanziario da parte del gestore dei parcheggi in ragione della errata valutazione originaria dei flussi di traffico in ragione di una politica della sosta urbana che non ha consentito di ottimizzare il funzionamento del servizio. [B] Sulla possibilità o meno che l'omesso controllo della sosta da parte del Comune nelle aree limitrofe ai parcheggi oggetto di concessione possa costituire fonte di responsabilità per l'amministrazione e diritto al risarcimento per il concessionario. [C] Sulla possibilità o meno di configurare una responsabilità del Comune nei confronti del concessionario dei parcheggi per i minori ricavi derivanti dal rilascio di autorizzazioni straordinarie alla sosta da parte del Comune
Lodo Arbitrale, ottobre 2014Sul diritto dell'Impresa al risarcimento dei danni subiti in ragione della ritardata emissione del certificato di collaudo e sui criteri di quantificazione del danno
Lodo Arbitrale, ottobre 2014[A] Sulle modalità e sui termini per eccepire l'incompetenza del collegio arbitrale e sulla validità della clausola arbitrale inserita nel contratto ma non prevista nel bando di gara. [B] Sulla validità ed efficacia della clausola compromissoria inserita nel contratto d'appalto in difformità al bando di gara che escludeva la competenza degli arbitri. [C] Sulla proroga del termine per la decisione dell'arbitrato ai sensi dell'art. 820, quarto comma, c.p.c.. [D] Sui presupposti per la legittimità della sospensione dei lavori. [E] Sulla necessità o meno di formulare specifica riserva affinché l'Impresa possa chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno. [F] Sulla quantificazione del risarcimento del danno derivante dalla risoluzione del contratto per inadempimento. [G] Sul danno risarcibile in caso di accertato anomalo andamento lavori per causa imputabile alla Stazione Appaltante: Spese generali. [H] Segue: mancato utile, in particolare in caso di risoluzione del contratto per inadempimento. [I] Sulla risarcibilità o meno del pregiudizio da perdita di chance e danno curriculare derivante dalla risoluzione contrattuale per inadempimento della Stazione appaltante per la presunta mancata acquisizione di requisiti tecnico - economici di qualificazione
Lodo Arbitrale, gennaio 2014[A] Sulla ammissibilità della eccezione di compensazione avanzata in via riconvenzionale dalla Stazione Appaltante nei confronti del Fallimento. [B] Sulla natura vincolata o meno del procedimento di risoluzione del contratto d'appalto disciplinato dagli artt. 135 e 136 del D.Lgs. n. 163/2006. [C] Sulla possibilità o meno che il danno all'immagine possa ritenersi in re ipsa
Cassazione Civile, Sez. Un., Ord. marzo 2013
Argomento trattato: Giurisdizione Risarcimento danni
Sulla giurisdizione riguardo ai danni causati a terzi nella esecuzione di lavori pubblici, in particolare lavori per la realizzazione della linea TAV
Lodo Arbitrale, novembre 2013[A] Sulle responsabilità della Stazione Appaltante per il ritardo nel collaudo anche se dovuto a responsabilità della commissione di collaudo appositamente nominata. [B] Sulla quantificazione del danno da ritardato collaudo delle opere. [C] Sulla rilevanza del comportamento inerte prolungato tenuto dall'impresa di fronte alla mancata esecuzione delle operazioni di collaudo dell'opera. [D] Sulle modalità di applicazione di interessi e rivalutazione monetaria sulle somme liquidate all'Impresa a titolo di risarcimento del danno.
Lodo Arbitrale, novembre 2013[A] Sulla legittimità o meno della clausola arbitrale che preveda un numero pari di membri del collegio arbitrale. [B] Sulla validità ed efficacia della clausola arbitrale che consente la possibilità di declinatoria solo a favore dell'impresa. [C] Sull'effetto sanante della costituzione dell'Avvocatura nel caso di eccepita nullità di notifica ad una delle amministrazioni intimate dall'Impresa e rappresentate dall'avvocatura. [D] Sul termine di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno derivante da inadempimento contrattuale agli obblighi contenuti nella concessione. [E] Sulle ipotesi in cui la modifica dei rapporti contrattuali può costituire novazione oggettiva del contratto. [F] Sulla possibilità di configurare una responsabilità per i danni derivanti ai concessionari di scommesse ippiche in ragione della riduzione degli utili sperati a causa della presenza delle scommesse clandestine. [G] Sulla possibilità di configurare una responsabilità per i danni derivanti ai concessionari di scommesse ippiche in ragione dell'apertura legislativa del mercato delle scommesse e della possibilità di giocare on line. [H] Sulla sussistenza di grave responsabilità contrattuale dello Stato nei confronti dei concessionari delle scommesse ippiche per il mancato contrasto alle scommesse clandestine e sulla quantificazione del danno subito dai concessionari
Lodo Arbitrale, novembre 2013[A] Sui termini di approvazione del collaudo e sulla responsabilità della Stazione Appaltante in caso di ritardata esecuzione delle operazioni di collaudo. [B] Sul pregiudizio risarcibile nel caso di ritardata approvazione del collaudo finale, sulle modalità di calcolo del suddetto pregiudizio relativo alle spese generali sostenute dall'Impresa e sull'onere della prova. [C] Sulla possibilità o meno che il risarcimento delle spese generali per il ritardato collaudo possa essere equitativamente ridotto tenuto conto degli inadempimenti perpetrati anche dall'impresa
Cassazione Civile, Sez. I, Sent. ottobre 2012[A] Sulla decorrenza degli interessi per ritardato pagamento nel caso di opera finanziata, in tutto o in parte, con mutuo della Cassa Depositi e Prestiti. [B] Sulle ipotesi di responsabilità della stazione appaltante per i danni causati a terzi dall'appaltatore durante l'esecuzione dell'opera. [C] Sull'onere di iscrizione di tempestiva riserva e di successiva quantificazione nel caso di ritardi negli adempimenti amministrativi da parte della Stazione Appaltante. [D] Sulla corretta imputazione dei pagamenti parziali eseguiti dalla stazione appaltante e sulla necessità o meno di iscrivere tempestiva riserva. [E] Sui poteri processuali e sulla legittimazione attiva e passiva della capogruppo mandataria dell'ATI appaltatrice. [F] Sull'esistenza o meno dell'onere di iscrizione di tempestiva riserva per le domande creditorie relative ad interessi per ritardati pagamenti. [G] Sulla applicabilità o meno del termine di prescrizione quinquennale per l'esigibilità degli interessi moratori dovuti in caso di ritardo nel pagamento del prezzo dell'appalto. [H] Sull'onere di riportare nel "conto finale" le riserve tempestivamente iscritte nel registro di contabilità
Cassazione Civile, Sez. I, Sent. settembre 2013
Argomento trattato: Risarcimento danni
[A] Sulla ammissibilità o meno del mutamento della domanda da parte di terzi danneggiati dai lavori oggetto dell'appalto i quali originariamente chiedano l'esecuzione dei lavori di messa in sicurezza e ripristino e in sede di precisazione delle conclusioni chiedano il mero risarcimento del danno. [B] Sulle responsabilità dell'Appaltatore e della Stazione Appaltante in merito ai danni causati a terzi nel corso dell'esecuzione dei lavori
Lodo Arbitrale, maggio 2013[A] Sulla natura della responsabilità c.d. precontrattuale della Stazione Appaltante nel caso di revoca o annullamento dell'aggiudicazione e sui danni risarcibili all'Impresa. [B] Sulla prova necessaria per la liquidazione del danno da responsabilità precontrattuale consistente nel mancato guadagno e nella perdita di "chance". [C] Sulla risarcibilità del danno da perdita di "chance" nel caso di mancato rinnovo di un contratto in essere e sulla prova del danno. [D] Sulla quantificazione del danno da perdita di "chance" e sulla possibilità di operare una liquidazione in via equitativa. [E] Sulla resarcibilità del danno c.d. "curriculare" e sulla entità dello stesso
