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Articolo inserito il 2-7-2009

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Consiglio di Stato, Sezione V, 16 giugno 2009

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(Sulla differenza tra gli “autoveicoli di soccorso” e gli ”autoveicoli per uso speciale” descritti all’art. 54, lett. g), del codice della strada)

SENTENZA N. 3873

L’art. 54, lett. g), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo Codice della Strada), definisce “autoveicoli per uso speciale: veicoli caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature e destinati prevalentemente al trasporto proprio. Su tali veicoli è consentito il trasporto del personale e dei materiali connessi col ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d’uso delle attrezzature stesse”. La definizione normativa consente, quindi, in relazione agli “autoveicoli per uso speciale”, il solo trasporto “del personale e dei materiali connessi col ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d’uso delle attrezzature stesse”, mentre non ne legittima l’uso per il trasporto di infermi. Ciò trova conforto nell’art. 1 del decreto ministeriale 5 novembre 1996, in materia di caratteristiche tecniche degli autoveicoli di soccorso avanzato con personale medico ed infermieristico a bordo, ove gli “autoveicoli per uso speciale” sono descritti come “destinati al trasporto delle attrezzature necessarie al primo soccorso con personale medico ed infermieristico a bordo” e non, invece, al trasporto dei pazienti.

FATTO E DIRITTO

1.Con la sentenza in epigrafe, il TAR Piemonte ha respinto il ricorso proposto dalle Società Croce Amica e Croce Amica Servizi Sanitari , in proprio e quali partecipanti alla costituenda ATI, avverso i seguenti atti:
deliberazione n. 122/B02/07 del 20.02.2007 del Commissario dell’Asl n. 1 di Torino con la quale si è deciso:
“1) di approvare il verbale notarile rep. 32758 del 18.01.2006, i verbali delle sedute del 24.10.2006, 13.11.2006, 12.01.2006 della Commissione aggiudicatrice della gara a procedura aperta per l’affidamento per 36 mesi del servizio di trasporto suddiviso in tre lotti per pazienti residenti nel territorio dell’Asl 1 di Torino, il verbale notarile rep. n. 33037 dell’01.02.2007 relativo alla mancata aggiudicazione del servizio di cui trattasi conseguentemente all’impossibilità da parte della Commissione Giudicatrice di formulare un giudizio di qualità nei confronti del R.T.I. concorrente per mancanza del possesso dei requisiti di idoneità per effettuare il servizio oggetto di gara, ritenendo pertanto il R.T.I. escluso dalla gara;
2) di dare atto che si procederà alla successiva indizione di procedura negoziata ai sensi dell’art. 56 comma 1 lett. a) D. L.vo 163/2006;
3) di proseguire, nelle more dell’indizione e aggiudicazione della procedura negoziata suddetta i contratti in essere con le ditte individuate nella precedente deliberazione n. 442/554/B02/06 del 31.08.2006 che hanno dichiarato la disponibilità ad una prosecuzione contrattuale sino al 30.04.2007”;
gli atti presupposti e conseguenti , ed in particolare il verbale notarile rep. 32758 del 18.01.2006, dei verbali delle sedute del 24.10.2006, 13.11.2006, 12.01.2006 della Commissione aggiudicatrice della gara a procedura aperta per l’affidamento per 36 mesi del servizio di trasporto suddiviso in tre lotti per pazienti residenti nel territorio dell’Asl 1 di Torino; il verbale notarile rep. n. 33037 dell’01.02.2007 “relativo alla mancata aggiudicazione del servizio di cui trattasi” all’Ati ricorrente, unica concorrente alla gara, “conseguentemente all’impossibilità da parte della Commissione giudicatrice di formulare un giudizio di qualità nei confronti del R.T.I. concorrente per mancanza del possesso dei requisiti di idoneità per effettuare il servizio oggetto di gara, ritenendo pertanto il R.T.I. escluso dalla gara”;
l’eventuale provvedimento di aggiudicazione definitiva del servizio de quo che fosse nelle more intervenuto all’esito della eventuale procedura negoziata e dell’eventuale contratto che fosse stato nelle more stipulato con l’aggiudicataria;
tutti gli atti presupposti e segnatamente del c.s.a. nella parte in cui all’art. 12 lett. b) ha richiesto l’indicazione della sede operativa dell’impresa se ed ove abbia inteso prevedere la preventiva disponibilità di una sede operativa autorizzata dall’Asl di Torino per la partecipazione alla gara e per l’aggiudicazione della stessa;
