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Articolo inserito il 2-10-2010

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Lodo Arbitrale, 30 luglio 2010

Argomenti trattati:
D.P.R. 207.2010. Art. 200 (Conto finale dei lavori). Art. 173 554.99
D.P.R. 207.2010. Art. 190 (Eccezioni e riserve dell’appaltatore). Art. 165 554.99
D.P.R. 207.2000. Art. 191 (Forma e contenuto delle riserve). Art. 31 145.00
D.P.R. 207.2010. Art. 148 (Direttore Lavori). Art. 124 554.99

([A] Sulle condizioni che devono sussistere affinché la mancata sottoscrizione del conto finale o la mancata riproposizione delle riserve in calce allo stesso comporti una presunzione di accettazione da parte dell'impresa di detto documento. [B] Sul contratto aleatorio che rimette interamente in capo all'impresa i costi e maggiori oneri derivanti anche da sospensioni ingiustificate ed immotivate dei lavori. [C] Nell'appalto di opere pubbliche il Direttore dei lavori può essere considerato in ragione dei suoi compiti e delle sue attribuzioni come "organico" all'Ente)

LODO N. 106
Avv. Valerio Recinto - Presidente
Avv. Nicola SALVI - Arbitro
Avv. Vincenzo GRIMALDI - Arbitro

1. Secondo consolidata giurisprudenza arbitrale, affinché la mancata sottoscrizione del conto finale o la mancata riproposizione delle riserve in calce allo stesso (circostanze queste alle quali è assimilabile quanto alle conseguenze la sottoscrizione tardiva del conto eccepita nel caso de quo) comporti una presunzione di accettazione da parte dell'impresa di detto documento e la conseguente decadenza dalla riserve è necessario che: a) l'invito alla sottoscrizione del conto finale da parte della stazione appaltante risulti formulato e trasmesso in modo espresso e formale, non bastando all'uopo l'eventuale mera messa a disposizione degli atti da sottoscrivere; b) risulti inequivocabihnente provato che l'impresa sia stata invitata a firmare entro il termine all'uopo fissato dall'Amministrazione committente, termine da indicare, quindi, necessariamente e che nell'atto di invito formale alla sottoscrizione, e che l'appaltatore non abbia firmato entro il termine così posto (cfr., ex multis, Lodo Roma 17/10/2006, n. 81). In secondo luogo va pure evidenziato che secondo i tradizionali principi in tema di onere della prova è la stazione appaltante, che intende invocare la mancata o tardiva sottoscrizione del conto finale, e quindi eccepire la conseguente presunzione di accettazione dello stesso, a dover fornire la prova di avere provveduto a trasmettere detto documento con l'invito espresso e formale alla sottoscrizione entro il termine stabilito (massimo di 30 giorni) e la data certa della ricezione di detto invito da parte di quest’ultimo.

2. Il conto finale è l'atto finale previsto dal R.D. 350/1865 e di competenza della Direzione lavori, e la sua stesura che è disciplinata dall'art. 63 rappresenta la chiusura contabile di tutte le opere eseguite nonché la rappresentazione dell'intero svolgimento dei lavori dovendosi riportare in esso tutto ciò che può interessare la storia cronologica dell'esecuzione dei lavori. Una corretta esecuzione della commessa pubblica avrebbe
voluto che si approvasse prima la perizia di assestamento contabile, e poi si provvedesse a redigere tutti gli atti di contabilità finale e di collaudo, non potendosi concepire la redazione di un conto finale senza la preventiva approvazione della perizia di assestamento finale, circostanza quest'ultima, essi rilevano, sorvolata anche dai collaudatori; sì che, ancora, la corretta gestione della contabilità e di tutti gli atti relativi avrebbe imposto che gli atti contabili finali venissero tutti "riproposti ex novo" una volta che fossero stati emessi in precedenza, in deroga a quelli che sono i principi di corretta esecuzione di una commessa pubblica. Ne deriva che il conto finale in atti, al di là della mera apparenza del documento cartaceo prodotto, non può essere considerato in realtà come tale nella sostanza ai sensi e per gli effetti dei richiamati artt. 173 e174 DPR 554/99, e non possono pertanto trarsi dallo stesso, a parte l'apparente tempestività della firma (con riserva) dell'impresa in calce allo stesso, conseguenze negative per la società istante in relazione alla pretesa tardiva sua sottoscrizione sulla base (soltanto) di tal une incongruenze dello stesso. E va anche rilevato, come essi correttamente osservano, che la sottoscrizione e la conferma delle riserve da parte dell'impresa in calce allo stesso resta comunque come idonea volontà della stessa di rendere edotta la Stazione appaltante del suo intendimento di non abbandonare le pretese già avanzate e di esplicitarle su quell'atto contabile come predisposto dalla D.L.

3. La conclusione di un contratto aleatorio, che rimettesse interamente in capo ali' impresa costi e maggiori oneri derivanti anche da sospensioni ingiustificate ed immotivate dei lavori e a suo insindacabile giudizio, risulterebbe assolutamente incompatibile con la natura pubblica del committente e delle opere affidate all'appaltatore. La cura di interessi pubblici, come quelli connessi alle opere oggetto dell' appalto per cui è causa, non potrebbe trovare una adeguata tutela e salvaguardia nella conclusione di un contratto aleatorio.

4. Nell'appalto di opere pubbliche il Direttore dei lavori, a differenza dell'appalto privato, può essere considerato in ragione dei suoi compiti e delle sue attribuzioni come "organico" all'Ente e quindi sostanzialmente identificabile con lo stesso.




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