Lodo Arbitrale, aprile 2013[A] Sulla possibilità o meno di configurare nel corso del rapporto d'appalto una responsabilità pre-contrattuale della Stazione Appaltante. [B] Sulla quantificazione del danno da responsabilità pre-contrattuale riconoscibile all'Appaltatore
Lodo Arbitrale, aprile 2013[A] Sulla possibilità per le parti del contratto d'appalto di derogare alla competenza arbitrale laddove sia prevista una clausola compromissoria. [B] Sui termini e sulle modalità per la declinatoria della competenza arbitrale. [C] Sul diritto dell'appaltatore al risarcimento del danno subito in ragione della ritardata esecuzione del collaudo. [D] Sul risarcimento dovuto all'Appaltatore in ragione della illegittima protrazione dei tempi contrattuali: spese generali. [E] Segue: sull'onere della prova posto per il riconoscimento dei maggiori costi del personale. [F] Segue: maggiori oneri per fideiussioni. [G] Segue: sugli interessi per ritardati pagamenti, sulla misura e sul calcolo
Tribunale di Prato, aprile 2012[A] Sulle valutazioni in merito al comportamento delle parti nel caso di reciproca domanda di risoluzione del contratto per inadempimento, con particolare riferimento alla valutazione della gravità dell'inadempimento. [B] Sul dovere di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto d'appalto. [C] Sui danni risarcibili nel caso di illegittima risoluzione del contratto da parte della Stazione Appaltante
Tribunale di Pisa, marzo 2012[A] Sulla risarcibilità o meno del danno all'immagine commerciale dell'Impresa nel caso di mancata aggiudicazione dell'appalto per responsabilità del brocker assicurativo per avere fornito una garanzia non conforme al bando. [B] Segue: sulla risarcibilità o meno della perdita della chance. [C] Segue: sulla risarcibilità del danno da mancato incremento della capacità tecnica, e conseguente riduzione della possibilità di partecipare ad altre procedure ad evidenza pubblica (c.d. danno "curriculare")
Corte d'Appello di Firenze, marzo 2012[A] Sulla ammissibilità o meno della eccezione di nullità del contratto formulata per la prima volta in appello nel giudizio finalizzato ad ottenere la risoluzione del contratto per inadempimento. [B] Sulle valutazioni che il Giudicante deve svolgere in caso di reciproca domanda di risoluzione del contratto per inadempimento. [C] Sulle preclusioni processuali in merito alla quantificazione della domanda risarcitoria avanzata
Tribunale di Pistoia, febbraio 2012
Argomento trattato: Risarcimento danni
Sui limiti processuali alla possibilità di precisare la domanda con cui la Stazione Appaltante si riserva di quantificare gli importi da richiedere a titolo di spese per la nuova aggiudicazione dei lavori ad altro soggetto a seguito di risoluzione per colpa dell'Appaltatore
Lodo Arbitrale, settembre 2012[A] Sulla forma eventualmente necessaria per la preventiva contestazione degli inadempimenti contrattuali all'appaltatore ai fini della risoluzione dell'appalto. [B] Sulle valutazioni svolte dal Collegio nel caso di domandata illegittimità del provvedimento di risoluzione assunto dalla Stazione Appaltante e sulla possibilità o meno che il provvedimento venga convertito in rescissione d'ufficio in caso di accertata responsabilità prevalente della S.A.. [C] Sulla possibilità o meno che la perizia di variante predisposta dalla Stazione Appaltante per sanare la mancanza di un ordine scritto del direttore dei lavori sia idonea a escludere che l'irregolarità medesima sia stata la causa di vicende ulteriori riguardanti l'appalto. [D] Sulle contestazioni per le quali opera il regime delle riserve, sulle modalità di iscrizione, precisazione e conferma delle riserve e sulle contestazioni per le quali non vige il regime delle riserve. [E] Sulla risarcibilità del danno all'immagine vantato dalla Stazione Appaltante in ragione degli inadempimenti dell'Appaltatore
Lodo Arbitrale, giugno 2012[A] Sulla operatività o meno del termine decadenziale di sessanta giorni dalla comunicazione della risoluzione, previsto dall'art. 46 del d.P.R. n. 1063/1962, anche alla facoltà di contestare la risoluzione disposta dalla Stazione appaltante. [B] Sulla decorrenza del termine decadenziale previsto dall'art. 46 del d.P.R. n. 1063/1962 e sulla necessità o meno della notificazione a mezzo del pubblico ufficiale della copia integrale ed autentica dell'atto. [C] Sulla possibilità o meno che la domanda produca effetti decadenziali quando la decisione dell'amministrazione sia adottata prima l'approvazione del collaudo. [D] Sulla possibilità o meno che la domanda proposta davanti al giudice ordinario (privo di giurisdizione) possa considerarsi idonea ad evitare la decadenza di cui all'art. 46 del d.P.R. n. 1063/1962. [E] Sulla idoneità dell'atto risolutorio adottato ai sensi dell'art. 119, d.p.r. n. 554/1999 dalla Stazione Appaltante a determinare il fatto storico dell'interruzione del rapporto contrattuale, a prescindere dalla circostanza che ne venga in seguito accertata giudizialmente l'illegittimità e sulla residua tutela per l'Appaltatore. [F] Sul risarcimento del danno dovuto all'Impresa in caso di dichiarata illegittima risoluzione del contratto da parte della Stazione Appaltante: il mancato utile. [G] Segue: le immobilizzazioni di cantiere. [H] Segue: la perdita di chance. [I] Segue: il danno curriculare, morale e all'immagine. [L] Sulla fondatezza o meno della domanda di disapplicazione della penale per il ritardo nell'esecuzione delle opere nell'ipotesi in cui venga accertata la illegittima risoluzione del contratto da parte della Stazione Appaltante. [M] Sulla tardività della riserva iscritta dall'impresa in relazione ai danni subiti in conseguenza dei c.d. "fatti continuativi"
Lodo Arbitrale, gennaio 2012[A] Sulla possibilità o meno per il Collegio giudicante di disapplicare il provvedimento di risoluzione del contratto adottato dalla Stazione Appaltante, nel caso di opposta domanda di risoluzione per inadempimento avanzata dall'Impresa. [B] Sulla efficacia o meno della diffida ad adempiere trasmessa dall'appaltatore alla Stazione Appaltante recante un termine inferiore a quello di 15 giorni previsto dall'art. 1454 cod. civ.. [C] Sulla nullità o meno della previsione del contratto che sposti sull'impresa appaltatrice il compito di predisporre e/o modificare il progetto esecutivo assumentosi la responsabilità circa la corretta redazione del progetto e sulla operatività o meno del meccanismo della sostituzione automatica di clausola, ex art. 1339 c.c.. [D] Sulla possibilità o meno che il collegio dichiari la nullità di una disposizione contrattuale in assenza di specifica domanda nell'ipotesi di azione finalizzata alla risoluzione del contratto. [E] Sui limiti alla consegna frazionata dei lavori da parte della Stazione Appaltante. [F] Sulla configurabilità o meno di un inadempimento della Stazione Appaltante per non avere ultimato le procedure espropriative dei terreni interessati dall'appalto, prima di dar corso alla consegna dei lavori, e sulla possibilità che tale inadempimento possa giustificare la risoluzione ex art. 1453 c.c.. [G] Sulla possibilità o meno che la dichiarazione ai sensi dell'art. 71 comma 2 del DPR 554/1999 resa dall'Appaltatore in sede di gara, circa la conoscenza dello stato dei luoghi, possa attutire e/o escludere la responsabilità della Stazione Appaltante nell'ipotesi di consegna parziale. [H] Sulle conseguenze dell'attestazione di rischio derivante dal ritrovamento di ordigni bellici nelle aree di intervento. [I] Sulla modalità di reintegrazione del patrimonio dell'appaltatore adempiente in caso di risoluzione del contratto di appalto per grave inadempimento della Stazione appaltante e sul calcolo degli importi spettanti per i lavori già eseguiti. [L] Sulla spettanza o meno del risarcimento per i lavori ancora non eseguiti in caso di risoluzione del contratto di appalto per grave inadempimento della Stazione Appaltante e sulla quantificazione del danno. [M] Sui danni risarcibili in caso di risoluzione del contratto di appalto per grave inadempimento della Stazione Appaltante: spese generali. [N] Segue: costi per polizze fideiussorie. [O] Sull'esonero per il Collegio arbitrale dall'esame della tempestività delle riserve in caso di risoluzione del contratto per colpa del Committente. [P] Sulla necessità o meno per l'Appaltatore di iscrivere tempestiva riserva in calce agli ordini di servisio oggetto di contestazione. [Q] Sui danni risarcibili in caso di anomalo andamento dei lavori dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante: Spese generali. [R] Segue: Maggior vincolo dei macchinari ed attrezzature. [S] Segue: Maggior costo del personale. [T] Segue: Mancato utile. [U] Sulla risarcibilità o meno dei maggiori oneri sostenuti a causa del ritardo nel collaudo dell'opera. [V] Sulla spettanza o meno della rivalutazione monetaria sulle somme riconosciute a titolo di indennizzo dei danni e maggiori oneri patiti dall'impresa in conseguenza della sottoproduzione dovuta all'anomalo andamento dei lavori per colpa della Stazione Appaltante