e per la condanna dell’Amministrazione resistente al risarcimento dei danni.
In particolare il TAR, dopo aver premesso che l’esclusione dalla gara dell’ATI tra le società ricorrenti era dovuta a cinque distinti profili di irregolarità, ciascuno dei quali costituiva distinta ragione di esclusione, per cui l’accoglimento del ricorso presupponeva la fondatezza di tutti i motivi dedotti, ha rigettato il ricorso ritenendo sufficiente l’infondatezza del quinto motivo che tendeva a contestare il rilievo della Commissione giudicatrice secondo cui “dall’esame delle carte di circolazione prodotte dal R.T.I. relative alle seguenti auto FIAT Panda … si rileva l’immatricolazione come autoveicoli di soccorso con personale medico e infermieristico a bordo, unico personale autorizzato ad essere trasportato. Pertanto tali mezzi non sono autorizzati al trasporto di altre persone (ai sensi Decreto Ministero Trasporti 05.11.1996”.
2. Avverso tale sentenza hanno proposto appello le ricorrenti originarie, deducendo quanto segue:
il TAR ha erroneamente ritenuto che le autovetture offerte non fossero obiettivamente idonee al trasporto dei pazienti uremici alla luce dell’art. 3 del c.s.a. che richedeva espressamernte che le concorrenti garantissero ttutti i mexzzzi e tutte le modalità di traporto espressamnete indicati dal’art. 41 dello stesso capitolato, tra cui appunto le autovetture. Invero le relative disposizioni (art. 1 D. M. 5.11.1996 ed art. 54, comma 1 lett. g, del nuovo Codice della strada (di cui la d. lvo 30.4.1992 n. 285) non prevedono per nulla che a bordo di detti mezzi non possano essere trasportati altri soggetti oltre il personale medico ed infermieristico, essendo omologati per cinque posti ed immatricolati per uso pseciale occorso avanzato; d’alra parte non rileva che la fiat Panda di per sè non sia idonea a trasportare persone diverse dal personale medico ed infermieristico in qaunto nulla vieta di utilizzare per i trasporti singoli di pazienti uremici i pulmini pure messi a disposizione dell’Azienda ed utilizzabili anche per trasporti multipli;
hanno poi espressamente riproprosto le ulteriori censure avanzate in primo grado e che il TAR aveva assorbito ritenendo sufficiente per il rigetto del ricorso l’infondatezza del quinto motivo.
3.Si è costituita in giudizio l’Azienda sanitaria che ha chiesto il rigetto dell’appello con la conferma della sentenza di 1° grado.
Con ordinanza n. 3336/2008, La Sezione ha respinto l’oiistanza cautelare proposto dalle appellanti.
In vista dell’udienza di merito, l’Azienda asanitaria ha chiesto l’improcedeibilità dell’appello in quanto le ricorrenti non avevano impugnato l’aggiudicazione definitiva dell’affidamento del servzio di trasporto sanitario, oggetto del presete contenzioso, a favore di altra impresa del settore. Ha concluso comunque per l’infondatezza dell’appello.
Alla pubblica udienza del 20 febbraio 2009, il ricorso è stato trattenuto in decisione.
4.Si può prescindere dall’eccezione di improcedeibilità sollevata dall’Amministrazione, in quanto l’appello è infondato nel merito.
Al riguardo vanno condivise le conclusioni cui è pervenuto il giudice di 1° grado.
Va precisato che l’accoglimento del ricorso presuppone la fondatezza di tutti i motivi dedotti, ciascuno dei quali avente ad oggetto una distinta ragione di esclusione dalla gara e che, per converso, l’infondatezza anche di uno solo dei motivi dedotti non consente l’accoglimento del ricorso in quanto i provvedimenti impugnati continuerebbero, in tal caso, a trovare fondamento nelle ragioni di esclusione oggetto del motivo ritenuto infondato.
Pertanto, l’attenzione può essere concentrata sul quinto motivo del ricorso originario (1° doglianza nell’appello), la cui infondatezzaè sufficiente per il rigetto dell’impugnativa.
Si tratta di quella parte della motivazione (vedi verbale in data 12 gennaio 2007) in cui la Commissione evidenzia, quale autonoma ragione d’invalidità dell’offerta presentata dall’A.T.I. concorrente, che “… dall’esame delle carte di circolazione prodotte dal R.T.I. relative alle seguenti auto FIAT Panda … si rileva l’immatricolazione come autoveicoli di soccorso con personale medico e infermieristico a bordo, unico personale autorizzato ad essere trasportato. Pertanto tali mezzi non sono autorizzati al trasporto di altre persone (ai sensi Decreto Ministero Trasporti 05.11.1996)”.
