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Articolo inserito il 21-11-2010

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T.A.R. Puglia Bari, Sezione I, 28 ottobre 2010

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Varie

(Sull’appalto di servizi integrati e sul CCNL del 19 dicembre 2007 che all’art. 1 disciplina i “servizi di controllo accessi (reception, accoglienza, accompagnamento, custodia di locali, edifici, aree, etc.)")

SENTENZA N. 3850

Le prestazioni in favore di strutture e uffici pubblici e privati, come individuate dall’Amministrazione municipale, rappresentano una comune categoria di attività imprenditoriale, denominata usualmente servizi integrati, che comprende, come è puntualmente elencato a titolo esemplificativo nell’articolo 1 del contratto collettivo 19 dicembre 2007, “servizi di controllo accessi (reception, accoglienza, accompagnamento, custodia di locali, edifici, aree, etc.)” “servizi di controllo degli accessi e custodia aree, edifici ed attrezzature comprese la custodia e la gestione di parcheggi non a pagamento in aree confinate private, con l’ausilio di impianti tecnologici e servizi cinofili”. Perciò l’impresa non poteva certo pretendere di attivare un servizio in favore del Comune applicando le ben diverse tariffe stabilite per i portieri di stabili privati, tenuti ad espletare un’attività completamente diversa da quella richiesta ai lavoratori di un’impresa specializzata in servizi.

FATTO E DIRITTO

La S.G.S. Società Gestione Servizi S.a.s. di Latela Antonio ha impugnato gli atti relativi alla gara d’appalto, indetta dal Comune di Foggia, per il servizio di custodia e portierato sui beni di sua proprietà e pertinenza per la durata di anni tre, diviso in quattro lotti, aggiudicati alle ditte “Ariete”, società cooperativa “La Scintilla”, A.T.I. Multiservice e “Leader Service".
In particolare, la S.G.S. contesta la propria esclusione dalla procedura all’esito della verifica di congruità delle offerte e lo stesso bando di gara, nella parte in cui non individuerebbe con precisione il contratto collettivo applicabile ai lavoratori da impiegare nell’appalto.
In definitiva la società è stata esclusa perché avrebbe calcolato il costo del proprio personale d’adibire al servizio di portierato sulla base del CCNL del 21 aprile 2008, relativo ai dipendenti dei proprietari di fabbricati, e non sulla base del contratto 19 dicembre 2007 per il personale dipendente delle imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati, cui si riferiva il bando di gara attraverso l’indicazione del costo medio orario di € 14,48.
Il ricorso è improcedibile.
Il Comune infatti, con deliberazione giuntale 28 ottobre 2009 n. 296, non solo ha autoannullato l’intero procedimento di selezione, ma, stanti le sue gravi difficoltà finanziarie, ha anche provveduto a organizzare il servizio con modalità diverse da quelle prefigurate nel bando di gara (sostanzialmente ridimensionandolo), attraverso affidamenti frazionati.
È evidente perciò che l’interesse azionato dalla società a poter partecipare alla procedura per vedersi eventualmente aggiudicato l’appalto, così da svolgere il servizio di custodia, portierato e reception e da ottenere la relativa controprestazione, non potrebbe trovare alcuna soddisfazione, anche nell’ipotesi dell’accoglimento del ricorso e, per l’effetto, dell’annullamento degli atti gravati in questa sede, stante innanzi tutto la mancata impugnazione della delibera di Giunta municipale con cui la medesima procedura selettiva, oggetto di contestazione, è stata eliminata ex tunc nell’esercizio del potere di autotutela. Ciò incidendo anche sulla pretesa risarcitoria secondo il disposto dell’articolo 30, terzo comma, del decreto legislativo 2 luglio 2010 n. 104.
Le spese di lite seguono la soccombenza (virtuale) e sono liquidate in dispositivo.
A tal proposito, occorre osservare quanto segue.
Da un lato, il richiamo contenuto nel capitolato speciale d’appalto, l’articolo 8, lettera r), al contratto “per il personale dipendente da Imprese esercenti servizi di Custodia e Portierato” non può ritenersi oscuro o addirittura indicante un oggetto inesistente, come sostiene la parte attorea, e non può certo riferirsi al ben diverso e tradizionale contratto dei “dipendenti da proprietari di fabbricati”.
Né indicazioni diverse provenivano dal bando che era stato appositamente emendato e ripubblicato per inserire come voce di costo la somma di € 14,48 corrispondenti alla tariffa del CCNL 19 dicembre 2007.
Dall’altro, le prestazioni in favore di strutture e uffici pubblici e privati, come individuate dall’Amministrazione municipale, rappresentano una comune categoria di attività imprenditoriale, denominata usualmente servizi integrati, che comprende, come è puntualmente elencato a titolo esemplificativo nell’articolo 1 del contratto collettivo 19 dicembre 2007, “servizi di controllo accessi… (reception, accoglienza, accompagnamento, custodia di locali, edifici, aree, etc.),” “servizi di controllo degli accessi e custodia aree, edifici ed attrezzature comprese la custodia e la gestione di parcheggi non a pagamento in aree confinate private, con l’ausilio di impianti tecnologici e servizi cinofili”.
Perciò la S.G.S. non poteva certo pretendere di attivare un servizio in favore del Comune di Foggia applicando le ben diverse tariffe stabilite per i portieri di stabili privati, tenuti ad espletare un’attività completamente diversa da quella richiesta ai lavoratori di un’impresa specializzata in servizi.

P.Q.M.

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile.
Condanna la società ricorrente complessivamente al pagamento di euro 7.000,00 più CPI e IVA, come per legge, nella misura forfetaria di euro 2.500,00 rispettivamente a favore del Comune di Foggia e della società cooperativa Leader Service, e di euro 2.000,00 in favore della società cooperativa Ariete, a titolo di spese di lite.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 20 ottobre 2010 con l'intervento dei magistrati:
Corrado Allegretta, Presidente
Doris Durante, Consigliere
Giuseppina Adamo, Consigliere, Estensore



 
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