Lodo Arbitrale, gennaio 2012Sulla responsabilità o meno della Stazione Appaltante nel caso di ritardati pagamenti dovuti alla difficoltà nel reperire i fondi necessari al pagamento delle prestazioni e sul regime degli interessi applicabili
Lodo Arbitrale, ottobre 2012[A] Sulla possibilità o meno che il comportamento tenuto dalle parti nel corso dell'esecuzione del contratto possa comportare un mutamento delle condizioni contrattuali rispetto al contenuto della convenzione stipulata. [B] Sull'onere della prova ricadente sulle parti nel caso in cui l'attore chieda al Collegio la risoluzione del contratto per inadempimento. [C] Sulla prova necessaria affinché il Collegio liquidi i danni derivanti dal maggior ricorso al credito bancario dovuto all'inadempimento di una parte. [D] Sulla risarcibilità o meno del danno non patrimoniale (es. danno all'immagine) subito dalla Stazione Appaltante in ragione dell'inadempimento dell'appaltatore. [E] Sulla legittimità o meno, anche secondo la giurisprudenza comunitaria, di versamenti economici della P.A. al soggetto cui è affidato un servizio pubblico in concessione, laddove il servizio non sia remunerativo per il concessionario. [F] Sulla legittimità o meno dellla clausola contrattuale che prevede in capo al concessionario il potere di ottenere un adeguamento delle tariffe, sull'onere della prova posto a carico dell'appaltatore per dimostrare il verificarsi della condizione cui è subordinato l'adeguamento tariffario e sulla leale collaborazione della Stazione Appaltante. [G] Sulla risarcibilità o meno del c.d. maggior danno nel caso crediti di natura contrattuale, riguardanti il riconoscimento di maggior compenso contrattuale e sull'onere della prova posto a carico dell'attore. [H] Sulla risarcibilità del c.d. maggior danno nel caso di crediti di valore. [I] Sulle debenza o meno degli intressi e della rivalutazione monetaria sui crediti in parte compensati in ragione di legittima eccezione di inadempimento ex art. 1460 cod. civ.. [L] Sui limiti del Collegio a decidere secondo equità e art. 1226 cod. civ. e sulla possibilità di considerare ricompresi nella somma liquidata anche interessi e rivalutazione monetaria
Lodo Arbitrale, dicembre 2011[A] Sulla interpretazione della clausola arbitrale se trattasi di arbitrato rituale o irrituale. [B] Sulla possibilità o meno che gli arbitri decidano secondo diritto un arbitrato irrituale che le parti hanno concordato di decidere secondo equità. [C] Sulla normativa ratione temporis applicabile per valutare la validità o meno della clausola compromissoria. [D] Sulle ragioni a sostegno della inammissibilità dell'arbitrato irrituale quando una delle parti sia una amministrazione pubblica. [E] Sulle ragioni a sostegno della ammissibilità dell'arbitrato irrituale anche quando una delle parti sia una amministrazione pubblica. [F] Sulla giurisdizione spettante in materia di responsabilità del progettista/direttore dei lavori inadempiente e sui riflessi sulla compromettibilità in arbitri della eventuale controversia. [G] Sulla inammissibilità dell'arbitrato irrituale secondo la disciplina contenuta nel Codice dei Contratti Pubblici. [H] Sulla possibilità o meno che la clausola compromissoria che prevede l'arbitrato irrituale, divenuto inammissibile per sopravvenute disposizioni normative, possa ritenersi automaticamente sostituita dalla clausola compromissoria per arbitrato rituale. [I] Sulla capacità dell'associazione professionale tra professionisti possa stare autonomamente in giudizio e sulla sussistenza o meno di un rapporto di litisconsorzio necessario passivo tra associato e associazione professionale
Lodo Arbitrale, luglio 2011[A] Sulla domanda di risoluzione del contratto avanzata dall'Impresa in ragione della prolungata sospensione dei lavori e sulle ipotesi in cui non può essere chiesto il risarcimento del danno. [B] Sui requisiti affinché la sospensione dei lavori disposta dalla Stazione Appaltante possa essere considerata legittima. [C] Sulla possibilità o meno che la sospensione dei lavori legittimamente disposta dalla Stazione Appaltante possa divenire illegittima in ragione della sua durata. [D] Sulla imputabilità o meno alla Stazione Appaltante della sospensione dei lavori dovuta alle carenze del progetto esecutivo. [E] Sulla rilevanza o meno della tardività della riserva nel caso di dichiarata risoluzione del contratto per responsabilità della Stazione Appaltante. [F] Sui danni risarcibili in caso di dichiarazione di risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante. [G] Sulla possibilità o meno che i danni richiesti dall'Impresa per la perdita di chanche e per danno curriculare vengano liquidati in via equitativa e sull'onere della prova posto a carico del richiedente. [H] Sulla applicabilità di rivalutazione e interessi sulle somme liquidate all'impresa in ragione della dichiarazione di risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante
Lodo Arbitrale, dicembre 2011[A] Sull'onere di tempestiva iscrizione di riserva, in particolare in merito alla contestazione della contabilizzazione dei corrispettivi effettuata dall'amministrazione. [B] Sulla natura vincolante o meno del parere reso dal RUP in sede di accordo bonario e sulla possibilità o meno che la stazione appaltante chieda un parere ad un soggetto esterno alla P.A.. [C] Sui requisiti necessari per l'ammissibilità della domanda di indebito arricchimento senza causa ex art. 2041 c.c. nei confronti della Pubblica Amministrazione. [D] Sull’onere di tempestiva iscrizione della riserva, nonché sulla successiva quantificazione, in merito ai c.d. fatti continuativi. [E] Sulla natura dell’obbligo di cooperazione e buona fede posto a carico della stazione appaltante e sulla necessità o meno di riscontrarne una violazione solo nelle ipotesi in cui non renda possibile l’adempimento dell’obbligo in capo all’appaltatore di eseguire tempestivamente l’opera appaltata. [F] Segue: sulle ipotesi in cui la violazione dell’obbligo di cooperazione e buona fede posto a carico della stazione appaltante può comportare l’obbligo di risarcire i conseguenti danni subiti dall’appaltatore. [G] Sul diritto o meno dell’Impresa ad ottenere il rimborso dei costi dalla stessa sostenuti per ottenere da soggetti privati la disponibilità di aree non espropriate e non occupate dalla P.A.. [H] Sull’onere di tempestiva iscrizione della riserva per il rimborso degli oneri di sicurezza
Corte d’Appello, Sezione II, settembre 2012[A] Sulle ipotesi di sospensione legittima, di cui all’art. 30 del d.P.R. n. 1063/1962, e sulla interpretazione di “cause di forza maggiore” e “ragioni di necessità”. [B] Sulla responsabilità o meno della Stazione Appaltante in caso di sospensione dovuta a provvedimento amministrativo di altro ente (c.d. factum principis), laddove il provvedimento sia frutto di un precedente difetto di diligenza della Stazione Appaltante. [C] Sulla possibilità o meno di configurare una responsabilità per i danni lamentati dall’appaltatore a carico dell’Ente Pubblico, estraneo al contratto di appalto, che disponga la sospensione lavori con proprio provvedimento poi dichiarato illegittimo dal Giudice Amministrativo