Tale assunto è contestato dalle società appellanti sotto due distinti profili:
le Fiat Panda sarebbero dotate di immatricolazione che ne consentirebbero l’utilizzo per il trasporto di infermi;
in ogni caso l’inidoneità delle Fiat Panda al trasporto infermi sarebbe irrilevante, in quanto il servizio avrebbe potuto essere svolto mediante i pulmini Ducato, oggetto anch’essi dell’offerta.
Cominciando dal primo dei citati aspetti – peraltro inammissibile in quanto non dedotto nel ricorso di primo grado che attiene al possibile utilizzo delle Fiat Panda offerte dalle società ricorrenti per il trasporto infermi, occorre osservare che l’art. 54, lett. g), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo Codice della Strada), definisce “autoveicoli per uso speciale: veicoli caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature e destinati prevalentemente al trasporto proprio. Su tali veicoli è consentito il trasporto del personale e dei materiali connessi col ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d’uso delle attrezzature stesse”.
La definizione normativa consente, quindi, in relazione agli “autoveicoli per uso speciale” (tipologia cui appartengono le Fiat Panda oggetto della loro offerta), il solo trasporto “del personale e dei materiali connessi col ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d’uso delle attrezzature stesse”, mentre non ne legittima l’uso per il trasporto di infermi.
Ciò trova conforto nell’art. 1 del decreto ministeriale 5 novembre 1996, in materia di caratteristiche tecniche degli autoveicoli di soccorso avanzato con personale medico ed infermieristico a bordo, ove gli “autoveicoli per uso speciale” sono descritti come “destinati al trasporto delle attrezzature necessarie al primo soccorso con personale medico ed infermieristico a bordo” e non, invece, al trasporto dei pazienti.
Anche l’esame della documentazione in atti (vedi docc. sub 27 prodotti dalle società ricorrenti) conferma questa impostazione, posto che nelle carte di circolazione relative alle Fiat Panda nulla si legge in relazione al trasporto di infermi, laddove nella carta relativa, ad esempio, ai pulmini Fiat Ducato, si legge, invece, la dicitura “autoambulanza di trasporto”, che indica appunto l’idoneità di tali autoveicoli al trasporto di pazienti.
Ciò premesso, neppure si può condividere la tesi delle società appellanti, secondo cui tale carenza sarebbe ininfluente, vista la possibilità di svolgere il trasporto dei pazienti, anziché con le Fiat Panda, mediante i pulmini.
Si osserva, al riguardo, che:
l’art. 41 del capitolato speciale d’appalto (inserito nella parte seconda disciplinare tecnico) prevede, in relazione ai lotti 1 e 2, che “Il servizio di trasporto dei pazienti uremici deve essere effettuato secondo le indicazioni cliniche del Centro Dialisi mediante: trasporto singolo in ambulanza barellata; trasporto con pulmino con accompagnatore per trasporti multipli, fino ad un massimo di 8 pazienti con o senza carrozzina; trasporto con auto senza accompagnatore, trasporto singolo e/o multiplo …”.
l’art. 3 del medesimo capitolato speciale d’appalto statuisce, inoltre, in relazione ai lotti 1 e 2, che “… la ditta concorrente dovrà assicurare tutte le tipologie di trasporto, con i mezzi e le modalità indicate nel presente capitolato nella parte seconda disciplinare tecnico”.
L’indicazione dei mezzi richiesti per il trasporto contenuta nell’art. 41 dello stesso capitolato e comprendente, oltre alle autoambulanze ed ai pulmini, le autovetture deve essere, quindi, considerata cumulativa, nel senso che la stazione appaltante richiedeva fossero poste a sua disposizione tutte e tre le tipologie di mezzi e non soltanto alcune di esse.
6.Per quanto considerato l’appello va respinto.
Le spese del presente grado di giudizio seguono, come di regola, la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, respinge l’appello indicato in epigrafe.
Condanna l’appellante al pagamento delle spese di giudizio liquidate complessivamente in euro 5.000,00 (cinquemila), a favore della parte appellata.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 3 Marzo 2009 con l’intervento dei Signori:
Pres. Marzio Branca
Cons. Aniello Cerreto Est.
Cons. Francesco Caringella
Cons. Giancarlo Montedoro
Cons. Giancarlo Giambartolomei



 
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