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Articolo inserito il 26-2-2013

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Tribunale di Pisa, Sezione Distaccata di Pontedera, 12 gennaio 2012

Argomenti trattati:
D.P.R. 207.2010. Art. 190 (Eccezioni e riserve dell’appaltatore). Art. 165 554.99
CODICE CIVILE. Art. 1241 (Estinzione per compensazione)

(Sulla eccepibilità o meno in compensazione di un credito della Stazione Appaltante terzo verso l’appaltatore fallito contro un credito dell’appaltatore fallito verso la Stazione Appaltante, e sull’onere della prova posto a carico dell’appaltatore per dimostrare in giudizio i propri crediti evidenziati nelle riserve iscritte)

SENTENZA N. 20


Limitatamente alla valutazione dell'eccezione riconvenzionale di compensazione, la stessa deve essere, invece, esaminata, in virtù di quanto chiarito sul punto dalla giurisprudenza di legittimità (Cass., Sez. 3, Sentenza n. 481 del 2009 ...la giurisprudenza di questa Corte è ferma nel ritenere che l’eccepibilità in compensazione di un credito del terzo verso il fallito contro un credito del fallito verso il terzo, non è condizionato alla preventiva verifica, quanto meno finché si rimanga nell'ambito dell'eccezione riconvenzionale e non si decampi nella domanda riconvenzionale). In base alla giurisprudenza sul punto (Cass. Sez. I, 6.12.2002, n. 17335; Cass. Sez. I 30.5.1997, n. 4851; Cass. Sez. I, 1.12.1999, n. 13399), nell'appalto di opere pubbliche, al fine di tutelare l’esigenza pubblicistica di buon andamento ed economicità dell'azione amministrativa, l'appaltatore ha l'onere di iscrivere tempestivamente nella prevista documentazione contabile (registro di contabilità, verbali di sospensione e di ripresa dei lavori, stato finale) le proprie pretese economiche, aggiuntive rispetto a quelle contabilizzate dal direttore dei lavori (e diverse da quelle relative alla validità o efficacia del contratto). Evidentemente, dalla stessa iscrizione non deriva alcun diritto in capo all'appaltatore, sorgendo tale diritto solo a seguito di eventuale approvazione da parte della P .A. a mezzo dei s.a.l., del conto finale o del collaudo. In sede contenziosa, incombe sull'appaltatore l'onere della prova sia in ordine alla tempestiva formulazione delle domande o delle riserve, sia in ordine alla fondatezza dei fatti posti alla base delle medesime, sotto il profilo dell'an e del quantum della pretesa. Come sopra ricordato, nell'ambito degli appalti di opere pubbliche, l'onere di tempestiva e formale iscrizione delle riserve e, in assenza di approvazione, l'onere di provare la loro fondatezza, in capo all'appaltatore trova fondamento nell'esigenza pubblicistica di garantire l'economicità e la trasparenza dell'azione amministrativa e, pertanto, non può essere derogato anche nel caso in cui emergano indizi di responsabilità in capo a soggetti diversi dall'appaltatore e per legge tenuti a conservare la relativa documentazione.



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