Tribunale di Prato, aprile 2012[A] Sull'obbligo di correttezza e buona fede a carico delle parti del contratto d'appalto e sulla rilevanza all'interno del rapporto. [B] Sul danno risarcibile all'appaltatore nel caso di dichiarata risoluzione del contratto per responsabilità della Stazione Appaltante, in particolare sul risarcibilità o meno del mancato guadagno
Tribunale di Pisa, marzo 2012[A] Sulla susssitenza o meno della responsabilità della società di intermediazione che procuri alla società partecipante alla gara pubblica una polizza fideiussoria difforme dal capitolato, nell'ipotesi in cui tale difformità comporti l'esclusione dalla gara. [B] Sulla ammissibilità o meno della introduzione di nuove voci di danno con la memoria di cui all'art. 183, sesto comma, n. 1, cpc. [C] Sulla corretta quantificazione del lucro cessante vantato dall'Impresa. [D] Sulla risarcibilità o meno del danno all'immagine patito dall'Impresa in ragione dell'esclusione dalla gara causata dalla erroneità della polizza procurata dall'intermediario e sui criteri di riconoscimento. [E] Sulla risarcibilità o meno del c.d. danno da perdita di chance patito dall'Impresa in ragione dell'esclusione dalla gara causata dalla erroneità della polizza procurata dall'intermediario e sui criteri di quantificazione. [F] Sulla risarcibilità o meno del danno da mancato incremento della capacità tecnica e conseguente riduzione della possibilità di partecipare ad altre procedure ad evidenza pubblica (c.d. danno "curriculare") e sui criteri di quantificazione
Lodo Arbitrale, novembre 2011[A] Sulle differenze individuate dalla giurisprudenza per distinguere tra prestazione per pubblici servizi e prestazioni in favore dell'ente pubblico, ma di natura privatistica. [B] Sul regime delle preclusioni processuali nel procedimento arbitrale, in particolare sull'ammissibilità del deposito tardivo di nuovi documenti [C] Sulla interpretazione del contratto d’appalto laddove subordini l’efficacia dell’obbligazione di pagamento ad un evento futuro e incerto. [D] Sulla possibilità o meno che il contratto sottoposto a condizione potestativa mista sia soggetto o meno alla disciplina di cui all’art. 1358 c.c., laddove impone alle parti l'obbligo giuridico di comportarsi secondo buona fede durante lo stato di pendenza della condizione e sulle eventuali conseguenze. [E] Sulla possibilità o meno di estendere il giudizio arbitrale anche ad eccezione di inadempimento legata al mancato adempimento di una delle parti alle obbligazioni di un contratto prorogato. [F] Sulle valutazioni in merito alla fondatezza della eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. avanzata dalla Stazione Appaltante nel corso del giudizio arbitrale. [G] Sul danno risarcibile secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato. [H] Sul danno risarcibile secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione. [I] Sulla risarcibilità o meno del danno all'immagine subito dall'Impresa per la mancata conclusione dell'appalto e sulla possibilità di una liquidazione in via equitativa
Lodo Arbitrale, agosto 2011[A] Sulla responsabilità o meno della Stazione Appaltante nel caso in cui l'area di cantiere sia legittimamente occupata da ambulanti in virtù di legittima licenza. [B] Sulla rilevanza o meno della effettiva consegna dei lavori nel caso l'Impresa non abbia avuto la materiale disponibilità delle aree di cantiere. [C] Sulla necessità o meno di iscrivere tempestiva riserva al momento della consegna dei lavori nel caso emerga la presenza di sottoservizi che impediscono l'esecuzione dei lavori. [D] Sulla spettanza o meno degli interessi legali e della rivalutazione monetaria sulla somma liquidata a titolo di mancato guadagno a seguito di illegittima risoluzione del contratto da parte della Stazione Appaltante
Lodo Arbitrale, luglio 2011[A] Sulla necessità o meno della doppia sottoscrizione, ex artt. 1341 e 1342 cod. civ., per la validità della clausola compromissoria inserita nel contratto d'appalto. [B] Sui comportamenti tenuti dalle parti all'avvio del giudizio arbitrale che sono rilevanti a conferma della volontà di deferire la controversia al Collegio Arbitrale. [C] Sulla valenza confessoria o meno di quanto dichiarato tra le parti in sede transattiva. [D] Sulla efficacia o meno di un atto di risoluzione consensuale stipulato tra le parti, laddove sia stato preceduto da formale diffida ex art 1454 c.c. da parte dell'Impresa nel caso il Collegio Arbitrale accerti l'inadempimento della Stazione Appaltante. [E] Sulle ipotesi di "grave inadempimento". [F] Sugli obblighi della Stazione Appaltante riguardo alla reale esecutività del progetto messo a gara, sulla messa a disposizione delle aree di cantiere e sulla celerità della redazione della necessaria perizia di variante. [G] Sulla tipologia di danni risarcibili in caso di anomalo andamento dell'appalto dovuto a responsabilità della Stazione Appaltante e sulla possibilità o meno di una risarcibilità solo parziale nel caso in cui la sospensione duri alcuni anni. [H] Sulla spettanza o meno di interessi e rivalutazione monetaria sugli importi liquidati dal Collegio a titolo di mancato utile per i lavori non eseguiti in ragione della dichiarata risoluzione del contratto. [I] Sulla ammissibilità o meno di una condanna condizionata del Committente a manlevare e tenere indenne l'Impresa dalle eventuali richieste risarcitorie e indennitarie da parte di terzi, in caso di anomalo andamento dei lavori, seguito da risoluzione del contratto
Lodo Arbitrale, luglio 2011[A] Sulla interpretazione dell'art. 241 del d.lgs. n. 163 del 2006, e successive modifiche, in merito al divieto di svolgere l'incarico di Presidente da parte di coloro che nell'ultimo triennio hanno esercitato le funzioni di arbitro di parte o di difensore in giudizi arbitrali disciplinati dallo stesso articolo. [B] Sulla sorte del contratto nel caso di reciproche domande di risoluzione per inadempimento avanzate dalle parti del Giudizio Arbitrale. [C] Sul diritto o meno al compenso (e a che titolo) per le opere consistenti in lavorazioni diverse ed ulteriori rispetto a quelle contrattualmente pattuite, né ordinate né commissionate dalla D.L. nel corso dell'esecuzione dei lavori, ma necessarie alla corretta esecuzione dell'appalto. [D] Sulla sussistenza o meno dell'onere di tempestiva iscrizione della riserva su registri contabili che la Stazione Appaltante qualifica come provvisori. [E] Sulla sussistenza o meno dell'onere di tempestiva iscrizione della riserva per il risarcimento dei danni da illegittima sospensione dei lavori e sulla legittimità o meno della sospensione disposta salla Stazione Appaltante per operare delle varianti al progettof. [F] Sull'atto ove deve essere iscritta la riserva nel caso di illegittima sospensione dei lavori. [G] Ancora sull’atto ove deve essere iscritta la riserva nel caso di illegittima sospensione dei lavori, laddove non venga redatto un apposito verbale dopo la sospensione. [H] Ancora sull’onere di iscrizione della riserva nel caso di illegittima sospensione dei lavori e sulla differenza esistente tra le ipotesi in cui la sospensione presenti fin da subito la propria potenzialità dannosa o meno. [I] Sulla applicabilità o meno da parte della Stazione Appaltante di una penale per il ritardo a carico dell'appaltatore nel caso in cui il rallentamento nell'esecuzione dei lavori sia dipeso anche dal non corretto comportamento della stazione appaltante. [L] Sulla risarcibilità o meno del danno all’immagine richiesto dalla Stazione Appaltante per la mancata esecuzione dell’opera appaltata e sui presupposti probatori per l’eventuale riconoscimento di tale voce di danno
Lodo Arbitrale, luglio 2011[A] Sulle regole da applicare al funzionamento del Collegio Arbitrale nell'ipotesi in cui la clausola compromissoria contenga un ordinario rinvio alle norme sull'arbitrato dei lavori pubblici e del codice di procedura civile. [B] Sulla risarcibilità o meno del danno derivante all'Impresa dal mancato rinnovo del contratto da parte della Stazione Appaltante
Lodo Arbitrale, giugno 2011[A] Sugli obblighi dell'Impresa di verificare il progetto esecutivo e sulle eventuali corresponsabilità della stessa nel caso vengano riscontrate lacune progettuali in corso di lavori, nonché sugli obblighi del RUP nella stessa materia. [B] Sulla possibilità o meno di configurare un grave inadempimento della Stazione Appaltante nel caso in cui le mancanze progettuali riguardino la mancata segnalazione di sottoservizi e la necessità di alcune variazioni esecutive. [C] Sull'obbligo di cooperazione in capo alla Stazione Appaltante e sulle responsabilità nei confronti dell'appaltatore in caso di difficoltà riscontrate nel corso dell'esecuzione del contratto. [D] Sulla possibilità o meno che l'Impresa possa eseguire le lavorazioni necessarie a colmare le lacune progettuali, senza l'approvazione di una specifica perizia di variante da parte della Stazione Appaltante. [E] Sulla valutazione del comportamento delle parti da parte del Collegio al fine di determinare la rilevanza dei reciproci inadempimenti e decidere sulle reciproche domande di risoluzione del contratto per inadempimento. [F] Sulla possibilità o meno che l'eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione possa determinare la risoluzione del contratto, ai sensi dell'art. 1467 c.c.. [G] Sulla competenza o meno del Collegio Arbitrale a decidere sulla domanda avanzata dall'Impresa di declaratoria di illegittimità della escussione della polizza fideiussoria da parte della Stazione Appaltante. [H] Sulle modalità di applicazione della rivalutazione monetaria e degli interessi alle varie voci di danno risarcibili dal Collegio Arbitrale: mancato utile. [I] Segue: somme dovute per lavori realizzati. [L] Sulla possibilità o meno che l'Impresa ottenga a titolo di risarcimento del danno, derivante dalla risoluzione del contratto per colpa della Stazione Appaltante, il valore di mercato dell'opera eseguita e sull'onere della prova posto a carico dell'Impresa. [M] Sui presupposti necessari alla risarcibilità del c.s. danno curriculare e sull'onere della prova posto a carico dell'Impresa. [N] Sulla tipologia di danni risarcibili in conseguenza dell'anomalo andamento dei lavori, della ridotta produttività e dell'incremento dei costi e sulla loro quantificazione: Spese Generali. [O] Segue: Immobilizzo di attrezzature e mezzi d'opera. [P] Segue: Personale fisso di cantiere. [Q] Segue: Spese fisse di cantiere. [R] Segue: Ritardata percezione dell'utile. [S] Segue: Calcolo di rivalutazione e interessi sulla somma complessivamente dovuta dalla Stazione appaltante. [T] Sulle modalità di applicazione della rivalutazione monetaria e degli interessi, in particolare sulla individuazione delle date iniziali e finali dei vari calcoli. [U] Sulla possibilità o meno di richiedere il risarcimento in via equitativa del danno derivante dalla perdita di chance conseguente alla ritardata consegna dei lavori alla Stazione Appaltante
Lodo Arbitrale, aprile 2011[A] Sulla necessità o meno della tempestiva iscrizione della riserva nell’ipotesi di domande aventi quale presupposto la domanda di risoluzione del contratto per inadempimento della Stazione Appaltante. [B] Sulle valutazioni svolte dal Collegio nel caso in cui le parti si addebitino reciprocamente inadempienze contrattuali e chiedano, in ragione di queste, la risoluzione del contratto per inadempimento. [C] Sulla natura dell’obbligo posto a carico della Stazione Appaltante di predisporre tutti gli adempimenti, di ogni genere e natura, prevedibilmente necessari ed opportuni per la realizzazione dell’opera e sulle giustificazioni idonee ad evitare l’insorgere di una responsabilità. [D] Sulla natura dei danni risarcibili all’Impresa nel caso in cui non sia stato possibile neppure iniziare i lavori a causa di una lunga sospensione dovuta a responsabilità della Stazione Appaltante e seguita dalla risoluzione del contratto e sulla valutazione della concorrente responsabilità dell’Impresa
Lodo Arbitrale, marzo 2011[A] Sulla necessità o meno che la Stazione Appaltante eccepisca nel corso del rapporto la decadenza della riserva per intempestività della stessa e sulla eventuale ammissibilità dell’eccezione solo nel giudizio. [B] Sulla tempestiva apposizione della della riserva in merito a fatti continuativi, cioè che durano nel tempo oppure la cui causa si ripeta continuamente. [C] Sulla necessità o meno della previa iscrizione della riserva in ordine alla richiesta di pagamento degli interessi moratori per ritardata emissione del certificato di collaudo. [D] Sugli effetti del collaudo dell’opera pubblica, sull’obbligatorietà dello stesso e sulla applicabilità agli appalti pubblici dell’accettazione tacita di cui all’art. 1665 cod.civ.. [E] Sulla decorrenza dei termini di prescrizione e decadenza per l’esercizio dell’azione di per ottenere il risarcimento danni per eventuali difformità e vizi dell’opera da parte della Stazione Appaltante. [F] Sulla possibilità o meno che possa costituire riconoscimento dei vizi il fatto che l’impresa abbia attribuito la responsabilità dei vizi stessi alla DD.LL., senza negarne l’esistenza e sul conseguente esonero dell’onere di tempestiva denuncia da parte della Stazione Appaltante. [G] Sulla possibilità o meno che gli errori di progetto fornito dalla Stazione Appaltante ricadano sulla medesima ed escludano la responsabilità dell’appaltatore. [H] Sulla risarcibilità o meno del danno non patrimoniale invocato in via riconvenzionale dalla Stazione Appaltante per le critiche ricevute dalla popolazione anche contro i suoi amministratori, per gli articoli di stampa e per le interrogazioni delle opposizioni in sede consiliare in merito alla gestione del contratto d’appalto
Lodo Arbitrale, dicembre 2010[A] Sugli effetti della nomina dell’arbitro da parte della Stazione Appaltante in merito all’eccezione di declinatoria della competenza arbitrale avanzata dallo stesso ente. [B] Sulla legittimità o meno della sospensione dei lavori determinata dall'esigenza di apportare una perizia di variante e suppletiva al progetto. [C] Sulla possibilità o meno di configurare una corresponsabilità dell’Impresa, laddove la stessa abbia continuato a confidare nella ripresa dei lavori oltre un tempo ragionevole di affidamento. [D] Sulla possibilità o meno di configurare l'elaborazione di varianti in corso d'opera da parte della Pubblica Amministrazione come espressione di un doveroso intervento collaborativo e sulla possibilità che l’inadempimento possa giustificare la risoluzione del contratto. [E] Sulle ipotesi in cui l’illegittima sospensione dei lavori da parte della Stazione Appaltante può giustificare la risoluzione per inadempimento del contratto, ai sensi dell’art. 1453 cod. civ., e sul danno eventualmente risarcibile all’Impresa. [F] Sul calcolo del danno risarcibile per lucro cessante: mancata percezione dell’utile e indisponibilità dell’utile. [G] Sulla individuazione del dies a quo per il calcolo degli interessi legali e della rivalutazione monetaria nel caso di danni derivanti da una lunga illegittima sospensione dei lavori: sulla applicabilità o meno del c.d. termine baricentrico
Lodo Arbitrale, novembre 2010[A] Sull’entità del danno risarcibile in caso di illegittima mancata aggiudicazione di incarico professionale. [B] Sulla possibilità o meno di riconoscere in modo forfetario al professionista i maggiori danni derivanti dalla sospensione dell’incarico. [C] Sulla riconoscibilità o meno del c.d. danno curriculare al direttore dei lavori in caso di inadempimento della stazione appaltante e sulla misura dell’eventuale danno risarcibile. [D] Sulla necessaria unicità o meno della direzione lavori affidata dalla Stazione Appaltante all’esterno e sulla possibilità o meno di affidare l’incarico di direzione lavori a più soggetti esterni anche al fine del calcolo del danno risarcibile in caso di inadempimento della stazione appaltante
T.A.R. Veneto, Sezione I, novembre 2011
Argomento trattato: Risarcimento danni
In caso di illegittima aggiudicazione della gara all’impresa pretermessa va liquidato il risarcimento del danno e tuttavia il criterio del 10%, se pure è in grado di fondare una presunzione su quello che normalmente è l'utile che una impresa trae dall'esecuzione di un appalto, non possa essere oggetto di applicazione automatica
T.A.R. Sardegna, Sezione I, giugno 2011[A] Sugli effetti prodotti sul giudizio impugnatorio pendente prodotti dalla intervenuta esecuzione dell’appalto e sulla eventuale residua tutela risarcitoria, anche alla luce dell’art. 34, comma 3, del cpa [B] Sull’onere della prova cui deve sopperire il ricorrente in tema di esistenza e quantificazione del danno derivante dalla mancata aggiudicazione causata da illegittimo esercizio del potere amministrativo [C] Sui limiti alla possibilità che il Giudice Amministrativo possa procedere alla valutazione equitativa dei danni subiti dal concorrente escluso, ai sensi dell’art. 1226 cod. civ
Consiglio di Stato, Sezione III, maggio 2011
Argomento trattato: Risarcimento danni
Sulla possibilità o meno di ottenere, in caso di esclusione da gara pubblica, il risarcimento da c.d. “perdita di chance” in via equitativa, senza prova specifica dell’entità del danno subito
T.A.R. Lazio Roma, Sezione II, maggio 2011[A] Sulla possibilità o meno di chiedere l'accertamento dell'illegittimità dell’aggiudicazione a fini meramente risarcitori, nel caso in cui la pronuncia costitutiva di annullamento non risulti più utile per il ricorrente [B] Sulla rilevanza o meno della mancata impugnazione del provvedimento amministrativo nel giudizio avviato, ai sensi dell’art. 30 c.p.a., per il solo risarcimento del danno da mancata aggiudicazione [C] Sulla sufficienza o meno dell'accertamento giurisdizionale della illegittimità del provvedimento di aggiudicazione, al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti dall’escluso
Lodo Arbitrale, aprile 2011[A] Sugli elementi da prendere in considerazione per qualificare l’arbitrato come rituale ovvero irrituale [B] Sull’interpretazione della clausola compromissoria volta a stabilire il carattere dell’arbitrato [C] Sugli effetti sulla validità della clausola arbitrale, del successivo annullamento, in via di autotutela, del provvedimento di approvazione del contratto contenente la clausola stessa [D] Incidenza o meno sulla validità ed efficacia del contratto privatistico del mancato formale impegno di spesa da parte dell’Ente pubblico contraente nella delibera di autorizzazione a contrarre [E] Sugli effetti che il mancato espletamento di una procedura selettiva per la scelta del contraente produce sul contratto successivamente stipulato [F] Sulla configurabilità o meno di una responsabilità precontrattuale in capo all’Ente che abbia stipulato il contratto senza procedure ad evidenza pubblica [G] Sulla configurabilità o meno di una responsabilità precontrattuale in capo all’Ente in caso di rottura ingiustificata delle trattative per la conclusione di un contratto e in ipotesi di revoca dell'aggiudicazione provvisoria [H] Sulla quantificazione del danno da «perdita di chance» e sui presupposti necessari al suo riconoscimento [I] Sulla possibilità o meno di configurare il danno da «perdita di chance» nell’ipotesi in cui la società non riesca a dimostrare che in assenza delle illegittimità riscontrate si sarebbe aggiudicata altre gare [L] Sulla quantificazione del c.d. «danno curriculare» e sugli elementi che lo compongono [M] Sulla tipologia di danno risarcibile per «responsabilità precontrattuale della Pubblica Amministrazione»
T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Ter, marzo 2011[A] Sulle ipotesi in cui il Giudice Amministrativo può dichiarare l’inefficacia del contratto in corso di esecuzione, ove disponga l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva a vantaggio del secondo classificato [B] Sulla sussistenza o meno in capo al concorrente dichiarato aggiudicatario con sentenza del Giudice Amministrativo del diritto ad essere risarcito per equivalente relativamente alla quota dell’affidamento già eseguita da parte dell'impresa controinteressata [C] Sulla risarcibilità o meno per equivalente dei danni derivanti dal mancato guadagno e dal cd. «danno curriculare» al ricorrente dichiarato aggiudicatario nel caso di subentro nel contratto parzialmente eseguito dall’impresa controinteressata [D] Sulla misura del danno risarcibile all’aggiudicatario pretermesso a titolo di mancato guadagno e sulla rilevanza, ai sensi dell’art. 1227 cod. civ., della condotta del danneggiato
T.A.R. Lazio Roma, Sezione III bis, febbraio 2011[A] Sulla sussistenza o meno della giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo per l'azione di risarcimento per responsabilità della stazione appaltante nella fase precontrattuale, preordinata alla formazione e alla conclusione del contratto [B] Sulla risarcibilità o meno del danno derivante all'impresa aggiudicataria dal legittimo affidamento sulla legittimità degli atti e sulla validità dello stipulando contratto [C] Sulla misura degli interessi dovuti dall'Amministrazione sulle somme dovute a titolo di risarcimento del danno a favore dell'aggiudicataria revocata
Consiglio di Stato, Sezione V, febbraio 2011[A] Sulla necessità o meno di accertare in giudizio la sussistenza del dolo o della colpa in capo all'Amministrazione per il riconoscimento del risarcimento del danno da mancata aggiudicazione [B] Sulla misura del danno risarcibile nel caso di mancata aggiudicazione, in particolare sulle ipotesi in cui è possibile richiedere il mancato utile nella misura integrale
T.A.R. Lazio Roma, Sezione I Ter, febbraio 2011
Argomento trattato: Risarcimento danni
Sulla misura del risarcimento del danno da perdita di chance qualificata, del danno all’immagine e del danno curriculare nel caso di illegittima esclusione dalla gara
T.A.R. Lazio Roma, Sezione III, febbraio 2011[A] Sui limiti alla possibilità di integrzione dei documenti dopo la presentazione dell'offerta. [B] Sulla legittimità o meno delle disposizioni di gara che prevedano, a pena di esclusione, la presentazione preventiva di giustificazioni a corredo dell'offerta. [C] Sulle ipotesi in cui il Giudice Amministrativo può dichiarare l'inefficacia del contratto a seguito dell'annullamento dell'aggiudicazione definitiva. [D] Sulla risarcibilità dei costi di partecipazione alla gara. [E] Sulla misura del danno da perdita di chance. [F] Sulla risarcibilità e sulla misura del danno da mancata qualificazione (c.d. danno curriculare)
T.A.R. Marche Ancona, Sezione I, febbraio 2011[A] Sulla tutela risarcitoria introdotta dall’art. 34, comma 3, del nuovo codice del processo amministrativo nel caso di impossibilità di disporre il subentro nell’appalto del ricorrente vittorioso. [B] Sui possibili scenari che si possono presentare al giudice in caso di accoglimento dell’impugnazione degli atti relativi a procedimenti selettivi: reintegrazione in forma specifica o risarcimento per equivalente. [C] Sulla necessità o meno dell’accertamento della colpa della P.A. per l’accoglimento della domanda di risarcimento dei danni da mancata aggiudicazione di un appalto pubblico
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, febbraio 2011[A] Sulla necessità o meno della formale comunicazione di avvio del procedimento nel caso di revoca in autotutela di gara pubblica. [B] Sulla possibilità di configurare o meno la responsabilità precontrattuale dell’ente appaltante, ex art. 1337 cod. civ., nel caso di legittima revoca della procedura di gara. [C] Sui criteri di quantificazione del danno da responsabilità precontrattuale della P.A.
Consiglio di Stato, Sezione V, febbraio 2011[A] Sulla identificazione e qualificazione dei motivi di illegittimità dell’atto amministrativo (nella specie affidamento in house) posti a base del ricorso giurisdizionale e sul vizio di ultrapetizione della sentenza. [B] Sulla motivazione necessaria per procedere all’affidamento in house della gestione di servizi pubblici locali. [C] La relazione introduttiva ad una delibera ed il conseguente dibattito consiliare non possono integrare la motivazione dell’atto collegiale. [D] Il Giudice amministrativo ha giurisdizione esclusiva sulla dichiarazione di inefficacia del contratto a seguito dell'annullamento dell'aggiudicazione ed a seguito dell’entrata in vigore dell'art. 244, del D.Lgs. n. 163 del 2006, come novellato dal citato D.Lgs. n. 53 del 2010. [E] La domanda di risarcimento dei danni è regolata dal principio dell'onere della prova di cui all'art. 2697 c.c., sicché grava sul danneggiato l'onere di provare, ai sensi del citato articolo, tutti gli elementi costitutivi della domanda di risarcimento del danno per fatto illecito (danno, nesso causale e colpa)
Consiglio di Stato, Sezione VI, febbraio 2011L’ordinamento apprezza con favore il ritorno alla legalità, prevedendo i poteri di autotutela dell’Amministrazione, e non prende in favorevole considerazione – sotto il profilo di possibili pretese risarcitorie - la posizione di coloro che, coinvolti nella trattativa privata o nella gara finalizzate alla stipula del contratto che si rilevi contra legem, abbiano consapevolmente o colposamente aderito alla iniziativa illegittima dell’Amministrazione
T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione II, ottobre 2010
Argomento trattato: Risarcimento danni
In materia di illegittima aggiudicazione di una gara o di un concorso pubblici la lesione della possibilità concreta di ottenere un risultato favorevole presuppone che sussista una probabilità di successo almeno superiore al 50%
Lodo Arbitrale, ottobre 2009[A] In sede di valutazione comparativa delle condotte delle parti di un contratto di appalto il giudice deve tener conto degli obblighi cosiddetti collaterali di collaborazione. [B] Sull'esplicazione delle riserve a mezzo di raccomandata in luogo dell’iscrizione nel registro di contabilità. [C] Sui danni provocati all’impresa da un’inddebita comunicazione all’Autorità di Vigilanza da parte della stazione appaltante circa l’intervenuta risoluzione contrattuale. [D] Sulla perizia di variante approvata dalla stazione appaltante senza al contempo fissare un congruo nuovo termine per la conclusione dei lavori
T.A.R. Abruzzo L’Aquila, Sezione I, maggio 2010Il criterio primario per la determinazione di base del lucro cessante va individuato nell’utile previsto nell’offerta, da esaminare nella sua disaggregazione analitica costituita dalle giustificazioni degli elementi costitutivi della stessa
Corte d’Appello di Firenze, Sezione II, febbraio 2010
Argomento trattato: Professioni Risarcimento danni
[A] Sull’obbligo cui è tenuto l’ingegnere incaricato della redazione del progetto di costruzione di un edificio riguardo alle dimensioni, i confini e le altre caratteristiche, anche sotto il profilo delle limitazioni urbanistiche. [B] Sul diritto di rivalsa del committente nei confronti del progettista per l’irregolare ubicazione della costruzione
Corte dei Conti, Sezione Veneto, gennaio 2010[A] Sulla responsabilità erariale del professionista che sia chiamato in giudizio nella sua duplice veste di Progettista e Direttore dei lavori. [B] Sul direttore lavori quale longa manus dell’amministrazione
Lodo Arbitrale, febbraio 2009[A] Sulla riserva iscritta a causa della presenza di un elettrodotto vicino al cantiere, con la quale l'Impresa lamenta di non aver potuto utilizzare le preventivate due gru di grandi dimensioni, ma solo una e di aver dovuto impiegare al posto dell'altra una gru di ridotte dimensioni. [B] Anche lì dove siano introdotte varianti legittime che in presenza di determinate circostanze l’impresa possa comunque richiedere indennità aggiuntive al riguardo
T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, febbraio 2010Sulla determinazione del risarcimento del danno da mancata aggiudicazione
Lodo Arbitrale, novembre 2009[A] Sui principi Unidroit applicabili agli appalti in caso di “gross disparity” e di “hardship”. [B] Sul fermo dei lavori nelle more dell'approvazione di una perizia di variante intesa a porre anche solo parzialmente rimedio a negligenze o imperizie contenute nel progetto. [C] Sull’anomalo andamento dei lavori e sul risarcimento del danno da mancato utile. [D] Sul risarcimento del danno curriculare o da perdita di chance
Lodo Arbitrale, febbraio 2009[A] Sull’anomalo andamento dei lavori e sulla valutazione presuntiva del danno trattandosi l'impresa di soggetto che opera istituzionalmente nel settore degli appalti pubblici. [B] Sul mantenimento improduttivo nel cantiere dei macchinari e del personale, oltre che al mantenimento delle polizze fideiussorie prestate e le spese connesse alla sicurezza. [C] Sui maggiori oneri connessi all'incremento dei prezzi dei lavori eseguiti dopo la data di ultimazione contrattualmente pattuita. [D] Sul risarcimento del danno da ritardo nell'ultimazione del collaudo. [E] Sul danno cagionato all’impresa dalla ritardata emissione del certificato di esecuzione a seguito delle operazioni di collaudo
Corte d’Appello di Firenze, Sezione I, dicembre 2009Sulla realizzazione di un’opera pubblica e sulla diversa rilevanza delle richieste di risarcimento del danno avanzate dal privato per riduzione di una veduta panoramica o di altre utilità marginali, rispetto alla violazione delle norme sulle distanze ovvero per procurate immissioni di rumori, vibrazioni e gas di scarico
T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, novembre 2009[A] Sull’annullamento dell’aggiudicazione e sulla sorte del contratto già stipulato. [B] Sul risarcimento del danno consequenziale all’annullamento dell’aggiudicazione definitiva e sulla necessità di tener conto dell’aliunde percectum e del danno curriculare
Lodo Arbitrale, novembre 2009[A] Sulla quantificazione del risarcimento del danno che spetta all’appaltatore in caso di risoluzione del contratto per colpa della stazione appaltante. [B] Sull’opzione concessa alle parti di sciogliere di comune accordo il contratto senza indennità in caso di sospensione dei lavori, ed il conseguente diritto dell'appaltatore al risarcimento dei danni solo nel caso in cui l'amministrazione si sia opposta a tale richiesta di scioglimento
Lodo Arbitrale, febbraio 2009[A] Sulla valenza contrattuale delle clausole riportate nel capitolato speciale d’appalto. [B] Sul riconoscimento e la quantificazione del maggior costo dei macchinari e delle attrezzature, cagionato da anomalo andamento dei lavori dipendente da colpa della stazione appaltante. [C] Sull’anomalo andamento dei lavori e sulla necessità di risarcire solo il ritardato utile ovvero anche il mancato utile d’impresa
Lodo Arbitrale, febbraio 2009[A] Sul valore delle dichiarazioni rese dall’impresa in sede di gara. [B] Sull’utilizzo della Tabella 6 del D.M. 11.12.1978 per quantificare l’incidenza della manodopera ed il costo dei macchinari sull’importo dei lavori. [C] Sul danno da anomalo andamento dei lavori per quanto attiene agli oneri della sicurezza
Lodo Arbitrale, settembre 2009[A] Sulla clausola contrattuale che subordina la devoluzione alla cognizione arbitrale di ogni controversia ad un previo tentativo di amichevole composizione tra stazione appaltante ed impresa. [B] Sugli effetti della transazione riguardo ai danni successivi ed imprevedibili. [C] Sui limiti all’onere di apporre le riserve sul certificato di collaudo e sulla differenza rispetto alle riserve da iscrivere nel conto finale. [D] Sul danno per ridotto utilizzo dei materiali cagionato dall’anomalo andamento dei lavori
T.A.R. Campania Napoli, Sezione VIII, settembre 2009[A] Le varianti progettuali migliorative riguardanti le modalità esecutive dell'opera sono, in via di principio, ammissibili, purché non si traducano in una diversa ideazione dell'oggetto del contratto. [B] Sul disciplinare di gara secondo il quale ciascun concorrente avrebbe dovuto dichiarare “specificamente di non trovarsi nelle condizioni previste dall’art. 38, comma 1, lett. a, b, c, d, e, f, g, h, i, l, m del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163” senza citare la lettera “m-bis”, introdotta dall’art. 3, comma 1, lett. e, n. 2, del d.lgs. 31 luglio 2007, n. 113. [C] Il metodo aggregativo-compensatore presuppone che l’interpolazione lineare venga effettuata ponendo la variabile al numeratore e la costante al denominatore. [D] La valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa è scrutinabile in sede giurisdizionale non oltre i limiti della logicità, equità e ragionevolezza. [E] Sul risarcimento de danno conseguente all’illegittima aggiudicazione di una gara quanto al danno emergente ed al lucro cessante
T.A.R. Emilia Romagna, Sezione I, settembre 2009
Argomento trattato: Risarcimento danni
[A] Sul risarcimento del danno consequenziale ad un provvedimento illegittimo. [B] Il contrasto di soluzioni offerte in primo ed in secondo grado non basta, di per sé solo, a escludere la colpa dell'amministrazione
Lodo Arbitrale, giugno 2009[A] Sulla delibera di risoluzione del contratto di appalto adottata all’esito di un iter procedurale viziato dal mancato rispetto delle relative prescrizioni di legge. [B] Sugli effetti retroattivi della risoluzione del contratto per colpa della stazione appaltante. [C] Sui casi in cui nell’appalto “a corpo” l’impresa ha comunque diritto ad un compenso per le maggiori opere seguite. [D] Sul risarcimento all’impresa per il danno all’immagine conseguente all’illegittima risoluzione contrattuale
T.A.R. Puglia Lecce, Sezione II, settembre 2009Sui limiti entro i quali può essere riconosciuto il risarcimento del danno conseguenziale alla sentenza che ha dichiarato l’illegittimo annullamento dell’aggiudicazione provvisoria in favore dell’impresa ricorrente
Consiglio di Stato, Sezione V, agosto 2009Sulla quantificazione del risarcimento del danno in seguito alla non eseguibilità in forma specifica della decisione di annullamento degli atti di gara, per effetto dell’ormai integrale esecuzione del contratto
Lodo Arbitrale, ottobre 2008[A] Sull’istituto processuale della chiamata del terzo in sede di giudizio arbitrale e sulla rilevanza o meno riguardo alla competenza del collegio. [B] Sugli accertamenti che deve effettuare il collegio per poter pronunciare la risoluzione del contratto per inadempimento. [C] Sui casi in cui deve essere pronunciata la risoluzione del contratto per mutuo consenso, pur in difetto dell’inadempimento di una delle parti, e sull’efficacia retroattiva o meno di detta risoluzione. [D] Sulla fondatezza o meno della pretesa di risarcimento del danno avanzata da una delle parti in caso di scioglimento del contratto per mutuo consenso. [E] Sul periodo di validità della fideiussione dopo la risoluzione anticipata del rapporto contrattuale. [F] Sulla risarcibilità o meno del danno conseguente il mancato incremento dei requisiti di qualificazione e la perdita di chance di acquisizione di commesse ulteriori nel caso di risoluzione contrattuale per mutuo consenso. [G] Sulla clausola del capitolato speciale che pone a carico dell’impresa la rimozione delle interferenze. [H] Sull’orientamento giurisprudenziale che ritiene le spese generali una voce di costo scollegata dai costi diretti del cantiere. [I] Sull’applicabilità dell’art. 25 del D.M. 145 del 2000 alle controversie antecedenti la sua entrata in vigore. [L] Sul risarcimento del danno per ritardato e mancato utile di impresa in caso di andamento anomalo dei lavori, anche in mancanza di specifica prova. [M] Le polizze fideiussorie non costituiscono oneri riconducibili alle spese generali. [N] Sul diritto della stazione appaltante, a seguito della risoluzione del contratto, di acquistare i materiali "utili" all'esecuzione dei lavori
Lodo Arbitrale, agosto 2008 n. 114[A] Sul committente di un'opera pubblica grava l’obbligo di cooperazione che si sostanzia nel rendere possibile l'adempimento della prestazione da parte dell'appaltatore e, in particolare, nel porre quest’ultimo nela condizione di sviluppare l'esecuzione delle opere appaltate in maniera continuativa senza impedimenti ostativi in conformità dei programmi operativi stabiliti. [B] Sul risarcimento del danno dovuto all’impresa per averla costretta ad eseguire i lavori in un periodo di tempo in cui il costo di esecuzione delle opere era significativamente lievitato
Lodo Arbitrale, agosto 2008 n. 122[A] La legge 109 del 1994 – oggi D.lgs 163 del 2006 - non può non avere una efficacia abrogante in ordine alla diversa composizione del collegio arbitrale prevista dall'art. 15 della legge regionale Calabria n. 18 del 1983. [B] Sull’applicabilità del DM 145 del 2000 ai soli contratti stipulati dopo il 28 luglio 2000. [C] Sulla decadenza prevista dall’art. 33 del D.M. n. 145 del 2000 per il ricorso all’arbitrato in esito alla procedura per l’accordo bonario. [D] In caso di sospensione dei lavori, l'appaltatore è tenuto a formulare la riserva quantomeno in calce al verbale di ripresa dei lavori. [E] Sui tre orientamenti giurisprudenziali riguardo all’atto sul quale devono essere iscritte a pena di decadenza le riserve dell’impresa in caso di illegittima sospensione dei lavori. [E] Sul risarcimento del danno derivante dall’immobilizzazione dei macchinari e sulla possibilità o meno di determinarne l’ammontare non già attraverso una dimostrazione del costo di quelli effettivamente presenti in cantiere, bensì mediante l'applicazione dell'indice parametrico della tabella revisionale. [F] Sul risarcimento del danno per la maggiore operatività delle fideiussioni
Lodo Arbitrale, luglio 2008 n. 111[A] Sul risarcimento dei danni per il c.d. fermo virtuale e sulla differenza rispetto all’ipotesi di risarcimento da illegittima sospensione lavori ex art. 25 del D.M. 145 del 2000. [B] Sul nesso tra la “sottoproduzione” ed il principio dei c.d. “fatti continuativi”. [C] Sul concetto di tempestività delle riserve nel caso di danno da sottoproduzione dei lavori. [D] Sulla sussistenza o meno di un automatico effetto “sottrattivo” del premio di accelerazione in caso di anomalo andamento dei lavori prodotto dalla committente. [E] Sulla natura sanzionatoria o risarcitoria delle penali contrattuali. [F] Sulla tipologia di varianti che la committente può adottare sospendendo legittimamente i lavori senza che le possano derivare conseguenze risarcitorie. [G] Sulla rilevanza o meno delle spese generali quantificate in sede di offerta dall’appaltatore ai fini della quantificazione del risarcimento del danno da anomalo andamento dei lavori. [H] Sull’applicabilità o meno dell’art. 25 del D.M. 145 del 2000 in caso di anomalo andamento dei lavori. [I] Sulla mancata percezione dell’utile in caso di anomalo andamento dei lavori. [L] Sull’autonoma risarcibilità o meno delle spese per le utenze, gli affitti, le indennità chilometriche, i costi di ristorazione, le spese per la vigilanza e la pulizia, per le attività di smaltimento dei rifiuti, nonché per le attività di copia e riproduzioni fotografiche
Lodo Arbitrale, luglio 2008 n. 110La tesi del risarcimento del danno per mancato utile, derivante dalla "presunzione" di affidamento di altri lavori desunta dal ruolo istituzionale dell'Impresa, è di per sé insufficiente
T.A.R. Calabria Catanzaro, Sezione I, maggio 2009
Argomento trattato: Risarcimento danni
Sul risarcimento a titolo di mancato utile e danno curriculare in favore di un’impresa per illegittima aggiudicazione ad altra controinteressata

 
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